Caro Vattimo, definirsi comunista è ancora peggio dell’essere fascisti

Mentre Benedetto XVI scrisse a Piergiorgio Odifreddi ringraziandolo di avergli inviato una copia di un suo libro, Francesco ha recentemente fatto lo stesso con il filosofo Gianni Vattimo. Telefonandogli, però, come è sua abitudine. Così, il leader italiano del pensiero debole si è trovato al centro dell’attenzione mediatica.

«Il fatto che il Papa abbia trovato il tempo di chiamarmi ha un grande significato, sono commosso ed emozionato da questo, cosa posso fare…», riferisce Vattimo. «Il Papa è pur sempre il Papa, e poiché sono un credente e credo soprattutto nella Chiesa, è chiaro che aver parlato con lui mi ha profondamente colpito». Un grande passo in avanti rispetto a 18 anni fa, quando diceva di sé: «credo a un cristianesimo senza il Papa, senza l’ etica sessuale, senza il peccato. Credo alla chiesa dei credenti, non alla chiesa delle gerarchie. Io sono un mezzo credente, un credente debole». Negli anni si è rinforzato?

Pochi giorni fa si è però anche lamentato: «Leggo anche di una mia conversione dopo la telefonata con il Papa. Ma non mi sono convertito ora! Io mi dichiaro credente da tempo». Solo credente? «No. Resto ciò che sono stato, ovvero un cattocomunista. Quello è il mio punto di riferimento, anche se i contesti sono cambiati». E, poco dopo, dice di sognare una “rivoluzione comunista”.

Siamo contenti della commozione di Vattimo, ma si resta stupiti dalla nonchalance con cui si definisce “comunista”. Ma come, non è l’ideologia comunista ad aver causato milioni di morti? Non è stata proprio la “rivoluzione comunista”, quella che prometteva il paradiso in terra, il “sol dell’avvenire”, ad aver prodotto purghe, spietate repressioni e gulag? Comunisti non sono anche stati i più feroci dittatori del Novecento, il cosiddetto “secolo senza croce”? Compreso il suo storico amico, Fidel Castro, per cui ha avuto sempre immensa ammirazione?

Vattimo aggiunge il prefisso “catto” a “comunista”, ma la questione non cambia. Così come il peso morale sarebbe identicamente grave se uno si definisse “catto-fascista”, proprio in questi giorni tra l’altro si ricorda il Manifesto della razza. E, a dirla fino in fondo, definirsi comunista è forse ancor peggio dell’essere fascisti. «Dovendo scegliere tra le due schifezze non esiterei: darei la preferenza alla prima», ha scritto Vittorio Feltri, in uno dei suoi pochi editoriali da sobrio. «La seconda infatti ha prodotto più danni se non altro perché è durata a lungo, oltre 70 anni». Il Duce e Stalin: «Tra i due tiranni», ha continuato il direttore di Libero, «non c’è dubbio che quello comunista fu più atroce e sanguinario di quello fascista, però ciò non turba le coscienze né solleva interrogativi acconci su quale dei due despoti fosse peggiore».

E’ davvero un mistero come esista (giustamente) un reato di apologia del fascismo ma l’essere comunisti rimanga un onore, un vanto, un orgoglio da esibire con il pugno al cielo. Il vignettista Vauro si è giustificato dicendo che si sente “comunista italiano”, cioè coloro che sarebbero stati inconsapevoli di quanto avveniva in Unione Sovietica e semplicemente partigiani, dunque liberatori d’Italia (o presunti tale, occorrerebbe un capitolo a parte sul loro effettivo contributo rispetto a quello degli Alleati). Ma sono decenni che gli storici hanno mostrato la collusione consapevole e volontaria dei comunisti italiani con l’Unione Sovietica: Sergio Romano, ad esempio, ha riflettuto sul silenzio complice del Partito Comunista Italiano (PCI) -di cui Vattimo è stato uno dei recenti leader- sulle purghe staliniane, aggiungendo: «la dirigenza del PCI e, probabilmente, gli stessi quadri intermedi, non potevano ignorare, sopratutto dopo il rapporto Krusciov al XX Congresso del partito, quali fossero le responsabilità del regime».

Lo storico Giancarlo Lehner nel suo Lenin, Stalin, Togliatti. La dissoluzione del socialismo italiano (Mondadori 2014), ha tracciato la linea di continuità politica tra i tre e la completa sudditanza del comunismo italiano a quello staliniano. I comunisti italiani, ha sottolineato Lehner, attivarono una cieca ostilità contro coloro che non si piegavano alle direttive del Komintern (l’organizzazione internazionale dei partiti comunisti, nata per iniziativa dei bolscevichi russi). Sarà proprio il Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano a celebrare Joseph Stalin il giorno della sua morte, dipingendolo come il massimo esponente del socialismo mondiale, amante della pace e della libertà.

Dedichiamo un pensiero di Martin Luther King all’amico catto-comunista Vattimo: «Forse il comunismo è vivo, nel mondo di oggi, perché noi non siamo abbastanza cristiani».

La redazione

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48 commenti a Caro Vattimo, definirsi comunista è ancora peggio dell’essere fascisti

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  1. Fracioso ha detto

    Così come il peso morale sarebbe identicamente grave se uno si definisse “catto-fascista”, proprio in questi giorni si ricorda il Manifesto della razza. E, a dirla fino in fondo, definirsi comunista è forse ancor peggio dell’essere fascisti.

    Certo: il cattolicesimo identitiario è un pilastro dell’ideologia di estrema destra, entrambi avversi dal comunismo, è normale per voi riconoscervi nel nazifascismo.

    Oggi sono proprio leader fascisti e neonazisti le icone del cristianesimo, compreso Putin che, oltre ad essere materialemnte un assassino, non è certo un leader progressista con i suoi campi di concentramento per gay e finanziatore della chiesa ortodossa.. ma del resto bacia le icone della madonna..

    E’ chiaro che stando cosi le cose tutti siete moralmente complici di questi regimi se non vi adoperate per combatterli.

    Il Duce e Stalin: «Tra i due tiranni», ha continuato il direttore di Libero, «non c’è dubbio che quello comunista fu più atroce e sanguinario di quello fascista

    Chi fa più morti vince o perde?

    E’ davvero un mistero come esista (giustamente) un reato di apologia del fascismo ma l’essere comunisti rimanga un onore, un vanto, un orgoglio da esibire con il pugno al cielo.

    Anche questo un mistero? No è facile: i comunisti hanno ricostruito il paese, fondato la Costituzione, cacciato i nazisti mentre i fascisti sono militaristi, manifestano l’ideologia della dittatura razzismo e della xenofobia e della vilenza sociale, hanno massacrato, deportato e avviato il paese alla guerra.

    Il socialismo e il comunismo sono alla base delle battaglie per i diritti civili, i fascisti sono espressione di violenza e consevatorismo, di negazione dei diritti civili e sopratutto sono l’espressione del capitalismo come affermazione del bene del singolo su quello della comunità.

    La destra siete voi, i conservatori: conservatori di cosa? DEL POTERE.. sempre il vostro ovviamente.

    Quindi essere comunisti è un vanto mentre essere fascisti è una vergogna e in particolare una malattia mentale: chi va in giro con svastiche tatuate e propone la xenofobia e, come fate voi, l’omofobia come dei valori va trattato in ospedale.

    Mistero risolto, dai questo era facile. Se volete vi risolvo anche quello della trinità.

    Ma come, non è l’ideologia comunista ad aver causato milioni di morti? Non è stata proprio la “rivoluzione comunista”, quella che prometteva il paradiso in terra, il “sol dell’avvenire”, ad aver prodotto purghe, spietate repressioni e gulag?


    In quale manifesto ideologico socialista c’è scritto che il modello di governo previsto è la dittatura esercitata con la violenza?

    Non parlate dei gulag che sono frutto esclusivamente delle perversioni mentali di Stalin, una persona che manifestava turbe psichiche di vario tipo.

    Non è affatto l’ideologia comunista ad aver causato milioni di morti, ma dittatori che si dichiarano comunisti.

    Al contrario il fascismo espone la guerra, il razzismo e la violenza come propri valori, nei suoi manifesti idologici a partire da quello della razza.

    Pertanto se Castro o Stalin hanno commesso crimini non pregiudica nulla non solo al comunsmo, ma a tutta la sfera piu ampia del socialismo e del progressismo.

    In finale: voi parlate solo del comunsimo perchè siccome il movimento progressista è democratico e quindi combatte ogni forma di dittatura allora, essendo voi una teocrazia, dovete attacarlo e per questo fate leva sul comunismo per fare un aggancio con i dittatori ecc.

    Siete INFANTILI.

    «Forse il comunismo è vivo, nel mondo di oggi, perché noi non siamo abbastanza cristiani».

    E’ vero: essendo democratici, contro le differenze di classe e progressisti non siamo cristiani e lottiamo contro ogni forma di dittatura, per questo che il cristianesimo sparirà..

    • Sebastiano ha detto in risposta a Fracioso

      Di tutte le corbellerie che hai scritto riprendo solo questa (per le altre ci vorrebbe mezza giornata):

      per questo che il cristianesimo sparirà.

      L’aveva già detto (circa 250 anni fa) tale Voltaire, dandosi un limite di tempo di vent’anni. Tu su quanto scommetti?

      • Emanuele ha detto in risposta a Sebastiano

        Sì, a cancellare il cristianesimo ci hanno provato in molti. Giacobini, Napoleone, liberali italiani, Savoia, Hitler, Stalin, Hoxha, Castro, etc.

        Risultato? Il cristianesimo è cresciuto e tutte le ideologie anticristiane cancellate dalla storia… E il comunismo non sta facendo eccezione.

    • Benfaz89 ha detto in risposta a Fracioso

      Comunque nella sua simpatica ossessione è il lettore più attento, riesce sempre a commentare per primo!

    • lorenzo ha detto in risposta a Fracioso

      Mai sentito nominare uno dei fondatori del partito PCI Nicolò Bombacci, fucilato a Dongo ed appeso per i piedi a Piazzale Loreto?

    • Tommasodaquino ha detto in risposta a Fracioso

      “In quale manifesto ideologico socialista c’è scritto che il modello di governo previsto è la dittatura esercitata con la violenza?”

      a. “questo naturalmente non potrà essere effettuato, da principio, che per mezzo di un’azione dispotica verso i diritti di proprietà ed i rapporti di produzione borghese, cioè prendendo delle misure, che dal punto di vista economico, sembreranno insufficienti ed insostenibili, ma che sono indispensabili come mezzo di rivoluzionare l’intero sistema di produzione” Karl Marx
      b.”Essi proclamano altamente che questi fini non potranno essere raggiunti senza il rovesciamento violento d’ogni ordine di cose attuale.” Karl Marx

      questi sono i primi che ho trovato. Saluti

  2. extracomunitario ha detto

    Vattimo si mantiene per come comunista perché va di moda, ed oggi (dopo 1945) essere comunista è più rimunerabile di essere fascista. Questo è attitudine normale degli intellettuali in generale, sanno dove leccare. Questo vale anche per quelli che sono “contro” quando non costa niente, anzi c’è da leccare anche “contro”. Il sistema oggi funziona con essere “contro”.

    Poi per essere (dopo 1989) non ci sono altre possibilità: o essere cattocomunista o essere cattofascista, non c’è altra alternativa. E questo vale per il cristianesimo in generale anche per gli ortodossi e protestanti, e altre robe simili.

    Se non mi sbaglio Vattimo e Umberto Eco da giovani sono stati leader dell’Azione Cattolica di Milano.

    • Alessandro ha detto in risposta a extracomunitario

      Mah. Che oggi vada di moda dichiararsi comunista mi pare assai discutibile. Poteva valere, e valeva, per il dopoguerra e specialmente gli anni ’60-70, dove dichiararsi di sinistra o comunista era un vanto. Ma oggi è difficile che uno si dichiari comunista. Chi lo fa, come Vauro e Vattimo, lo faceva anche in quegli anni (ed ha iniziato allora). Piuttosto oggi sembra quasi che dichiarasi fascisti non sia più una vergogna.

      Eco fu tra i responsabili nazionali del movimento giovanile di AC, ma non centra nulla con l’AC di Milano, per il semplice fatto che era Piemontese e lo stesso vale per Vattimo.

      • extracomunitario ha detto in risposta a Alessandro

        Invece di discutere essenza di quello che ho detto, stai cercare il pelo nell’uovo di comunisti del Milan e di fascisti di Juventus.

        Che importanza ha se Eco e Vattimo erano con Juventus o con Milan? Ha importanza che da bigotti cattolici hanno fatto comunisti secondo la moda nei anni 70, di sinistra nei anni 90, e oggi fanno qualunquisti ciuccia là e ciucca qua dove possono.

        Essenza del mio commento è che non puoi non essere “catto”, “il catto” non va mai di moda, è sempre di moda. Hai qualcosa da dire per questa idea?

        • Alessandro ha detto in risposta a extracomunitario

          Invece di leggere il mio commento, hai letto solo la frase finale, che era solo una precisazione su un tuo errore.
          Essenza del mio commento è dire che dichiararsi comunisti è passato di moda da un pezzo. Al massimo ci si dichiara “di sinistra”, che è cosa diversa.
          Mentre sembra diventata una moda quella di dirsi più o meno simpatizzanti del fascismo.

          • extracomunitario ha detto in risposta a Alessandro

            E tu invece di leggere essenza del mio commento sei aggrappato negli specchi per trovare sbagli nelle sfumature di denominazioni. E’ chiaro che questo è un modo per evitarlo dalla coscienza il fatto che tu sei un comunista che oggi vedi soltanto la moda di diffusione del fascismo. Il soliti gioco democratico dei contrari. E invece un comunista vede che oggi va di moda il fascismo.

            Vedere le essenze capisci che non siamo allontanato un passo dal vecchio problema di due mille anni fa. Il ladro di sinistra che lo nego era il Comunista, mentre il ladro di destra che lo conosce era il Fascista. Dopo 1989 i ladri in questione si chiamano rispettivamente centrosinistra e centrodestra, sono ladri tolleranti democratici. Sono tutte sfumature di termini diversi per la stessa essenza.

            Trovi un altro sbaglio adesso.

  3. Umpalumpa ha detto

    La cosa che dovrebbe far riflettere è: quanti sono i “cattocomunisti” all’interno della Chiesa?

    Il problema, a mio parere, dal punto di vista religioso non è se è meglio il nazismo o il comunismo. Discorso un po’ a parte meriterebbe il franchismo e il fascismo. Ma poniamo pure tutto nello stesso calderone.
    Questi temi rientrano, più che altro, in un aspetto politico o storico della questione, non religioso. Comunque interessante.

    Credo che si possa dire, senza timore di smentita, che il comunismo (come molte altre ideologie o eresie) è l’esatto contrario del cristianesimo.
    Certo, ad un’analisi superficiale o in mala fede e come gran parte delle ideologie che lo hanno preceduto, il comunismo potrebbe sembrare simile al cristianesimo. Gesù però aveva messo in guardia e aveva insegnato un metodo infallibile per “sgamare” i falsi profeti: i frutti prodotti.

    Il problema dal punto di vista religioso, quindi, non è tanto se è stato meglio il fascismo o il comunismo. Tanto meno se Tizio o Caio sono o meno comunisti, cattocuminista o altro.

    Secondo me il problema principale è quanti fra i cattolici (laici o consacrati) sono concretamente comunisti (più o meno consapevolmente, più o meno esplicitamente e ricomprendendo tutte le varie sfumature e evoluzioni varie che il comunismo ha avuto).
    La mia percezione non vale come campione statistico, ma direi che non sono pochi.

    Forse questo papa, con i suoi modi “sfumati”, ne sta facendo emergere molti.

    • gian piero ha detto in risposta a Umpalumpa

      Non so se e’ essere comunisti ma molti cattolici che conosco votano estrema sinistra e i loro idoli sono Vendola ( che anche lui si proclama cattolico, catto-gay) la Boldrini , ecc. ecc.
      Quanto a Vattimo se fosse vissuto sotto un vero regime comunista invece di fare il professore di filosofia lo avrebbero mandato a spazzare i marciapiedi .

      • Sebastiano ha detto in risposta a gian piero

        E’ la moda del “sono cattolico ma…”

      • Max ha detto in risposta a gian piero

        Credo che l’avrebbero “usato” per un po’, poi l’avrebbero mandato nei gulag.

      • Umpalumpa ha detto in risposta a gian piero

        Esatto GianPiero.

        E’ proprio quello che volevo dire.
        Il problema non è cosa pensa o dice questo o quel intellettuale.

        Il problema, secondo me, è l’errore in cui molti cattolici sono caduti nel pensare che il comunismo (con le sue varie declinazioni e sfumature) sia coerente con il cristianesimo. Tanto da credere che le due cose si sovrappongono.
        Però, su questo tema, una qualche riflessione da parte del clero dovrebbe essere fatta. Se il gregge è così confuso, i pastori, un minimo, dovrebbero interrogarsi.

  4. Comunista ha detto

    Chissà cose ne pensa la legge italiana…ah no…

    • extracomunitario ha detto in risposta a Comunista

      La legge italiana, come la legge di ogni altro paese, non pensa, fa una certa esperienza e poi reagisse a posteriori basato sul quella esperienza.

      L’Italia ha avuta esperienza di essere fascista, e la sua legge ha “pensato” a conseguenza dell’esperienza fascista. Se avrebbe avuto esperienza comunista, come certi paesi dell’Est, avrebbe “pensato” diversamente. Il primo pensiero sarebbe che tu ti chiamavi Il Fascista … ah si … .

  5. Maria ha detto

    Definirsi comunista è tanto stupido quanto definirsi fascista,ateo,cattolico,buddista,taoIsta. Possibile nessuno si renda conto di quanta violenta stupidità si nasconde dietro ciascuna di queste etichette?

    • extracomunitario ha detto in risposta a Maria

      Essere cristiano è un etichetta come essere buddista o musulmano.
      Il problema è che quasi nessuno si rende conto che la sua appartenenza è un etichetta, per di più anche stupida come tu dici.

      • Maria ha detto in risposta a extracomunitario

        Anche se è difficile in questi casi stilare macabri classifiche, storicamente le etichette religiose sono risultate anche più violente e perverse di quelle ideologiche. Ma l’essere umano è davvero strano:anziché godere in pieno della propria libertà, preferisce la angusta prigione delle etichette.

        • extracomunitario ha detto in risposta a Maria

          Se godi in pieno la propria libertà non sei nessuno. Vuol dire che etichette hanno un valore (e anche un prezzo). In un senso più altro vuol dire che la storia è un scambiarsi di etichette in continuazione progresso, e togliere etichette prima del tempo sei fuori gioco.
          Nella Terra Promessa si togliono le etichette e si gode in pieno la propria libertà essendo pienamente se stesso. Però, purtroppo non c’i siamo ancora, per adesso si gioca ancora al carnevale.

        • Sebastiano ha detto in risposta a Maria

          “Storicamente” non direi: le due etichette-ideologie atee del XX secolo, nazifascismo e comunismo, hanno prodotto DA SOLE più morti di tutto il resto della storia umana, dall’uomo di Neanderthal in poi (basta fare una ricerchina sui libri di storia).
          Giusto per non adagiarsi sulle solite etichette dei luoghi comuni.

          • extracomunitario ha detto in risposta a Sebastiano

            Perché fare ricerca nei libri di storia scolaresca per l’uomo di Neanderthal quando ho davanti la saggezza reale del Homo Sapiens?

          • Maria ha detto in risposta a Sebastiano

            Grazie della precisazione con cui ha mostrato tutta la sua invidiabile superiorità culturale. Peccato le cose non stiano esattamentissimamente come dice lei. forse si a livello puramente numerico.Ma i numeri, se non contestualizzati,rischiano di portare lontano dalla verità.Ma pazienza…le do ragione lo stesso.se la merita.

    • Benfaz89 ha detto in risposta a Maria

      E’ anche un’etichetta staccarsi dalle etichette per sembrare più distaccati e dunque superiori, come cerca di fare Maria. La propria appartenenza invece ad un ideale o un’ideologia è ciò che rende l’uomo contemporaneo al suo mondo e lo tiene vivo, quelli che fingono di essere distaccati sono i veri alienati, che non riescono a mettersi in gioco tanto sono preoccupati da non esporsi. Né carne, ne pesce, tiepidi.

      • Maria ha detto in risposta a Benfaz89

        Ma davvero?

        • Maria ha detto in risposta a Maria

          Gentilissimo, lei confonde con tiepidezza ciò che in realtà si chiama libertà di pensiero. Ma … contento lei…

          • underwater ha detto in risposta a Maria

            Ma quale libertà di pensiero…Sei prigioniera dei tuoi pregiudizi.

            • Maria ha detto in risposta a underwater

              E quali sarebbero questi pregiudizi, lei che sembra conoscermi così bene ed essere così saggio,potrebbe cortesemente indicarmeli? Grazie mille

              • Patrizia ha detto in risposta a Maria

                La libertà non è il non credere in niente, nessun ideale, nessuno schieramento, non avere preferenze, niente di niente, questa più che libertà è una lobotomia. Essere liberi è SCEGLIERE liberamente in cosa credere senza che quella scelta ci neghi di scoprire e comprendere altri credi, altre idee, ideologie, politiche eccetera…

                • Maria ha detto in risposta a Patrizia

                  Questa sua definizione mi piace, ha una sua ragionevolezza profonda. Io, tuttavia, la riformulerei così: libertà di pensiero è la possibilità di attingere il bello ed il vero da ogni cultura, da ogni ideologia, da ogni esperienza propria ed altrui.senza paraocchi e senzs pregiudizi. Che ne dice?

  6. Sebastiano ha detto

    E avete taciuto di un certo Mao, che ai miei tempi andava alla grande (correva l’anno 1978 e i giovani della FIGC urlavano: “Viva Marx, Viva Lenin, Viva Mao Tze Tung, Viva il compagno Giuseppe Stalin, terrore dei fascisti e dei revisionisti…”)
    Comunque, l’obiezione sarà: “quelli non erano regimi comunisti, il vero comunismo è stato tradito da quei despoti, ecc. ecc.”
    Peccato che fino al giorno prima della loro rovinosa caduta quegli stessi despoti siano stati incensati dagli stati maggiori, da quelli intermedi e perfino da quelli minori.
    Curioso, infine, che l’altroieri certa sinistra (tanta, a dire il vero) si stracci le vesti di fronte all’ipotesi di intitolare una via ad Almirante (cosa per la quale peraltro neanche io sarei d’accordo) ma rimane conniventemente silenziosa di fronte alle varie “Via Tito”, “Via Lenin”, e boia vari elencando.

    P.S.: ma non è dato sapere, in parole spicciole, cosa gli abbia detto il Papa?

    • Sebastiano ha detto in risposta a Sebastiano

      Toh, avevo appena finito di postare e non mi ero accorto che un utile (e smemorato) idiota – tal Fracioso – era già intervenuto a difesa delle magnifiche sorti e progressive del sol dell’avvenire.
      Prevedibili come il sole che sorge domattina.

      • Maria ha detto in risposta a Sebastiano

        Ecco un utile esempio di quanto le etichette rendano volgarmente violenti.vale più di mille argomentazioni.grazie.

  7. Roberto Di Marco ha detto

    Non sono d’accordo con l’ articolista. Al di là del fatto che il comunismo sia stato applicato male e a mo’ di regime dispotico, esso è stato un tentativo di elevare l’ uomo socialmente liberandolo dallo schiavismo e dalle contraddizioni del capitalismo. Piuttosto mi meraviglia come da ambo le parti ci si continui a tirare i capelli per stabilire chi abbia amministrato peggio il potere, quando invece sia il cattolicesimo sia il comunismo, avendo un nemico in comune, cioè il regno materiale del profitto e del consumo, e avendo anche uno scopo in comune, elevare cioè l uomo fino a cancellare per sempre gli egoismi e le sopraffazioni, avrebbero i presupposti per una fortissima e sana collaborazione.

    • Sebastiano ha detto in risposta a Roberto Di Marco

      Ma anche no: il comunismo è stato applicato perfettamente (basterebbe leggersi gli scritti dei padri fondatori).
      E una “sana collaborazione” con chi definiva le religioni “oppio dei popoli” (e le cattedre universitarie di ateismo scientifico non erano un ghiribizzo dei potenti di turno ma la logicissima conseguenza dell’ideologia), beh mi sembra un tantinello ardua e contraddittoria.
      ‘Sta storiella del “comunismo applicato male” ricorda un pelino quella dell’islam male applicato dai nerovestiti…

      • Roberto Di Marco ha detto in risposta a Sebastiano

        Se i comunisti rinunciassero al mantra “oppio dei popoli” e si aprissero al cattolicesimo, che male ci sarebbe? Devono per forza essere considerati “nemici” così a prescindere? E comunque sì, ribadisco l’ idea che il comunismo sia stato un pensiero al servizio dell’ uomo ma applicato male e troppo “figlio del suo tempo”, ma se dovesse staccarsi da quell’ ateismo di fondo e tendere al cattolicesimo, restando fedele solo alla parte puramente economica del suo pensiero, perché mai dovremmo fossilizzarci negli errori che hanno commesso nel passato? Questa sciocca discordia legata al passato va solo a beneficiare il capitalismo, quel capitalismo che oggi tiene al guinzaglio sia la Chiesa sia il comunismo, relegandoli sempre di più alla sfera privata e isolata dalla politica.

        • extracomunitario ha detto in risposta a Roberto Di Marco

          Si vede che leggete poco e soltanto libri di scuola che sono libri marxisti:

          E più o meno lo stesso vale per Marx: il capitalismo che non si inverte diviene – con interessi e interessi composti che sono funzioni del debito (notare l’ambiguità demoniaca di questo concetto) – socialismo.

          Il capitalismo è una religione di mero culto, senza dogma.

          Il capitalismo si è sviluppato in Occidente – come va dimostrato non soltanto per il calvinismo, ma anche per le altre correnti cristiane ortodosse – in modo parassitario sul cristianesimo, in modo tale che, alla fine, la storia di quest’ultimo è essenzialmente quella del suo parassita, il capitalismo.

          Il cristianesimo nell’epoca della Riforma non ha favorito l’avvento del capitalismo, ma si è trasformato in capitalismo.

        • Sebastiano ha detto in risposta a Roberto Di Marco

          Roberto, tanto tempo fa la mia prof. di greco, a fronte a un mio intervento analogo al tuo mi rispose: “eh, se il naso di Cleopatra non fosse stato così bello, forse Cesare non si sarebbe invaghito di lei e tutta la storia dell’impero romano sarebbe diversa…”.
          Vedi, il problema è che i comunisti (quelli veri, non quelli farlocchi da salotto e ossequiati dalle telecamere), non intendono affatto rinunciare a quello che dici tu e “aprirsi a”. Lo fanno anche a ragion veduta: quello che affermano, alla fin fine, è che l’uomo è misura e giudice supremo di tutte le cose; senza questa premessa tutto il resto del castello ideologico si ridurrebbe a una misera capannina.

        • Tommasodaquino ha detto in risposta a Roberto Di Marco

          Voi non avete letto nemmeno una pagina di Marx. Il contenuto del comunismo è creare una società comunista che è agli antipodi della comunità cristiana.
          La carità cristiana quindi l’amore che arriva ad offrire la propria vita nei confronti dell’altro è possibile solo in virtù dell’appartenenza a Cristo. Una cosa inammissibile per qualsiasi teorico del socialismo. La società comunista invece basa la sua opera sulla violenza e sul furto nei confronti dell’altro attraverso lo Stato. Lo stato è il proprietario della società e dei diritti.
          Detto questo, il capitalismo a differenza del comunismo non è un’ideologia filosofia o politica ma un sistema di produzione, al momento l’unico sistema di produzione che funziona decentemente, che si è spontaneamente affermato nel corso dei secoli. Non esiste una filosofia capitalista perchè non c’è un filosofo capitalista. Il capitale che può essere denaro, competenze, abilità per poter generare lavoro ha bisogno di due cose 1)diritto di proprietà 2) accumulazione, eliminate queste due avrete non più un sistema di produzione capitalistico ma dirigista che se fatto tramite l’utilizzo del potere statale diventa socialismo.
          Il comunismo come il socialismo non hanno eliminato la proprietà privata, perchè non è possibile né logicamente né materialmente, un bene di qualcuno deve essere. Hanno semplicemente trasferito la proprietà dei beni dal popolo che intendevano difendere allo Stato di cui loro erano gli eletti gestori.

          • Umpalumpa ha detto in risposta a Tommasodaquino

            Concordo.
            Infatti il sistema economico del comunismo è l’economia pianificata, mentre il capitalismo non mi pare abbia alle spalle una vera e propria ideologia.
            L’economia pianifciata, oltre a negare la proprietà privata, vieta la libera iniziativa economica.

            Parafrasando qualche importante statista, si potrebbe dire che il capitalismo è il peggiore sistema economico, esclusi tutti gli altri.

            Del resto Gesù era figlio e collaboratore di un piccolo imprenditore, il falegnsme Giuseppe.

  8. underwater ha detto

    Ma quale libertà di pensiero…Sei prigioniera dei tuoi pregiudizi.

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