«L’amore gay è più forte»: ma la scienza dice il contrario

Premiazione dei vincitori del concorso Enel 'Energia in corso'Nel dicembre scorso è tornata a far notizia una dichiarazione di Umberto Veronesi, noto oncologo italiano. Questa volta, al contrario delle precedenti, non ha invitato le persone depresse a suicidarsi, non ha definito i malati in stato vegetativo dei “morti viventi”, non ha chiesto di legalizzare il doping e non ha nemmeno annunciato di sentirsi ermafrodita.

Ha però auspicato di voler essere ricordato come «uno che ha contributo a migliorare la qualità della vita delle donne». Ricordiamo però che la donna a lui più vicina, la moglie Sultana Ranzon Veronesi, rivelando i tradimenti sessuali del marito (mentre lui sosteneva che «l’etica laica è mille volte superiore all’etica religiosa»), ha scritto: «Per dieci, quindici anni mi era stato tenuto nascosto questo adulterio. Non tolleravo la sua vista, le sue parole, le sue scuse infantili. Mi sembrava di non poter più sopportare le attese snervanti, i sotterfugi, le scuse, le bugie, le umiliazioni fuori e dentro le mura domestiche» (da “Il cuore, se potesse pensare“, Rizzoli 2013)

Oltre a questo esempio di “qualità della vita”, Veronesi ha anche dichiarato: «L’amore tra due persone dello stesso sesso è un amore più forte perché non è strumentale alla procreazione. Non ha interessi di tipo sessuale-procreativo». Nessuno mette in dubbio i sentimenti, ma perché fare a gara su quale sia l’amore migliore? Perché i bambini sarebbero un disegno strumentale delle coppie fertili? Il motivo è che tale esaltazione dell’amore gay serviva nel suo discorso per poi sostenere il matrimonio e l’adozione da parte di persone dello stesso sesso, ed infatti ha continuato esponendosi a loro favore.

Non si è accorto, Veronesi, che affermando che l’amore gay è diverso dall’amore tra un uomo e una donna -perché quest’ultimo è naturalmente orientato alla procreazione-, ha dimostrato la grande differenza tra le coppie omosessuali e quelle eterosessuali? E, secondo la Costituzione italiana (sent. n. 111 del 1981) il principio di eguaglianza «non può essere invocato quando trattasi di situazioni intrinsecamente eterogenee» (sent. n. 171 del 1982) e  «quando si tratti di situazioni che, pur derivanti da basi comuni, differiscano tra loro per aspetti distintivi particolari» (sent. n. 100 del 1976). Grazie a Veronesi, dunque, si è una volta in più capito che le coppie differenti da quelle per cui è previsto il matrimonio costituzionale non possono essere uguagliate a queste ultime, proprio in quanto differiscono per aspetti distintivi particolari.

Quando poi si invoca l’adozione per persone dello stesso sesso sulla base del fatto che l’amore dei genitori omosessuali sarebbe più puro, allora bisognerebbe riportare quanto dice la letteratura scientifica in merito. Come abbiamo già notato, la mole di studi sulla “resistenza” dell’amore gay (Veronesi parla di “amore più forte”) sono numerosi ed indicano una realtà diversa e ben sintetizzata in queste parole del  sociologo dell’Università di Chicago, Edward Laumann«i cittadini gay trascorrono la maggior parte della loro vita adulta in relazioni transitorie o impegni a breve termine, della durata di meno di sei mesi» (Adrian Brune, “City Gays Skip Long-term Relationships: Study Says”, Washington Blade 27/2/04). Citiamo qualche esempio: nei Paesi Bassi uno studio condotto ha scoperto che la durata media di una coppia omosessuale “stabile” è di 1,5 anni; nel 2004 il “Gay/Lesbian Consumer Online Census” ha rilevato che la “relazione stabile” del 40% degli omosessuali durava da meno di 10 anni e solo per il 5% durava da oltre venti anni (“Largest Gay Study Examines 2004 Relationships” GayWire Latest Breaking Releases); uno studio norvegese ha inoltre mostrato che, rispetto agli eterosessuali, le persone gay hanno avuto un numero significativamente maggiore di partner sessuali (di conseguenza i loro rapporti sono stati più transitori)

Nel 2012 uno studio dell’Università di Stoccolma ha rilevato che in Svezia e Norvegia (paesi gay-friendly) i matrimoni gay hanno il 50% di probabilità in più di finire in divorzio rispetto a quelli eterosessuali, mentre le coppie di lesbiche sposate presentano un rischio del 167% in più. L’alta instabilità delle relazioni omosessuali, in particolare tra due donne, è stata rilevata da numerosi altri studi, come Blumstein & Schwartz (1983); Rothblum, Balsam & Mickey (2004); Rothblum & Factor (2001); Schneider  (1986). In Francia, dopo sei mesi di matrimonio omosessuale legalizzato, c’è già la prima coppia divorziata.

Niente contro nessuno, ovviamente, tanto meno contro i sentimenti. Ma tutta questa presunta fortezza e stabilità delle coppie omosessuali di cui parla Veronesi è tutt’altro che verificata. Se si vuole sostenere il matrimonio tra persone dello stesso sesso bisognerebbe usare argomenti più convincenti, andando anche oltre al “vietato vietare” e al “loveislove”.

La redazione

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57 commenti a «L’amore gay è più forte»: ma la scienza dice il contrario

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  1. I razionalisti idolatrano la ragione invece di usarla, cessando così di essere razionali.

    Per quanto riguarda l’amore più sincero Veronesi non si rende conto di dare un assist alla Chiesa Cattolica che proponendo la castità pre-matrimoniale offre uno strumento utile per focalizzare il rapporto di coppia al di fuori della “tensione” sessuale e farlo poggiare su basi più solide, sincere e meno volubili.

  2. lorenzo ha detto

    Perché definire amore ciò che è solo passione e libidine?

    • Tommasodaquino ha detto in risposta a lorenzo

      Non è nemmeno passione, è libidine e basta.

    • Panthom ha detto in risposta a lorenzo

      I sentimenti lasciamoli stare per favore, mi sembra inutilmente provocatorio.

      • lorenzo ha detto in risposta a Panthom

        Non mi dirai che l’amore di un padre per il figlio o quello che provano due amici è lo stesso che unisce due omosessuali?

        • Panthom ha detto in risposta a lorenzo

          Ma cosa c’entra? Perché l’amore di un padre e di un figlio è lo stesso tra marito e moglie? Ripeto che sono solo provocazioni controproducenti.

          • lorenzo ha detto in risposta a Panthom

            Da questa tua affermazione ne deduco che assimili l’amore tra marito e moglie a quello omosessuale: sbaglio?

            • Panthom ha detto in risposta a lorenzo

              Dunque deduco che per te il sentimento dell’odio è diverso se lo prova un omosessuale rispetto ad un eterosessuale. E il sentimento della gelosia? E dell’invidia? E il sentimento della sofferenza è diverso se vissuto da un gay piuttosto che da un etero? Non diciamo sciocchezze!

              Capisco il tuo intento di trascinare il dibattito su queste banalità, ma ribadisco: questa ossessione per i sentimenti e “contro” le persone è offensiva e controproducente, la questione è giuridica non sentimentale. Stai facendo il gioco delle lobby lgbt che screditano i critici delle nozze gay parlando di omofobia perché tra i critici ci sono persone che hanno confuso le cose parlando “contro” le persone e non giudicando i comportamenti e le questioni giuridiche legate a tali comportamenti.

              • lorenzo ha detto in risposta a Panthom

                Quando mai ho sostenuto che odio, gelosia, invidia o sofferenza, delle persone omosessuali siano differenti da quelle provate dagli eterosessuali?

                Io affermo semplicemente che a quel tipo di amore che provoca l’eccitazione omosessuale, il corpo di un gay risponde sempre con modalità che sono di natura eterosessuale: puoi forse negare questo fatto?

                Se poi per te queste sono banalità o se vuoi stabilire per legge che gli asini volano, sono fatti tuoi.

                • Panthom ha detto in risposta a lorenzo

                  Io credo che le tue valutazioni sull’eccitazione degli omosessuali non interessino a nessuno (1); non c’entrino nulla con la dottrina cattolica (2); e siano controproducenti all’obiettivo di opporsi alla ridefinizione del matrimonio e dell’ideologia del gender (3).

                  Lasciamo stare i sentimenti e le persone.

                  • lorenzo ha detto in risposta a Panthom

                    1 – Io esprimo e continuerò ad esprimere quella che ritengo, a torto o a ragione, la verità.
                    2 – Certamente non conosci la dottrina cattolica riguardo alla morale.
                    3 – Ridefinizione del matrimonio e dell’ideologia del gender? Quella che noi chiamiamo rosa, anche chiamata con un’altra parola avrebbe lo stesso odore soave!!!

                    La perversione dei sentimenti nobilita o umilia la persona? Se per caso non lo avessi capito, perché l’omosessualità si e la pedofilia o la zoofilia no?

    • Max ha detto in risposta a lorenzo

      La battuta di Veronesi e’ stata, ritengo, un’emerita fesseria.

      I sondaggi di cui sopra sono ben noti, le relazioni tra omosessuali in media durano di meno di quelle tra eterosessuali anche in paesi “gay-friendly” come quelli del Nord Europa. Ma non si puo’ dire.

      Cio’ nonostante, vi sono anche dei casi di omosessuali che hanno avuto una relazione stabile durata diversi anni. Forse mi sbaglio; credo che il Catechismo ammetta una possibilita’ per queste persone: mai avere rapporti “sessuali”, ma lasciare che il rapporto sentimentale evolva in uno di amicizia. Credo che vi siano dei cattolici con tendenze omo che seguono tale avviso. Ovviamente, e’ sconsigliato vivere sotto lo stesso tetto: la paglia vicino il fuoco…

      • lorenzo ha detto in risposta a Max

        Come esiste un amore tra uomo e donna che non implica rapporti sessuali, così esiste un amore tra persone dello stesso sesso, omosessuali o no, che nulla ha a che fare con il sesso: non mi sembra però che stiamo parlando di questo…

      • Francesca ha detto in risposta a Max

        Credo che la convivenza sia sconsigliata come tale, giusto? nel senso che è “vietata” anche agli eterosessuali.
        In ogni caso a me piacerebbe che si facessero studi ulteriori su più fronti, magari proprio per iniziativa di omosessuali cattolici. Studi specifici sull’omosessualità, intendo. Nonostante tutto….secondo me si sa ancora troppo poco. Di conseguenza si fa fatica a collegare il tutto alla dottrina cattolica, a capire chi è “in regola” e chi no col Catechismo.
        (infatti io a volte avrei delle domande precise, ma troppo “intime” da rivolgere a persone gay….però penso che chiarendo alcune questioni ci possa essere un “collocamento” migliore e non così “posticcio” all’interno del cattolicesimo)

        • Max ha detto in risposta a Francesca

          Non fa male parlare e chiarirsi su questi punti, purché si faccia Catechismo alla mano.

          • Francesca ha detto in risposta a Max

            Certo Max, era quello che intendevo. Non stavo dicendo di cambiare dottrine. Si è forse capito quello?
            La mia posizione è questa: da diverse conoscenze dirette nonché da studi, io non sarei così frettolosa a classificare i gay in un modo o nell’altro (conservatore o progressista). Io guarderei alla situazione reale, punto.
            Dopotutto la Chiesa deve occuparsi in primis degli atti e non della loro interpretazione.
            Dopo, se fosse anche tutta solamente una questione culturale o tutta patologica: non è sulla singola persona, secondo me, che deve concentrarsi l’azione della Chiesa, né dei singoli credenti, ma agire in modo molto ampio e lungimirante.
            Per dirla tutta: io detesto chi dice agli omosessuali di farsi curare. Allora bisognerebbe dirlo anche a tutti gli obesi e agli ipertesi che vadano a fare terapia psicologica per disturbi alimentari perché si abboffano troppo, e oltretutto peccano di gola.
            Vedi, io sarei più cauta, e troverei prima il modo di accogliere. Poi si indirizza verso il rispetto della dottrina.
            E il resto sono questioni di più ampio respiro, sociali, ecc.

            • Francesca ha detto in risposta a Francesca

              P.s. se poi un gay di sua iniziativa cerca la terapia psicologica, bene. Ma io sono contraria ai “centri di recupero” e a giudicare malato qualcuno di default.
              (alla fine siamo tutti mezzi malati, perché se davvero avessimo capito tutto e l’importanza delle nostre azioni sulla terra…. non peccheremmo mai)

            • Max ha detto in risposta a Francesca

              Sono d’accordo, nemmeno a me piacciono le affermazioni del tipo “i gay sono malati” o “i gay vanno curati”.

              L’accoglienza e’ la prima cosa. Nostro Signore prima ci ha accolti, poi ci ha detto in cosa ci sbagliavamo ed in cosa dovevamo correggerci.

              • lorenzo ha detto in risposta a Max

                L’accoglienza è la prima cosa.
                Il non giudicare la seconda.
                Il chiamare le cose col loro nome la terza.

                • Dario* ha detto in risposta a lorenzo

                  Stiamo davvero facendo le pulci alle pulci, però direi che il non giudicare le persone vada prima dell’accoglienza perché non puoi accogliere qualcuno che stai condannando 😉

                  • lorenzo ha detto in risposta a Dario*

                    E se si riuscire ad accogliere senza giudicare pur chiamando le cose col loro nome?

                    • Dario* ha detto in risposta a lorenzo

                      Non sono sicuro di aver capito la tua domanda, comunque io sono d’accordo coi tuoi 3 punti, ero solo dell’idea di invertire l’ordine dei primi due. Riguardo al terzo punto penso che sia sempre importante ma che comunque resti terzo nell’ordine di priorità. Comunque sia si tratta di pignolerie, in sostanza penso che la vediamo allo stesso modo 😉

                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      Volevo solo auspicare che, per un cristiano, i tre punti diventassero una cosa sola.

                    • Dario* ha detto in risposta a lorenzo

                      Ah ok, sono d’accordo anche su questo

        • lorenzo ha detto in risposta a Francesca

          Il primo scopo del martellamento culturale gay è quello di insinuare il dubbio: il resto a suo tempo…

    • borg ha detto in risposta a lorenzo

      Lorenzo, sei omosessuale?

  3. Ubi Deus ibi pax ha detto

    Dalla Preghiera universale della liturgia In passione Domini del Venerdì Santo:

    «preghiamo per coloro che non credono in Dio [come il prof. Umberto Veronesi] perché, vivendo con bontà e rettitudine di cuore, giungano alla conoscenza del Dio vero.

    Dio onnipotente ed eterno, tu hai messo nel cuore degli uomini una così profonda nostalgia di te, solo quando ti trovano hanno pace: fa’ che, al di là di ogni ostacolo, tutti riconoscano i segni della tua bontà e, stimolati dalla testimonianza della nostra vita, abbiano la gioia di credere in te, unico vero Dio e Padre di tutti gli uomini.

    Per Cristo nostro Signore.»

  4. andrea g ha detto

    Le ricorrenti uscite da bar sport (al settimo drink) di Umberto Veronesi
    segnalano, credo, dove vada a finire un’intelligenza profonda che non
    faccia però riferimento a Colui che l’ha donata.

    “Cos’ha l’uomo che non gli sia stato donato da DIO?”

  5. Valerio ha detto

    Non ricordavo tutte le perle di saggezza di quest’uomo di m…. e il mondo lo incensa!! Annamo bene….

  6. Francesca ha detto

    Mah…… l’amore non sarebbe strumentale-procreativo…. però nel caso degli omosessuali che richiedono adozione oppure inseminazione, è il BAMBINO che diventa direttamente strumentale per formare la famigliola. Infatti due gay, uomini o donne, non procreano di per sè…..dunque strumentalizzano tutto il resto della società richiedendo bambini o materiale genetico altrui?

    Quindi, riassumendo: l’amore all’interno della coppia è PURO ma strumentalizzante verso l’esterno, quindi l’amore verso l’esterno è STRUMENTALE. Si strumentalizzano tutti gli altri, eccetto la coppia. Bel egoismo.

    Prendiamo ora la coppia uomo-donna. Sono brutti, cattivi e provano AMORE STRUMENTALE PROCREATIVO. Ok, fanno i figli e sono egoisti all’interno della coppia. Allora significa che…siccome non chiedono niente a nessuno, non chiedono figli-strumentali a nessuno, il loro amore verso la società esterna è PURO. Quindi strumentalizzano sè stessi come coppia, ma amano di AMORE PURO il resto della società.
    Quindi, alla fine, chi ama di più, chi ama più gente in assoluto è la coppia uomo-donna!!
    Sono un genio o no? Hahah.

    Sempre che non sia una coppia STERILE. Perché allora, se è sterile….. la coppia eterosessuale diventa AMORE PURO, NON STRUMENTALE come quello dei gay!!!! Wow.

    Eh sì, questi ragionamenti innalzano la mente e lo spirito 😀

    • lorenzo ha detto in risposta a Francesca

      Per semplificare, diciamo che esistono due tipi di amore: quello affettivo e quello sessuale.
      Avrò anche una mente perversa, ma credo che quando due omosessuali parlano del reciproco amore, nella quasi totalità dei casi alludono a quello che provoca in loro eccitazione sessuale.
      Premesso che la sessualità gay ha alla base un cortocircuito tra fisico e mente (a meno che nelle leggi di natura sia incluso il suicidio della specie), vorrei chiederti quanto può durare un rapporto a base sessuale?

      • Francesca ha detto in risposta a lorenzo

        Non capisco il senso della tua domanda in relazione al mio post……. Infatti io davo ragione alle tesi dell’articolo e in opposizione a Veronesi.
        Però ti rispondo lo stesso. Direi che ci sono anche gay più “amici” che “amanti”…..e quindi non credo davvero che tutti stiano così fissati sul lato sessuale.
        (La tua premessa tra l’altro è sbagliata in quanto chi parla di “patologia” si riferisce più che altro ad incompleta maturazione della persona, e non tanto a cortocircuiti….. forse tu ti riferivi ad altre situazioni patologiche)

        • lorenzo ha detto in risposta a Francesca

          1 – Lasciamo perdere per un momento la coppia gay: quanto credi possa durare un amore tra uomo e donna, indipendentemente dal fatto che sia fecondo, se finalizzato alla sola sessualità?

          2 – Non nego che in talune coppie gay la sessualità sia assente, ma così, a naso, quante credi possano essere?

          3 – Io definisco la sessualità gay un cortocircuito tra mente e fisico perché, indipendentemente dal fatto che sia causato da fattori genetici, culturali, psicologici o ludici, mentre la mente opera in maniera omosessuale, il fisco si comporta sempre in maniera eterosessuale.

          4 – Le tue parole: “se è sterile….. la coppia eterosessuale diventa AMORE PURO, NON STRUMENTALE come quello dei gay”, mi hanno tratto in inganno; ti chiedo scusa.

  7. Engy ha detto

    I punti di vista riguardo certe tematiche sono naturalmente diversi, ma io penso proprio che tutte queste affermazioni assolutistiche di Veronesi, qualunque sia la nostra convinzione su un dato argomento, siano affermazioni non solo intolleranti ma grossolane e tutt’altro che intelligenti.

  8. Daniele ha detto

    Veronesi sostenitore del doping sportivo mi mancava…
    Meno male che il noto farmacologo Garattini gli ha giustamente ricordato che i farmaci sono sostanze ricche di effetti collaterali e che, pertanto, vanno assunti esclusivamente al momento del bisogno (cioè per curare le patologie) e mai per abuso o per migliorare le performance agonistiche.

  9. albo ha detto

    I gay e le lesbiche non vogliono essere o sembrare migliori, vogliono i diritti civili di cui gode ogni altro cittadino etero (compreso quello di sposarsi, di separarsi, di divorziare e seri sposarsi eventualmente ).

    • Max ha detto in risposta a albo

      Perche’ tre persone che vogliono sposarsi non possono farlo?

      • Dario* ha detto in risposta a Max

        Questo “diritto” strampalato è stato momentaneamnte saltato per quello seguente: in Gran Bretagna si legifera per avere bambini con 3 genitori
        Sempre peggio…

        • Sophie ha detto in risposta a Dario*

          Sine verba….

        • EquesFidus ha detto in risposta a Dario*

          Sto lavorando ad un post sul mio blog traendo spunto da questo avvenimento; sta di fatto che si tratta del ritorno di ideologie fasullamente ritenute sradicate dalla società civile, come l’eugenetica, ma in realtà fusesi e mimetizzatesi fin troppo bene con la cultura dominante. Anzi, ci sono molte forze anticristiane (in primis le grandi società abortiste, ma non solo) che sono direttamente collegate ai padri di nazisti e comunisti. Alla fine, l’eugenetica ha fatto esattamente lo stesso percorso del comunismo: non è sparita, soltanto che quando si sono resi palesi i suoi orrori (con Mengele e compagni), si è dissolta nel radicalismo ateo ed anticlericale, esattamente come l’orrore di Marx.

        • Max ha detto in risposta a Dario*

          Ti diranno che sostituiscono solo il DNA dei mitocondri con quello di un “terzo genitore”. Cio permette (permetterebbe) di evitare malattie genetiche. Poiche’ solo lo ~0.1% del totale del DNA viene dal terzo, ti diranno che questa tecnica e’ come una trasfusione di sangue. Non sono un biologo e mi astengo dai commenti, ma mi sembra una cavolata perché comunque si sta creando un individuo con un altro DNA. Chissa’ se madre Natura ha mai previsto la possibilita’ che una progenie abbia la mescolanza del DNA di 3 genitori…

          Articolo del National Catholic Herald:

          “In the three-parent embryo debate, why is it assumed that scientists are always neutral and benign?”
          http://www.catholicherald.co.uk/commentandblogs/2015/02/04/in-the-three-parent-embryo-debate-why-do-we-assume-that-scientists-are-always-neutral-and-benign/

          • Max ha detto in risposta a Max

            *commenti scientifici

          • Dario* ha detto in risposta a Max

            In realtà, da ciò che ho capito dall’articolo (e ammettendo che il giornalista sapesse ciò che scriveva), è molto peggio di ciò che scrivi dato che si tratta di una sorta di “donazione di parte di DNA” da un feto sano (poi condannato a morte) ad un feto malato. Se il feto usato come fornitore di materiale biologico fosse una persona giuridica (cosa che dovrebbe essere se questo mondo non fosse governato da idioti) si potrebbe benissimo vedere come non si tratti di 3 genitori quanto di due genitori più un bimbo ucciso per fare da donatore di “organi”

            • Dario* ha detto in risposta a Dario*

              Aggiungo una piccola considerazione: alla “seconda madre” verrebbe dato il ruolo di “co-madre” di un figlio che non è suo in nessuna misura (a meno che non cominciamo a considerare co-padre/co-madre anche chi dona il sangue, il midollo osseo, un rene, ecc.) e per cui un certo numero di suoi figli (questi realmente suoi) sono stati uccisi. E poi lo chiamano progresso, io trovo che sarebbe più opportuno definirlo abominio, paradossale abominio

              • Dario* ha detto in risposta a Dario*

                Ma come si fa ad accettare di far morire N propri figli per salvarne UNO altrui? Ma chi sano di mente potrebbe trovare ragionevole una cosa del genere? E chi, dotato di coscienza, potrebbe mai chiedere ad un altra persona di sacrificare la vita di N figli per salvare quella del proprio? Con che coraggio?

                (scusate, adesso smetto, è che la realtà sta diventando peggiore di un horror)

    • lorenzo ha detto in risposta a albo

      Quando due gay, accoppiandosi, avranno la pur remota possibilità di ottenere gli stessi effetti biologici che la natura ha previsto per l’accoppiamento di un maschio e di una femmina, sarò ben lieto di darti ragione: non è certo colpa mia se le leggi di natura sono razziste nei confronti degli omosessuali.

    • EquesFidus ha detto in risposta a albo

      Perché, adesso non possono? Quando uno chiede di sposarsi deve presentare un certificato di eterosessualità altrimenti non può? L’unica cosa obbligatoria è che sia contratto liberamente tra un uomo ed una donna, e per tutta una serie di ragioni; dove sta scritto che gli omosessuali non possono sposarsi?

    • Marco S. ha detto in risposta a albo

      Ma davvero affermi che in Italia ci siano persone che non godono dei medesimi “diritti civili” degli altri cittadini ?
      Davvero si ha il coraggio di affermare questo ??????????????
      Ma Lei conosce la differenza tra “diritto” ed “istituto giuridico” ?
      Ricominciamo ? (come cantava Adriano Pappalardo).

      Infatti ne abbiamo gia’ parlato in molti e diffusamente, su questo blog e, finche’ non si confutano razionalmente le acquisizioni in merito alla differenza tra diritti e istituti giuridici, mai smentite dalle controparti, non si lascino chetare le acque, solo per uscirsene ancora con le medesime affermazioni, come se nulla si fosse detto e smentito..

      E’ vero che non e’ solo colpa Sua, perché mi pare ci sia tutta una generazione di giuristi, attesa in Purgatorio da Cicerone, con in mano un grosso e nodoso randello 😉

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