Legione di Maria, la storia dei cattolici torturati da Mao
- Ultimissime
- 17 Apr 2026

In Cina, migliaia di cattolici membri della Legione di Maria furono perseguitati da Mao a causa della fedeltà a Roma. L’autrice del libro dedicato ne parla su UCCR.

di
Valeria Stella Papis*
*Sinologa e dottoranda presso la Facoltà Teologica di Lugano
Legione di Maria è un nome che in Italia pochissimi conoscono.
Eppure è probabilmente la più grande associazione laicale cattolica esistente.
Fondata nel 1921 a Dublino per promuovere l’evangelizzazione e la devozione mariana, si diffuse rapidamente in ogni continente. Oggi conta oltre otto milioni di membri attivi.
Ancora meno, e stavolta anche fuori dai nostri confini, sanno che tra fine anni Quaranta e inizio anni Cinquanta, migliaia di cinesi ne facevano parte e per questo furono ferocemente perseguitati.
Come la Legione di Maria arrivò in Cina
A dicembre 1946, arrivò nel gigante asiatico mons. Antonio Riberi, il nuovo internunzio vaticano (una sorta di ambasciatore) e grazie a lui la crescita della Legione, che già dal 1936 aveva mosso i suoi primi passi, divenne sistematica ed esponenziale.
Nella sua pregressa carriera di diplomatico vaticano, Riberi divenne amico del fondatore Frank Duff e fu testimone dei successi della Legione di Maria nell’apostolato in Irlanda e in Africa.
Resosi presto conto della precarietà in cui versava il cattolicesimo cinese, minacciato dall’avanzare dei comunisti, incaricò il sacerdote Aedan McGrath di diffondere il più possibile l’associazione.
Grazie agli sforzi e alla dedizione di entrambi, in 3 anni sorsero in ogni regione oltre 1.000 gruppi, ognuno dei quali composto da circa 10-20 membri, dediti alla catechesi, alla diffusione di testi apologetici e all’organizzazione di conferenze e corsi per controbattere dottrinalmente e storicamente le accuse della propaganda comunista.
L’opposizione a Mao e la persecuzione
Nel frattempo, Mao aveva proclamato la Repubblica Popolare cinese (primo ottobre 1949).
Inizialmente si era dichiarato tollerante verso le diverse pratiche religiose, ma con lo scoppio della guerra in Corea (giugno 1950) i missionari cattolici vennero additati come spie straniere e Pio XII come un servo dell’imperialismo americano.
Il partito iniziò prima a proporre e poi a imporre una propria versione di cristianesimo sotto il controllo statale, chiamato “Movimento delle Tre autonomie”: autonomia dai finanziamenti stranieri, autonomia dai predicatori stranieri e autonomia dalle autorità straniere, ergo il Pontefice.
Ovunque i legionari, forti della loro formazione, si opposero all’ultimo punto in quanto inconciliabile con la loro fede.
Nel 1951 la Legione di Maria venne dichiarata illegale e la polizia invitò chiunque ne avesse fatto parte a confessare e denunciare gli altri membri in cambio di uno sgravio della pena. Fu un fiasco!
A Shanghai, il quartier generale della Legione cinese, su migliaia di legionari soltanto 6 cedettero alle pressioni, di cui alcuni poi ritrattarono le denunce pochi giorni dopo. Situazioni simili si verificarono nelle maggiori città.
Si passò alle maniere forti: arresti, processi popolari, torture, perdita di diritti civili e posti di lavoro, condanne ai lavori forzati in zone remote in condizioni di assoluta inumanità. Molti pagarono con la vita.
Legione di Maria, il libro che ne parla
Dei pochi sopravvissuti, alcuni riuscirono a rifugiarsi all’estero e scrissero le loro memorie, purtroppo quasi irreperibili in Italia.
Negli archivi di congregazioni missionarie, in testi biografici di occidentali che si trovarono in Cina in quei difficili anni, possiamo trovare dei riferimenti, come in “Calvario in Cina”, il libro di memorie dell’americano Robert Greene, recentemente tradotto e pubblicato da me in italiano per Ares.
Ora che anche i testimoni diretti per questioni anagrafiche sono venuti a mancare, è doveroso far conoscere queste storie di eroica resistenza.
















5 commenti a Legione di Maria, la storia dei cattolici torturati da Mao
Vediamo un po’ due conticini.
a) il periodo di Mao e del maoismo risale a circa settant’anni fa; come dice l’articolo “Inizialmente si era dichiarato tollerante verso le diverse pratiche religiose” ma in seguito “Il partito iniziò prima a proporre e poi a imporre una propria versione di cristianesimo sotto il controllo statale”.
b) oggi, a distanza di settant’anni, Mao ovviamente non c’è più, al suo posto c’è Xi Jinping, che ha fatto e fa le stesse identiche cose. Ma, stavolta, con l’appoggio sottomesso dell’accordo-capestro vaticano.
E quindi?
Facciamo due conticini. Tu stai sostenendo che il Vaticano avrebbe fatto l’accordo appoggiando la persecuzione dei cattolici clandestini. Capisci che il web dà parola a chiunque per dire qualunque fesseria e questa non è libertà ma un male clamoroso?
Lo sai che l’accordo avvantaggia i cattolici clandestini? Leggevo proprio ieri questo articolo qui sull’uccr: https://www.uccronline.it/2018/09/27/vaticano-cina-il-vescovo-clandestino-wei-fu-siamo-gioiosi-per-laccordo/
Ma perché ogni notizia dev’essere l’occasione per attaccare la Chiesa? I cattolici tradizionalisti/conservatori sono i nuovi anticlericali, hanno preso il posto di Dawkins e Odifreddi praticamente.
Non so se siate più ingenui o sprovveduti.
E’ sotto gli occhi di tutti come l’accordo (tuttora inspiegabilmente segreto) abbia permesso e continui tuttora a permettere che i vescovi della chiesa cattolica vengano nominati da un partito politico (e nella fattispecie si tratta del partito comunista cinese, uno dei più feroci della storia), e solo dopo che i “vescovi” abbiano firmato un atto di sottomissione alle autorità di pechino. Il vaticano, da più di quattro anni a questa parte, non fa altro che chinare il capo e ingoiare il rospo a nomine avvenute (alcune delle quali assai discutibili), con annesse rimozioni di vescovi fedeli a Roma e non all’associazione patriottica cinese. E tutto questo sarebbe per il bene dei cattolici.
Cosa c’entrino i tradizionalisti conservatori non è dato saperlo, se non che questo è l’ennesimo tentativo di buttarla in caciara, ovvero è l’ennesima foglia di fico utile a nascondere la vergogna di un accordo maleodorante che finora ha prodotto solo disastri.
Questo è solo uno degli ultimi articoli seri che trattano in maniera documentata della questione:
https://www.diakonos.be/primo-schiaffo-della-cina-a-papa-leone-che-lo-subisce-in-silenzio/
Ne potrei citare a decine anche di altri autori, ma credo sia inutile: non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.