Il Papa in Spagna: gli “spazi di ascolto” e l’indignazione automatica
- Ultimissime
- 23 Mag 2026

Non sostituiranno i confessionali ma l’indignazione è partita: “Spazi di ascolto? Orinatoi massonici“. Nessuno ascolta le ragioni e i media ci mangiano.
La visita di Papa Leone XIV in Spagna, prevista per giugno, ha già acceso polemiche.
Al centro della discussione in questi giorni ci sono i cosiddetti “spazi di ascolto” che l’arcidiocesi di Madrid predisporrà durante alcuni eventi pubblici dedicati ai giovani.
Alcuni -o, meglio, i soliti-, media cattolici hanno presentato la notizia con toni allarmistici: “i confessionali sostituiti”, “la confessione cancellata”, “un altro cedimento della Chiesa moderna”.
Ma la realtà, come spesso accade, è più complessa e molto meno scandalosa.
I confessionali rimangono: no sostituzione
L’arcidiocesi di Madrid ha infatti spiegato chiaramente che questi “spazi di ascolto” non sostituiscono il sacramento della riconciliazione.
La responsabile della comunicazione, Sara de la Torre, ha ricordato che la capitale spagnola dispone già di 476 parrocchie dove sarà possibile confessarsi durante tutta la visita papale.
«Nulla è paragonabile al sacramento della confessione», ha dichiarato, spiegando che questi spazi nascono piuttosto come luoghi di dialogo e accompagnamento per giovani lontani dalla fede o semplicemente desiderosi di parlare con qualcuno.
E che magari non entrerebbero mai in una chiesa, né si accosterebbero alla Confessione.
La portavoce dell’arcidiocesi ha anche spiegato che l’evento non è una Giornata Mondiale della Gioventù, con settimane di preparazione e infrastrutture gigantesche, ma una visita pastorale di pochi giorni, centrata soprattutto su una veglia e sulla celebrazione del Corpus Domini.
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Occasione ghiotta per certi media
Ciò non ha frenato alcuni organi di informazione dal trasformare la notizia per tenere viva l’indignazione permanente di una parte del cattolicesimo.
Notiamo, ad esempio, l’auto-contraddizione in cui cade il sito tradizionalista “InfoVaticana“, che arriva a creare un titolo generale contrario all’intertitolo contenuto nel testo.

Le solite reazioni: “Orinatoi massonici”
Un effetto che genera automaticamente i soliti commenti in cui si traggono conclusioni escatologiche sullo “stato di necessità” e sulla “deriva modernista”, con utenti che condannano tutto prima ancora di sapere.
«Non è chiaro cosa ascoltino, solo chiacchiere inutili, una perdita di tempo», dice uno. «In quell’orinatoio, nessuno otterrà il perdono dei peccati», risponde un altro. «È un sacrilegio contro Cristo di tipo massonico!». E ancora: «È la nuova religione dell’uomo sinodale ed ecumenico, che schifo i vescovi!».
Un altro: «Pura ipocrisia di facciata. La cosa giusta da fare è confessarsi e farsi guidare spiritualmente dai sacerdoti. Punto!».
Non ce n’è uno che prova ad ascoltare le motivazioni, che capisce che confessarsi è normale solo per un cattolico e trasformare la città in una distesa di confessionali, oltre a quelli nelle chiese presenti in ogni piazza di Madrid, forse non farà avvicinare molti dei lontani.
L’idea sembra quella di zone di avvicinamento alla fede, di ascolto guidato da personale incaricato dalla diocesi. E’ giusta? E’ ingenua? E’ sbagliata? Se ne può discutere, con pacatezza. Ma perché dubitare a prescindere delle buone intenzioni?

L’indignazione automatica e permanente
Ma un certo cattolicesimo contemporaneo, con la complicità di alcuni media, sembra ormai dominato dall’irrazionale indignazione automatica e permanente.
Si vive nel sospetto e ogni decisione diventa il segno di un tradimento, ogni iniziativa la prova di una deriva irreversibile. E chi prova a ragionare verrà accusato di voler “abolire la confessione!”.
Intanto si perde lentamente qualcosa di importante: la capacità di discernere, di distinguere tra errori reali e caricature mediatiche, di comprendere le intenzioni prima di condannarle.
Anche perché, ancora una volta, l’obiettivo dichiarato in questo caso resta precisamente quello dell’evangelizzazione: provare ad incontrare chi non metterebbe mai piede in un confessionale, né forse in una chiesa.
E’ un tentativo satanico, massonico, eretico e modernista? Per noi no.


















2 commenti a Il Papa in Spagna: gli “spazi di ascolto” e l’indignazione automatica
L’indignazione per “gli spazi di ascolto” di taluni ambienti cattolici è una faccia della moneta con cui satana compra le anime;
l’altra faccia della medaglia è l’approvazione senza se e senza ma dei “centri di ascolto” di questo articolo.
Non vedo alcuna approvazione senza se e senza ma, vieni smentito da questo passaggio:
“L’idea sembra quella di zone di avvicinamento alla fede, di ascolto guidato da personale incaricato dalla diocesi. E’ giusta? E’ ingenua? E’ sbagliata? Se ne può discutere, con pacatezza. Ma perché dubitare a prescindere delle buone intenzioni?”
Rimane la questione di base che ritorna sempre: riuscire a leggere un testo, poi saperlo comprendere e infine riuscire a sintetizzare scrivendo un commento tenendo conto della visione d’insieme. Il cattolicesimo diventerà una religione per soli letterati probabilmente.