Quando Pio XII trovò lavoro e difese gli ebrei europei

Pio XII Quando il regime fascista introdusse in Italia le leggi razziali, la Chiesa fu uno dei pochi settori che manifestò la sua disapprovazione contro questo provvedimento; considerato un gesto d’imitazione verso la Germania Nazista.

Molti furono i pronunciamenti, sia pubblici che privati, da parte dei vescovi italiani o dello stesso papa contro il razzismo fascista, ed un altro metodo che segnalava la disapprovazione da parte della Chiesa verso l’antisemitismo razziale è il fatto che diversi ebrei che erano stati licenziati dal loro lavoro, poterono trovare un occupazione all’interno del palazzi del Vaticano. È il caso, ad esempio, dell’ebrea tedesca Hermine Speier (1898-1989).

La donna, laureata in archeologia, si era trasferita negli anni ’30 in Italia per lavorare presso il Deutsche Archäologische Institut, ma nel 1934 perdette il lavoro a causa dell’avvento dei nazisti. Grazie però all’intermediazione del suo maestro Ludwing Curtius (trasferitosi anch’egli a Roma), la donna venne presentata al direttore dei Musei Vaticani Bernadino Nogara e, con l’assenso di papa Pio XI, verrà assunta al servizio diretto dei musei papali. Anche dopo l’avvento delle leggi razziali, il successore Pio XII rinnoverà la fiducia all’operato della Speier, che sarà la prima donna straniera a lavorare sotto la Cupola di San Pietro grazie all’interessamento dei due papi.

La storia della Speier non fu però un caso unico: il Vaticano diede un impiego professionale anche a ricercatori, accademici e intellettuali di vario tipo di origine ebraica (basta pensare al cartografo Roberto Almigià o al matematico Tullio Levi-Civita). La Speier lavorerà nei Musei Vaticani fino al 1967, anno in cui raggiunse la pensione, rifiutando un’offerta presso un istituto archeologico tedesco dove avrebbe guadagnato maggiormente per gratitudine verso la Chiesa. La stessa donna deciderà di convertirsi al cattolicesimo dopo la fine del conflitto (“Quando Pio XII affidò i Musei Vaticani ad un’ebrea“, Zenit, 21 marzo 2015).

Del resto, migliaia di ebrei trovarono rifugio presso conventi o altre proprietà della Chiesa a Roma durante gli anni dell’occupazione nazista. Quanto alla favoletta che pretende che questi salvataggi siano avvenuti su un’iniziativa personale di sacerdoti senza nessun apporto da parte del papa, basterebbe fare presente le testimonianze e i documenti che dimostrano l’interessamento del pontefice, come il diario di suor Francesca Candeloro, segretaria del monastero delle Oblate Agostiniane, in cui è trascritto che il convento accolse diversi ebrei «per espresso desiderio, ma senza obbligo del Santo Padre Pio XII, che per primo riempie i rifugiati in Vaticano, la villa di Castelgandolfo, San Giovanni in Laterano» (Fabio Isman, “La suora che salvò gli ebrei”, Il Messaggero, 17 ottobre 2014).

L’interesse della Chiesa e della Santa Sede verso il destino degli ebrei si può notare anche in altri stati europei al punto che persino sull’attuale didascalia dello Yad Vashem si ammette che «La Santa Sede si appellò separatamente ai governanti di Slovacchia e Ungheria in favore degli ebrei». L’intervento del Vaticano si ebbe però anche in altri paesi: in Francia, ad esempio, la Santa Sede inviò assistenza finanziaria e logistica per aiutare gli israeliti ad emigrare del paese e fece sapere al maresciallo Pétain, attraverso il nunzio Valerio Riveri, che disapprovava le misure antisemite adottate dal Governo di Vichy (Limore Yagil, “I giusti di Vichy”, Avvenire, 2 ottobre 2014).

Vedendo l’apporto dato dal papa al salvataggio degli ebrei non si può quindi non condividere il giudizio espresso dall’ebreo Raffaele Cantoni, responsabile durante la guerra della DELASEM (Delegazione per l’Assistenza degli Emigranti Ebrei) che affermò: «I miei correligionari massacrati dai nazisti sono stasi sei milioni, ma avrebbero potuto essere ben più numerosi se Pio XII non fosse intervenuto efficacemente (…) l’azione della Chiesa e del papa Pio XII resterà come quella di un pontefice che ha fatto tutto il possibile per salvare delle vite umane, mentre i nazisti si sono coperti di vergogna per sempre» (Raffaele Cantoni, “Ha fatto tutto il possibile per salvare gli uomini” (L’Osservatore della Domenica” a. XXXI, n.26: 28 giugno 1964 pp. 67-68).

Mattia Ferrari

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39 commenti a Quando Pio XII trovò lavoro e difese gli ebrei europei

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  1. soren liston ha detto

    ottimo articolo grande papa

  2. Piero ha detto

    Gli fa senza dubbio onore. Non possiamo dimenticare, però, i vari accordi presi con i regimi totalitari del tempo: nazista, franchista e fascista. Mussolini fu definito “Uomo della Provvidenza”; le armi con cui si trucidavano gli abissini furono benedette e il Duce fu inneggiato dall’intero consesso di porporati italiani.

    • Dan ha detto in risposta a Piero

      Pensa te veneranda contraddizione: discutere con un ateo della provvidenza.

      “l’uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare” con due tagli linguistici pure sul secolo decimo nono si arriva a “Uomo della Provvidenza”.

    • lorenzo ha detto in risposta a Piero

      Vorrei inoltre ricordarti che, subito dopo la firma dei Patti Lateranensi, Mussolini scriveva al re “di aver lasciato alla Santa Sede tanto territorio quanto bastava per seppellire in maniera definitiva il plurisecolare dominio temporale dei papi”.

    • simone ha detto in risposta a Piero

      Piero, ovvero Pierluigi Fratarcangeli, insegnante di lettere delle scuole medie, ha un solo problema: non sa nulla di ciò di cui parla. Oltre al fatto che fu Pio XI a dire: “forse ci voleva anche un uomo come quello che la Provvidenza ci ha fatto incontrare”, egli si riferiva al fatto che Mussolini non aveva i pregiudizi che avevano portato tutti i precedenti negoziatori a rifiutare qualsiasi accordo che prevedesse una sovranità territoriale per la Santa Sede.
      http://it.aleteia.org/2015/02/11/pio-xi-defini-veramente-mussolini-luomo-della-provvidenza/

      Per quanto riguarda i concordati è una obiezione anticristiana vecchia di decenni, la Santa Sede fece concordati con tutti e non soltanto con i regimi totalitari, servivano per garantire l’autonomia della Chiesa. Con quello nazista, oltretutto, il concordato fu fatto quando Hitler non era assolutamente nessuno ed era al governo eletto in modo democratico da pochi mesi.

  3. Piero ha detto

    Certo, è molto diverso “L’uomo della Provvidenza” da “L’uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare” 🙂

    E poi, a giudicare dall’articolo, sembra che l’opportunismo sia stato solo di Mussolini. Non è, invece, che la Chiesa sia stata molto più opportunista del Duce, visti anche i vantaggi che ha ottenuto dallo stesso Duce?

    Sono stati opportunisti anche Franco, Hitler, Pinochet etc?

    Suvvia, un po’ di obiettività non guasta. A cosa servono articoli così apologetici?

    • Dan ha detto in risposta a Piero

      Lo stesso a cui non servono gli abusi linguistici.Infatti non è detto che per quanto strano pure negli eventi negativi non ci vedessero la Provvidenza anche in concezione antecedenti ai nazifascismi,che non significa “della” Provvidenza.E poi non mi pare che LAICO implica associato allo stato,o il potere spirituale assoggetto a quello temporale.A tante cose quella di evitare abusi linguistici per invettiva.

      • Piero ha detto in risposta a Dan

        Per una parte del commento, mi scuso, ma non ho proprio capito.

        Per la prima parte, invece, sento scricchiolare gli specchi.

        • Dan ha detto in risposta a Piero

          Excusatio non petita, accusatio manifesta,è un argomento probante e che gli specchi scricchiolano su razionalismo fallacia ad personam o sull’equivoco linguistico?

          E tu dici che scetticamente devo fidarmi del tuo non aver capito,e se mi sbagliassi io, potrei pure presuponrre che facessi finta di non aver capito,be saremmo in pieno paradosso del mentitore,ma comunque.

    • Paxvobis ha detto in risposta a Piero

      1. Tra gli anni venti e trenta la Santa Sede cerco di avviare vari concordati con tutte le realtà politiche di allora perfino dell’URSS
      2. Gli accordi presi col governo nazionalsocialista ebbero luogo nel 1933: Hitler allora non era nessuno ma successivamente nel 1937 il Papa condannò il nazismo con l’enciclica Mitt Brenneder Sorgie
      3. Hitler e Mussolini inizialmente vennero tenuti in conto soprattuto per il loro anti comunismo
      4. Anche l’URSS trattò con la Germania Nazista e tra Balbo e l’Armata Rossa vi furono ottimi rapporti…non mi pare che questo dimostri la loro alleanza

      • Piero ha detto in risposta a Paxvobis

        E questo cosa vuol dire? Sono giustificazioni?
        Le armi benedette per la guerra in Abissinia? Le benedizioni al Duce? La giustificazione esplicita del colonialismo?

        Potrei continuare per almeno 3o 4 pagine 🙂

        Concordato con Hitler e Mussolini per tenere a bada il Comunismo e nel frattempo concordati avviati con la stessa URSS. Mi sembra davvero tutto squisitamente politico ed umano.

        Con tutto il rispetto.

        • Dan ha detto in risposta a Piero

          anche 6 0 7,senza fonti.:)

          Infatti una benedizione a un soldato diventa una benedizione alle guerra di un soldato,e la presenza di un cappellano militare diventa pure un avallo alla stessa guerra:con tutto rispetto.

          E perchè a un ateo stava tanto a cuore lo sterminio ripetuto di ebrei con poi magari a uno sterminio dei cristiani?E magari alla segregazione di qualuqnue credo religioso,fino al lavaggio del cervello nelle scuole di Stato Russe o Tedesche che siano?

          • Piero ha detto in risposta a Dan

            Con tutto il rispetto, lei non sa affatto di cosa parla e ignora molti fatti storici, volutamente o no. Passa da un argomento all’altro senza collegamenti chiari. Spesso non capisco le sue domande, ma è probabile che sia un problema mio. Buona serata 🙂

            • Paxvobis ha detto in risposta a Piero

              A dir la verità gli accordi con l’URSS furono tentati per proteggere i credenti non molto ben trattati dal regime di (dis)umano Stalin. In secondo luogo stai andando avanti con il solito argomento della presunta benedizione alla guerra d’Etiopia…con tutto il rispetto mi sa che faresti bene a informarti prima di parlare

            • Dan ha detto in risposta a Piero

              Non capisce le domande dice mha:

              Imagginiamo uno storico di professione,anzi il mestiere dello storico,che alla parola fonti ti risponde ” non capisco di cosa stai parlando”,e imaginiamo pure che una qualunque indagine storica si basasse su un citazionismi storici di stampo moralistico e che pure si scrivessero anche 17 libri senza fonti,questo si sarebbe un discorso storico.E dopodiche si ponesse con “bhè lei ignora molti fatti storici”.E bhè per forza ti dicono “puoi anche scriveri 6,7 pagine” ma nessuna di quelle 6 7 pagine su qualunque argomento a tua scelta (senza fonte o cherry picking sulle fonti) dice che questo asserto “L’uomo della provvidenze” è l’equivalente di questo asserto “l’uomo che la provvidenza ci ha messo davanti” si perchè lei sembra pure del tutto estraneo alla comprensione,che relativamente ai cattolici pure che nelle dottrine che giustificavano una guerra religiosa,pure un isalmico a cui tu andavi a fare la guerra,era un uomo che la provvidenza ti aveva messo davanti per probare certe dottrine (ovviamente contestualizzando, all’epoca evitando il presentismo).Che ne vogliam dedurre un alleanza crociati islamici?

              http://www.ritirifilosofici.it/?page_id=240

              Del problema della classificazione (136). Il tallone d’achille della ricerca storica sta in questo: «Ogni analisi esige anzitutto, come strumento, un linguaggio appropriato; un linguaggio capace di tracciare con precisione i contorni dei fatti, pur conservando la duttilità necessaria per adattarsi progressivamente alle scoperte, un linguaggio soprattutto senza ondeggiamenti né equivoci» (137).

              Il linguaggio va usato con grande attenzione. Già l’uso di nomenclature relative a oggetti materiali deve essere contestualizzata, per non stravolgere i significati. Ciò è particolarmente vero nell’ordine meno materiale, dove le trasformazioni avvengono troppo lentamente per essere percepibili dagli uomini stessi sui quali il mutamento esercita i suoi effetti: costoro non provano il bisogno di cambiare la parola, poiché non avvertono il mutamento di contenuto. Così come può avvenire che il nome muti o scompaia, senza alcuna variazione nello stato delle cose (139). Le stesse problematiche risultano indotte nella traduzione in differenti lingue di opere storiche (140), accortezza che deve essere tenuta presente anche per le stesse fonti: «Il grande catasto inglese fatto compilare da Guglielmo il Conquistatore, il famoso Domesday Book, fu opera di chierici normanni o del Maine. Non soltanto essi descrissero in latino istituzioni prettamente inglesi; ma le avevano prima ripensate in francese» (142). Spesso, poi, è lo stesso storico che, nel definire i termini del proprio lavoro, gli assegna significati arbitrari (150). Ancora, la suddivisione in aree temporali della ricerca storica deve essere utilizzata con grande consapevolezza, se non si vuole incorrere in inutili errori (156).

              Bhè d’altronde do per scontato,che visto che l’invettivismo storico sconclusionato, del non ignorante,avesse chiaro quanto invece per uno storico l’analisi linguistica non è una banalitàmcome certi pressapochisti improvvisati più storici dello storico.E visto che si aggiunge che “sei passato da un argomento all’altro” si fa notare che mi stai piazzando una serie di interrogazioni retoriche,come chissa quale “fonte” storica.Appunto si desume con probabilità pari a 1 che è una altra invettiva storicista,non è detto che sia anche contemporaneamente storica.

            • simone ha detto in risposta a Piero

              Piero alias Pierluigi Fratarcangeli non credo sia corretto liquidare tutti quelli che la mettono a sedere con un “lei non sa di cosa parla”…vuole fare l’anticristiano nascondendosi nell’anonimato? Almeno entri nel merito e si ricordi le crociate, Giordano Bruno e l’inquisizione…non vorrà mica fermarsi solo al concordato della Chiesa con il nazismo, vero?

        • gladio ha detto in risposta a Piero

          Piero, non sono uno storico, potrei sbagliare, ma la benedizione delle armi era in relazione alla guerra civile spagnola, non a quella d’ Abissinia, tutt’ altra storia…

    • Klaus B ha detto in risposta a Piero

      Un po’ di obiettività richiederebbe di cercare di calarsi nelle situazioni, nei momenti storici e negli specifici problemi anziché sputare sentenze stando seduti davanti a una tastiera. E, certo che “L’uomo della Provvidenza” è molto diverso da “L’uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare”, per non accorgersene bisogna proprio avere gli occhi foderati dal prosciutto della prevenzione ideologica.

      • Piero ha detto in risposta a Klaus B

        Concordo, è proprio un problema di prevenzione ideologica. Quanto allo sputare sentenze si potrebbe dire lo stesso di lei e dell’articolo. Nelle mie intenzioni, invece, c’è soltanto un intento di discussione, tanto che i toni sono pacati e il lessico è adeguato. Oltre alla frase incriminata ho citato molte altre cose che lei non vede. Purtroppo devo di nuovo darle ragione: è un problema di prevenzione ideologica. E alla prevenzione ideologica si fa ricorso proprio quando manca la sostanza degli argomenti.

        • Dan ha detto in risposta a Piero

          Dunque intendi discutere con che cosa con le reductio ad Hitlerum ad Stalium o altri simili fondatezze storiche aperte contemporaneamente alla discussione?

          • Dan ha detto in risposta a Dan

            No prima di diesaminare altro ti domando adesso perchè:perchè da un Uomo che la provvidenza ci ha fatto incontrare si è passato a uomo della provvidenza?

            Dici che è un “caso” è un colpo della cieca fortuna?

            • Piero ha detto in risposta a Dan

              Il motivo non lo so, ma ritiene che cambi poi molto? Se per lei vuol dire che si riferiva alla Provvidenza in generale, da cui si prende qualsiasi cosa arrivi… beh, non ho altro da dirle 🙂

              • Licurgo ha detto in risposta a Piero

                Piero,
                il discorso sull’uomo della Provvidenza (‘l’uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare’)è di Pio XI, non di Pio XII.
                Anche nell’invasione dell’Etiopia -su cui, concordo, la Chiesa fu abbastanza leggera nel parlare di andare ad evangelizzare un popolo che aveva la Chiesa Tewahedo (ortodossa etiopica) che è addirittura una Chiesa Apostolica per cui l’evangelizzazione c’era già stata- c’era Pio Xi.

                • Piero ha detto in risposta a Licurgo

                  Certo che era PIO XI, PIO XII sarà eletto lo stesso anno dell’invasione della Polonia (vado a memoria). Parlavo della Chiesa in generale, non del singolo Papa.

                  La ringrazio per l’obiettività che riscontro in lei, perché qui non ci va di fare polemica, ma di ragionare.

                  Di sotto c’è il testo, riferito a Mussolini e alle democrazie liberali; democrazie per le quali oggi possiamo dire ciò che pensiamo e, con i dovuti limiti, fare ciò che ci più ci piace.

                  Dobbiamo dire che siamo stati anche dall’altra parte nobilmente assecondati. E forse ci voleva anche un uomo come quello che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare; un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale, per gli uomini della quale tutte quelle leggi, tutti quegli ordinamenti, o piuttosto disordinamenti, tutte quelle leggi, diciamo, e tutti quei regolamenti erano altrettanti feticci e, proprio come i feticci, tanto più intangibili e venerandi quanto più brutti e deformi.

                  • Licurgo ha detto in risposta a Piero

                    Guardi, io sono teista filosoficamente ma non credente in senso religioso, per cui non deve ringraziarmi.
                    Comunque qua mi sono sempre trovato bene nel discutere e ragionare, e le dico che su Pio XI non sono granchè ferrato per cui non aggiungo oltre; però in questo blog ho trovato persone dalla notevole competenza storica, per cui, magari, qualcuno saprà dire meglio e anche correggere me che non sono un esperto di Storia della Chiesa e mi baso su fonti divulgative e poco approfondite.
                    L’importante è, come ovunque, non darsi contro per partito preso.

                  • Klaus B ha detto in risposta a Piero

                    Non ha senso tentare di ragionare con chi non vuol vedere la fondamentale e del tutto ovvia differenza tra le due frasi in questione. Per questo la chiudo qui.

                    • Klaus B ha detto in risposta a Klaus B

                      Per inciso: se io avessi davvero voglia di discutere un analogo punto specifico, chiederei: “scusate, ma a me non sembra che ci sia alcuna differenza, spiegatemi perché voi ce la vedete e ci penserò per decidere se rimango della mia idea o se sono d’accordo con voi”. Non userei, invece, battutine ironiche con faccine sorridenti. Ma, certo, ognuno si regola come meglio crede …

    • Mattia ha detto in risposta a Piero

      Sinceramente mi pare di leggere parecchia prevenzione nei tuoi commenti. Pare che per te la Chiesa è sempre e solo unicamente dalla parte del male e dei dittatori anche quando compie buone azioni come il salvataggio degli ebrei (di cui Hitler era a conoscenza e che costituiva un ulteriore motivo di odio da parte sua verso la Chiesa che, nel caso non lo sapessi, era intenzionato a distruggere). Hai accusato di scadere nell’apologetica, ma non è forse che sei tu quello che cade nella demonizzazione a prescindere?

  4. Klaus B ha detto

    Credo che “Almigià” sia “Almagià”

  5. Leonardo ha detto

    Consiglio a tutti di leggersi i libri dello storico Matteo Luigi Napolitano prima di ripetere accuse stereotipate come quelle poste sopra! Sto leggendomi il suo “The Vatican Files la diplomazia della Chiesa. Documenti e segreti” molto istruttivo 😉

    • Piero ha detto in risposta a Leonardo

      Si tratta di un libro del 2013 che non ha ancora un commento. In più si parla di documenti segreti che, mi auguro, citi, quindi sollevi dalla loro segretezza.
      Se potesse descriverci brevemente le tesi e gli argomenti gliene sarei grato e potrei anche acquistarlo.

  6. Mattia ha detto

    “Non possiamo dimenticare, però, i vari accordi presi con i regimi totalitari del tempo: nazista, franchista e fascista. Mussolini fu definito “Uomo della Provvidenza”; le armi con cui si trucidavano gli abissini furono benedette e il Duce fu inneggiato dall’intero consesso di porporati italiani.”
    X Piero: la storia è più complicata di come la dipingi. Nei confronti del nazismo, la Santa Sede non ebbe generalmente alcuna simpatia tanto che Pacelli ebbe a dire sul concordato “dovevo scegliere tra un accordo in base alle loro proposte e la virtuale eliminazione della Chiesa Cattolica in Germania”.
    Per quel che riguarda il regime franchista è ormai acclarato che la Chiesa si unì alla “Crociata” di Franco solo in un secondo momento e per via delle violenze anticlericali che avvenivano nel territorio repubblicano.
    Vero poi che la Chiesa fu felice di stipulare il concordato con Mussolini per chiudere la Questione Romana, ma bisogna dire che la Chiesa si distaccò dal Regime a seguito dei contrasti dovuti alla sua allenza con la Germania Nazista. Tra l’altro una cosa che spesso si ignora è che prima del conflitto, la maggioranza del popolo italiano era favorevole a Mussolini mentre gli antifascisti erano purtroppo una risicata minoranza; ed è dunque facile con la saggezza del senno di poi, sapere cosa bisognava fare.
    P.S. Ti sorprenderà, ma per quanto riguarda la Guerra di Etiopia, nonostante la benedizione avvalata da molti prelati, era stata male accolta dal papa che aveva scritto al Duce chiedendo di evitare il conflitto.

  7. Francesca ha detto

    Off Topic (ma poco poco)

    Intervallo musicale con un fratello maggiore, cantante BRAVISSIMOOOOOO
    Sentitelo sentitelo sentitelo 🙂 🙂 🙂
    https://m.youtube.com/watch?v=-2WP5_8Fb28

    Di seguito la traduzione del testo in inglese, molto significativo https://m.youtube.com/watch?v=x9eKpGrA90U

    P.s. ho letto in rete di questo movimento che si chiama “Yachad for Israel”, ma ho trovato solo info in inglese.
    Di che cosa si tratta? (sono piuttosto digiuna di politica…ma mi sembra una specie di Movimento5stelle in versione ebraica, cioè un movimento trasversale. Oppure non ho capito niente? Vabbè, nel frattempo mi canticchio la canzonetta e imparo 2 parole di ebraico). Grazie a chi vorrà istruirmi 🙂

  8. Francesca ha detto

    Metto qui un ricordo del Cardinale Lustiger e riflessioni sul suo pensiero
    http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/cultura/2010/018q05a1.html

    Al seguente link una delle poche foto reperibili online del suo funerale “ebraico-cristiano”
    http://www.americaoggi.info/2007/08/11/534-parigi-omaggio-al-cardinale-ebreo-jean-marie-lustiger

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