Il monoteismo biblico non è nato copiando il faraone Akhenaton

Mosé e Akhenaton. Chi cerca una spiegazione naturale del monoteismo biblico sostiene che il monoteismo ebraico e mosaico sia nato copiando il monoteismo del faraone Amenofi IV (Akhenaton). Ma gli egittologi smentiscono l’ipotesi.

 

All’interno del filone di ricerca della spiegazione naturale e non divina delle origini della religione giudaico-cristiana, la tesi predominante è che il monoteismo biblico nacque imitando quello instaurato dal faraone Akhenaton (Amenofi IV) che scelse una divinità secondaria, Aton, e la trasformò nel culto centrale del Pantheon egizio, fino a farle reggere una religione monoteistica.

Questa la tesi dello storico delle religioni Raffaele Pettazzoni (1883-1959), oratore del Grande Oriente d’Italia, la loggia massonica italiana. Il suo libro, Storia delle religioni e mitologia (Mimesis 2018), è stato da poco ripubblicato e recensito da Armando Torno sul Corriere della Sera.  Non è un caso che Pettazzoni fu convinto massone, la sua tesi coincide espressamente con la volontà di appiattire le religioni ad un unica grande ideologica etica, contrastando l’originalità e negando al monoteismo ebraico la sua origine in una rivelazione divina. Ma, quelle appena esposte, sono affermazioni ampiamente superate e per nulla originali, anche perché furono già divulgate da Sigmund Freud nel suo saggio L’uomo Mosè e la religione monoteistica (e prima di lui, da altri autori: Breasted, Rank e Abraham).

Innanzitutto esistono forti dubbi che quello del faraone Akhenaton fosse davvero un monoteismo. L’egittologo francese Nicolas Grimal, docente presso l’Università della Sorbona, ne dubita fortemente e ha spiegato che a quel tempo semplicemente vi fu un «aumento progressivo» comune della volontà di celebrare anche una divinità legata al sole e, già nella XVIII dinastia (precedente a Akhenaton), si può vedere «un sorgere di culti “eliopolitani” e una “solarizzazione” dei principali dei dell’Egitto». Così, il cambiamento operato dal faraone a tale riguardo, «non era di per sé rivoluzionario ed era ben lungi dall’essere la religione rivelatrice che gli studiosi hanno affermato di essere» (N. Grimal, A History of Ancient Egypt, Barnes and Noble 1997, p. 238). Quello di Akhenaton fu di fatto quello che gli esperti chiamano un “henotheismo”, ovvero una preferenza e superiorità di un dio sugli altri. Le prime iscrizioni lasciate dal faraone, infatti, «si riferiscono agli “dei” al plurale» (D.B. Redford, The Monotheism of Akhenaten, in Aspects of Monotheism, p. 22).

Ma anche assumendo che fosse un vero e proprio rivoluzionario monoteismo, diversi studiosi hanno rilevato grandi differenze tra il monoteismo biblico e mosaico con quello (supposto) egiziano di Akhenaton, che viene chiamato “atenismo” (dal dio Aton). «L’atenismo era alla sua origine una tipica religione egiziana che “non infastidiva nessuno”», ha scritto l’egittologo canadese Donald B. Redford. «Mai sarebbe venuto in mente ad un antico egizio il postulare il soprannaturale come una monade, un’emanazione trinitaria intellettualmente superiore. Ancor meno gli sarebbe venuto in mente di supporre che la sua salvezza eterna dipendesse dal riconoscimento di tale monade. Un egizio poteva scegliere di adorare questo dio o quello; un altro poteva anche credere, per qualsiasi ragione, che altri dei non esistevano. Questo non era importante per un egiziano antico, nulla avrebbe potuto importargli di meno» (D.B. Redford, Akhenaten: The Heretic King, Princeton University Press, 1984, p. 22). Il monoteismo di Akhenaton, infatti, non era affatto esclusivo mentre, fin nel primo Comandamento insegnato da Mosè, l’esclusivismo è la base del monoteismo biblico (Non avrai altro Dio all’infuori di me).

Altra annotazione. «L’atenismo è privo di contenuto etico» (D.B. Redford, The Monotheism of Akhenaten, in Aspects of Monotheism, p. 113). Aton, ha proseguito l’egittologo canadese. «Non sembra mostrare alcuna compassione per le sue creature, ma fornisce loro vita e sostentamento in un un modo piuttosto superficiale: nessun testo ci dice che sente “il grido del povero”, o soccorre i malati o perdona i peccatori. Allo stesso modo, mentre conosciamo tutto sull’apparato di culto spiegato dettagliatamente nell’Antico Testamento, l’atenismo non ha offerto atti di culto (cose diverse dai quotidiani sacrifici umani/animali), non esiste nessuna immagine di culto, nessuna mitologia, nessun concetto di manifestazione continua (D.B. Redford,Akhenaten: The Heretic King, Princeton University Press, 1984, p. 169-179). Si potrebbe dire che l’atenismo ha più in comune con il Deismo dell’Occidente del XVIII secolo che con il monoteismo ebraico.

La conclusione del prof. Redford è drastica: .«C’è poca o nessuna prova a sostegno del fatto che Akhenaton fosse un progenitore del monoteismo vero e proprio che troviamo nella Bibbia, esso ha avuto un suo sviluppo separato […]. Il monoteismo di Akhenaton è così distinto dallo Yahwismo che mi chiedo perché i due vengano a volte messi a confrontino» (p. 113). E anche il suo collega egittologo francese, Nicolas Grimal, arriva alla stessa conclusione: «Si è supposto che l’atenismo si trovi alle radici del cristianesimo, quando in realtà non fa altro che riflettere il terreno comune delle civiltà semitiche» (p. 228). E potremmo anche aggiungere il giudizio di un terzo egittologo, lo statunitense James Peter Allen della Brown University e presidente dell’Associazione Internazionale degli egittologi: «l’Atenismo, è meno all’origine delle religioni monoteistiche del mondo che di una filosofia naturale: se questa religione avesse avuto successo, avremmo dovuto aspettarci che da essa fosse emerso un Talete piuttosto che un Mosè» (P.J. Allen, The Natural Philosophy of Akhenaten, in Religion and Philosophy in Ancient Egypt, Yale University Press 1985, pp. 89-101). Ovvero, come già detto, l’atenismo si avvicinava al Primo Motore di Aristotele o al Deismo di Thomas Jefferson ma nulla a che vedere con l’originale monoteismo ebraico.

La redazione

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3 commenti a Il monoteismo biblico non è nato copiando il faraone Akhenaton

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  1. Brunello ha detto

    Tutti i tentativi di mitizzare Gesù e la religione cristiana sono miseramente fallito, tra i pochi miticisti rimasti odifreddi che e’ stato duramente criticato dal Papa

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  2. Max De Pasquale ha detto

    E’ cosa nota da tempo agli storici di quel periodo che il dio di Akhenaton non aveva molto a che fare con quello degli antichi Ebrei. Semmai, al limite, uno storico scettico punterebbe ad una tesi “casalinga” per l’origine del culto di Yahve’, gli ebrei inizialmente avrebbero avuto il loro Pantheon di cui poi sarebbe rimasto solo il sopraccitato. Ma e’ difficile da resistere alla tesi del “complotto” …

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    • diacono ha detto in risposta a Max De Pasquale

      Dall’analisi del testo biblico si evince un passaggio dal politeismo al monoteismo, da un monoteismo tribale a quello nazionale per arrivare, “quando venne la pienezza del tempo” ad esprimere l’idea di un monoteismo universale: era pertanto giunta l’ora che Dio stesso affermasse che tutti gli uomini sono figli dello stesso Padre.

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