Proseguono le vittorie contro la cultura dello scarto (marzo-ottobre 2015)

prolifeCon la ripartenza dell’aggiornamento del nostro sito web riprendono anche le nostre rubriche, oggi ci occupiamo delle piccole conquiste contro la “cultura dello scarto” che si sono verificate nel mondo nel periodo tra marzo e ottobre 2015.

Innanzitutto, cos’è la cultura dello scarto? Il termine è stato coniato da Papa Francesco in moltissimi suoi discorsi: «Una diffusa mentalità dell’utile, la “cultura dello scarto”, che oggi schiavizza i cuori e le intelligenze di tanti, ha un altissimo costo: richiede di eliminare esseri umani, soprattutto se fisicamente o socialmente più deboli», ha ad esempio detto nel 2013. «La nostra risposta a questa mentalità è un “sì” deciso e senza tentennamenti alla vita. Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto di Gesù Cristo, ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo. Non si possono scartare, come ci propone la “cultura dello scarto”! Per questo l’attenzione alla vita umana nella sua totalità è diventata negli ultimi tempi una vera e propria priorità del Magistero della Chiesa, particolarmente a quella maggiormente indifesa, cioè al disabile, all’ammalato, al nascituro, al bambino, all’anziano, che è la vita più indifesa. Mentre si attribuiscono alla persona nuovi diritti, a volte anche presunti diritti, non sempre si tutela la vita come valore primario e diritto primordiale di ogni uomo. Il fine ultimo dell’agire medico rimane sempre la difesa e la promozione della vita».

 

A causa della nostra assenza non siamo riusciti a ricostruire il panorama completo, ci sono state però riferite diverse notizie incoraggianti. Eccole elencate:

In Irlanda del Nord è stata aperta la prima clinica anti-aborto (così definita dai media), ovvero una clinica americana (la Stanton Healthcare) che fornisce un aiuto concreto alle donne che affrontano crisi durante la gravidanza. E’ un’alternativa gratuita all’aborto, portata avanti in modo volontario da donne che sono state a loro volta aiutate a portare avanti la gravidanza e a non scartare i loro bambini: «Crediamo che le donne e i loro bambini non ancora nati meritano qualcosa di meglio dell’aborto. Questa clinica fornirà la migliore cura e sostegno pratico per le mamme aiutandole a superare gli ostacoli e a scegliere la vita per il loro bambino».

In Florida è stata approvata una legge che impone almeno 24 ore di attesa dalla richiesta di aborto alla sua realizzazione, offrendo alle donne un tempo di riflessione sul grave gesto che stanno per farsi procurare. Diverse statistiche mostrano che più tempo passa tra la richiesta e l’intervento e più donne cambiano idea.

Nel Wisconsin il governatore Scott Walker ha firmato un disegno di legge che vieta tutti gli aborti oltre le 20 settimane di gravidanza, facendo un’eccezione solo per le emergenze mediche.

Nel Michigan sta per essere approvata una legge che prevede il carcere per i medici che durante l’intervento abortistico «deliberatamente e intenzionalmente utilizzano qualsiasi strumento, dispositivo o un oggetto per smembrare il feto vivente, disarticolando gli arti o decapitando la testa, per cercare di rimuovere il corpo e le sue parti dall’utero materno». Pochi sanno, infatti, che spesso il feto -spesso ancora vivente- viene decapitato o amputato per poterlo così estrarre dal corpo della madre. Nel Michigan 2.264 aborti sono stati effettuati con questo metodo, chiamato “Dilatazione ed evacuazione”.

In India è stato approvato un decreto restrittivo sull’utero in affitto, che potrà essere fornito solo a coppie sposate di cittadini indiani. Alle 350 cliniche per la fertilità che operano nel Paese, quindi, è stato ingiunto di non accettare clienti stranieri. Meglio di niente, insomma.

In Texas, a Houston, un referendum popolare ha cancellato l’ordinanza che aboliva le distinzioni per sesso nei bagni pubblici “per rispetto dei trans”. La norma era infilata in un pacchetto di misure antidiscriminazione fortemente sostenuto dalla comunità Lgbt.

In Italia, a Reggio Calabria, il consiglio comunale ha approvato una mozione che propone di istituire una giornata ad hoc per festeggiare la “famiglia naturale”.

Il Kansas è diventato il primo stato a vietare l’aborto con smembramento (“dilatazione ed evacuazione”), descritto poco sopra. Il 9% degli aborti avveniva in questo modo, la legge approvata è divenuta un modello per altri Stati. La legge è stata temporaneamente bloccata da un giudice, ma i difensori della vita hanno già presentato appello. In ogni caso l’Oklahoma sta per approvare un provvedimento simile.

In Spagna il Senato ha approvato una riforma restrittiva della legge sull’aborto introdotta dal governo Zapatero nel 2010, che richiede obbligatoriamente la decisione dei genitori dei minorenni per acconsentire o meno l’intervento di uccisione del bambino non ancora nato. Minima vittoria, in questo caso.

Nel Texas una clinica abortista di proprietà di Planned Parenthood è stata costretta a chiudere e al suo posto si è insediato un centro di aiuto alle donne, di assistenza alla gravidanza e di ispirazione pro-life.

In Italia una recente norma ha rivoluzionato il concetto di adozione, la quale è prevista solamente da coppie sposate e non da single o da coppie di fatto.

Nel Wisconsin la commissione del Senato ha approvato un disegno di legge a favore della vita dirottando i fondi federali della Pianificazione familiare lontano da Planned Parenthood, ovvero la lobby abortista più potente del mondo. La decisione è stata presa sulla scia di una serie di 10 video che mostrano funzionari di Planned Parenthood che vendono i bambini abortiti e le loro parti del corpo.

In Polonia la Corte costituzionale ha confermato il diritto dei medici ad astenersi da pratiche che contrastano con la propria coscienza e ha inoltre riconosciuto loro il diritto di rifiutarsi di indicare alle donne che vogliono abortire un medico non obiettore.

Nell’Ohio è stata respinta, con il 65% di voti contrari e il 35% favorevoli, la proposta di legalizzare l’uso della Marijuana a scopo ricreativo.

In Irlanda del Nord è stata rifiutata l’istituzione del matrimonio gay. Decisivo al respingimento della proposta è stato il veto posto dal Dup (Partito Unionista Democratico) di Peter Robinson.

In America segnaliamo con soddisfazione l’angoscia del Guttmacher Institute, il braccio medico di Planned Parenthood, ovvero la lobby abortista più potente nel mondo, emersa durante la relazione annuale riferita al periodo 2010-2014: negli USA sono state approvate 231 leggi restrittive sull’aborto; più della metà degli Stati Uniti è guidato da una giurisdizione che protegge la vita dei bambini e delle madri; 27 stati hanno introdotto severe restrizioni sull’aborto, di cui 18 con più di cinque leggi restrittive; nel 2014 ci sono stati 341 disegni di legge per difendere la vita, 26 di essi sono diventi legge; in diversi stati sono stati chiusi tutti i centri abortisti a causa di leggi restrittive; in molti stati è stato anche limitato il finanziamento all’aborto.

 

La redazione

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