Il Papa incontra Patti Smith, i catto-farisei non lo perdonano

papa patti smith

L’incontro tra il Papa e Patti Smith scandalizza le pagine tradizionaliste. Vorrebbero una Chiesa che parla solo con se stessa: ma è una visione sterile, già sconfitta.


 

Una polemica che si ripresenta puntualmente.

È bastata una fotografia di Papa Leone XIV accanto alla cantante americana Patti Smith per riaccendere il furore dei catto-farisei.

 

Le critiche dei catto-farisei

Le solite pagine del tradizionalismo cattolico hanno infatti ricordato le posizioni favorevoli all’aborto espresse dall’artista.

Hanno anche ripescato una frase contenuta nel brano “Gloria” del 1975: «Gesù è morto per i peccati di qualcuno , ma non per i miei».

Da qui l’accusa al Pontefice di aver ricevuto in udienza una figura incompatibile con la fede cattolica.

I farisei più scandalizzati sono stati “InfoVaticana” e “LifeSiteNews”. In Italia, fortunatamente, nessuno è sceso a tale livello, neanche Antonio Socci o Aldo Maria Valli.

 

Il Papa e Patti Smith: perché l’udienza?

L’incontro con l’artista punk, in realtà, si inserisce nel dialogo che il Vaticano intrattiene da anni con il mondo della cultura.

Patti Smith non è cattolica, è cresciuta come Testimone di Geova e ha maturato un’avversità per la religione. Ma negli ultimi anni ha più volte manifestato interesse per il cristianesimo, soprattutto -lei dice- grazie a Papa Francesco e padre Antonio Spadaro.

Ha collaborato con iniziative promosse dalla Santa Sede e quest’anno è stata coinvolta anche nel Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia.

Tra l’altro, lei stessa ha in qualche modo minimizzato quel versetto di 57 anni fa: «Chiunque voglia limitarmi a una frase di 20 anni fa è uno sciocco!», disse nel 2014. «Non sono contro Gesù, ma avevo 20 anni, volevo fare i miei errori e non volevo che nessuno morisse per me».

 


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Un cattolicesimo sterile e immaturo

Secondo i farisei, il Papa dovrebbe frequentare soltanto cattolici irreprensibili e privi di peccato oppure, al massimo, peccatori già pubblicamente pentiti.

Una Chiesa chiusa in una bolla, dove i credenti parlano soltanto con altri credenti, evitando chi è lontano, dissente o vive in contrasto con l’insegnamento cristiano.

E’ esattamente l’obiezione che rivolgevano scandalizzati a Gesù, quando mangiava con pubblicani e peccatori, si lasciava avvicinare dalle prostitute, dialogava con persone considerate impure, suscitando lo scandalo di chi riteneva che un maestro religioso dovesse mantenersi “contaminato” il meno possibile.

La risposta di Cristo fu netta: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati» (Mt 9,12).

Pensare che il successore di Pietro debba isolarsi da chi non condivide pienamente la fede significa proporre un cattolicesimo che rinuncia alla missione stessa della Chiesa. È una visione già sconfitta dalla storia, incapace di evangelizzare perché incapace perfino di incontrare.

L’unico approdo coerente di questa mentalità è una Chiesa ridotta a enclave autoreferenziale, come quella sognata dagli ambienti più estremi del tradizionalismo lefebvriano, dove il dialogo con il mondo viene percepito non come un’opportunità evangelica, ma come una colpa.

Tra l’altro, guardando a coloro che condannano il Papa come John-Henry Westen (direttore di “LifeSiteNews”), e usando una immaginaria bilancia di colpevolezza, certamente è più “peccaminoso” fare da cassa di risonanza dello scomunicato Carlo Maria Viganò che incontrare Patti Smith.

 


Leone XIV incontra i tradizionalisti fedeli al Concilio Vaticano II
(14/03/2026)


 

Gli incontri “scandalosi” di Benedetto XVI

Naturalmente i farisei cattolici si dichiarano nostalgici di Ratzinger (suo malgrado).

Ma non hanno mai obiettato ai numerosi incontri di Benedetto XVI con Julia Kristeva (femminista atea e comunista), Hans Küng (teologo dissacrante) e Roberto Benigni (comico di orientamento progressista), oltre che con dittatori e persecutori dei cristiani come Raúl Castro, Robert Mugabe e Muammar Gheddafi.

E no, in nessuno di questi casi Papa Ratzinger incontrò queste persone per chiedere loro di convertirsi. Almeno non è mai emerso pubblicamente.

Autore

La Redazione

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4 commenti a Il Papa incontra Patti Smith, i catto-farisei non lo perdonano

  • lorenzo ha detto:

    Non sono i sani ad aver bisogno del medico ma i malati… purché però il medico faccia il medico e non il piccione!

    • lorenzo ha risposto a lorenzo:

      Piacione, non piccione: maledetto correttore automatico!

    • Gabriel ha risposto a lorenzo:

      ovvero…?

      • lorenzo ha risposto a Gabriel:

        I malati hanno bisogno di un medico, amico sincero, che diagnostichi la malattia e proponga la cura: il medico che, per fare piacere al malato, non diagnostica la sua malattia, si rende complice della morte del malato.

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