Il filosofo agnostico si è appena convertito al cattolicesimo. Ora spiega perché
- Ultimissime
- 25 Ago 2026

Pochi giorni fa l’annuncio del giovane Joseph Schmid. Dal “nuovo ateismo” allo studio dei miracoli, poi la conversione del cuore.
«Dio esiste. Cristo è il Signore. Abbraccio Roma».
Con queste parole Joseph Schmid, giovane statunitense, dottorando in filosofia a Princeton e noto per le sue posizioni critiche al teismo, ha annunciato pubblicamente la propria conversione al cattolicesimo.
Battezzato e cresciuto in una famiglia cattolica, Schmid precisa di essere tecnicamente un “revert” (colui che torna alla fede che aveva abbandonato): «La conversione è un cambiamento del cuore e della mente. E questo è appena successo».
Il suo percorso è stato raccontato pochi giorni fa in un lungo video sul suo canale YouTube. Essendo anche un influencer, ha preparato l’annuncio della conversione secondo i crismi adatti per diventare virale. E ci è riuscito.
Ma ciò non significa che il cambiamento non sia autentico.
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Seguace del “nuovo ateismo”
Durante l’adolescenza, ha spiegato, aveva abbandonato la fede, arrivando a definirsi ateo e naturalista.
Il primo dubbio era nato proprio a scuola, confrontandosi con l’evoluzionismo e il problema della sofferenza animale. Da qui iniziò un’intensa ricerca attraverso dibattiti e contenuti online sul rapporto tra ateismo, teismo e cristianesimo.
Schmid racconta di aver seguito, tra gli altri, gli esponenti del “nuovo ateismo”, come Richard Dawkins, Sam Harris e Daniel Dennett.
Alla fine del liceo si era convinto che «l’ateismo è vero, quindi Dio non esiste», arrivando ad abbracciare il naturalismo: «Alla base, il mondo è semplicemente indifferente. Non c’è uno scopo fondamentale, non c’è una mente fondamentale».

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Il passo verso il teismo
La situazione cambiò quando scoprì il lavoro del filosofo cristiano Josh Rasmussen.
«C’erano tutti questi argomenti nuovi e interessanti che sembravano davvero convincenti alla mia mente», racconta Schmid nel video.
Dopo un lungo scambio di email con Rasmussen, arrivò a una prima conclusione: «Non posso più mantenere il mio naturalismo fiducioso». Non era ancora diventato credente: si definiva agnostico convinto.
Durante i primi anni del dottorato, però, il pendolo iniziò nuovamente a muoversi.
Schmid racconta di aver gradualmente iniziato a considerare il teismo come «un’ipotesi relativamente semplice, coerente, non arbitraria ed elegante», capace di offrire «una spiegazione unificante di una vasta e diversificata serie di dati».
Tra questi cita il cosiddetto fine tuning dell’universo, l’esistenza delle leggi della natura, la comparsa della coscienza, la razionalità umana, la conoscenza morale, la prova del senso religioso e la bellezza.
«Stavo riflettendo su tutti questi diversi pezzi di dati e su tutte le coincidenze che avrei dovuto accumulare una sopra l’altra per rimanere ateo», spiega. «E diventa sempre più difficile».
Restavano tuttavia importanti ostacoli, in particolare il problema del male.

Lo studio dei miracoli cattolici
La svolta decisiva arrivò attraverso lo studio dei miracoli. Gli unici documentati seriamente: quelli cattolici
Schmid racconta di essersi imbattuto in testimonianze, documentazione medica, fotografie, radiografie e analisi di laboratorio riguardanti fenomeni soprannaturali, in particolare guarigioni, apparizioni e miracoli eucaristici. «Ero completamente immerso nelle prove», confessa.
Tra i casi che hanno maggiormente attirato la sua attenzione cita Lourdes, Fatima, Zeitoun, le presunte apparizioni avvenute al Cairo, e le esperienze mistiche di Padre Pio.
«Stiamo parlando di video, fotografie, analisi di laboratorio in cieco, radiografie», spiega, non semplici guarigioni dal mal di testa.
È soprattutto la quantità e la convergenza dei casi ad averlo messo in difficoltà.
Schmid ammette di aver iniziato a domandarsi quale spiegazione naturale potesse rendere conto di una tale concentrazione di fenomeni apparentemente inspiegabili. «Stavo iniziando a muovermi sulla sedia, iniziavo a sentirmi a disagio», racconta.
E ancora: «Mi sembrava che l’universo stesse cospirando per far sembrare che Dio esista». Aggiungendo però che tutto sembrava avere «implicazioni a favore di specifiche dottrine cattoliche».

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Infine, la conversione del cuore
È a questo punto che il giovane filosofo americano approda al teismo cattolico.
«Ho iniziato a vedere il cattolicesimo sotto la stessa luce con cui vedevo il teismo», cioè una spiegazione ragionevolmente omnicomprensiva di tutti i dati della realtà.
La svolta definitiva è arrivata dopo una conversazione di circa quattro ore con l’amico Ethan Muse (filosofo alla Rutgers Philosophy) proprio sulle esperienze mistiche di Padre Pio: «Lì mi sono convertito intellettualmente che il cattolicesimo è vero».
Il passaggio, però, non è stato solo intellettuale. «La conversione non è soltanto un cambiamento di mente», spiega giustamente. «È un cambiamento del cuore».
Ricorda così che l’adesione anche morale alla fede è sgorgata con la vita dei santi, in particolare di Maria Goretti, il cui perdono nei confronti del suo assassino lo travolse.
E poi San Massimiliano Kolbe, San Damiano de Veuster e, naturalmente, la figura di Cristo nei Vangeli, soprattutto per il suo insegnamento sull’amore del prossimo, sul perdono e sul sacrificio di sé.
«Alla fine si passa dal “Oh no, ci sono così tante prove a favore del cattolicesimo” a “questo è meraviglioso, questo è bellissimo”», racconta il giovane filosofo. «Un vero cambiamento del cuore».

Cosa lo attende
Joseph Schmid ha infine annunciato che il suo canale cambierà parzialmente direzione.
Continuerà a occuparsi di filosofia, ma intende concentrarsi soprattutto sulla difesa razionale del teismo e del cattolicesimo.
C’è una fortissima somiglia tra la sua storia -quella di una conversione prima solo intellettualmente, per poi essere raggiunto dal dono della fede- e quella dell’italiano Lorenzo Ricchieri, di cui UCCR ha già parlato.
Con la grande differenza che per il secondo, dopo l’abbandono dell’ateismo, il percorso si è fermato al teismo classico.
Il cammino di Schmid invece ha fatto un passo in più: «Questa è la mia storia di conversione», ha detto in conclusione. «In definitiva è una storia d’amore».


















2 commenti a Il filosofo agnostico si è appena convertito al cattolicesimo. Ora spiega perché
Quando ho letto “padre io” ho smesso di leggere e mi sono convinto che siamo difronte ad un imbecille.
Ti fa comunque onore seguire ogni giorno un blog cattolico nonostante tu non creda. Ti trovo molto più religioso di molti religiosi.
Rispetto a Padre Pio ti invito a fare lo stesso che ha fatto il giovane dell’articolo: liberarti dei pregiudizi e studiare il caso in modo serio e su fonti ufficiali.