Gioia, credibilità e coerenza: le uniche vie per trasmettere la fede

leone evangelizzazione

I criteri per evangelizzare spiegati dal Papa, evitando l’ingenuità di annacquare il cristianesimo. Stamattina uno dei suoi migliori discorsi.


 

«Non è certo annacquando i contenuti e ammorbidendo le esigenze che si può rendere attraente il cristianesimo».

Parole da scolpire nella pietra quelle pronunciate questa mattina da Papa Leone XIV.

Ricevendo in Vaticano i partecipanti alla plenaria del Dicastero per l’Evangelizzazione, il Pontefice ha pronunciato uno dei discorsi più significativi del suo pontificato sul rapporto tra fede e mondo contemporaneo.

Invitiamo a leggerlo integralmente, riportiamo solo alcuni spunti interessanti.

 


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“Non annacquare il cristianesimo”

Chiunque si accorge che l’Occidente è pervaso da una «diffusa indifferenza religiosa», ha spiegato il Papa, dove molti cercano risposte esistenziali nell’ideologia del progresso.

Però, le «società ipermediatiche e consumistiche» non riescono a colmare il vuoto interiore dell’uomo, ma finiscono spesso per generare nuova aridità spirituale.

Che fare, allora?

Innanzitutto non bisogna annacquare il cristianesimo alle mode culturali del momento, pensando di renderlo forse più attraente.

Un rischio concreto di certe strategie pastorali, fondate soprattutto sulla ricerca del consenso o della rilevanza sociale. E’ un tema all’ordine del giorno per la moltitudine di missionari digitali.

Davvero significativa la messa in guardia dal rischio di rendere il Vangelo un messaggio “diluito” pur di inseguire il consenso culturale e pensare così di renderlo accettabile.

 

Gioia, credibilità e coerenza

In secondo luogo bisogna prendere atto che la trasmissione della fede non nasce spontaneamente, come per magia.

Al contrario, spiega il Santo Padre, essa «passa necessariamente attraverso l’incontro con persone e comunità che esprimono la gioia della fede cristiana e la coerenza di uno stile di vita evangelico».

Il Papa indica quindi questi tre criteri: gioia, credibilità e coerenza.

Quest’ultima, in particolare, è spesso sottovalutata.

Ed invece, spiega Leone, «la santità della vita rimane sempre la forma più convincente della bellezza della fede cristiana che supera i tempi e si propone ad ogni cultura».

E’ solo «testimoniando con umiltà e coraggio “la via, la verità e la vita”», ha proseguito, che si può proporre «la strada che dà senso alla vita».

Sempre senza confidare nei numeri, nelle tecniche comunicative o nella popolarità e senza badare al «consenso che si può ricevere in qualche momento».

 

La citazione di Benedetto XIV

Il messaggio di Papa Leone si è concluso con una sontuosa citazione di Benedetto XVI, la riportiamo integralmente:

«Ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento della storia sono uomini che, attraverso una fede illuminata e vissuta, rendano Dio credibile in questo mondo. Abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo dritto verso Dio, imparando da lì la vera umanità. Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio e a cui Dio apra il cuore, in modo che il loro intelletto possa parlare all’intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli altri. Soltanto attraverso uomini che sono toccati da Dio, Dio può far ritorno presso gli uomini»

Autore

La Redazione

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3 commenti a Gioia, credibilità e coerenza: le uniche vie per trasmettere la fede

  • Giorgio ha detto:

    Amen!

  • Manlio Padovan ha detto:

    Le religioni cosiddette rivelate sono state un espediente politico per assumere su di sé il patriarcato per meglio difenderlo e diffonderlo con le sue tremende conseguenze sociali che oggi ancora viviamo. In tal senso le religioni cosiddette rivelate son un crimine contro l’uomo e contro la società: un crimine imperdonabile.
    L’ebraismo, prima religione rivelata, ha in sé ll germe della prepotenza perché il buon ebreo quando recita la sua preghiera ringrazia il suo dio di non averlo cerato donna. Quella radice di prepotenza verrà trasmessa al cristianesimo che assumerà su di sé il patriarcato: c’è qualcuno che dubita di ciò? Fu il cristiano Tertulliano che impose alle donne arabe il velo a copertura del viso e l’Islam verrà 300 anni dopo. Maometto capì presto il valore politico della religione “rivelata” e se ne rivelò una pure lui in linea con quanto era stato trasmesso.
    Quella è la assoluta verità storica. UN a verità che rimane nonostante i vostri tentativi di annuallarla; ma potete solo annullare il commento, non la verità.
    Il resto sono solo delle gran balle. Imposture ed ipocrisie a difesa di interessi particolari.