Il Buddhismo e il monaco robot: servirà ad uscire dalla crisi spirituale?
- Ultimissime
- 16 Mag 2026

Il Buddhismo ci prova con un robot umanoide: ma davvero basta essere più cool per rispondere adeguatamente alle attese del cuore umano?
L’ultima notizia arrivata da Seul solleva qualche domanda.
Un robot umanoide, chiamato “Gabi”, è stato ufficialmente integrato in una cerimonia buddhista nel tempio Jogyesa, diventando di fatto un “monaco” a tutti gli effetti rituali.
Non si tratta di una semplice performance tecnologica, ma di un’iniziativa voluta dalla più grande organizzazione buddhista della Corea del Sud, il Jogye Order, che mira a rilanciare l’interesse verso la tradizione religiosa in un contesto di crisi per il Buddhismo e crescente secolarizzazione.
Il buddhismo ci prova con il robot
Gabi ha partecipato alla cerimonia indossando abiti monastici, recitando formule rituali e “aderendo” ai cinque precetti buddhisti, adattati per un’intelligenza artificiale.
L’obiettivo dichiarato è rendere il buddhismo più accessibile e cool per le nuove generazioni in un Paese dove la partecipazione religiosa è in calo costante.
La notizia si collega direttamente a una riflessione pubblicata nei giorni scorsi relativa al fatto che il Buddhismo è l’unica grande religione in crisi.
Ma è sufficiente “aggiornare” la religione al linguaggio tecnologico per ripristinarne l’attrattiva?
L’idea di un robot che recita formule religiose e partecipa a rituali in che modo risponde più adeguatamente alle attese del cuore dell’uomo?
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Cosa ne pensa Roberto Baggio?
Difficilmente gli stessi buddhisti saranno entusiasti di una tale iniziativa.
Tra i più famosi, in Italia, c’è il celebre calciatore Roberto Baggio che proprio in questi giorni ha spiegato di non credere «a un Dio esterno che decide per noi, quanto a una forza interiore che va cercata, coltivata, rispettata».
Poco dopo ha spiegato di quando si è convertito e dell’aiuto della spiritualità buddhista a uscire da «uno dei momenti più bui della mia vita». Così, da allora «non ho mai saltato un giorno di preghiera, una volta la mattina e una volta la sera».
Come rispondere al cuore dell’uomo?
Iniziative come quelle del robot buddhista non sono poi diverse da quegli oratori che fino a qualche anno fa pullulavano di sale giochi e videogames, frutto della confusa idea che attirare i giovani con l’intrattenimento potesse automaticamente tradursi in appartenenza.
Quel che colpisce, invece, è una proposta alta e autentica capace di parlare alla coscienza, alla libertà e alle domande profonde dell’uomo.
E’ quel che le diocesi, le parrocchie e le scuole cattoliche in Oriente stanno facendo da tempo come dimostra il caso del Giappone dove, durante la recente veglia pasquale, si sono registrati oltre cento battesimi di adulti.
Non si tratta di un fenomeno di massa, ma di un trend che molti studiosi interpretano come corrispondenza di autenticità e radicamento spirituale in un’epoca altamente tecnologizzata.
Il contrasto è evidente: da un lato religioni che cercano di adattarsi alla modernità incorporando sofisticati strumenti tecnologici, dall’altro sempre più persone che cercano risposte proprio in forme religiose percepite come più “incarnate”, autentiche e storiche.



















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