Zhu Weiqun, leader comunista cinese: «l’ateismo è un obbligo, da sempre così»

In Cina il governo ha imposto l’ateismo di Stato dal 1912 e recentemente un alto funzionario del Partito Comunista Cinese, ha ribadito che i membri non possono credere nella religione e in Dio. Si tratta di Zhu Weiqun, Vice ministro esecutivo del Dipartimento del Fronte Unito di lavoro.

Weiqun ha sottolineato infatti che i membri del partito stanno sempre più partecipando ad attività religiose, e alcuni di loro addirittura diventano credenti. Un cosa inconcepibile per la dittatura cinese. Zhu ha così ribadito il divieto sulla religione, affermando: «ai membri del Partito è vietato credere nella religione, questa è sempre stata una regola costante nel Partito Comunista». Ha quindi richiesto un rafforzamento dell‘identità marxista e atea all’interno del Partito.

Il Partito impedisce anche il radunarsi verso quei credenti che appartengono a Chiese non riconosciute dal governo cinese (come la Chiesa cattolica romana). Arrivando a veri e propri arresti e persecuzioni. Forse è a causa di questo clima che moltissimi giovani decidono di andare a studiare negli USA, molto spesso convertendosi come è raccontato qui.

Ricordiamo che l’85,6% del totale mondiale delle esecuzioni capitali si svolge in Cina. L’anno scorso ne sono state effettuate circa 5.000, come riportato dal rapporto 2011 di “Nessuno tocchi Caino”.

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