Le 147 Guardie Svizzere morte per salvare il Papa: accadeva oggi
- Ultimissime
- 06 Mag 2026

Quasi 500 anni fa il Sacco di Roma e l’ingresso in Vaticano. Grazie al sacrificio delle Guardie Svizzere, Papa Clemente VII riuscì a sopravvivere.
6 maggio 1527, una data drammatica per la storia della Chiesa.
In quel giorno, durante il terribile “Sacco di Roma”, 147 Guardie Svizzere morirono combattendo per consentire a Papa Clemente VII di mettersi in salvo davanti all’assalto delle truppe imperiali di Carlo V.
L’episodio avvenne nel contesto delle guerre d’Italia del XVI secolo.
Il Sacco di Roma, cosa accadde
Dopo anni di tensioni tra l’Impero di Carlo V, la Francia e gli Stati italiani, Roma si trovò esposta all’avanzata di un esercito composto soprattutto da lanzichenecchi e soldati spagnoli, molti dei quali senza paga e ormai fuori controllo.
La mattina del 6 maggio, circa 20 mila uomini attaccarono la città.
Le difese romane erano fragili: appena 189 Guardie Svizzere presidiavano il Vaticano insieme a poche migliaia di miliziani. Quando gli imperiali riuscirono a sfondare le mura nei pressi del Gianicolo e del Vaticano, la situazione precipitò rapidamente.
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Le Guardie Svizzere, eroi per il Papa
Fu allora che le Guardie Svizzere organizzarono la loro ultima eroica resistenza sul sagrato della Basilica di San Pietro.
Decisero di dare la vita pur sapendo che non avrebbero mai potuto vincere la battaglia, solo per donare tempo sufficiente al successore di Pietro di fuggire attraverso il “Passetto di Borgo”, il corridoio fortificato che collega il Vaticano a Castel Sant’Angelo.
Il comandante Kaspar Röist guidò la difesa fino alla morte.
Secondo diverse cronache dell’epoca, venne ucciso dai soldati imperiali davanti agli occhi della moglie dopo essere stato ferito durante i combattimenti. Solo 42 guardie riuscirono a sopravvivere, accompagnando Clemente VII al sicuro dentro la fortezza.
Il Sacco di Roma proseguì per giorni tra devastazioni, saccheggi e violenze che sconvolsero l’Europa intera. Storici e contemporanei considerarono quell’evento uno spartiacque simbolico: per molti segnò la fine della grande stagione del Rinascimento italiano.
6 maggio
Ancora oggi la Guardia Svizzera Pontificia ricorda quel sacrificio ogni 6 maggio, data in cui le nuove reclute prestano giuramento in Vaticano.
La cerimonia vuole mantenere viva la memoria di quegli eroici soldati e figli della Chiesa che, quasi cinque secoli fa, come ricordò Benedetto XVI decisero di difendere strenuamente il Papa, «fino a dare la vita per lui».



















1 commenti a Le 147 Guardie Svizzere morte per salvare il Papa: accadeva oggi
Eroiche le guardie svizzere, ma non ce ne sarebbe stato bisogno se il Papa si fosse rifugiato in Castel Sant’Angelo senza aspettare l’assalto…