Marco Rubio in India: prima visita le suore di Calcutta, poi i vertici politici

marco rubio india

Decisione insolita: Marco Rubio, segretario di Stato americano, si reca prima da Madre Teresa e poi dal primo ministro indiano.


 

Un gesto forte, certamente inusuale.

Quando i leader mondiali intraprendono un viaggio diplomatico, la loro prima tappa è solitamente dedicata a capi di Stato, ministri o importanti questioni geopolitiche.

Il segretario americano Marco Rubio invece, prima ancora di incontrare le autorità indiane, ha scelto una tappa altamente simbolica.

Appena atterrato in India il 23 maggio scorso ha subito voluto visitare la casa madre delle Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta, nel cuore di Kolkata.

 


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Prima Madre Teresa, poi la politica

Rubio si è fermato in India fino a ieri, la prima volta da quando guida la diplomazia statunitense.

Il suo tour ha previsto Kolkata, Nuova Delhi, Agra e Jaipur, con incontri dedicati a commercio, difesa, energia e cooperazione strategica tra Stati Uniti e India.

Ma il primo gesto pubblico del politico americano non è stato politico.

Accompagnato dalla moglie Jeanette e dall’ambasciatore statunitense in India, Rubio si è recato direttamente alla “Mother House”, sede centrale dell’ordine fondato da Madre Teresa.

Qui ha partecipato alla Messa e ha reso omaggio alla tomba della religiosa cattolica, premio Nobel per la pace nel 1979 e canonizzata nel 2016, depositando una corona di fiori a nome del popolo americano.

Nessun protocollo diplomatico lo ha obbligato e non ci sarebbe stato niente di strano se avesse dato priorità al primo ministro indiano Narendra Modi a Nuova Delhi e al ministro degli Esteri, Subrahmanyam Jaishankar, incontrati solo successivamente.

Secondo quanto riferito dalle Missionarie della Carità, la visita sarebbe stata una richiesta personale dello stesso Rubio, cattolico praticante.

 

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Una richiesta di Rubio

La segretaria generale dell’ordine, suor Concettina MC, ha spiegato che le religiose non si aspettavano la visita di un rappresentante di così alto livello, ma che il segretario di Stato desiderava ricevere una benedizione presso la tomba di Madre Teresa.

Rubio ha poi visitato anche il “Nirmala Shishu Bhavan”, la struttura che accoglie bambini abbandonati e disabili gestita dalle Missionarie della Carità.

In un messaggio pubblicato successivamente sui social, Rubio ha definito “straordinaria” l’eredità lasciata da Madre Teresa, parlando di “compassione e servizio verso i più poveri”.

 

Onestà intellettuale

Non è la prima volta, negli ultimi mesi, che Marco Rubio compie gesti importanti sul piano simbolico e religioso.

Poche settimane fa aveva preso parte alla visita della delegazione americana in Vaticano, incontrando il Papa dopo una serie di attacchi rivolti a Leone XIV da parte del presidente americano.

L’amministrazione di Donald Trump ha certamente molti aspetti che possono essere criticati, anche duramente.

Ma non intendiamo rinunciare all’onestà intellettuale quando emergono segnali meritori e positivi.

La scelta di rendere omaggio alle Missionarie della Carità prima ancora delle autorità politiche, in un Paese a maggioranza indù e segnato da tensioni verso le minoranze cristiane, è uno di questi casi.


 

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Autore

La Redazione

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