Artemis II, astronauta laico si commuove davanti alla croce

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Il capitano di Artemis II, Reid Wiseman, racconta in conferenza stampa il momento in cui ha pianto appena rientrato sulla Terra. Guarda il video


 

L’esperienza dello spazio sconvolge tutto.

Difficile per noi capire cosa significhi viaggiare su un razzo e toccare la vastità dell’universo, constatando allo stesso tempo che quel minuscolo puntino che siamo è ancora più grande e speciale del cosmo intero, perché è l’unico che ha coscienza di tutto.

E’ quello che deve aver sperimentato in questi mesi Reid Wiseman, comandante della missione Artemis II, rientrata sulla Terra pochi giorni fa dopo un viaggio storico attorno alla Luna.

 

“Ho visto la croce e ho pianto”

Durante la conferenza stampa al Johnson Space Center, l’astronauta ha raccontato un episodio significativo avvenuto subito dopo l’ammaraggio nel Pacifico.

Trasferito sulla nave della Marina statunitense per i controlli medici, pur non essendo “una persona religiosa” ha chiesto di incontrare il cappellano di bordo.

L’incontro ha avuto un impatto inatteso: «Quando quell’uomo è entrato — non l’avevo mai visto prima — ho notato la croce sul suo colletto e sono scoppiato in lacrime», ha dichiarato il capitano della missione.

La reazione, ha spiegato, nasceva dall’impossibilità di trovare categorie adeguate per descrivere quanto vissuto fino a poche ore prima: un’esperienza percepita come profondamente “altra”, “ultraterrena”.

 

Video pubblicato sul nostro canale YouTube

 

L’astronauta su Artemis II

La missione Artemis II, durata circa dieci giorni, ha segnato il ritorno dell’uomo in orbita lunare per la prima volta dal 1972, portando l’equipaggio — composto da quattro astronauti — alla distanza più grande mai raggiunta dalla Terra.

Nonostante l’alto livello tecnologico e scientifico, il racconto degli astronauti è stato segnato soprattutto da elementi emotivi: senso di fragilità, meraviglia e, in alcuni casi, apertura a domande di tipo esistenziale.


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“Non ci sono atei nello spazio”

Qualche settimana fa abbiamo parlato di un altro membro dell’equipaggio, il pilota Victor Glover, che pur essendo già credente ha vissuto la stessa esperienza del capitano Wiseman.

Già mentre si trovavano in orbita, Glover ha inviato diversi messaggi sulla bellezza dell’Universo e della Terra come dono di Dio mentre poco prima di partire aveva detto: «Nell’esercito si dice che nelle trincee non ci siano atei. Posso dire che non ce ne sono neanche nei razzi».

Una battuta umoristica che però, quasi profeticamente, ha incredibilmente anticipato l’esperienza che avrebbe a breve vissuto, di lì a poco il suo capitano Reid Wiseman.

Autore

La Redazione

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