Per i cattolici praticanti migliore esperienza matrimoniale e sessuale: nuovo studio

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La sessualità dei cattolici sposati che frequentano la chiesa. Migliore o peggiore dei non credenti e non praticanti? Le risposte in un’indagine.


 

La fede cattolica associata a una maggiore soddisfazione nella vita di coppia e nell’intimità sessuale.

È quanto emerge da una ricerca americana che ha esaminato il rapporto tra pratica religiosa, qualità del matrimonio e soddisfazione sessuale, ed è stata realizzata dall’Institute for Family Studies.

Gli autori e sociologi Rich Dell’Isola (Kansas State University), Brad Wilcox (Virginia University) e Jane Lankes Smith (The Ohio State University) hanno analizzato diversi indicatori della vita matrimoniale e sessuale degli americani, concentrandosi in particolare sull’affiliazione religiosa.

 


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Felicità di coppia e meno divorzi

Il 79% dei cattolici che frequentano la chiesa si dichiara molto felice del proprio matrimonio, contro il 66% dei coniugi non religiosi.

Il dato è simile, pur leggermente inferiore, tra i protestanti praticanti, tra i quali la percentuale raggiunge il 74%.

La ricerca evidenzia inoltre che i credenti che frequentano regolarmente le funzioni religiose tendono a sposarsi più spesso e a divorziare meno rispetto ai loro coetanei secolarizzati.

 

 

Cattolici e soddisfazione sessuale

Le differenze emergono anche nell’intimità.

Tra i coniugi cattolici praticanti di età compresa tra 20 e 54 anni, il 69% dichiara di avere rapporti sessuali almeno una volta alla settimana, contro il 60% dei cattolici che frequentano poco la chiesa e il 47% delle persone senza religione.

 

 

Quanto alla soddisfazione sessuale, si dichiara soddisfatto il 55% dei cattolici praticanti, contro il 45% dei cattolici non praticanti e il 40% dei non religiosi.

 

La spiegazione dei sociologi

Secondo gli autori, uno degli elementi più importanti è la concezione del matrimonio come impegno permanente.

Condividere valori e convinzioni, pregare e coltivare una fede vissuta concretamente sembrano associarsi a una maggiore stabilità e soddisfazione coniugale. Si tratta tuttavia di associazioni statistiche, che non dimostrano da sole un rapporto diretto di causa ed effetto.

La ricerca conferma così una tendenza già segnalata in passato.

Nell’aprile 2016, infatti, un’indagine apparsa sulla rivista Applied Research in Quality of Life aveva evidenziato il legame tra partecipazione religiosa e soddisfazione nella vita sessuale, riscontrando tra i cattolici sposati e impegnati una migliore salute mentale, una maggiore soddisfazione di vita e migliori relazioni sessuali in generale.

 


Sessualità, chi frequenta la Chiesa è più soddisfatto
(08/04/2016)


 

Fede e matrimonio

Questi rapporti evidenziano anche un apparente paradosso: il matrimonio e la pratica religiosa sono entrambi in declino negli Stati Uniti, ma tra chi continua a frequentare regolarmente la chiesa il legame con la vita familiare rimane particolarmente forte.

La recente indagine ha osservato infatti che gli americani tra i 20 e i 54 anni, chi frequenta regolarmente la Messa ha una probabilità del 39% maggiore di essere sposato rispetto a chi non lo fa.

Un dato che suggerisce come una fede impegnata continua ad essere associata anche ad una più forte propensione alla vita matrimoniale, pur in una società più secolarizzata rispetto al passato.

 


 

Autore

La Redazione

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