Vannacci su famiglia e LGBTQ+: Lilli voleva affossarlo, l’ha rafforzato

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Il generale Vannacci difende la famiglia naturale senza cadere nelle provocazioni di Lilli Gruber. Al di là di tutto, vale la pena ascoltarlo: ecco il video.


 

Premessa necessaria.

E’ la prima volta che parliamo di Roberto Vannacci e ci tocca parlarne bene, almeno per la sua difesa netta della famiglia naturale, senza cadere nelle provocazioni (video più sotto).

Questo articolo ovviamente non va inteso come uno schieramento verso la sua linea politica.

UCCR resta criticamente distante da tutti i partiti, vagliando tutto e trattenendo ciò che vale da ognuno.

 

Vannacci, perché no

Di Vannacci, ad esempio, non tratteniamo molte sue posizioni.

Il concetto di “remigrazione” non appartiene alla dottrina sociale della Chiesa e può essere criticato sotto molteplici aspetti, sia morali sia pratici. Anche il suo accentuato trumpismo e alcune aperture eccessivamente indulgenti verso la Russia di Putin rappresentano ombre difficili da ignorare.

Nemmeno il soffermarsi continuo del generale sul concetto ambiguo di “normalità” (riguardo a immigrati e omosessuali, in particolare) è qualcosa che non riteniamo opportuno. Sarebbe meglio parlare di minoranze statistiche senza prestare appositamente il fianco a facili strumentalizzazioni.

 

Il generale ospite di Gruber

Detto questo, la correttezza intellettuale impone di riconoscere ciò che è accaduto nella puntata di ieri di Otto e Mezzo condotta da Lilli Gruber, dove Roberto Vannacci era ospite.

L’intervista è stata strutturata dalla giornalista, in complicità con la collega Lina Palmerini (“Sole 24 ORE”), per mettere in difficoltà l’intervistato, soprattutto su alcuni temi identitari. E ha prodotto l’effetto opposto.

Concentriamoci solo sul momento riguardante la famiglia e le onnipresenti questioni LGBTQ+.

 

 

 

Vannacci su famiglia e LGBTQ+

Vannacci ha ribadito senza esitazioni la sua convinzione che la famiglia naturale, fondata sull’unione tra uomo e donna e aperta alla generazione dei figli, rappresenti il modello di riferimento della società.

Gruber ha replicato che la famiglia naturale non esisterebbe, facendo coincidere la sua esistenza solo alle statistiche (quindi non esiste il giornalismo intelligente dato che la maggior parte dei giornalisti sono al suo livello?).

Vannacci non si è scomposto, ribadendo che per lui il significato di famiglia «è uno e uno solo: padre, madre e figli».

E se lei fosse gay, ha chiesto la conduttrice. Risposta: «Non accamperei alcun diritto. Uno è libero di fare quello che vuole ma gli omosessuali in Italia hanno già tutti i diritti».

«E se una delle sue figlie diventa gay», ha insistito, sempre con la “raffinatezza” da premio Pulitzer, Gruber.

«E’ libera di amare chi vuole», ha replicato imperterrito Vannacci, non cadendo nella inopportunità della domanda. «Ma non avrà una famiglia, purtroppo».

 

“Maternità e paternità non sono un diritto”

Quindi non vuole diritti per le minoranze, hanno ribattuto le giornaliste, accavallandosi tra loro.

«Ma quali diritti, ha contrattaccato l’ospite. «Mi spieghi quali sono i diritti che mancano!».

Gruber, in evidente difficoltà, ha iniziato così a fare l’elenco di tutele già presenti nell’ordinamento civile anche per le persone omosessuali. Per poi aggiungere, con la stessa retorica: «La maternità, la paternità…».

«No, maternità e paternità non sono diritti», ha correttamente risposto Vannacci. «Sono privilegi, al massimo».

 


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Vagliare tutto e trattenere ciò che vale

Ciò che ha colpito di Roberto Vannacci non è stato tanto il contenuto, quanto il modo in cui è stato esposto.

Diretto, rispettoso, lineare, laico (cioè senza argomentazioni religiose, che non servono in questi casi) e privo di incertezze come invece capita spesso per altri esponenti politici che difendono gli stessi valori.

Insomma, l’“effetto Gruber” si è nuovamente verificato, rafforzando l’ospite anziché indebolirlo. L’aggressività di Lilli non solo non ha intaccato l’ospite ma gli ha permesso di esporre con chiarezza una tesi che i media non lasciano solitamente passare.

Al di là del giudizio complessivo sul personaggio e sulle sue idee, bisogna ammettere che Roberto Vannacci si è dimostrato ieri una delle rare figure politiche capaci di difendere pubblicamente il modello di famiglia naturale senza tentennamenti.

Vagliamo tutto e tratteniamo ciò che vale.

Autore

La Redazione

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6 commenti a Vannacci su famiglia e LGBTQ+: Lilli voleva affossarlo, l’ha rafforzato

  • Gabriel ha detto:

    Miei cari membri dell’uccr avete detto tutto corretto ma prima di giudicare la russia di putin dovreste pure riflettere perché questa guerra si poteva evitare ma l’ucraina che ha fatto? Invece di dialogare ha scelto la Nato invece che l’indipendenza dai ragazzi giudichiamo cosi i paesi senza neanche riflettere le cause profonde e se la gente vota i partiti non pro ucraina è solo colpa di governanti che hanno rifiutato il dialogo prima della guerra e che non hanno pensato al bene e anche ora e vannacci ha pure criticato a trump sentite io non voglio avere niente a che fare con la politica ma come persona indipendente non possiamo giudicare le situazioni senza neanche sapere cosa è stato a causarle perché pensate che è cosi che si fa la politica.

    Ricordate anche la Nato e Ue hanno delle responsabilità avrebbero potuto evitarlo fin dall’inizio e la bibbia ci dice forte è chiaro su come dobbiamo portare la pace non il contrario.

    Quindi percio riflettiamo prima di partire e siete liberi di dire tutto quello che volete ma io sono realista.

    • Katy ha risposto a Gabriel:

      Qualunque siano e siano state le motivazioni di Putin, scatenare una guerra del genere lo mette sempre dalla parte del torto.

      • Gabriel ha risposto a Katy:

        Si ma putin lo hanno costretto l’ucraina avrebbe potuto non scegliere la Nato doveva essere ragionevole se sceglieva gesu invece che il mondo niente di tutto questo sarebbe successo.

        Io non mi schiero con nessuno e non giustifichero mai il male e condanno ogni guerra e ogni tipo di male e sempre lo faro ma la responsabilità è del governo ucraino avrebbe dovuto dialogare per risolvere quel tipo di problemi lasciare che l’inganno scivolasse via come l’acqua del fiume ma invece ha fatto il contrario doveva evitare di cadere nella trappola e per concludere prego che ogni tipo di guerra finisca e che si risolve tutto con la diplomazia che con le armi.

  • Sergio ha detto:

    Al di là di questo o quel tema, mi sembra la solita storia: un nuovo partito che, finchè non stà al governo, può dire mille cose. Poi, all’atto pratico, tanti saluti alla coerenza. La cosa varrebbe anche se fosse un personaggio di sinistra, sia chiaro.

    • Gennaro ha risposto a Sergio:

      Verissimo infatti noi cattolici dobbiamo stare sempre attenti a schierarci con uno o con altro. Bene la prudenza di uccr che condivido

  • Sergio- ha detto:

    Mi sembra che il generale abbia trovato nella politica un modo x vivere una nuova giovinezza; il sogno di ogni pensionato

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