Trump riconosce il genocidio cristiano in Iraq e Siria, finanzierà aiuti ai perseguitati

<b>Donald Trump</b> firma la legge assieme ai vescoviDonald Trump e i cristiani perseguitati. Accompagnato dai vescovi USA e dall’ambasciatore presso la Santa Sede, il presidente americano ha creato una legge per fornire assistenza ai cristiani di Siria ed Iraq.

 

Un bel gesto del presidente Donald Trump. E’ vero, si rifiuta di aiutare i migranti che bussano alla sua porta, però è disposto ad aiutare i cristiani discriminati in Medio Oriente. E’ già qualcosa.

Martedì 11 dicembre, infatti, Trump ha firmato una legge che impegna ufficialmente gli Stati Uniti a fornire assistenza alle minoranze cristiane e yazidi (musulmani) in Iraq e Siria, colpite dalla violenza degli jihadisti.

Nel farlo, inoltre, ha definito ufficialmente come “genocidio” i crimini commessi nei confronti dei cristiani. Accanto al presidente americano, al momento della firma, c’erano l’ambasciatore USA presso la Santa Sede, mons. Calista Gingrich, l’arcivescovo caldeo di Erbil, Bashar Warda, il Cavaliere Supremo dei Cavalieri di Colombo, Carl Anderson e l’arcivescovo Timothy Broglio, Ordinario militare negli Stati Uniti d’America.

La legge significa maggiore assistenza finanziaria nei progetti umanitari, di stabilizzazione e di ricostruzione a favore delle minoranze religiose e consente al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti di condurre indagini penali e arrestare individui identificati come presunti membri dei gruppi di matrice jihadista, per punire o prevenire atti violenti nei confronti di minoranze religiose. La Camera dei Rappresentanti Usa aveva approvato all’unanimità il progetto di legge, identificato dalla sigla HR 390. In precedenza, sostegno unanime alla nuova legge era stato espresso anche dal Senato Usa. Oggi è diventata legge e Trump ha indossato i panni di “Difensore dei cristiani”.

Alcune settimane fa nel mirino dell’Islam fondamentalista è finito ancora una volta Papa Francesco, a cui è stata dedicata una fotografia dove il suo volto è all’interno di un mirino, accompagnata dalla scritta: “Non pensare di essere al sicuro dai nostri attacchi”. In una foto precedente veniva raffigurato sgozzato in quanto “adoratore della croce”.

Proprio il Papa viene costantemente accusato dai suoi noti nemici giornalisti (Antonio Socci, su tutti) di essere complice dell’Islam fondamentalista e di fregarsene dei cristiani perseguitati. A queste sciocchezze e ai vari attacchi ricevuti in questi mesi dal Pontefice, ha risposto il patriarca dei cristiani caldei, Louis Raphael Sako, creato cardinale proprio dal Papa argentino il 28 giugno scorso, in segno di vicinanza ai cristiani del Medio Oriente. «Santità, ricordi che milioni di fedeli pregano per Lei ogni giorno», ha detto il card. Sako, «e tanti uomini e donne di buona volontà ammirano le sue parole e i suoi gesti. Un proverbio in arabo dice: l’albero fruttuoso viene colpito con pietre. Vada avanti con coraggio e fiducia. La barca di Pietro non è come le altre barce, la barca di Pietro nonostante le onde, rimane solida perché c’è Gesù in essa e non la lascerà mai».

La redazione

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