Dopo l’arcivescova, procede lo scisma anglicano: scelta la nuova sede in Africa

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Nuovo passo di rottura: il ramo emerso dallo scisma anglicano dopo la nomina di Sarah Mullally ad arcivescovo di Canterbury si stabilizza in Nigeria.


 

La frattura all’interno dell’anglicanesimo assume una dimensione concreta.

La Global Anglican Communion, la struttura nata a seguito della nomina di Sarah Mullally ad “arcivescova” di Canterbury, ha stabilito la propria sede.

Sarà ad Abuja, capitale della Nigeria.

La decisione è stata presa il 22 agosto a Recife, in Brasile, dal Global Anglican Council e annunciata il 29 agosto dal suo presidente, l’arcivescovo Laurent Mbanda.

Non ne parliamo certo per gioire della crisi che attraversa i nostri fratelli separati, ma per sottolineare le tragiche conseguenze di scelte come l’apertura al sacerdozio femminile, che vengono frequentemente richieste anche nel mondo cattolico.

 


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Perché la scelta dell’Africa

La scelta della località geografica non è casuale.

Abuja è infatti la città nella quale, nel marzo 2026, si era riunita la Global Anglican Future Conference (GAFCON), il ramo anglicano critico verso le aperture progressiste. Si ritrovarono 347 vescovi e 121 rappresentanti laici e del clero provenienti da 27 province.

In quell’occasione, GAFCON aveva contestato il ruolo delle strutture legate a Canterbury, sostenendo di rappresentare la continuità dell’anglicanesimo fedele alla Scrittura e alla tradizione della Riforma.

Mons. Mbanda nel comunicato ufficiale ha parlato esplicitamente di «nuovo capitolo» e di voler «riorganizzare la Comunione Anglicana».

La nuova sede non sarà soltanto un centro amministrativo. Abuja dovrebbe diventare progressivamente anche un luogo di incontro, formazione e preparazione dei leader anglicani.

La scelta dell’Africa conferma inoltre il crescente peso demografico ed ecclesiale delle Chiese anglicane del Sud globale, in particolare quelle africane.

 

Sarah Mullally

 

Lo scisma anglicano dopo l’arcivescova

La vicenda rappresenta un ulteriore sviluppo di quanto raccontato da UCCR nei mesi scorsi.

Nell’ottobre 2025 si verificarono le prime divisioni a seguito dell’elezione di Sarah Mullally, prima donna ad essere arcivescova di Canterbury.

Nel marzo 2026 era stata annunciato lo scisma anglicano.

Nel frattempo GAFCON ha sostituito il precedente Primates Council con un Global Anglican Council, composto da primati, vescovi, sacerdoti e laici.

 


Scisma tra gli Anglicani: disconosciuta l’arcivescova di Canterbury
(09/03/2026)


 

I cattolici osservino con attenzione

A causa di scelte non condivise e profondamente divisive tra i fedeli, l’anglicanesimo mondiale si trova così davanti a una trasformazione radicale.

Non più soltanto una disputa interna, ma la nascita di una struttura parallela che intende sfidare Canterbury e rappresentare una parte significativa dell’universo anglicano.

Autore

La Redazione

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3 commenti a Dopo l’arcivescova, procede lo scisma anglicano: scelta la nuova sede in Africa

  • Bruno ha detto:

    Il Cristianesimo non sarebbe la religione “divisiva” per definizione? Non dovrebbe essere la religione del fare la cosa giusta anche se impopolare? Se si ritiene l’apertura al sacerdozio femminile come giusta, la si dovrebbe sostenere anche a costo di subire scismi. Se invece la si ritiene sbagliata, allora non ha importanza se è popolare o impopolare.

  • G.B. ha detto:

    Alla radice di questa vicenda sta la scelta di permettere il sacerdozio femminile, il resto viene di conseguenza. Una volta che una donna può fare il prete come si può impedire che possa anche diventare vescovo e salire ai gradi più alti della gerarchia? La nomina dell’arcivescova di Canterbury ha solo reso più evidente una realtà che era già in corso da diversi anni.

    Nota a margine: il correttore automatico mi segnala la parola “arcivescova” come sbagliata…