Oggi la Francia festeggia la laicità imposta con la ghigliottina

francia ghigliottina

Il 14 luglio 1789 iniziò il primo tentativo di instaurazione violenta della laicità di Stato. In 17 mesi oltre 100 mila vittime.


 

«L’ultimo re sia strangolato con gli intestini dell’ultimo prete».

Lo scrisse Denis Diderot celebrando uno strano concetto di libertà, di uguaglianza e di fraternità. E’ quello che si festeggia oggi, 14 luglio, in Francia.

Parate militari, fuochi d’artificio e celebrazioni pubbliche ricordano l’inizio della Rivoluzione francese con la presa della Bastiglia del 1789.

 


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17 mesi di Terrore laico

Dopo soli quattro anni iniziò anche il periodo del Terrore e nei diciassette mesi successivi si registrò un numero di vittime stimato generalmente dagli storici come centomila, una media di quasi 200 morti al giorno.

«In poco tempo», ha scritto lo storico tedesco Michael Hesemann, «furono ammazzate più persone di quante morirono nella crociata contro i catari, nei “secoli bui” del Medioevo e delle vittime dell’Inquisizione nei suoi cinquecento anni di storia in Europa»1M. Hesemann, “Contro la Chiesa”, San Paolo 2009, p. 276-279.

La repressione, in nome della fraternité, colpì soprattutto i credenti, laici e religiosi.

Dopo l’inizio della Rivoluzione, i beni ecclesiastici furono infatti confiscati, gli ordini religiosi soppressi e, con la Costituzione civile del clero del 1790, vescovi e sacerdoti vennero posti sotto il controllo dello Stato.

Papa Pio VI condannò il provvedimento e migliaia di sacerdoti rifiutarono di prestare giuramento alla nuova autorità rivoluzionaria. Da quel momento furono considerati “refrattari” e divennero bersaglio di arresti, deportazioni ed esecuzioni.

 


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I massacri e i martiri della Rivoluzione

Una feroce campagna di scristianizzazione che portò alla chiusura di molte chiese o alla loro trasformazione in magazzini e templi dedicati al Culto della Ragione, mentre croci, statue e reliquie vennero distrutte.

Nello stesso periodo il calendario cristiano fu sostituito da quello repubblicano e il culto cattolico, in molte regioni, fu costretto alla clandestinità.

Tra gli episodi più drammatici figurano il massacro dei Carmelitani di Parigi del settembre 1792, in cui 191 sacerdoti e religiosi vennero uccisi per la loro fedeltà alla Chiesa.

E poi le deportazioni dei sacerdoti a Rochefort, gli annegamenti di Nantes e le stragi della Vandea, ancora oggi oggetto di studi e dibattiti storici per l’entità delle vittime.

I martiri carmelitani furono beatificati da Pio XI nel 1926 mentre 16 carmelitane sono state canonizzate da Papa Francesco nel 2022.

 


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I “Giordano Bruno” del laicismo

I “Giordano Bruno” della rivoluzione laicista francese furono centinaia, tra i tanti ricordiamo il fondatore della chimica moderna, Antoine-Laurent Lavoisier, il quale chiese un rinvio dell’esecuzione per concludere un esperimento.

Gli fu risposto: «La Repubblica non ha bisogno di scienziati».

Si trattò del primo esperimento comunista, del primo tentativo di culto dello Stato, della prima instaurazione violenta della religione laica.

Oggi si festeggia orgogliosamente tutto questo in Francia.

Come ha affermato l’eminente filosofo francese Remì Brague, «c’è una certa ironia nel fatto che i sostenitori francesi di una “laicità militante”, dunque guerriera, vogliano mettere in imbarazzo i credenti rievocando le violenze passate», risalenti alle Crociate medievali.

Autore

La Redazione

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7 commenti a Oggi la Francia festeggia la laicità imposta con la ghigliottina

  • Sergio- ha detto:

    La Vandea, una regione della Francia occidentale fortemente cattolica e legata alle tradizioni locali, insorse contro la Repubblica.
    Le cause principali furono la leva militare obbligatoria e la persecuzione dei sacerdoti locali.
    La risposta di Parigi fu una repressione durissima guidata dal generale Turreau e dalle sue “colonne infernali”: violenza di massa: interi villaggi vennero bruciati e la popolazione civile fu colpita indiscriminatamente.
    Annegamenti di Nantes: migliaia di prigionieri, inclusi preti, donne e bambini, vennero annegati nel fiume Loira.
    Il bilancio: gli storici stimano che le vittime del conflitto in Vandea siano state tra le 150.000 e le 200.000.
    E’ storicamente documentato che in Vandea furono condotti esperimenti con gas tossici, tentativi rudimentali di guerra chimica sul campo, falliti solo per l’inadeguatezza delle tecnologie del Settecento.
    “Camere a gas” ante litteram.
    La narrazione laicista ha “dimenticato” tutti questi orrori.
    AL massimo erano “dettagli”, da ignorare di fronte alla sublime “laicità rivoluzionaria”.

  • Sergio- ha detto:

    “Stragi di stato” del ‘700.

  • Giorgio ha detto:

    L’aura di mito che tuttora circonda un sanguinario fanatico come Robespierre e un tiranno megalomane come Bonaparte è un capolavoro di mistificazione

  • Manlio Padovan ha detto:

    Sempre grande Denis Diderot!

  • Sebastiano ha detto:

    Certo che pubblicare questo articolo a poca distanza da un altro nel quale si ricordava che un certo cardinale affermò che «La Chiesa è rimasta indietro di 200 anni», insomma, sembra un po’ curioso…

  • lorenzo ha detto:

    La laicità ha preso piede nelle alte sfere della nostra Chiesa Cattolica: la benevola tolleranza verso chi pratica attivamente o peccati impuri contro natura lo conferma!