In God We Trust: la risposta americana all’ateismo sovietico

in god we trust

Qual è la storia di “In God We Trust”, motto nazionale degli Stati Uniti? E perché c’entra l’ateismo di Stato dell’URSS.


 

“In God We Trust”: in Dio confidiamo.

E’ una frase altamente familiare per gli americani che oggi festeggiano i 250 anni dalla Dichiarazione di indipendenza, impressa sulle banconote e sulle monete che ogni giorno passano di mano in mano.

Pochi sanno che questa frase divenne ufficialmente il motto nazionale degli Stati Uniti soltanto nel 1956, nel pieno della Guerra Fredda. Ma perché?

 

La vera storia di “In God We Trust”

La sua storia è legata a un uomo poco conosciuto: Matthew Rothert, residente in una piccola cittadina dell’Arkansas e presidente dell’American Numismatic Association.

Nel 1953, Rothert iniziò una campagna di lettere, interventi pubblici e pressioni politichesi affinché anche le banconote americane, oltre le monete, riportassero un riferimento a Dio.

Il motto era infatti già presente sulle monete, l’ultim atto legislativo firmato da Abraham Lincoln prima dell’assassinio.

«Sembrava che il Signore mi dicesse di farlo. Vi ho lavorato fino al raggiungimento dell’obbiettivo», disse in un’intervista al National Enquirer nel 1987.

Si rese infatti che mentre le monete circolavano solo all’interno dei confini americani, la cartamoneta statunitense era diffusa in tutto il mondo. «Sembrava che gli americani dicessero di confidare in Dio solo per pochi centesimi!», esclamò.

 


Resta aggiornato iscrivendoti ai nostri nuovi canali:

 

La risposta all’Unione Sovietica

L’iniziativa trovò terreno fertile in un contesto geopolitico particolare.

Negli anni Cinquanta gli Stati Uniti erano impegnati nello scontro ideologico con l’Unione Sovietica, che promuoveva ufficialmente l’ateismo di Stato.

In quel clima, gli americani considerarono il riferimento a Dio come un elemento identitario capace di distinguere il modello occidentale da quello comunista.

L’Enciclopedia Britannica spiega chiaramente che «“in God we trust” divenne il motto ufficiale per distinguere gli Stati Uniti dall’Unione Sovietica, considerata atea. In precedenza il motto non ufficiale era “E pluribus unum” (“da molti, uno”)».

Lo stesso presidente Dwight D. Eisenhower parlò della necessità di rafforzare le “armi spirituali” dell’America contro le ideologie avversarie.

Nel 1955 il Congresso approvò una legge che impose la presenza della scritta su tutta la valuta statunitense. L’anno successivo, Eisenhower firmò il provvedimento che trasformò “In God We Trust” nel motto ufficiale della nazione.

La frase comparve per la prima volta sulle banconote nel 1957.

 


Camera USA: «In God we trust» è motto nazionale (396 contro 9)
(04/11/2011)


 

I tentativi di abolirlo

Vi sono stati alcuni tentativi da parte di organizzazioni laiciste di cancellare il motto, giudicato contraddittorio per la separazione tra religione e Stato.

I tribunali statunitensi, tra cui la Corte Suprema <em>nel 2011, ne hanno finora sempre confermato la legittimità costituzionale.

Colei che si spese di più contro “In God We Trust” fu Madalyn Murray O’Hair, fondatrice dell’“American Atheists“.

Recentemente abbiamo raccontato di lei, della macabra storia della sua associazione e della brutale fine a cui andò prematuramente incontro.

Autore

La Redazione

Attenzione: gli algoritmi dei social media stanno rendendo sempre più difficile trovare notizie cattoliche. Seguici sui nostri canali, è facile (e gratuito). Scegli tu quale:

0 commenti a In God We Trust: la risposta americana all’ateismo sovietico

    Invia un commento o una risposta



    Commentando dichiari di accettare la Privacy Policy