Un solo spinello danneggia il cervello, lo studio gela i pro-cannabis

un solo spinelloLa marijuana fa male? Anche una sola canna può creare danni negli adolescenti, lo ha rivelato una ricerca sul Journal of Neuroscience, smentendo coloro che minimizzano gli effetti nocivi di un consumo moderato.

 

“Suvvia! Una canna non ha mai fatto male a nessuno!”. Così, più o meno, esclamava il prestigioso fisico italiano Carlo Rovelli nell’ottobre scorso, sponsorizzando lo spinello libero. Un messaggio irresponsabile, non solo perché Rovelli ha giocato la sua autorità acquisita su un altro campo di competenza (la meccanica quantistica), ma anche perché scientificamente smentito. Lo ha fatto qualche giorno fa un autorevole studio pubblicato sul Journal of Neuroscience.

Anche un solo spinello di marijuana può causare modifiche al cervello di un adolescente. Il campione di adolescenti europei testati aveva fumato cannabis 1 o 2 volte in tutta la loro vita, eppure è stato sufficiente per osservare in loro una modifica dei volumi della materia grigia, in particolare nell’amigdala e nell’ippocampo, aree legate ai processi emotivi e allo sviluppo della memoria. Ciò può comportare un mal funzionamento del cervello.

 

Le riviste scientifiche: “le preoccupazioni per la legalizzazione sono giustificate”.

«I risultati suggeriscono che negli adolescenti anche una breve esposizione alla cannabis può avere effetto sulle strutture cerebrali importanti per la gestione delle emozioni e per la memoria, quindi potrebbe predisporre a deficit emotivi e cognitivi anche a lungo termine», ha commentato Yuri Bozzi, docente di Fisiologia all’Università di Trento.

Lo scopo dello studio era proprio quello di capire se avessero o meno ragione tutti quelli che sostengono che “uno o due spinelli non fanno nulla” o e se invece anche una sola esperienza possa avere effetti sul nostro cervello. Giustamente le riviste scientifiche hanno nuovamente messo in guardia dal fenomeno della liberalizzazione della cannabis, poiché «nuove ricerche dimostrano che le preoccupazioni sull’impatto della cannabis sugli adolescenti potrebbero essere giustificate».

Oggi non esistono più i preparati “naturali” che fumava Carlo Rovelli ai tempi dell’università, è cambiata la concentrazione di tetracannabinolo (Thc, il principio attivo): quasi il 20 per cento maggiore rispetto a 30 anni fa. Anche per questo moltissimi scienziati si stanno battendo per affiancare la cannabis alle altre droghe pesanti, come eroina e cocaina.

 

Cannabis: Di Maio non commenta, ma è smentito dai procuratori antimafia.

Nessun commento è arrivato dal vicepremier Luigi Di Maio che proprio una settimana ha ribadito la posizione favorevole del M5S rispetto alla liberalizzazione della cannabis, ma solo per “contrastare la criminalità”. Un’idea ampiamente smentita da giudici e procuratori antimafia, come Raffaele Cantone, Nicola Gratteri, Fausto Cardella e Paolo Borsellino.

La redazione

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27 commenti a Un solo spinello danneggia il cervello, lo studio gela i pro-cannabis

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  1. Giuseppe ha detto

    Si ok, ma chi è maggiorenne sarà pure libero di danneggiarsi come vuole. Ovviamente dietro pagamento di un’aaposita accise…

    • Katy ha detto in risposta a Giuseppe

      E perché lui dovrebbe essere libero e io invece dovrei essere obbligato a indossare il casco quando guido la mia moto? Se mi faccio male cavoli miei, no?
      Altri argomenti pro-cannabis?

      • Gianluca C. ha detto in risposta a Katy

        E perché lui dovrebbe essere libero e io invece dovrei essere obbligato a indossare il casco quando guido la mia moto? Se mi faccio male cavoli miei, no?

        Non sono cavoli tuoi perché se cadi dalla moto senza casco e ti rompi la testa, diventi un costo sociale per l’intera comunità, che non ti nega le cure anche se ti comporti come un cretino.
        Per la cannabis succede esattamente il contrario: il proibizionismo comporta costi sociali altissimi a causa delle risorse umane e finanziarie impegnate per la repressione dello spaccio (e dei mancati introiti fiscali che conseguirebbero alla liberalizzazione).

        • Reilain ha detto in risposta a Gianluca C.

          <quindi mi stai dicendo che la società non protegge l' uomo per il suo bene, ma perché non diventi un peso per la società stessa? E ti pare un modello di società auspicabile e desiderabile?

        • orso56 ha detto in risposta a Gianluca C.

          e se guidando la moto col casco e dopo aver assunto cannabis metti sotto un pedone sulle strisce sono cavoli tuoi o anche del pedone?

          • Gianluca C. ha detto in risposta a orso56

            e se guidando la moto col casco e dopo aver assunto cannabis metti sotto un pedone sulle strisce sono cavoli tuoi o anche del pedone?

            Infatti tutti gli Stati proibiscono di mettersi alla guida dopo aver assunto sostanze psicotrope. Compreso gli Stati in cui la cannabis è legale.

        • Panthom ha detto in risposta a Gianluca C.

          Hai toppato in pieno perché anche se ti droghi e diventi dipendente sei un costo sociale per lo stato e statisticamente se fai un incidente in moto senza casco muori sul colpo (quindi altro motivo dell’insensatezza della tua risposta) e statisticamente se cominci a drogarti prima o poi finisci in cura a spese di tutta la società.

          Il proibizionismo ha lo stesso costo della repressione degli omicidi, dei furti e della segnaletica stradale, tutte misure di prevenzione necessarie e obbligatorie per la salute dei cittadini in uno stato moderno e civile.

          • Francesco ha detto in risposta a Panthom

            Caro phantom, circa il 30% degli uffici dei tribunali e delle forze di polizia è intasato in lavori e operazioni concernenti reati di cannabis per i quali poi non vengono emesse sentenze di condanna. Farsi due domande anche voi gente non addetta ai lavori? Polizia e magistratura già segnalano da anni questa situazione paradossale. Ma voi, bravi lettori di giornali, sapete tutto e volete aver ragione a tutti i costi.

            • Panthom ha detto in risposta a Francesco

              Le tue fonti, ampiamente citate nei tuoi commenti, sono insindacabili. Davvero! Io non so tutto, semplicemente osservo che drogarsi fa male e quindi va vietato, così come rapinare, stuprare ecc. e vanno utilizzate le risorse necessarie. Vuoi spostare il pieno sull’autodeterminazione? Ci ha già provato il primo commentatore e non è andata bene perché non esiste un’autodeterminazione totale, sia perché non è previsto dal Codice civile e lo Stato protegge i cittadini anche da loro stessi, sia perché chi si droga poi diventa un pericolo per gli altri. Ancora non rispondi a tutto ciò caro Francesco…

    • Mister R. ha detto in risposta a Giuseppe

      Giuseppe

      Allora io, persona libera, decido di andare due volte sopra il limite di velocità, pur sapendo i rischi a cui vado incontro…
      Non so se definire questo comportamento suicida, masochistico, da pazzi o semplice stupidità derivata dalla filosofia del “tutto è permesso”.

  2. Francesco ha detto

    Cortesemente prima di scrivere, in maniera faziosa e con peccaminosa mala fede, che l’idea del contrasto alla criminalità tramite la liberalizzazione sia “smentita” dai giudici e dai procuratori, leggete e pubblicate la Relazione annuale del 2016 E del 2017 (due anni consecutivi, la relazione 2018 non è ancora stata pubblicata) della DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA. Non riportate solo le parole di due o tre magistrati e procuratori, abbiate il coraggio e la forza della fede: fate riferimento alle RELAZIONI UFFICIALI DELLA DIREZIONE NAZIONALE. In quelle relazioni è espressa la posizione ufficiale dei procuratori antimafia ed è in assoluto favorevole alla liberalizzazione. Inoltre, dire che “nuove ricerche dimostrano che le preoccupazioni sull’impatto della cannabis sugli adolescenti potrebbero essere giustificate” non significa che la cannabis faccia male. Potrebbe far male agli adolescenti, non agli adulti né ai giovani adulti, ma soprattutto POTREBBE, perché esistono milioni di esempi di adulti fumatori che ottengono punteggi assolutamente identici ai non fumatori in tutti i test neuropsicologici. C’è una fiorente letteratura scientifica a riguardo. Certo, è facile prendere 42 14enni che (a detta loro) hanno fumato 1 o 2 canne e pretendere di fare una statistica valida per la popolazione mondiale! Vi siete dimenticati (che caso!) di dire che i volumi delle strutture “modificate dalla cannabis” sono maggiori nei fumatori e che questo può avere varie spiegazioni.

    Essere pro-cannabis non significa essere a favore di tutto senza un minimo buon senso, significa basarsi solo ed esclusivamente sui dati oggettivi: che oggi non dimostrano che sia pericolosa nel cervello di un adulto.

    • orso56 ha detto in risposta a Francesco

      Questa storia che la legalizzazione risolverebbe il problema, può dirlo chiunque, da qualsiasi cattedra,
      ma è talmente evidente che è una sciocchezza che cadono le braccia a doverlo dire.
      Intanto i soggetti che dicono queste cose da 40 anni si conoscono bene e non meritano un soldo della mia stima.
      Mentre TUTTI gli operatori nel campo delle tossicodipendenze dicono il contrario.

      Per fidarsi di Pannella, Della Vedova, Bonino, Taradash più di Muccioli e di tutti gli altri bisogna averne fumate molte.
      è talmente evidente il fatto che anche esssendo regolamentato il gioco d’azzardo non è eliminato il gioco illegale anzi è aumentato ma in compenso è aumentato il numero di persone che accedono a una dipendenza nel gioco legale.
      Una volta venduta legalmente a un adulto a cui non FAREBBE male (secondo te e tutti cervelloni che ne hanno fato uso),
      chi, materialmente impedisce al genio acquirente di venderla a un adolescente, magari tuo figlio, a cui QUASI SICURAMENTE fa male e che SICURAMENTE entra tra i candidati alla dipendenza da altre droghe?
      Se tu poi regolamenti la cannabis con una certa dose di principio attivo non ci vuole il genio dei cammorristi per capire che offrendo un dosaggio maggiore spazzi via la concorrenza legale.
      Riguardo alla “fiorente letteratura scientifica” penso che l’esperienza di chi con le persone ci si spende e le aiuta valga molto di più delle fumisterie di vecchi fricchettoni.
      Riguardo alla significatività della statistica presentata, se quei 42 14enni invece di aver fumato due canne avessero mentito e ne avessero fumate 10 cosa cambia? niente: un consumo occasionale provoca comunque un danno cerebrale oltre, sempre, ad introdurti ad altre sostanze.

      • Gianluca C. ha detto in risposta a orso56

        Orso, i proibizionisti avranno anche le loro buone ragioni, ma tu ad inanellare questa serie impressionante di scempiaggini fai tutt’altro che un favore alla loro causa

      • Francesco ha detto in risposta a orso56

        Caro orso56, pare proprio che tu sia una persona molto sensibile e attenta al problema e che ti ci dia da fare in prima persona. Questo è un gran bene! Mi permetto in aggiunta di segnalarti che solitamente facilmente si ritiene che il “proprio” mondo sia l’unico possibile e soprattutto l’unico giusto. Gli “operatori” per le tossicodipendenze sono formati su uno specifico e ristretto campo. Definisci senza timore “cervelloni fricchettoni” tutti quelli che la pensano diversamente da te, ma ti dimentichi che tra questi ci sono scienziati che hanno dedicato la loro vita allo studio del cervello, non alla lotta alle droghe che è di per sé una situazione faziosa e non scientificamente indipendente, e che magari non hanno mai in vita loro fumato una canna. Lo dico per esperienza:sono psicologo e specializzato in neuroscienze cognitive, lavoro come ricercatore di neurofisiologia, non ho mai fumato una canna ma ho letto e leggo le produzioni scientifiche che costituiscono la sorgente del sapere che abbiamo, come umanità, a riguardo anche delle droghe e della cannabis. Non si capisce come mai esista una fetta di persone che ritiene di “sapere” delle cose ma non sa da dove provenga questo “sapere”, da quale metodo di indagine sia stato prodotto questo concetto del quale è però intimamente convinto. Per esempio:quando dici che un giovane che consumi cannabis sia sicuramente candidato a diventare dipendente da altre sostanza, cosa intendi? Dove hai preso questo concetto? (peraltro abbastanza tautologico perché la parola candidato non pone il soggetto su un piano diverso dalla norma). Per favore, non rispondere che lo hai preso “dalla tua annosa e volenterosa esperienza di operatore sul campo”, si chiama scientismo ingenuo il processo di ritenere la propria esperienza personale come valida per fare statistica sulla popolazione generale.
        Se vuoi, posso segnalarti i lavori sperimentali molecolari che dimostrano come sia la nicotina a modificare determinate “parti” di DNA rendendo il soggetto estremamente vulnerabile alle dipendenze, e altri lavori che escludono la cannabis e il thc da questo ruolo di gateway drug. Altro esempio:”è talmente evidente che non sia così da far cadere le braccia eccecc”:???? Che frase è? Dove sta questa lapalissiana evidenza?
        Inoltre non ho capito perché nomini dei politici, pannella e compagnia. Io ho solo detto che è vero che i procuratori antimafia si siano espressi, tramite la direzione nazionale, a favore della liberalizzazione, contrariamente a quanto questo articolo vorrebbe far credere.
        Buona giornata

        • orso56 ha detto in risposta a Francesco

          Non ho nessuna esperienza personale da rivendicare. quindi non sono uno “scientista ingenuo”. gli apprezzamenti su un tuo interlocutore conservali dentro la tua testa.
          Ne autorità accademiche o giudiziarie da invocare.
          Dico solo che tutti coloro che si occupano del recupero di tossicodipendenti sono contrari alla liberalizzazione e attestano che non c’è quasi nessuno che si faccia di eroina che non sia passato dalle cosiddette droghe leggere.
          Se tu conosci qualcuno che dice il contrario fammelo conoscere.
          è esattamente equivalente a dire che un giovane che consuma cannabis è candidato a diventare dipendente da altre sostanze. è una condizione necessaria, certo non sufficiente. si capisce no? anche a psicologia si studierà un po’ di logica.
          Quanto al contrasto della criminalità organizzata nessuno mi convincerà che liberalizzare un prodotto, che dovrà avere per forza una limitazione nella sua “efficacia”, impedisca che altri smercino un prodotto più “efficace”.
          trovamelo tu un camorrista talmente scemo da non fiutare l’affare.

          • Gianluca C. ha detto in risposta a orso56

            Io i miei dieci mesi di servizio civile presso una comunità di recupero me li sono fatti tutti e penso di avere un minimo di esperienza in proposito.
            Dei settanta residenti (CEIS di Castel Gandolfo) tre quarti erano eroinomani, un quarto cocainomani. Residenti per la cannabis, zero. Non penso che la situazione sia diversa nelle altre comunità. Questo vuol dire due cose:
            – che le comunità di recupero non hanno più titolo di altri per discutere sulla liberalizzazione della canapa;
            – che non è detto che l’opinione di don Picchi, don Benzi, don Gelmini, don Mazzi ecc. coincida con quella degli operatori delle loro comunità e che giornalmente si “sporcano le mani” con la realtà della tossicodipendenza (esperienza personale).
            Quanto al resto, la marijuana come “droga di passaggio” è una pseudoteoria che poteva andare bene negli anni ’50 e sulla quale non vale nemmeno la pena perdere tempo a discuterne ancora. Sugli effetti della liberalizzazione nei riguardi della criminalità e del mercato nero c’è da discutere eccome, e a quel punto credo che il parere della Direzione Nazionale Antimafia conti *leggerissimamente* di più di quello mio, tuo e dei vari “Don”

            • orso56 ha detto in risposta a Gianluca C.

              quanti eroinomani non erano passati dalla cannabis? un numero per favore
              confermi che tutte le comunità sono contrarie alla liberalizzazione della cannabis.
              sulla liberalizzazione, per favore basta con gli argomenti “ex autoritate”. dimmi perché un camorrista non dovrebbe spacciare una cannabis con una quantità di principio attivo superiore a quello legale.
              questa è una domanda semplice.

  3. giuliano ha detto

    Niente di nuovo sotto il sole. Ero già contrario sia alla liberalizzazione che alla legalizzazione… dopo che uno strafatto mi venne addosso con l’auto anni fa…. Se fosse per me un buon ciclo rieducativo su come stare a questo mondo dovrebbe essere obbligatorio, e non potrebbe danneggiare certamente quanto danneggia un singolo “tiro”. E poi basta con questi immondezzai ambulanti di fumatori (anche normali sigarette…) quando destinati soprattutto a sporcare e inquinare l’ambiente.

  4. Lampin Huo ha detto

    Mah…sembra che la storia si ripeta! Nulla di nuovo dalla guerra dell’oppio, quando il capitalismo britannico impose la droga ai cinesi, decretando così la fine della più preparata classe dirigente del mondo…

  5. Max De Pasquale ha detto

    La cannabis puo’ creare danni importanti agli adolescenti. Giusto, anzi giustissimo, ripeterlo; ma gia’ si sapeva.

    • Mister R. ha detto in risposta a Max De Pasquale

      Max De Pasquale

      Il problema è che certa gente ha la memoria troppo corta, forse proprio a causa di qualche canna! 🙂

    • alessandro pendesini ha detto in risposta a Max De Pasquale

      Max:
      Se Lei immagina che il proibizionismo è l’UNICA soluzione per risolvere il problema Droga, si sbaglia di grosso ! E’ pura UTOPIA !
      E’ arcinoto che basta vietare qualche cosa cingendolo di un mistero sufficiente affinché diventi oggetto di desiderio. Alla fine, appare che, talvolta, il più sicuro mezzo per incoraggiare la consumazione di una droga qualsiasi (ma non solamente) consiste nel vietarla. Trattando la droga come un veleno, come un flagello, si può pensare come la proibizione delle droghe incita certi a drogarsi, per curiosità, rivolta o per diffidenza, favorendo ciò che pretende combattere.
      Cosi come negli USA quando l’alcol fu proibito, la proibizione ha generato il crimine. Precipitando grand parte dell’economia mondiale dal lato oscuro della forza, e l’ha inviato ad ingrossare il rango del grand banditismo !
      Come abbiano potuto immaginare che un mercato cosi fruttuoso dell’alcol (che è una droga !!!) possa rimanere inattivo ?
      Lottando contro il traffico illecito della droga, i paesi ricchi combattono un asse del male che loro stessi hanno generato…..

      La proibizione –ripeto- peggiora scandalosamente le conseguenze sanitarie e sociali del consumo di droga ! E non dovrebbe essere sorprendente dal momento che il divieto non difende un ideale di salute, difende un ideale di astinenza con la pretesa di difendere un ideale di salute: dietro la maschera di un benpensante igienismo, opera di fatto per l’intollérenza !
      Di certo si potrebbe dire che se non ci fossero i consumatori, non ci sarebbe il traffico. A questo potremmo rispondere che se non ci fosse la proibizione, non ci sarebbe il traffico di stupefecenti…

      Il consumo di prodotti e pratiche psicoattive legate alla ricerca di soddisfazioni immediate sono inerenti alla condizione umana. È quindi illusorio, persino pericoloso, volerli far sparire. E va notato che il divieto ha contribuito ad aggravare lo stato di salute degli utenti, che per anni sono stati -e sono tuttora- considerati dei delinquenti indegni di ricevere l’attenzione delle politiche di sanità pubblica……
      Abbiamo combattuto il cartello della droga per oltre 40 anni, una guerra che sappiamo di non poter vincere. Nel frattempo, ci siamo dimenticati di combattere l’abuso di droghe lecite, una lotta che non potevamo perdere. Narcotici e Psicotici : e se avessimo sbagliato combattimento ?
      Sebbene l’opinione diffusa al maggior numero della gente che il tabacco e alcol non abbiano nulla a che fare con la cocaina, l’eroina o la cannabis, la distinzione tra droghe lecite e illecite non si basa su nessuna base o studio scientifico serio.
      Di fatto, le conseguenze negative del consumo di tabacco e alcol sono ben note: per il tabacco, * cancro ai polmoni, insufficienza respiratoria, malattie cardiovascolari, ecc .; per l’alcol, cancro del tratto aerodigestivo, danni al fegato, lesioni neurologiche, ecc….. Alcol e tabacco sono responsabili rispettivamente di 49.000 e 73.000 decessi all’anno nel 2015 (se no vado errato) in Francia.
      A livello globale, l’alcol ha ucciso 2,5 milioni di persone nel 2011, mentre le droghe illegali hanno provocato 211.000 morti (pari a circa l’1% della mortalità per qualsiasi causa tra le persone di età compresa tra i 15 ei 64 anni).

  6. EnnesimoUtente ha detto

    Scusate… io non accetto il metodo. Ditemi che medicinali derivati dall’oppio si possono prendere come e quando si vuole, senza prescrizione medica e che non hanno nessun effetto collaterale neanche a lungo andare, allora mi convincerò che la cannabis si può assumere come se fosse una caramella.
    L’antiproibizionismo non ha senso. Le sigarette sono permesse: non c’è forse il contrabbando? Gli aboti sono regolati in Italia dalla legge 194: mi vorrete dire che non ci sono aborti clandestini e che la gente non assume la pillola del giorno (o dei 5 giorni?) dopo anche senza controllo medico?

  7. alessandro pendesini ha detto

    Dobbiamo pur ammettere che attualmente un consumatore di droga non conosce veramente la composizione di cio’ che consuma, ignora cio’ che assorbe realmente, cosi come gli effetti che puo’ risentire, e non ha quasi mai idea dei rischi –a volte letali- che prende per la sua salute.
    Le analisi ufficiali dei prodotti che circolano in strada dimostrano ad esempio che le pasticche di ecstasy non contengono un singolo atomo di MDMA (che è il principio attivo), ma una miscela eterogenea di anfetamine, benzodiazepine (ansiolitici) e altri prodotti di taglio. Il consumatore abituale si trova nella stessa situazione di qualcuno, -gli occhi bendati-, che prende a caso un bicchiere su un tavolo e berlo senza sapere se trattasi di birra, aranciata, brandy, vino o magari antigelo o candeggina !!!! Questa è purtroppo la realtà…. Le informazioni sul dosaggio è essenziale per tutti i prodotti, perché gli effetti non sono gli stessi e dipendono della quantità e qualità delle dosi. Il caso più esemplare è quello della cannabis. A basso tasso di THC ( principio attivo della cannabis) il suo effetto sarà piuttosto rilassante e euforico, ma a forte dosi di THC, lo stesso prodotto potrà essere allucinogeno, e potrebbe non corrispondere alle aspettative formulate del consumatore ignorando cio’ che assorbe !

  8. alessandro pendesini ha detto

    Non dobbiamo credere che un mondo senza droghe sia possibile. Non dobbiamo credere che la situazione attuale possa durare molto a lungo. Non dobbiamo credere che una legge che è inapplicabile perché inapplicabile non ha effetti negativi. Non dobbiamo credere che il problema posto dalla droga si ferma alla loro sola produzione, traffico o consumo senza ripercussioni sulla politica, gli equilibri strategici e l’economia mondiale.
    Dobbiamo capire che è urgente reagire. Si deve comprendere che, per consentire un’evoluzione omogenea e pacifica delle società, le leggi devono evolvere al ritmo delle tendenze, modi di vita in continuo cambiamento.
    Bisogna capire che il parassitismo delle economie mondiali dei capitali mafiosi ci porterà probabilmente al punto di non ritorno. Bisogna capire che proporre la legalizzazione non è un atteggiamento lassista o irresponsabile. Bisogna capire che il vero lassismo sarebbe di non fare nulla di fronte all’osservazione che il sistema utilizzato da decenni NON funziona. Dobbiamo capire che proporre una legalizzazione SEVERAMENTE CONTROLLATA delle droghe significa ristabilire l’ordine dove c’è solo disordine, confusione, ipocrisia, settarismo e corruzione.

    N.B. -È assolutamente inaccettabile, ad esempio, che il 7% degli americani(per citare solo quello) sia diventato dipendente dalla loro prescrizione e che il numero di decessi per overdose di farmaci psicotropi oggi superi il numero di vittime per overdose di sostanze proibite. I prodotti neurolettici commercializzati dalle principali compagnie farmaceutiche sono diventati più pericolosi dei narcotici venduti dal trafficante di droga locale. Ma le politiche pubbliche statunitensi, ma non solo, continuano a evitare questo paradosso straordinario.
    In Occidente si spendono centinaia di miliardi di $/€ in una guerra perduta in anticipo contro il consumo di droghe illecite, ma non alziamo neppure un dito per impegnarci in una guerra – facile da vincere – contro l’eccesso di prescrizione e l’eccessivo consumo di psicofarmaci autorizzati !!! Cercate l’errore o l’orrore….

    NB -I farmaci non hanno tutti lo stesso potenziale addictogenico. Il più avvincente sarebbe il tabacco, gli oppiacei, la cocaina, poi l’alcol e infine la cannabis, nota per avere un basso potenziale di dipendenza.

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