«Senza Dio? E’ presunzione», la svolta dello psichiatra Paolo Crepet
- Ultimissime
- 20 Apr 2026

Il noto psichiatra italiano Paolo Crepet si confessa su Dio e la fede nella trascendenza. Il suo ultimo libro è un viaggio dentro di sé, per la prima volta.
Una svolta spirituale?
E’ quella raccontata al “Corriere della Sera” da Paolo Crepet, psichiatra e sociologo noto al grande pubblico per la sua presenza nei media e per i suoi interventi su temi sociali e culturali.
Nel suo ultimo libro, “Riprendersi l’anima” (HarperCollins 2026), Crepet racconta di sé per la prima volta. Finora aveva rifiutato perché «troppo intimo, troppo penoso mettersi a nudo».
Paolo Crepet e la fede nella trascendenza
Il noto psichiatra racconta il rapporto con esperienze che definisce “oltre”, trascendentali, come la visita ai cimiteri, descritti non come luoghi di fine ma come soglie di un’esistenza che prosegue in altra forma.
In questo contesto parla persino di “angeli” in riferimento a eventi decisivi della sua vita, come l’inizio della carriera televisiva. «Non so se gli angeli ci sono davvero», confessa, «ma io ci credo».
«Abbiamo perso la capacità di ascoltare il dolore del mondo, ma anche la sua speranza», aggiunge spiegando il titolo del libro. «Riprendersi l’anima vuol dire tornare lì».
Crepet e Dio
Ripensando al suo passato si definisce «un giovane cinico», indurito dalla vita, dai lutti precoci, dalla solitudine. E ancora oggi vive «notti di dubbi, paure, domande».
Tuttavia afferma di essere sempre stato credente perché «essere senza Dio è un po’ presuntuoso».
Accanto a questa apertura religiosa, Crepet mantiene il suo stile critico verso la cultura contemporanea, in particolare sul tema dell’amore e dell’identità.
L’amore, secondo lui, non è mai accomodante ma richiede fatica e conflitto, mentre l’identità appare sempre più difficile da definire in una società che tende a semplificare o appiattire le esperienze umane.
“Gestazione per altri? Nazismo puro”
Non è la prima volta che riprendiamo le parole del noto psichiatra italiano.
Già in passato avevamo valorizzato il suo giudizio sulla maternità surrogata.
Durante una puntata televisiva di “Tagadà”, Crepet aveva infatti preso posizione contro l’inganno progressista dell’approvazione della gestazione per altri come atto generoso: «E’ un problema psicologico, non giuridico», disse.
«Voi siete mamme e non ve lo devo dire io che quei nove mesi non sono solo una questione di crescita biologica», affermò Crepet. «Ci sono migliaia di studi che testimoniano che tra la mamma e il bambino che ha in pancia si stabilisce una relazione affettiva».
Dopo la replica polemica da parte di Wladimiro Guadagno, in arte “Luxuria”, Crepet aveva aggiunto: «Le donne che chiedono ad altre di portare avanti, per loro, la gravidanza? E’ orribile, nazismo, nazismo puro. Voi parlate dei diritti degli adulti e non dei diritti dei bambini».
















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