Giulia Innocenzi: «la libertà? Impedire a Papa Francesco di parlare»

FemenLa trasmissione “Anno Uno” su La7 non funziona, gli adolescenti-opinionisti che si insultano in studio (fingendo di “dialogare”) guidati malamente dalla quasi-giornalista Giulia Innocenzi, hanno fatto crollare da tempo l’audience: una media di share del 5%.

Innocenzi le ha tentate tutte senza successo, perfino invitando Matteo Renzi. Ieri sera ha voluto provare il mai provato: far intervenire le “Femen” per insultare il Papa in diretta televisiva. E lo hanno fatto davvero: le femministe nude (protestano nude perché non riescono ad esporre le loro idee civilmente, confermando purtroppo i pregiudizi maschilisti della donna-oggetto, dotata di minor intelligenza tanto da dover usare la nudità per attirare l’attenzione pubblica) entrano in studio quasi a fine trasmissione. Fino a quel momento si era parlato del rapporto tra sindacato e giovani, con Maurizio Landini, segretario CGIL, presente in studio. Recitano una preghiera “anticlericale”, in inglese, invocando «un mondo senza religione» e spiegando che «i nostri diritti sono in pericolo» e questo perché Papa Francesco parlerà a Strasburgo il 25 novembre. E’ stato invitato infatti dal presidente dell’assemblea, Martin Schulz. La “preghiera” termina con il dito medio, l’urlo “Fuck the Pope” (“Fanculo al Papa”) e lancio di preservativi.

L’imprenditore Gian Luca Brambilla lascia immediatamente lo studio, spiegando di essere invitato per confrontarsi sulle tematiche del lavoro e non per insultare il Papa e la Chiesa cattolica. Il pubblico e gli adolescenti-commentatori della trasmissione applaudono le Femen, qualcuno prova a protestare. Nessuno però riesce ad esprimere un concetto dato che la conduttrice Giulia Innocenzi si impone con l’audio del suo microfono: «Erano le Femen e io sono molto orgogliosa di averle potute ospitare. Questa è la bellezza della libertà d’espressione». Già, peccato che la Innocenzi vorrebbe difendere la libertà d’espressione impedendo al Pontefice di esprimersi liberamente, definendosi orgogliosa di chi vuole tappare la bocca a Francesco nel nome di una laicità trasformata in laicismo. Questa è la libertà, per lei. Non è certo un caso che sia stata clamorosamente bocciata all’esame da giornalista, facendo esultare i suoi non-colleghi: «Finalmente l’Ordine dei giornalisti riacquista credibilità», ha scritto Riccardo Bocca dell’Espresso.

Le “Femen”, invece, le conoscevamo già e più che scandalizzare sono un clamoroso autogol. Diventate note quando la fondatrice, Inna Shevchenko, ha abbattuto una croce cristiana nel centro di Kiev dedicata alle vittime dello stalinismo. Le “Femen” sono in gran parrte prostitute rinomate dell’ambiente parigino, come è stato dimostrato (la più nota è la portavoce francese, Eloise Bouton), le loro azioni sono ideate da uomini (in particolare Viktor Sviatski, come ha ammesso lui stesso) che le pagano (1000 euro al giorno) e le sottomettono, come è stato dimostrato. Una Femen ha ammesso che verso il maschio-padrone Sviatski c’è una dipendenza maniacale: «Siamo psicologicamente dipendenti da lui». Tanto che perfino “Repubblica” ha commentato: «Paradossi di un femminismo nato da un copyright sbagliato, stramberia di un movimento incapace di liberarsi della cultura machista in cui è cresciuto».

Il Pontefice è stato insultato e attaccato in diretta televisiva. Siamo curiosi di vedere se i tanti suoi falsi amici, da Eugenio Scalfari in giù, avranno il coraggio di prendere posizione. Qui sotto una parte del video di quanto accaduto ieri sera, qui il video meno sintetico. Per chi fosse interessato a commentare quanto avvenuto ieri sera è possibile recarsi sulla pagina Facebook delle “Femen” italiane.

 

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