Don Santoro, il prete di strada non vuole Cristo: «È divisivo»
- Ultimissime
- 16 Set 2026

Problemi con Dio, con Cristo e con la Chiesa. Don Alessandro Santoro è prete ma assomiglia più ad un (pur bravissimo) operatore socio-assistenziale.
«Da prete, dubito anche di Dio e frequento solamente i poveri».
È il titolo scelto per l’intervista de Il Fatto ad don Alessandro Santoro, sacerdote della diocesi di Firenze e da 32 anni alla guida della Comunità delle Piagge.
Una frase che riassume bene la parabola di questo religioso, sempre che non si offenda ad essere chiamato così.
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“La croce è divisiva”
Niente crocifisso sui muri, per scelta, perché è «un simbolo che divide». Meglio «la Costituzione», riflette, «è un buon sostituto».
Nemmeno una piccola croce al collo? No, «mi allontana dagli altri».
Vestirsi da prete non se ne parla, le uniche volte con la talare è per cingerla con una sciarpa arcobaleno.
Nel 2009 sposò un transgender in chiesa e il vescovo di Firenze lo sollevò dalla cura pastorale della Comunità.
Un anno dopo chiese di tornare, riconoscendo di aver provocato «disagio e turbamento» alla comunità ecclesiale ma senza dirsi pentito.
Anzi, disse, la colpa è della Chiesa che è ancora «chiusa».

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Don Santoro e gli slogan
Oggi, dopo 26 anni, iniziano i dubbi anche su Dio. Perché, dice, «la vita è un mistero» e non è certo che «lì ci sia Gesù».
Obbedendo al prototipo dei “preti di strada”, Santoro rivendica anche avversione alla Chiesa come istituzione.
«E’ un grande brand», afferma, «io preferisco obbedire al Vangelo».
Alessandro Santoro parla per slogan, è così che si piace alla gente che piace. Altrimenti come arrivare in prima pagina su Il Fatto?

I preti di strada
Nel cattolicesimo italiano del post-’68 si è progressivamente affermata la figura del “prete di strada” che si occupa delle “comunità di base”. Il più noto in Italia è stato don Andrea Gallo.
Una definizione curiosa, come se gli altri sacerdoti fossero da “stanza dei bottoni”.
Pur essendo politicamente schierati in maniera pubblica (e la laicità?), sono persone che fanno senza dubbio del bene: militanza sociale, impegno per gli ultimi e denuncia delle ingiustizie.
Tutto utile, nulla da obiettare.

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Non servono i preti per la filantropia
Il problema non è certo l’attenzione ai poveri, che appartiene al cuore del cristianesimo.
Santoro può benissimo credere di «obbedire al Vangelo», contrapponendolo alla Chiesa istituzionale.
Ma nel Vangelo, Gesù non ha chiesto ai suoi discepoli di diventare indistinguibili dal mondo. Semmai di essere «sale della terra» e «luce del mondo», addirittura «segno di contraddizione».
Il povero nel cristianesimo non è semplicemente una categoria sociale da assistere.
E’ una persona da amare in quanto immagine di Cristo, a cui testimoniare quel Padre che salva dalla miseria umana, prima che materiale.
Se si rinuncia a comunicare Cristo perché divisivo, allora lo stesso per coerenza vale per Dio, per l’essere prete.
Ecco perché Santoro ha optato per l’anonimato, l’essere «nudo tra la gente». Così parla solo di quanti servizi sociali offre, del microcredito e dei soldi prestati.
Ma non c’è bisogno dei preti per la filantropia. Lo sanno fare molto meglio, con maggiori mezzi e qualità, le ONG e le associazioni civili.
Santoro ha studiato anni in seminario per diventare un operatore socio-assistenziale. Non era più semplice seguire un normale corso regionale?











12 commenti a Don Santoro, il prete di strada non vuole Cristo: «È divisivo»
Perché queste persone si fanno preti o continuano a fare i preti se hanno una fede così traballante? Perché non va a lavorare? Forse è troppo comodo fare il filantropo senza andarsi a guadagnare il pane come fanno tutti?
Sono anche queste le cose che fanno allontanare i fedeli dalla Chiesa.
Se la Croce è divisiva, quindi si vergogna del Signore, vada a zappare la terra! Sono atteggiamento che mi indignano non meno di un prete pedofilo, perché questo sicuramente è un malato, ma chi rinnega Cristo lo trovo insopportabile.
Gente come questa andrebbe semplicemente scomunicata, al pari dei c.d. tradizionalisti oltranzisti.
Detto ciò, non ho dubbi che questa persona lavori già adesso e si guadagni da vivere.
Come e quando dovrebbe lavorare?
“Sposò un transgender” nel senso che ne celebrò il matrimonio oppure che lui era l’altro coniuge???
Preferisce obbedire al Vangelo piuttosto che alla Chiesa. Non ci sono già i protestanti per questo?
Obbedire al Vangelo considerando Gesù Cristo divisivo???
Sacerdozio tradito
Questo non è un sacerdote.
Dire che la croce di Cristo è divisiva vuol dire non aver capito proprio niente.Proprio la croce di Cristo ci rende tutti fratelli,il Sangue versato dal Signore Gesù è per tutti,credenti e non credenti,Cristo è morto per tutti.Preferire la costituzione poi che non sono altro che leggi umane al quale si è costretti ad obbedire a prescindere è il colmo,perché l’amore cristiano è un dono e l’amore a differenza della legge da sempre di più di quanto richiesto e tratta i poveri come Cristo stesso:”Vi do un comandamento nuovo:Amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi” e ancora:”Non c’è amore più grande di questo:dare la vita per i propri amici”.I poveri sono un riflesso di Cristo,non si può amare e i poveri e vergognarsi di Cristo,altrimenti il giorno del giudizio sarà Cristo a vergognarsi di noi,noi amiamo perché Dio ci ha amati per primo.Mi spiace dirlo ma questo sacerdote potrebbe essere un giuda,anche lui secondo me come giuda iscariota recriminerebbe a Maria il gesto di ungere il Capo al Signore Gesù dicendo che sarebbe stato meglio venderlo per darlo ai poveri.La religione non è un insieme di cose da fare per salvarsi,anche perché la salvezza non è in nostro potere e tutto è vanità se non è fatto per amore di Dio;uno spillo raccolto da terra per amore di Dio ha un valore enorme,una vita spesa per i poveri solo per ideologia disprezzando Dio,la croce e la Chiesa è solo vanità.Arriverà il giorno del Signore,busserà alla porta,dirà:”apri Signore,apri ho vissuto e predicato il Vangelo” ma Egli risponderà:”non ti conosco,non so di dove sei,lontano da me voi operatori di iniquità”.Possa il Signore aprire gli occhi a questo Suo ministro e tanti altri come lui,poveri confusi che seminano scandalo e confusione nella Chiesa.Guardali tutti Signore con gli occhi della Tua Misericordia,perché sono Tuoi Ministri sacri e non ministri del mondo.Gesù confido in Te.
Don Santoro è una delle persone più belle, buone e generose che ho incontrato nella mia vita.
Nessuno lo mette in dubbio, ma non serve essere prete per essere belli, buoni e generosi. I sacerdoti hanno uno scopo diverso, poi se hanno anche quelle caratteristiche ben venga.
Può essere, ma la sua vocazione non è quella di essere bello, buono e generoso.
Ce ne sono tanti come lui ma non per questo si sono fatti preti. E sarebbe opportuno che anche lui si ponesse la domanda su cosa significhi continuare a esserlo.