«Albania, così l’Inquisizione atea torturò a morte i credenti. Io c’ero»

Pubblichiamo alcuni stralci apparsi su L’Osservatore Romano del volume L’arca della morte. 10.000 giorni nelle prigioni comuniste (Mauro Pagliai 2018), scritto da Pjetër Arbnori. Fu soprannominato “il Mandela dei Balcani”, per aver resistito a una detenzione lunga 28 anni nelle carceri albanesi. Alla sua morte, nel 2006, l’Albania gli ha riservato i funerali di Stato.

 

di Pjetër Arbnori*
scrittore e attivista albanese

 

È stata proclamata ufficialmente una lunga lista di martiri albanesi, che saranno canonizzati secondo una direttiva di Giovanni Paolo II. Io ho conosciuto da vicino molti di loro, tutti servi in Cristo, tutti uomini coraggiosi, che in condizioni difficilissime hanno mostrato una comune caratteristica: non hanno negato l’esistenza di Dio in nessuna circostanza, lo hanno testimoniato con le opere e hanno professato la loro fede pubblicamente.

Nei confronti di tutti coloro che ho nominato finora, e anche di altri che non ho citato, io posso tranquillamente testimoniare che senza alcun dubbio, né ombre di nessun tipo, hanno meritato il processo di beatificazione e santificazione. Io ho parlato spesso di questi testimoni di Cristo, che sono stati fucilati, sono morti nelle prigioni o hanno sofferto nei campi di lavoro, sempre sotto la costante minaccia dei sostenitori del regime: «Noi vi togliamo la maschera!». Demistificare e smascherare significava, per i comunisti, deridere e disprezzare. Io posso confermare tutto, perché c’ero.

Ed ero anche presente nelle occasioni di disseppellimento, quando per loro è venuto il momento dell’onore postumo, in sepolcri decorosi, e accompagnati da cerimonie solenni organizzate dallo Stato democratico. Questi dunque sono i miei ricordi, vivi come se avessi vissuto ieri le scene di cui parlo, anche se ormai, nel momento in cui scrivo, sono passati tredici anni e tante cose sono cambiate in Albania. Ma tanti di voi, amici lettori, potrebbero chiedersi legittimamente a questo punto: «Qual è stata la ragione di una guerra così spietata dichiarata dal comunismo ateo di Enver Hoxha al clero cattolico?». A questa domanda si possono dare diverse risposte.

Primo motivo. I martiri erano tutti, sempre, esempio di santità, ma soprattutto apparivano testimoni di uno spirito diverso da quello allora corrente in un’Albania arretrata, carica di aggressività atea, declinata in persecuzioni su larga scala da parte dei comunisti. Erano visti dai più come una strana specie, come aliena, quasi non avesse avuto precedenti né radici nel paese. I martiri testimoniavano non solo la luce dello spirito, ma anche l’apertura della mente. Erano quasi tutti molto colti, conoscitori profondi delle loro materie, leader indiscutibili in molti campi della conoscenza: teologi, filosofi, scrittori, pubblicisti, pittori, musicisti, politici, sociologi, pedagoghi, storici, folcloristi, naturalisti, medici, architetti, demografi. Non c’è campo della cultura albanese che non abbia avuto in loro dei precursori e dei maestri.

Per comprenderlo è sufficiente aprire un libro di letteratura: balza agli occhi come essi abbiano creato l’alfabeto albanese in lettere latine, invece di quelle cirilliche. Ma come mai proprio loro, e non altri? Per molti è ancora un mistero il ruolo fondamentale nella formazione della cultura albanese moderna e del suo consolidarsi insieme al senso di appartenenza nazionale. Per altri invece nella cosa non vi è nulla di misterioso: è come se, essendo pieni della loro fede, essi sentissero profeticamente che era venuto il momento di dare il massimo contributo vitale alla costruzione dello spirito del nostro popolo.

Qui c’entrava naturalmente la fedeltà a Cristo: sentivano come un dovere il fatto di essere al servizio della fede e della cultura occidentale, per formare personalità in grado di diffonderla. Era questo, precisamente, che gli atei detestavano. Il comunismo influenzava piuttosto le masse ignoranti, i semi-intellettuali, quelli che giravano invano per sei o sette anni negli istituti d’Europa, e che tornavano in Albania dopo aver completato solo uno o due anni di corso: personalità incompiute. Questa fu la categoria che mostrò la maggiore avversione nei confronti del clero.

Secondo motivo: il clero cattolico costituiva di fatto la colonna portante del patriottismo albanese, in conflitto naturale con l’internazionalismo marxista, disceso quest’ultimo su di noi come un’entità estranea, decisa a reprimere e a cancellare i caratteri secolari del popolo.

Terzo motivo: il clero cattolico ha formato sempre una barriera contro il panslavismo, dunque un impedimento diretto per i piani dei comunisti slavofili, che intendevano mettere l’Albania sotto l’egida jugoslava. In quello snodo storico decisivo i comunisti comprendevano che il clero cattolico doveva essere eliminato, perché sino a quando avesse continuato a esercitare un’influenza avrebbe sempre impedito la realizzazione di quel disegno. Difatti, dagli ultimi dati, portati alla luce recentemente, risulta che la fucilazione di molti ecclesiastici sia stata commissionata espressamente dal regime jugoslavo. Una volta tolte di mezzo le anime ribelli, inscindibili dal sentimento indipendentista, si sarebbe potuto raggiungere lo scopo finale, che prevedeva addirittura l’annessione dell’Albania alla Jugoslavia, senza che una voce si levasse per opporsi.

Quarto motivo: i comunisti atei, per imporre il dittatore Enver Hoxha come il “Dio” nuovo dell’Albania, avevano bisogno di far sparire l’altro Dio, quello del cielo. Inevitabile, dunque, la liquidazione del clero che, con la sua stessa esistenza, teneva viva la fede nel principio rivale. Afferma Albert Kamy: «Quando il cielo si spopola del Dio vero, allora la terra è piena di dei che hanno sete di sangue umano».

I metodi per dissetarsi con questo sangue erano molti: alcuni conosciuti, altri tenuti nascosti. Qui ne esamino principalmente tre.
a) Le accuse, senza prove, di collaborazione con il nemico, con il fascismo e il nazismo. I comunisti seguivano il principio «o con noi o contro di noi».
b) La creazione di organizzazioni immaginarie, false. Queste costruzioni fittizie erano messe in piedi da dei provocatori. Un esempio ne sono stati il “partito democristiano”, che in realtà non è mai esistito, neppure nell’illegalità oppure l’organizzazione “Unione Albanese”. Per avervi preso parte furono fucilati tre famosi membri del clero, che probabilmente non l’avevano nemmeno sentita nominare. Può darsi che alcuni adolescenti entusiasti abbiano fatto dichiarazioni compromettenti e abbiano ceduto alle torture, ma è certo che le loro ultime affermazioni davanti alle corti siano state di negazione totale rispetto a quanto possono aver confessato sotto i colpi degli inquisitori. Costoro, in particolare, hanno smentito che i loro superiori ecclesiastici — già destinati a essere sottoposti al martirio — fossero stati gli iniziatori della contestata organizzazione “sovversiva”. Il loro comportamento dignitoso, fino ai limiti dell’eroico, risalta tanto di più, in quanto essi erano molto giovani e furono vittime di atroci torture e minacce.
c) È esistita poi una variante albanese, del tutto originale anche rispetto all’Est comunista. Il partito ha provveduto a collocare di nascosto depositi di armi dentro alle chiese, per poter gridare al “complotto” e procedere alla repressione di una “banda armata”. I pacifici frati francescani si sono così visti accusare di aver nascosto armi persino dietro gli altari. L’esito dell’operazione fu quello di condannarne molti a morte e tanti altri a lunghe condanne di prigione.

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31 commenti a «Albania, così l’Inquisizione atea torturò a morte i credenti. Io c’ero»

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  1. Enigma ha detto

    Questi genocidi un giorno verranno tutti riconosciuti.

    Dal regime ateocomunista che e’ ora che si tolga la maschera. Basta leggere la storia a meta’.

    Al Nazifascista gridano tutti, al Comunista nessuno, che si traveste bene.

  2. andrea g ha detto

    Gli orrori ateistico-comunisti sono la naturale conseguenza del pensiero
    infantile (infantiloide) che reputa la religione come un qualcosa di lesivo
    della dignità umana.
    Giunto al potere, l’odio nevrotico verso Dio e i credenti (“hanno odiato ME,
    odieranno anche voi”) può esprimersi in tutta la propria intrinseca ferocia.

  3. andrea g ha detto

    Nel momento in cui si ha come pensiero-base:
    “chi crede in Dio è un cancro dell’umanità”
    si apre il campo all’abisso dello sterminio.
    I giacobini massacravano i vandeani (donne,
    bambini, anziani compresi) senza il minimo
    senso di colpa, perchè “indegni
    della Rivoluzione paradisiaca” .
    Pochi anni dopo gli stessi rivoluzionari
    ghigliottinavano Robespierre.

    • andrea g ha detto in risposta a andrea g

      Giusto per ricordare cosa avvenne in Vandea, contro i cattolici:
      “Nessuna delle regole dell’antica arte militare fu rispettata in quella guerra,
      perché fu la ‘prima guerra moderna’, in cui dei civili si fece carne da macello.
      […] Quello della Vandea è il primo genocidio della storia ideologica del mondo contemporaneo.
      Le Colonne infernali, tagliagole al comando del generale Louis Marie Turreau,
      devastarono la regione con feroce acribia cartesiana.
      Fucilazioni, annegamenti, falò di parrocchie zeppe di civili, camere a gas.
      C’era l’onta di un pezzo di Francia che aveva osato levarsi contro la volonté générale”-
      Reynald Secher Il genocidio vandeano’, Effedieffe Edizioni, Milano 1989

      • Oici ha detto in risposta a andrea g

        Io sono ALBANESE o vissuto regime comunista e terribile veramente eravamo liberi dentro ai confino ALBANESE Però non eravamo liberi di esprimersi. Tropo spie Mio zio a fato 13 ANNI di galera A lavorato lavori sforzati in una miniera di SPAC POI E USCITO E MORTO DA UNA BRONCOPOLMONITE PESANTE QUELA ERA SOLO UN CASO PERÒ PER LA FACENDA DI ETEO DI NON CREDERE IN DIO ERA REGIME COMUNISTA NOI STUDIAVANO MARKSIZEM _ LENINIZEM VERAMENTE TANTI LIBRI ERAVOMO ORGOLIOSI DI NOI STESSI E UN POPOLO CHÉ CELA DNA( ORGOLIO E LA FIDUCIA ) si dice BESA IN ALBANESE GIA DA TEMPI PELLAZGE . ANCHE SE REGIME COMUNISTA CERA GIA , PERÒ NON A MAI. GINOCCHIATO POPOLO ALBANESE NOI SEMPRE NASCOSTO PREGAVAMO CHI MUAMETO CHI A CRISTO E CHI ERA ORTODOSSO ERAVAMO UNITI. LA NOSTRA RIVOLUZIONE ERA TUTTI PER UNO UNO PER TUTTI

        • Bidoshi Raimond ha detto in risposta a Oici

          Come liberi dentro il territorio nazionale, meta del territorio era zona militare e un cittadino normale per spostarsi nelle zone di confine doveva avere un permesso dalla polizia e un motivo famigliare o altro per visitare quelle zone. Molti hanno fatto anni di prigione per essere entrati in quelle zone compreso me.

  4. Murati ha detto

    Questa storia non è tutta vera si sa quando si racconta una storia manca qualcosa o si esagera,io personalmente tornerei nel passato e vero non avevi tanta scelta però mille cose erano meglio di oggi la sicurezza

  5. Muhamed ha detto

    Fare paragoni tra il passato e oggi, a mio avviso, sarebbe sbagliato. Pure io ho vissuto quei tempi, e non mi sentivo perseguitato per niente, ma non perché non ci fossi, ma perché l’indottrinamento era penetrato sono alle ossa. È vero ciò che scrive Arbnori, per di più subito sulla sua pelle. Consiglierei ai lettori Albanesi ed Italiani leggere il libro di padre Zef Pllumbi con il titolo, in albanese ‘Rrno për me tregue” oppure la versione molto ridotta in italiano, edito da Mondadori ” il sangue di Adele” (credo che il titolo sia questo).

    • andrea g ha detto in risposta a Muhamed

      Lei non si sentiva perseguitato, dunque poteva esprimere la sua fede liberamente?
      E quali sarebbero i paragoni fatti col presente?

      • andrea g ha detto in risposta a andrea g

        O forse lei approva le persecuzioni dei credenti?
        Ritiene forse che esse siano un bene per l’umanità?
        E anche a livello politico: lei non si sentiva
        “perseguitato per niente”; dunque poteva esprimere
        liberamente l’opinione: “il comunismo è una schifezza?”.
        Dica, dica, si esprima liberamente-

    • Arjet ha detto in risposta a Muhamed

      Voi non sapete un Bell niente non si fa Albania con i albanesi …Albania e un popolo come le pecore dove fischi li vano per ciò lascia perdere non vale la penna anche i vostri commenti. A me mi dispiace che sono un albanese ma lo penso completamente diverso

  6. Alfred ha detto

    Albanesi sanno parlare solo di enver Hoxha,albania e stato occupato dai turchi per anni, poi da monte negro che anno ucciso migliaia , austro hungarezi, italiani 39 e tedeschi nessuno parla per questi crimini ,prima di 1945.quanto Enver Hoxha e venuto in potere Albania non aveva niente, ha costruito tutto,le leggi erano per tutti anche condanna a morte, nel regime comunista Albania non conosceva corruzione droga prostu

  7. Alfred ha detto

    Prostituzione eravamo tutti ogulai, oggi siamo diventati nemici fratello con fratello,il scrittore pjeter arbnori e stato in Galera con dom Simon jubani un sacerdote albanese, nel 1993 dom Simon jubani non ha permesso pjeter arbnori in cattedrale
    Di Scutari per entrare, perché faceva spie per altri sacerdoti che stavano con lui , perché un suora li portavo comunione di nascosto in galera per altri sacerdoti, e Pieter arbnori faceva spia per questi comunioni che entravano in galera

    • andrea g ha detto in risposta a Alfred

      Lei condivide la persecuzione dei credenti?
      La sua risposta sia: sì sì, no no-
      Grazie-

      • R. ha detto in risposta a andrea g

        E MOS SHIKONI KISHA E XHAMIJA
        FEJA E SHQIPTARIT ËSHTË SHQIPËRIA.

        • andrea g ha detto in risposta a R.

          Ma dov’è finito Alfred? E Muhamed ?
          Coraggio, non siate timidi, non siete in un regime
          ateo delirante e psicopatico.
          Se condividete la politica di sterminio dei credenti del
          glorioso regime albanese potete dirlo tranquillamente.

          • andrea g ha detto in risposta a andrea g

            Vien da pensare si tratti del solito ateista troll,
            che, non sentendosela di rivelare che ammira le persecuzioni
            dei credenti, la butta in caciara.
            Va beh.

            • Alfred ha detto in risposta a andrea g

              Eloquente e sublime il suo commenti e dialoghi.
              È logico un popolo che non ha conosciuto o sentito Voltaire non può percepire la libertà, benefici di questa mastodontico parola nella sua applicazione.La parola “civis” serviranno doppio dei anni passati dal anno 0 ( caduta del comunismo)per
              percepire qualcosa dal latino civis, basta pensare che quando sono votazioni politiche cittadini dicono: Chi mi da più farina, per quello voto”
              Povero Voltaire che diceva: Anche se tuoi opinioni sono contro mie, io sacrifico del tutto che lei lo esprimi(non sono sicuro se riproduzione e letteralmente esatto) ma così lo ricordo.
              Comunque non condivido rivoluzione francese ma qualcosa dell’ illuminismo si!

              • Sebastiano ha detto in risposta a Alfred

                Quest’ultimo intervento rende testimonianza, forse più di altri, dei danni permanenti della devastazione sociale creata da Hoxha e compari.
                Oltre a testimoniare la patologia del multinick (11 interventi di albanesi su 29, in un sito che finora forse ne aveva visto 0 (zero). Mah…

        • andrea g ha detto in risposta a R.

          Che ridere la tua risposta nonsense, R.,
          sei un grande-

          • Alfred ha detto in risposta a andrea g

            Scusami,non sono pratico di questi modi di dialogare,non sapendo di fare un opinione mia personale,ho usato “rispondi” per simpatia verso la persona, ignorando il contenuto del opinione stesso dove ho fatto rispondi.Certamente non voluta ma istintivamente,(anche qua non condivido Freud,ma non trovo altro parola con stesso significato!

  8. Tony ha detto

    Io ho vissuto poco il regime comunista essendo dell 80’ e a mio parere la negazione di qualsiasi libertà che c’è stato in Albania non è neanche concepibile. Abbiamo avuto tutti dei problemi di questo genere e nessuno poteva dire o fare niente perché venivi carcerato o condannato a morte( fucilato)
    A quanto riguarda la libertà di credere in dio e seguire rituali religiosi di qualsiasi genere a mio avviso non è giusto in generale ma la storia ci racconta e lo vediamo ogni giorno ancora che quando si tratta di religione c’è sempre guerra dietro oppure la religione diventa un pretesto per altri scoppi.

  9. Tony ha detto

    In nome di dio c’è stato sterminio dal tempo dei tempi e nei commenti precedenti non ho visto nessuno che citasse per esempio le CROCIATE. Il problema che abbiamo avuto da sempre noi uomini è l’ accanimento con estremismo dietro la nostra fede.
    È l’estremismo che bisogna combattere.

  10. Xhem ha detto

    Il problema dell’albania è che dopo la caduta dell regime non c’è stata neanche un minima vendetta. Dovevano morire tutti i comunisti, invece hanno girato liberi come se fosse niente

  11. Muhamed ha detto

    Andrea G. Tanto non ci conosciamo e dovresti, secondo me, usare un linguaggio consono. Articolare un pensiero così complesso non è per niente facile e drastico, come tu sostieni. Se leggi bene ciò che ho scritto capiresti meglio. Ho scritto esattamente questo. Indottrinato e esattamente manipolazione dalla massa. Dico personalmente non perseguitato, poiché non toccato ma nel contempo frustrante, sono un ex-studente del ’90. Quando dico leggi At Zef Pllumit, si capisce tutto quello che penso, o non?! Tu l’hai letto? Cmq grazie

  12. Djali ha detto

    Andrea… ty paske.. g jet.. Pune.. ketu…ne…Internet. .. Po..le .pak..e che..tjeret..te.komentojn… gjith..shqiptar..ketu..komentojn
    .italisht… i plasi.t…i.. italianit… 25.vjet..kan Kalu. .nga komunizmi….. pune..pune..nat.e.dit.qe.te.shohim.. pakez dritte. .. prandaj..mos.shytni..pordha shum

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