Caro Spielberg, gli alieni non mettono in crisi il cristianesimo
- Ultimissime
- 12 Lug 2026

Il celebre regista apre il dibattito tra alieni e difficoltà del cristianesimo. Ma sono secoli che i cattolici se ne occupano, senza il minimo timore.
L’uscita di “Disclosure Day” riaccende un interessante dibattito.
Il nuovo film di fantascienza di Steven Spielberg ruota attorno all’ipotesi di una “rivelazione” pubblica sull’esistenza degli extraterrestri: cosa accadrebbe se all’improvviso ricevessimo prove definitive che non siamo soli nell’universo?
Alieni e cristianesimo: le parole di Spielberg
Ma ciò che ha innescato il confronto è l’intervista rilasciata dal celebre regista alla CBS, in cui avrebbe sostenuto che un’eventuale conferma dell’esistenza degli alieni distruggerebbe il cristianesimo.
In realtà, le sue parole sono state semplificate ed estrapolate.
Spielberg ha piuttosto spiegato che il suo film immagina la diffusione improvvisa di tutte le presunte prove sugli UFO accumulate negli ultimi ottant’anni, riflettendo anche su cosa farebbe la Chiesa.
Si è quindi domandato «che cosa farebbe questo alle convinzioni fondamentali di molti di noi? Dio è il nostro Dio soltanto su questo pianeta?». Non c’è traccia di affermazioni sul crollo del cristianesimo di fronte agli alieni, ma altri media hanno riportato così.
Del resto Spielberg non nasconde di credere personalmente che forme di vita extraterrestre abbiano visitato la Terra, precisando però che ciò nasce da documentari, testimonianze e racconti raccolti nel corso della vita, non certo da conoscenze riservate o prove dirette.
L’idea che la scoperta di altre civiltà intelligenti potrebbe mettere in crisi il cristianesimo è comunque decisamente da respingere.
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I medievali e la vita extraterrestre
Sono stati proprio i grandi cristiani i primi a riflettere su questi temi.
Mentre Keplero si dilettò a descrivere gli abitanti della Luna1Sonnium, Opera postuma sull’astronomia lunare, Sant’Alberto Magno affermò: «Esistono molti mondi o c’è un unico mondo? Questa è una delle questioni più nobili e più esaltanti dello studio della natura»2“De caelo et mundo”, libro I, tratt. III, cap. 10.
Nessuna paura per l’ignoto, per la vita extraterrestre. Anzi!
Nel XV secolo, il cardinale tedesco Niccolò Cusano ipotizzò che la creatività di Dio avesse reso probabile l’esistenza di vita intelligente su altri pianeti.
Mentre il vescovo Nicola d’Oresme, altro maestro medioevale, disse: «Il Dio cristiano è infinito nella sua immensità», scrisse, «e se infiniti mondi esistessero nessuno di essi potrebbe essere al di fuori di lui e del suo potere»3“Il libro del cielo e del mondo”, cap. XX.
Nulla, cioè, sarebbe al di fuori dello sguardo, dell’abbraccio e della preferenza di Dio.

La vita extraterrestre non sminuisce la singolarità umana
(11/07/2025)
I teologi contemporanei su vita aliena
Una posizione che coincide con un astronomo e teologo contemporaneo, Giuseppe Tanzella Nitti (Pontificia Università della Santa Croce): «In una famiglia numerosa», ha spiegato tramite un’analogia, «la madre vuole bene a tutti i figli e la preferenza non è messa in discussione dalla presenza di altri fratelli o di altri pianeti nel caso della terra. Soprattutto se ama suo figlio come fosse il suo figlio unico».
Per questo, ha aggiunto, «la preferenza e l’unicità vanno lette nel senso dell’irripetibilità non nel senso della solitudine o dell’individualismo».
Molto interessante quando Tanzella-Nitti ricorda anche che «l’ultima parola sulla vita extraterrestre non spetta alla teologia, ma alla scienza» e che l’esistenza di vita intelligente su altri pianeti «non viene né richiesta né esclusa da alcun argomento teologico».
Infatti, «non vi sono argomenti pregiudiziali contro la presenza di vita extra terrestre», né «la soluzione classica sull’unicità dell’essere umano va classificata come ingenua o anti-scientifica».
Altra riflessione è l’errore dell’idea che il contatto con gli alieni chiarirebbe la verità circa Dio Creatore: «Un’opinione assai ingenua aspettare che qualcuno venga a darci le grandi risposte definitive», ha osservato il teologo-scienziato, «la maggior parte dei temi religioso-esistenziali che caratterizzano la nostra specie manterrebbero infatti inalterato tutto il loro significato».
Un’altra sottolineatura che facciamo nostra è quella pronunciata qualche anno fa da padre Raniero Cantalamessa, allora predicatore della Casa Pontificia: «Abbiamo il Vivente reale in mezzo a noi e lo trascuriamo per cercare esseri viventi ipotetici che, nel migliore dei casi, potrebbero fare ben poco per noi, certo non salvarci dalla morte».

La vita extraterrestre contraddice la fede cristiana?
(21/01/2014)
E allora, che fine fa l’Incarnazione?
Qualcuno potrebbe obiettare citando la singolarità dell’incarnazione di Dio in Gesù Cristo.
Ma anche su questo i teologi riflettono da decenni e non paiono affatto in difficoltà.
Armin Kreiner, ad esempio, docente emerito di Teologia fondamentale presso l’Università Ludwig Maximilian di Monaco ne ha parlato a lungo nel suo “Gesù, gli Ufo e gli alieni. L’intelligenza extraterrestre come sfida alla teologia cristiana” (Queriniana 2012).
Seguendo alcuni teologi medievali come san Bonaventura e Duns Scoto, propone di concepire l’incarnazione come il compimento del rapporto tra Dio e il mondo e non e necessariamente collegata alla contingenza del peccato umano. Così, spiega, diviene plausibile pensare che una manifestazione di Sé, come quella avvenuta in Gesù Cristo, possa realizzarsi da Dio anche in altri luoghi rispetto alla Terra.
Una tesi discutibile ovviamente, ma certamente banale o elusiva.
Altri colleghi invece, come il già citato Tanzella-Nitti, preferiscono sospendere qualunque risposta in assenza di evidenze e informazioni.
«La teologia non può rispondere perché non ha informazioni», ha chiarito il teologo, non certo «per evitare dei grattacapi. Non si può dare risposte se non ci sono dei dati, sarebbero ipotesi senza consistenza».
Il nostro, ha concluso, «è un Dio cristiano, non un Dio platonico dal quale tutto dedurre, alcune cose appartengono alla libertà di Dio e ai suoi piani salvifici».

L’esistenza di extraterrestri, nessuna crisi per il cristianesimo
(03/07/2018)
Gli scienziati cattolici e gli extraterrestri
Sulle reali possibilità dell’esistenza di extraterrestri il mondo scientifico cattolico è formalmente diviso.
C’è chi, come il celebre astronomo di Harvard Owen Gingerich, ha difeso nel suo “Cercando Dio nell’Universo” (Lindau 2007) vari argomenti a favore della vita aliena.
Tre, in particolare: antichità (molto tempo per l’emergere di varie forme di vita), abbondanza (numero infinito di ambienti abitabili), ubiquità (dappertutto valgono le medesime leggi scientifiche).
Al contrario, il fisico Elio Sindoni (Università degli Studi di Milano) ha optato per una risposta negativa nel suo “Siamo soli nell’Universo?” (San Raffaele 2011).
Le motivazioni: le condizioni inedite del pianeta terra, l’estrema improbabilità della comparsa della vita, le ricerche senza esito di vita extraterrestre, l’assenza di un solo pianeta neanche lontanamente simile al nostro tra i cinquecento pianeti extrasolari finora individuati e la mancata colonizzazione nonostante la terra sia più giovane dell’universo (paradosso di Fermi).
L’astronomo gesuita Guy Consolmagno ha scritto il libro “Battezzereste un extraterrestre?” (Penguin 2014) assieme a padre Paul Mueller, formulando una serie di domande e risposte proprio su questo tema.
Padre José Gabriel Funes, ex direttore della Specola Vaticana, ha sottolineato l’assenza di «contrasto con la fede» nella presenza di vita extraterrestre, osservando che «così come esiste una molteplicità di creature sulla Terra, possono esistere altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio».

Nella parrocchia del Vaticano si discute di UFO
(09/05/2026)
Alieni e filosofi cattolici
Oltre agli scienziati e ai teologi, anche i filosofi cattolici indagano il tema extraterrestre.
Christopher Baglow (Università di Notre Dame) non trova difficile pensare che anche gli extraterrestri possano avere «la capacità di una relazione speciale con Dio, in cui riconoscerlo e rispondergli con libertà e amore». Perciò, «Dio li amerebbe e condividerebbe la sua vita con loro».
Tra i tanti ci riconosciamo in particolare nella posizione espressa di Costantino Esposito (Università di Bari), secondo cui sia l’esistenza che la non esistenza degli alieni non intaccherebbe il contenuto della fede cristiana.
Nel caso di esistenza di forme extraterrestri, ha spiegato, «la divina umanità di Cristo, sancita al Concilio di Nicea» non potrà che «essere ampliata ad una sfera cosmica, che tenga dentro anche in maniera critica il senso del tutto».
D’altra parte, ha ricordato Costantino, la nota immagine medievale del Cristo Pantocratore dice proprio questo, «il regno sulla totalità del cosmo intero».
Però, ha aggiunto il filosofo, «è anche vero che non sarebbe meno cristiano ritenere che il metro di Dio sia una preferenza secca. E quindi non sarebbe contro il suo dominio sul cosmo pensare che questo granello insignificante possa racchiudere il senso del tutto».
Insomma, se il film di Spielberg riuscirà a riaccendere il fascino per il mistero degli UFO, è assai più difficile sostenere che un eventuale incontro con forme di vita extraterrestre possa mai mettere in crisi il cristianesimo.
La fede cristiana ha già attraversato rivoluzioni scientifiche ben più impegnative senza perdere il proprio fondamento.


















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