La provincia di Alberta contraria all'”agenda LGBT” nelle scuole

Secondo un sondaggio svolto nel 2011, il 65% degli americani, non vuole che nella scuola elementare venga promossa l’omosessualità. Alla domanda: «Credi che ai bambini della scuola elementare debba essere insegnato che l’omosessualità sia uno stile di vita alternativo normale?», solo il 22% ha risposto “si”, mentre il 13% si è dichiarato “incerto”.

Sempre nel 2011, Dilma Rousseff, presidente del Brasile, ha posto il veto contro l’utilizzo del cosiddetto “kit-anti-omofobia” nelle scuole pubbliche, reputandolo “inappropriato” e “fuori luogo”. Lo scopo del materiale, infatti, sarebbe stato quello di promuovere l’omosessualità nelle scuole.

Nel 2012 un sondaggio dalla società di statistiche VCIOM, Russia Public Opinion Research Center ha mostrato che  l’86 per cento dei cittadini russi sostiene una specifica legge varata quest’anno dal governo di San Pietroburgo che impedisce «la promozione di pratiche omosessuali, lesbiche, bisessuali e transgender tra i minorenni».

In questi giorni anche Alberta, provincia del Canada, attraverso l’Alberta School Boards Association (ASBA), ha respinto una proposta che richiedeva politiche mirate nella scuola sull’omofobia, transfobia e eterosessismo, aggiungendo un linguaggio specificamente omosessuale ad una già esistente politica anti-bullismo.

Jacquie Hansen, presidente della ASBA, ha detto che la maggior parte degli amministratori della scuola ha respinto tale politica perché inutilmente incentrata su un certo gruppo di studenti: «Preferirei avere una politica per tutti i bambini, sostenendo che il bullismo non deve essere tollerato, non importa chi sei, cosa fai o come vivi», ha spiegato.  Brian Rushfeldt, direttore esecutivo di Canada Family Action (CFA), ha aggiunto che «il vero scopo della politica LBGT è quello di promuovere ogni comportamento sessuale diverso dal normale comportamento eterosessuale».

Come spiegato da Hansen, gli insegnamenti antiomofobia (come le leggi antiomofobia) risultano essere parziali e senza senso, in quanto per combattere il bullismo è opportuno insegnare e pretendere il rispetto dell’altro indipendentemente dal suo comportamento sessuale. Questo tentativo di isolare le discriminazioni omosessuali da altri tipi di intolleranze è sospetto, come appaiono sospetti i numerosi tentativi di inscenare finte aggressioni omofobe. Anche perché, secondo un recente studio dell’Università di Yale, le persone più discriminate sono gli obesi, che subiscono più vessazioni rispetto a quelle basate sulla razza, sull’orientamento sessuale, sull’etnia, sulle disabilità fisiche e sulla religione.

Il movimento omosessuale è particolarmente ossessionato nel voler entrare nelle scuole, come ha denunciato qualche tempo fa l’editorialista del quotidiano britannico Daily MailMelanie Phillips. L’opinionista ha polemizzato sul fatto che nelle scuole inglesi è stata introdotta una cultura “omosex” in tutte le materie del curriculum. Espliciti riferimenti all’omosessualità sono obbligatori durante le lezioni di geografia, dove gli studenti sono stimolati a considerare quali siano le motivazioni che spingono gli omosessuali a trasferirsi dalla campagna alla città o studiare particolari fenomeni sociologici, come la nascita del primo «gay neighbourhood» (sobborgo gay) del mondo. In matematica imparano a calcolare e fare statistiche sul numero di omosessuali presenti nella popolazione, e gli studenti delle scuole elementari usano personaggi omosessuali nei problemini di logica, mentre per quanto riguarda la scienza, sono studiati i fenomeni di omosessualità in natura.

Per questa sua presa di posizione, la giornalista Philips è stata esplicitamente minacciata di morte. In un secondo articolo, denunciando le molestie subite, l’editorialista ha scritto: «Se la lobby gay voleva adoperarsi per cercare di dimostrare il mio punto di vista, non poteva fare un lavoro migliore».

In questi giorni Elizabeth Truss, sottosegretario di Stato del Ministero per l’Istruzione inglese, ha avvertito che gli insegnanti delle scuole potrebbero essere puniti se scelgono di non utilizzare materiali che supportano l’omosessualità una volta che il governo britannico avrà ridefinito il matrimonio aprendolo anche alle persone dello stesso sesso.

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