«Perdonare chi uccise padre Hamel è il primo frutto del suo martirio»
- Ultimissime
- 21 Ago 2026

Al Meeting di Rimini la testimonianza della sorella di padre Jacques Hamel, ammazzato durante la Messa nel 2016. Presente anche la madre del killer.
Il Meeting per l’amicizia tra i popoli non poteva iniziare in modo migliore.
La più importante manifestazione culturale cattolica in Italia, organizzata da Comunione e Liberazione, è iniziata oggi a Rimini per la 47° volta.
Ad aprire l’edizione 2026, poche ore fa, è stata la testimonianza di Roseline Hamel, sorella di padre Jacques Hamel, ucciso sull’altare nel 2016, e Nassera Kermiche, madre di uno degli attentatori.
Ha introdotto l’incontro Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting.
Resta aggiornato iscrivendoti ai nostri nuovi canali:
L’attentato a padre Hamel nel 2016
Due donne unite da una tragica vicenda, diventate amiche e «sorelle di dolore».
Della loro incredibile storia e della loro autentica, scandalosa e impossibile amicizia, abbiamo già parlato due mesi fa, consigliando anche il libro intitolato: “Sorelle di dolore“ (Ares e Libreria Editrice Vaticana 2026).
Tutto nasce dall’attentato del 26 luglio 2016, quando padre Jacques Hamel, sacerdote francese, venne assassinato sull’altare da due terroristi islamisti durante la Messa nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, in Normandia.
Uno degli assassini è Adel Kermiche, figlio di Nassera. Anche lui morirà quel giorno, ucciso dalla polizia.

La sorella di padre Hamel e la madre del killer: l’amicizia sfida ogni logica
(05/06/2026)
Un’amicizia scandalosa
E’ proprio lei che Roseline, sorella del sacerdote, volle contattare ed incontrare dopo la tragedia.
Nonostante il dolore e le responsabilità che sembrerebbero contrapporle, le due donne scelgono di sostenersi reciprocamente, arrivando a costruire negli anni una profonda amicizia.
Entrambe erano presenti oggi all’incontro e hanno ripercorso quel giorno tragico, ognuna dal suo punto di vista.
E poi hanno raccontato della decisione di onorare in qualche modo la memoria di padre Hamel con la testimonianza pubblica di un’amicizia che supera e vince sull’odio.
E’ in particolare l’incredibile figura di Roseline Hamel a risplendere, da lei è nato tutto ed è lei che testimonia la capacità di perdono cristiano fiorito dopo l’attentato.

Il martirio che dona frutto
Ci colpisce anche la forza di questa donna capace di compatire sinceramente la sofferenza della madre del killer di suo fratello, aiutandola a superare il dolore per la perdita del figli e per il suo gesto barbaro.
E’ addirittura lei stessa ad aver voluto accompagnare Nassera Kermiche presso la tomba del figlio.
E’ davvero un altro mondo.
Sul finire dell’incontro, Roseline Hamel ha affermato: «E’ stato mio fratello a insegnarmi il perdono. Forse è difficile da capire, ma fa parte del primo frutto del martirio di padre Hamel».


















3 commenti a «Perdonare chi uccise padre Hamel è il primo frutto del suo martirio»
Che amicizia SCANDALOSA! Chissà come si indigneranno i tradizionalisti-lefebvriani! Sento già i loro commenti: “Ma la sorella non le ha nemmeno detto di convertirsi?! Ma come si fa? Qui si legittima l’Islam! Qui si è complici dell’omicidio di un sacerdote! Qui viene giù tutto! Siamo in stato di necessità!”
Vera seguace nei fatti di Gesù Cristo che ha perdonato i suoi persecutori ed ha offerto, in ossequio alla volontà del Padre, la Sua vita per la salvezza di tutto il genere umano.
Sublime testimonianza