Gli scienziati non concordano su nulla: crolla il mito scientista

scienza consenso

Il più grande sondaggio tra fisici prova assenza di consenso sui grandi temi. E’ la fine dell’idolatria della scienza come spiegazione unica e ultima.


 

La scienza risponde a tutto.

Quante volte lo sentiamo dire, quante volte immaginiamo gli scienziati come una comunità compatta pronta a svelare ogni mistero e illuminare il mondo con solide certezze.

Altro che i dubbi dei filosofi, le ipotesi dei teologi e l’inconsistenza dei pensieri umanistici.

Un mito che crolla in pochi secondi grazie al più ampio sondaggio mai realizzato tra fisici, realizzato nel 2025 dalla rivista Physics Magazine dell’American Physical Society.

 

Nella scienza poco consenso: il sondaggio

Oltre 1.600 membri della comunità scientifica hanno risposto a diverse delle grandi domande sull’universo dimostrando l’assenza di consenso praticamente su tutto.

Non si tratta di dettagli ma dei temi spesso presentati nella divulgazione come quasi assodati.

Ad esempio, soltanto il 25% degli intervistati è d’accordo che il Big Bang rappresenti davvero l’inizio del tempo, mentre solo il 51% considera l’inflazione cosmica la spiegazione migliore del modello cosmologico standard.

La situazione diventa ancora più frammentata sulla materia oscura: solo il 27% pensa che sia davvero la soluzione al problema della “massa mancante” dell’universo e appena il 10% sostiene la principale teoria alla sua spiegazione (detta “ipotesi delle WIMP”).

Nemmeno la meccanica quantistica sfugge alla divisione: la celebre interpretazione di Copenaghen raccoglie appena il 36% delle preferenze. E sulla gravità quantistica, la teoria delle stringhe è spesso dipinta come la frontiera più promettente, ma convince solo il 19% dei fisici.

 


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Crollo dello scientismo, non della scienza

L’illusione di un consenso scientifico svanisce in un lampo. Ma tutto questo non rappresenta affatto una sconfitta della scienza.

Semmai è l’ennesima smentita del mito scientista, l’idolatria della scienza come spiegazione unica, migliore e più affidabile della realtà, senza alcuno spazio per le altre forme di conoscenza: dalla filosofia alla metafisica.

La scienza reale, quella tolta dalle mani degli ideologi, si dimostra molto più umile: procede tra ipotesi, revisioni, modelli concorrenti, domande aperte, dubbi ricorrenti e pochissimo consenso sui grandi temi.

 

Le forme di conoscenza del reale

Il sondaggio conferma dunque che la scienza è solo una delle forme di conoscenza possibili, certamente efficace quando si tratta di descrivere alcune questioni del mondo fisico, ma per nulla esaustiva nemmeno nel suo stretto campo di applicazione.

Figuriamoci quando si utilizza il metodo scientifico al di fuori del suo ambito di applicazione.

Ad esempio interrogandone i presupposti o invadendo i campi della filosofia e della metafisica e pretendendo di usarlo per dire qualcosa sull’essere, non solo sul funzionamento dei fenomeni.

La forza della scienza non sta nel sostituire le altre forme di conoscenza, ma nel convivere con esse senza pretese di esclusività.

Autore

La Redazione

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