Divorzio cattolico? La disinformazione de “Il Giornale”

Sacra RotaIl quotidiano conservatore “Il Giornale” ha giocato ancora una volta a disinformare contro la Chiesa e la vita cattolica. Chissà con quale gusto.

Qualche giorno fa ha dato la notizia che il Vaticano ha accelerato sui tempi dell’annullamento del matrimonio religioso, definendolo “divorzio cattolico” e facendo l’errato confronto con i tempi del divorzio nello stato italiano.

Si può pensare che non conoscano la differenza tra annullamento del matrimonio e divorzio, ma il sospetto scompare quando si legge che «le cause di nullità restano le solite, ma ciò che la Santa Sede intende velocizzare è la procedura» e «tecnicamente si tratta di un “riconoscimento di nullità” poiché, secondo la dottrina cattolica, il matrimonio è uno e inscindibile».

Quindi sono informati eppure giocano a confondere i lettori, facendo emergere in loro l’idea che la Chiesa si contraddica: si oppone al divorzio e poi velocizza il divorzio cattolico. Non è così, come spiegavamo nel novembre scorso: la Sacra Rota verifica semplicemente che il matrimonio non è mai stato valido (cioè non è mai stato celebrato davvero) in quanto la libertà di uno dei due coniugi al momento del “si” non era piena e consapevole (o per altri motivi, ma non entriamo nei dettagli). Non esiste alcun divorzio perché in questi casi non c’è mai stato matrimonio.

Per lo meno “Il Giornale” scrive qualcosa di vero: l’accesso al Tribunale della Santa Sede è alla portata di tutti, non solo per chi può permetterselo come si sente spesso. Si va dai 1.500 ai 3.000 euro.

La redazione

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