Cosa videro i Re Magi? Una cometa o due pianeti allineati?

Stella cometa magiI Re Magi e la cometa. L’astrofisico italiano Marco Bersanelli rivela che nell’anno 7 a.C. per 3 volte Giove e Saturno si sfiorarono sulla volta celeste, un segno che i tre astronomi persiani non potevano ignorare.

 

Per tradizione dopo l’arrivo dei Re Magi alla grotta guidati dalla stella cometa, il presepe tornerà negli scatoloni in cantina, pronto per il Natale del prossimo anno. Proprio sull’esistenza storica di questa cometa è intervenuto recentemente il noto astrofisico italiano Marco Bersanelli, professore ordinario di Astronomia e Astrofisica e direttore della Scuola di Dottorato in Fisica, Astrofisica e Fisica Applicata presso l’Università degli Studi di Milano.

L’interesse verso le comete è sempre stato alto, ha spiegato l’astrofisico, anche perché «potrebbero aver contribuito alla formazione di molecole complesse facilitando così la comparsa dei primi microorganismi sul nostro pianeta». Ancora oggi colleghiamo una cometa al cammino dei Re Magi, ma «va detto subito che il racconto dell’evangelista Matteo, l’unico che lo riporta, non parla mai di “cometa” ma di “stella”. Anzi, usa la parola greca aster, che indica genericamente un astro o un evento astronomico, aprendo così il campo a molte interpretazioni», ha spiegato l’astrofisico italiano.

La tradizione della cometa risale a Giotto.

La tradizione della cometa risale in realtà a Giotto il quale, dipingendo l'”Adorazione dei Magi” nella Cappella degli Scrovegni a Padova, rappresentò la stella di Betlemme come una cometa, colpito dall’aver osservato nel 1301 la cometa di Halley. A lungo si è pensato che quella di Halley potesse effettivamente essere stata la stella dei Magi, «ma oggi questa ipotesi è caduta come conseguenza della precisione raggiunta dagli studi di astronomi e storici».

Cosa videro i Re Magi? Probabilmente due pianeti allineati.

Oggi la pista più promettente sembra essere un’altra, scrive Bersanelli:

«Talvolta accade che due pianeti che percorrono le loro orbite a velocità diverse, appaiano in cielo allineati in modo tale da formare ai nostri occhi quasi un’unica luminosissima stella. Nel 1604 il grande Johannes Kepler poté ammirare un evento di questo tipo, una congiunzione tra Giove e Saturno. Ebbe un’intuizione e si gettò in un lungo calcolo: ebbene sì, proprio lo stesso fenomeno doveva essere accaduto in prossimità della nascita di Gesù. Oggi, grazie alla precisione della meccanica celeste e al potere di calcolo raggiunto, possiamo confermare con certezza che nell’anno 7 avanti Cristo per ben 3 volte (29 maggio, 3 ottobre, 4 dicembre) Giove e Saturno si sfiorarono sulla volta celeste, sullo sfondo della costellazione dei Pesci. Anche Marte si avvicinò, rendendo la scena ancor più ricca e insolita». Certamente «non poteva certo sfuggire ai Magi, presumibilmente astronomi persiani o caldei, attenti osservatori del cielo. Questa configurazione celeste avrebbe avuto per loro anche un forte significato astrologico e potrebbe così dare conto dell’intuizione che li avrebbe mossi al cammino. Nella simbologia del tempo infatti Giove rappresentava la “regalità” e la “divinità”, Saturno la “giustizia”, e la costellazione dei Pesci veniva associata al popolo ebraico. È quindi possibile che i Magi abbiano tradotto quel segno celeste nel concetto che “un grande re di giustizia sta per nascere in Israele”. Ecco allora che si dirigono verso la Palestina e si recano nella reggia di re Erode chiedendo: “Dov’è il re dei Giudei che è nato?”».

Come abbiamo spiegato nel nostro apposito dossier, è con il cristianesimo che si è potuto studiare scientificamente le stelle e le comete, proprio perché non vennero più concepite come dei o angeli, capaci di determinare deterministicamente il destino dell’uomo. Gli astri, come ha concluso Bersanelli, possiamo «tentare di conoscerli attraverso la scienza proprio perché non sono realtà soprannaturali ma creature provvisorie, segni di una Bellezza più grande. E così la cometa nel nostro presepe continuerà a essere segno della dimensione cosmica della nascita di quel Bambino, tutt’altro che appariscente, ma decisiva per la storia di ogni uomo e della realtà tutta».

La redazione

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7 commenti a Cosa videro i Re Magi? Una cometa o due pianeti allineati?

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  1. Francesco B. ha detto

    Molto interessante, proprio ieri sera mi è capitato sott’occhio un documentario in cui parlavano di questa ipotesi (non chiedetemi che canale e che documentario fosse perché avevo parecchio sonno e ne ho visto un pezzetto :D)

  2. Raffaele Vargetto ha detto

    Stimo l’astrofisico Marco Bersanelli per i suoi interventi di scienziato credente, che manifestano la sua preparazione scientifica, oltre che la sua onestà intellettuale, ed anche la sua fede cattolica. Tuttavia, sull’argomento della stella dei santi Magi, noto che, sia tra gli scienziati credenti che tra gli stessi ministri di Dio, prevale quasi sempre la tesi che la suddetta stella sia un fenomeno strettamente astronomico. Per me non è così. Dobbiamo attenerci al testo sacro: il Vangelo di Matteo al cap.2 versetto 9, afferma: ” Ed ecco, la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino “. Da ciò si evince, secondo me, che il fenomeno non si situa al di fuori dell’atmosfera terrestre, ma, al contrario, al suo interno; e, inoltre, che esso non è un segno naturale, ma soprannaturale, un segno governato dagli angeli, un segno “intelligente”: “si fermò sopra il luogo”. Non bisogna incensare molto la scienza umana, ma l’onnipotenza divina, che se vuole, può fare a meno dei fenomeni naturali. Non è necessario suggerire soluzioni scientifiche alle più luminose manifestazioni dell’Onnipotenza divina.

    • Lottom ha detto in risposta a Raffaele Vargetto

      La tua spiegazione è certamente possibile, ma credo che Matteo avrebbe specificato se si fosse trattato di un segno soprannaturale. Invece utilizza il termine “aster” che significa in generale “astro” o evento astronomico…per questo credo che sia più probabile una spiegazione astronomica, senza ovviamente dimenticare che anche questo presunto astro visto dai Magi è evidentemente un segno divino.

    • Enrico ha detto in risposta a Raffaele Vargetto

      Dice il profeta Baruc: “Le stelle hanno brillato nei loro posti di guardia e hanno gioito; egli le ha chiamate ed hanno risposto: «Eccoci!», e hanno brillato di gioia per colui che le ha create”.

      Non vorremmo mica dire al Signore come deve operare? Dio si è manifestato nella sua regalità-divinità-umanità in questo modo: ha attratto a sé dei re che, interpretando un segno, pur non essendo consapevoli della sua divinità, hanno rivelato con il loro gesto l’essenza stessa del bambinello al freddo e al gelo.

  3. lorenzo ha detto

    Dicevano i Magi «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo».

    Il vero problema allora è: come facevano i Magi a collegare un qualsivoglia evento astronomico con i Giudei e con la nascita del loro re?

    Io credo si sia trattato delle congiunzioni Giove Venere, avvenute tra il 3 ed il 2 a.C., in prossimità della stella Regolo(il piccolo re) nella costellazione del Leone(simbolo di Giuda).

    Degno di nota anche il fatto che, nell’agosto del 2a.C., Giove, Venere, Marte e Mercurio sono tutti nella costellazione del Leone e che Giove, sempre presente per quasi due anni con moto da est ad ovest, poi sparisce dai cieli della Palestina per ricomparire qualche tempo dopo con moto apparente da ovest a sud.

  4. Dario ha detto

    A me è venuto in mente questo: se la Bibbia condanna l’astrologia, perché i magi sono ben considerati?

    • Dario* ha detto in risposta a Dario

      Sostanzialmente il ruolo dei magi è un po’ ambiguo perché a quei tempi il confine tra astronomia ed astrologia non era così definito come lo è oggi, in secondo luogo non è scritto che abbiano compiuto alcuna divinazione, hanno semplicemente osservato uno strano fenomeno in cielo e lo hanno interpretato. Per altro non è che siano particolarmente considerati, è considerato il fatto che siano andati a far visita a Gesù e quanto ne è seguito ma poi non vengono più menzionati

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