Cancellato lo “show ateo”, al suo posto 24 ore di musiche natalizie

La notizia è leggera e divertente, ma potrebbe contenere una verità nascosta che riteniamo interessante.

Poco prima di Natale, infatti, nel Madison (capitale del Wisconsin), il decennale programma radiofonico Freethought Radio è stato brutalmente chiuso per un cambio di programmazione. Al suo posto ben ventiquattro ore di musiche di Natale. I conduttori del programma sono due coniugi dichiaratamente atei, Dan Barker (di cui abbiamo già parlato) e la moglie Annie Laurie Gaylor, che intrattenevano gli ascoltatori -non molti, evidentemente- con una sorta di catechismo laico. I due sono nientemeno che presidenti della Freedom From Religion Foundation, la più grande e importante associazioni di scettici degli Stati Uniti.

«Il programma è stato sbattuto fuori senza troppi complimenti», hanno dichiarato i due, lamentandosi. «Siamo entusiasti di diffondere allegria in tutta la comunità con la musica popolare natalizia», è stata la risposta di Keith Bratel, presidente della stazione radiofonica.

Dan Barker è uno dei cosiddetti new-atheist, andati di moda più o meno fino alla morte di Christopher Hitchens. Esponenti di un ateismo saccente, ridicolizzante e volgare, che promette di liberare gli uomini dal «vizio della religione», ritenuta un «disturbo neurologico», patologia di cui sarebbero affetti i cristiani. «Questo comportamento è diventato sgradevole come il pane raffermo», si è lamentato Steve Neumann su Salon. «Mi piacerebbe sfidare tutti gli atei, me compreso, ad astenersi dal pubblicare commenti sprezzanti sui cristiani per un mese. Chiamiamola “la sfida di positività dell’ateismo”, con lo scopo di porre l’attenzione su due cose: il fatto che gongolare sulle malefatte di singoli cristiani è non soltanto inutile, ma probabilmente controproducente; e la necessità di riabilitare la reputazione dell’ateismo stesso. Il rifiuto di assecondare il nostro desiderio di denigrare gli altri ci farà sembrare meno arroganti».

«E’ qualcosa di molto strano, oserei dire ipocrita, che un gruppo di persone che si definiscono “liberi pensatori” e “umanisti” costantemente abusano verbalmente le persone di fede», si legge invece sul Washington Post. «Se uno davvero può essere “buono senza Dio”, come si legge su alcuni manifesti in California, allora perché non lo dimostrano con la loro stessa esperienza di vita?».

Quel che è accaduto a Dan Barker, a sua moglie e al loro programma di educazione atea, è una bella analogia di quanto sostiene il filosofo francese Philippe Nemo, direttore della ESCP Europe, una delle più prestigiose Business School a livello internazionale. «L’ateismo moderno», ha scritto nel suo La bella morte dell’ateismo moderno (Rubbattino 2016), «è morto perché non ha saputo mantenere le sue promesse e non è riuscito a dimostrare che l’uomo è meno miserabile senza Dio che con Dio» (p. 5). «Quel tipo di pensiero», ha proseguito il filosofo, «è metafisicamente esaurito e non ha più niente da dire all’uomo. La loro pretesa di sostituirsi all’opera salutare del cristianesimo è diventata insostenibile. L’ateismo è morto di morte naturale e nel silenzio dell’ateismo, la Parola di Dio ritornerà a essere udibile» (p. 21). Ci piacerebbe essere così fiduciosi.

La redazione

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