Religione vs scienza? «Il caso Galileo non fu quel che tutti pensano»

L’ultimo libro dello storico Yves Gingras, docente presso l’Università del Quebec, si intitola L’Impossible Dialogue. Sciences et religions (Polity Press 2017). Il rapporto tra scienza e religione viene descritto come conflittuale, addirittura in antagonismo, ma il saggio ha ricevuto una pesante stroncatura dallo storico della scienza Peter Harrison, direttore dell’Institute for Advanced Studies in the Humanities presso l’University of Queensland.

«Considerare la religione come un tentativo di offrire una spiegazione scientifica del mondo», ha commentato Harrison, «è come sostenere che un balletto sia un tentativo fallito di correre per prendere un autobus». L’unico modo per parlare di un “conflitto” tra scienza e fede, è quello di credere che «le due imprese intellettive competano per lo stesso territorio esplicativo». E non è affatto così.

Le intenzioni di Gingras di ripristinare un conflitto è in antitesi con quanto affermano «gli storici delle relazioni scienza-religione, i quali oggi parlano abitualmente di “mito del conflitto”, una storiografia distante e screditata che sorse nel diciannovesimo secolo». Il revisionismo dello storico canadese inizia nel 13° secolo, con le tensioni tra università e chierici. Eppure, ha commentato Harrison, «è lo stesso Gingras ad ammettere che fu la Chiesa a fondare le università medievali, in primo luogo» e che «tra il 12° e il 18° secolo, il sostegno materiale e morale della Chiesa cattolica per lo studio dell’astronomia non ha eguali in nessun’altra istituzione». Tuttavia, sono innegabili le tensioni da lui descritte, «ma “religione” e “scienza” erano rappresentate da individui e istituzioni su entrambi i lati della controversia». I “religiosi”, infatti, erano sia i rettori o fondatori delle prime università che gli stessi professori.

La censura è, ovviamente, un cavallo di battaglia di chiunque voglia colpire la storia della Chiesa cattolica, compreso Gingras. Tuttavia, lo storico australiano obietta che tale lettura deriva «dall’incapacità di comprendere l’universalità dei regimi di censura e il loro obiettivo finale. Le restrizioni legislative imposte all’espressione di opinioni religiose, politiche, morali – e, in una piccola minoranza di casi, scientifiche – avevano anche l’obiettivo della conservazione dell’ordine sociale». Ovvero, ai tempi non esisteva un valido sistema legislativo e giudiziario e la garanzia dell’ordine sociale era sulle spalle dell’unica istituzione universalmente riconosciuta, la Chiesa. «Inoltre», ha proseguito Harrison, «le opinioni religiose avevano molta più probabilità, rispetto a quelle scientifiche, di essere sottoposte ai poteri coercitivi dello stato (e della Chiesa, nei casi in cui poteva esercitare il potere temporale). Anche i casi più determinati di resistenza a tali tentativi di controllo erano motivati ​​religiosamente. La storia della censura, quindi, non individua nulla di distintivo nel rapporto tra scienza e nella religione, dal momento che la “religione” stessa era l’obiettivo più comune della censura».

Tutto questo, inevitabilmente, ci conduce al caso Galileo: un pacchetto pronto per chi pone la religione contro la scienza. Ma, anche qui, le cose sono più complesse. «Innanzitutto, la teoria di Galileo mancava di prove e la sua argomentazione delle maree per il moto della Terra era semplicemente sbagliata», ha osservato il docente della Queensland University. «Non solo, ma l’assenza di parallasse stellare osservabile forniva prove apparentemente inattaccabili contro il moto della Terra. Il modello planetario di Tycho Brahe, con i pianeti in orbita attorno al sole ed il sole in orbita attorno a una Terra stazionaria, offriva una buona soluzione al compromesso e spiegava almeno alcune delle osservazioni telescopiche di Galileo senza le difficoltà fisiche di mettere in moto la Terra. In breve, in quel momento non c’era consenso nella comunità scientifica sul fatto che Galileo avesse ragione e, al contrario, vi erano buone ragioni per pensare che avesse torto. Da parte sua, la Chiesa, era ben informata su tutto ciò».

Alla luce della storia della scienza, nata e promossa sotto l’ala della Chiesa medievale, «lo sfortunato processo di Galileo fu l’eccezione piuttosto che la regola», ha concluso lo storico australiano. «Offrire uno status emblematico del caso Galileo è un po’ come proporre, sulla base dell’analisi del processo ed esecuzione di Socrate da parte degli Ateniesi, che gli antichi greci erano implacabilmente opposti alla filosofia». Per questo le argomentazioni di Gingras «non rivelano nulla di nuovo e rafforzano ciò che gli storici della scienza hanno sempre detto: il quadro storico è complicato, e il conflitto tra scienza e religione non è né inevitabile né costituisce uno schema duraturo».

La redazione

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26 commenti a Religione vs scienza? «Il caso Galileo non fu quel che tutti pensano»

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  1. giorgio baldrati ha detto

    la scienza può turbare solo una fede debole e vacillantte . una fede viva non chiede conforto alla scienza. se una scoperta scientifica risultasse , se possibile , in conflitto con una verità di fede , tale scoperta va rifiutata dal credente come falsa. la scienza infatti , se nel vero , può solo confermare la fede.
    il caso Galileo non pose in discussione una verità di fede. credere che il sole ruoti intorno alla terra , anzichè il contrario , cioè quanto allora fu notato , e riportato nel libro e come si nota tuttora , non pone in discussione il regno di Dio.
    la posizione assunta della chiesa di allora fu eccessiva , in quanto una imprecisione di scrittura
    in un punto del libro , vale per quel punto del libro , e non la si può ragionevolmente e correttamente accettare come estesa a tutto il testo.

    per quanto riguarda la relazione fra scienza e fede ,
    mi si conceda di citare a conforto dei credenti cne leggeranno queste righe :

    Matteo 11 :
    [25] In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.

    [26] Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.

    • Klaud ha detto in risposta a giorgio baldrati

      *… se una scoperta scientifica risultasse, se possibile, in conflitto con una verità di fede, tale scoperta va rifiutata dal credente come falsa…*

      Tale concetto si può riassumere nel noto modo di dire:
      ”Se la scienza contraddice la fede, tanto peggio per la scienza” ovvero: ”se l’ideologia contraddice la realtà, tanto peggio per la realtà”.
      Complimenti per la limpidezza di pensiero. Ci devono essere andati giù pesante a catechismo…

    • Pippo ha detto in risposta a giorgio baldrati

      Scriveva Sant’Agostino “se ad una ragione evidentissima e sicura, si cercasse di contrapporre l’autorità delle Sacre Scritture, chi fa questo non comprende e oppone alla verità non il senso genuino delle Scritture, che non è riuscito a penetrare, ma il proprio pensiero, vale a dire non ciò che ha trovato nelle Scritture, ma ciò che ha trovato in se stesso, come se fosse in esse”

      • Emanuele ha detto in risposta a Pippo

        Anche il Card. Bellarmino riguardo al sistema eliocentrico ebbe a dire che, qualora la scienza dimostrasse che una cosa è contraria all’interpretazione delle Scritture, sarebbe appunto errata l’interpretazione, non le scritture.

        Se ci pensiamo bene, anche nel famoso passo Biblico di Giosuè che fa fermare il Sole, trattandosi si noti relativi, lo stesso effetto si avrebbe se fosse la Terra ad essersi fermata. Ossia, l’eventuale fermata del Sole il cielo non implica un sistema geocentrco, come erroneamente interpretarono i contemporanei avversi a Galileo.

        P.S.
        Anche se non c’entra col punto, prevengo le critiche sul fatto che la Terra possa fermarsi nel suo moto di rotazione.

        Il passo è decisamente criptico e poetico:
        «Sole, fèrmati in Gàbaon
        e tu, luna, sulla valle di Aialon
        ».

        Alcuni astronomi hanno ricostruito le eclissi del passato e ritengono potesse trattarsi di un eclisse solare anulare, fenomeno che potrebbe aver disorientamento i nemici. Il termine ebraico usato per “fermare” ha anche significato “smetti di splendere”. La radice semitica del termine è legato anche al concetto di eclissi.

        Se il fenomeno fosse accaduto nel tardo pomeriggio, è come se fossero calate le tenebre per il tramonto e poi “miracolosamente” la luce sarebbe tornata facendo credere che il giorno si fosse allungato.

        • Pippo ha detto in risposta a Emanuele

          Noi continuiamo a porre l’accento, nel caso Galileo, all’aspetto astronomico della vicenda, mentre il problema che condusse a processo Galileo è un altro. Premesso che la teoria eliocentrica si sviluppò in ambito ecclesiastico a partire dal vescovo di Lisieux Nicolas d’Oresme, passando per il cardinale Niccolò Cusano, per finire con il prete polacco Niccolò Copernico, Galileo finì a processo perché in alcune lettere inviate a colleghi dell’università di Pisa sosteneva che occorresse modificare le Scritture nei passi nelle quali non fossero allineate con le nuove teorie astronomiche. Fu questo fatto che fece saltare sulla sedia il Card. Bellarmino e cioè la pretesa della scienza di modificare le Scritture. Un chiaro esempio di eresia, materia dell’Inquisizione, la quale non si occupava di astronomia ma appunto di eresia.

          • Emanuele ha detto in risposta a Pippo

            Corretto.

            Citavo solo San Bellarmino e il caso Galileo a sostegno che la scienza guida alla corretta interpretazione delle Scritture. Appunto, sarebbe assurdo voler modificare le Scritture, direi pure antiscientifico oltre che eretico.

    • giuliano ha detto in risposta a giorgio baldrati

      la scienza infatti , se nel vero , può solo confermare la fede.

      E’ una sciocchezza. La fede non è validabile ne confermabile.
      La fede certamente porta la persona oltre la “scienza” perché tende a dare un senso definitivo alle cose e tende a dare ragione della propria consapevolezza; ma non può essere validata ne confermata, altrimenti saremmo sudditi di Dio = Amore, mentre la persona è tale soprattutto perchè libera e dotata di libero arbitrio.
      Allo stesso modo secondo me si compie errore in qualche modo similare caricando la scienza di categorie e significati che vanno ben oltre al suo stesso ambito di sussistenza e validità. La scienza non può arrivare alla causa prima ne spiegare il senso della consapevolezza che specifica la persona.

      • Emanuele ha detto in risposta a giuliano

        Attenzione però. Fede e scienza derivano da un’unica Volontà e Intelligenza. La Verità non può che essere unica, quindi.

        Dio si è rivelato nella creazione (indagabile con la scienza, per semplificare) e nel Cristo (che appunto richiede la fede, per proclamarlo vero Dio vero Uomo).

        Per questo il retto uso della scienza conduce inevitabilmente a Dio. Ciò però non obbliga alla Fede: Lucifero aveva piena scienza di Dio, ma non ebbe fede. Adamo ed Eva erano esseri perfetti, eppure persero la fede.

        Anzi, direi che per rifiutare Dio devi conoscerlo. Quindi, il saggio, prima di negare Dio dovrebbe prima cercarlo e trovarlo.

  2. Pippo ha detto

    Galileo non fu processato perché faceva l’astronomo ma perché si mise a fare il teologo dicendo una serie di fesserie. Questo punto non è mai abbastanza chiaro quando si affronta la questione.

  3. giorgio baldrati ha detto

    in risposta a Klaud.

    La ringrazio per la risposta così che io Le possa aprire il mio pensiero. il Suo animo mi pare arido e rigido nella negazione. non posso non notarvi la libido del rifiuto.

    il mio catechismo è assai breve :

    Gen. 1 :
    [31] Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

    il primo e più importante comandamento della legge ed il secondo , che deriva dal primo.

    il rifiuto con Cristo della terza tentazione.

    ringrazio Dio per quanto mi ha concesso e per quanto mi è stato negato.

    Adiutorium nostrum in nomine Domini , qui fecit caelum et terram.

    che Dio la illumini.

    • Klaud ha detto in risposta a giorgio baldrati

      Signor Baldrati, le assicuro che non vi è alcuna libidine nel cercare di ragionare secondo il buonsenso.
      Anzi, direi che vi sia molta libidine nel suo rifiuto dell’esercizio del proprio raziocinio, infatti ella in nulla ha espresso il proprio pensiero,
      limitandosi a citare cose imparate a memoria. Buona luce anche a lei, pace e bene.

  4. Valerio ha detto

    Galileo fu condannato e costretto a giurare il falso perché esprimeva tesi non errate scientificamente ma perché dichiaratamente contrarie alla dottrina religiosa

    • Emanuele ha detto in risposta a Valerio

      Se leggi la biografia di Galileo emerge che si era fatto diversi nemici accademici per il suo carattere, cosa che contribuì all’apertura del processo.

      Nel caso specifico fece poi due errori “politici”. Il primo di prendere in giro il Papa. Ricordo a tal fine che tutti i suoi libri ebbero l’imprimatur (approvazione) papale.

      Il secondo errore fu quello di ergersi a teologo, in un periodo in cui la riforma luterana (con quel che ne conseguì sull’interpretazione delle Scritture) bruciava ancora.

      Comunque a Galileo furono chieste prove che non seppe portare. Quella delle maree è del tutto errata, benché già si fosse capito che esse erano legate alla Luna (teoria del calor tiepido, anticipando Newton). Quindi non applico a se stesso il metodo scientifico di cui lo si ritiene padre.

      Insomma nel processo Galileo si intrecciano vari aspetti politici, religiosi e scientifici. Purtroppo sbagliò in tutti e tre gli aspetti.

      La chiesa fece da parte sua un grave errore, violando le lezioni di San Agostino ed i suggerimenti di San Bellarmino.

      Fu quindi la tempesta perfetta in cui, logicamente, il più debole dovette fare un passo indietro.

      • Valerio ha detto in risposta a Emanuele

        Se leggo la biografia di Galileo leggo che nessuno gli ha contestato nulla scientificamente, di certo non i cardinali che tra l’altro non avevano alcuna preparazione per parlare con Galileo.

        Nel caso specifico fece poi due errori “politici”. Il primo di prendere in giro il Papa. Ricordo a tal fine che tutti i suoi libri ebbero l’imprimatur (approvazione) papale.

        Questo è proprio falso: Gelileo non ha preso in giro nessuno, ha posto i principi del rigore scientifico, ha abbattuto il privilegio dell'”ipse dixit” e ha fortemente affermato l’indipendenza della Scienza dalla religione.

        Il secondo errore fu quello di ergersi a teologo, in un periodo in cui la riforma luterana (con quel che ne conseguì sull’interpretazione delle Scritture) bruciava ancora.

        ESATTO.. Galileo è stato perseguitato per motivi esclusivamente politici.

        La condanna recita esplitamente senza fare alcun riferimento ad obienzioni scientifiche

        «Essendo che tu, Galileo fig.lo del q.m. Vinc.o Galilei, Fiorentino, dell’età tua d’anni 70, fosti denunziato del 1615 in questo S.o Off.o, che tenevi come vera la falsa dottrina, da alcuni insegnata, ch’il Sole sia centro del mondo e imobile, e che la Terra si muova anco di moto diurno; seguendo la posizione del Copernico, si contengono varie proposizioni contro il vero senso e autorità della sacra Scrittura […]

        Che il Sole sia centro del mondo e imobile di moto locale, è proposizione assurda e falsa in filosofia, e formalmente eretica, per essere espressamente contraria alla Sacra Scrittura;

        Che la Terra non sia centro del mondo né imobile, ma che si muova eziandio di moto diurno, è parimente proposizione assurda e falsa nella filosofia, e considerata in teologia ad minus erronea in Fide.

        Allora La Chiesa e lo Spirito Santo hanno decisamente sbagliato perche quella dottrina era invece asslutamente vera e ad essere false erano invece proprio le Sacre Scritture.

        Traetene le dovute conseguenze.

        • Brunello ha detto in risposta a Valerio

          Sicuramente la Chiesa ha sbagliato con Galileo come hanno sbagliato i giacobini atei a ghigliottinare il famoso scienzato Lavoisier. La Bibbia non e’ un libro scientifico e comunque e’ la chiesa che lo deve interpretare

        • Emanuele ha detto in risposta a Valerio

          …vedila come ti pare.

          Ma ad esempio, chiedere l’imprimatur promettendo di non scrivere della faccenda delle maree (scientificamente erronea) e poi infilare a stampa quell’argomento, lo chiamo prendere in giro, poi vedi tu. In sostanza ha chiesto l’approvazione papale su una bozza che poi ha modifica a stampa in senso contrario a quel che aveva promesso.

          In realtà, Galileo non forni nessuna prova delle sue teorie (se non sbagliate). La parallasse stellare gli dava torto (impossibile da rilevare a quel tempo), questo lo sapevano anche i cardinali. Torto gli dava anche la caduta dei gravi (troppo piccolo l’effetto perturbato da brezza e turbolenza atmosferica), anche questo era noto.

          Ed infatti, la sentenza dice che le dichiarazioni di Galileo erano scientificamente errate:
          è proposizione assurda e falsa in filosofia
          (All’epoca filosofia e scienza non erano divise in senso moderno ed infatti lo stesso Galileo analizza Aristotele come fosse uno scienziato)

          Di fatto Galileo fece un azzardo ipotizzando un modello che non poteva dimostrare. Un approccio per nulla scientifico.

          Durante il processo gli fu detto che se avesse considerato il suo modello come teorico (come fece Copernico, per interderci) la cosa sarebbe stata perfettamente accettabile.

          Certamente la sentenza fu scritta male. Qualche storico la considera un brutto epilogo di una vicenda corretta. Ma la sentenza non è un documento del magistero, ma un atto processuale, quindi nulla c’entra la questione dello Spirito.
          Sentenza peraltro contraria, come già detto, alla dottrina dei Padri della Chiesa.

        • sebastiano ha detto in risposta a Valerio

          Mettere in bocca a un personaggio stolto di nome Simplicio le parole del papa nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo non è prendere in giro il pontefice, ci mancherebbe

  5. Valerio ha detto

    ma poi non c’era lo Spirito Santo a suggerire la verità??

  6. giuliano ha detto

    Galilei dopo l’abiura fu condannato a recitare (con frequenza settimanale… lo so… è “prova” molto dura e faticosa…) i sette salmi penitenziali e fu obbligato ad un domicilio coatto in villa (curato, riverito e seguito dalla servitù) senza peraltro dover rinunciare completamente ai rapporti di società.
    Quando morì ebbe e accettò tutti i conforti religiosi (il grado di attapiramento verso la Chiesa evidentemente non era sufficiente per mandarla a quel paese…) e la Chiesa lo trattò talmente “male” che la figlia, per ripicca contro la Chiesa ovviamente, si fece pure suora (strano modo di mandare a quel paese l’oscurantista Istituzione…).

    Che poi, stringi stringi, quale sarebbe la grande “colpa” della Chiesa?
    L’intervento autoritario risolto nella preclusione della ricerca ulteriore sulle teorie copernicane come possibile spiegazione scientifica della reale costituzione del mondo. Sappiano tutti poi come sia andata a finire con le “teorie copernicane” e, soprattutto da che “ambiente arrivavano” queste teorie…

    Secondo me la questione potrebbe essere un tantino diversa:
    1) è il problema delle “regole”… regole che regolavano la vita civile nello Stato della Chiesa. Sbagliate o giuste che fossero, ma soprattutto regole;
    2) è il problema dello spessore del personaggio. Galileo Galilei, soprattutto con i ritrovati “tecnologici” che lo contraddistinsero, aveva assunto una enorme importanza al suo tempo (ritrovati per i quali cercò sempre di massimizzarne i guadagni tra l’altro…).

    E’ evidente che 1) non venne rispettato da Galileo soprattutto considerando il fatto che non prese posizione rimanendo nel suo ambito (quello della scienza) ma divagò su discorsi di cui probabilmente non poteva gestire ne prevederne le conclusioni. Ma soprattutto (punto 2) personaggio talmente importante per il quale i veri oscurantisti (nel senso di disconoscitori della verità) andarono a nozze abilmente sfruttando la constatazione che torto “piccolo” su personaggio “grande” assume lo stesso significato di torto “grande” su personaggio “piccolo”.

  7. Max De Pasquale ha detto

    Da appassionato di storia della scienza, posso confermare che quello che dice Gingras e’, by and large, quello che gli studiosi di quel periodo sostengono. C’e’ una enorme differenza tra quello che la conoscenza degli specialisti e quello che il pubblico “sa”.

    https://www.quora.com/History/What-is-the-most-misunderstood-historical-event?__pmsg__=+MzRnWHZCYm9aRnB3U1Z1SmxFbnM6YS5hcHAudmlldy5wbXNnLmFsbC5Mb2dnZWRJbkZyb21MaW5rOltbMjM2NDY2MzZdLCB7fV0*

    Consiglio sempre di leggere l’accurata descrizione dell’ateo O’Neill sul caso Galileo.

  8. giuliano ha detto

    Galilei dopo l’abiura fu condannato a recitare (con frequenza settimanale… lo so… è “prova” molto dura e faticosa…) i sette salmi penitenziali e fu obbligato ad un domicilio coatto in villa (curato, riverito e seguito dalla servitù) senza peraltro dover rinunciare completamente ai rapporti di società.
    Quando morì ebbe e accettò tutti i conforti religiosi (il grado di attapiramento verso la Chiesa evidentemente non era sufficiente per mandarla a quel paese…) e la Chiesa lo trattò talmente “male” che la figlia, per ripicca contro la Chiesa ovviamente, si fece pure suora (strano modo di mandare a quel paese l’oscurantista Istituzione…).

    • giuliano ha detto in risposta a giuliano

      Che poi, stringi stringi, quale sarebbe la grande “colpa” della Chiesa?
      L’intervento autoritario risolto nella preclusione della ricerca ulteriore sulle teorie copernicane come possibile spiegazione scientifica della reale costituzione del mondo. Sappiano tutti poi come sia andata a finire con le “teorie copernicane” e, soprattutto da che “ambiente arrivavano” queste teorie…

      Secondo me la questione potrebbe essere un tantino diversa:
      1) è il problema delle “regole”… regole che regolavano la vita civile nello Stato della Chiesa. Sbagliate o giuste che fossero, ma soprattutto regole;
      2) è il problema dello spessore del personaggio. Galileo Galilei, soprattutto con i ritrovati “tecnologici” che lo contraddistinsero, aveva assunto una enorme importanza al suo tempo (ritrovati per i quali cercò sempre di massimizzarne i guadagni tra l’altro…).

      E’ evidente che 1) non venne rispettato da Galileo soprattutto considerando il fatto che non prese posizione rimanendo nel suo ambito (quello della scienza) ma divagò su discorsi di cui probabilmente non poteva gestire ne prevederne le conclusioni. Ma soprattutto (punto 2) personaggio talmente importante per il quale i veri oscurantisti (nel senso di disconoscitori della verità) andarono a nozze abilmente sfruttando la constatazione che torto “piccolo” su personaggio “grande” assume lo stesso significato di torto “grande” su personaggio “piccolo”.

  9. giuliano ha detto

    Che poi, stringi stringi, quale sarebbe la grande “colpa” della Chiesa?
    L’intervento autoritario risolto nella preclusione della ricerca ulteriore sulle teorie copernicane come possibile spiegazione scientifica della reale costituzione del mondo. Sappiano tutti poi come sia andata a finire con le “teorie copernicane” e, soprattutto da che “ambiente arrivavano” queste teorie…

  10. giuliano ha detto

    Chiedo scusa ai tipi di UCCR. Se avete la possibilità eliminate questo intervento, questo, questo, e questo perchè ridondanti. Grazie.

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