L’orribile verità dietro la Rivoluzione francese, chi ne parla viene bandito

illuminismo terroreE’ curioso come pochi sappiano che l’evento madre da cui è nata l’ideologia laicista nella società europea, cioè la Rivoluzione francese, nei dieci anni della sua durata ha registrato una media di quasi 200 morti al giorno.

Lo ha fatto presente Vito Mancuso qualche tempo fa ironizzando -perfino lui che è editorialista del quotidiano che più incarna l’ideologia illuminista-, sul fantomatico motto liberté, égalité fraternité. Per gran parte della società europea la Rivoluzione francese è sinonimo di liberazione, di faro di civiltà, di progresso. Ma si tratta di un’opera di disinformazione nata paradossalmente proprio dai libri di storia, sopratutto in Francia è impossibile raccontare qualcosa di diverso.

Ci ha provato lo storico Reynald Secher, membro dell’Académie de recherche, specializzato nella guerra di Vandea. Il suo libro, Le génocide franco-français: la Vendée-Vengé (Presses universitaires de France 1986), divenuto bestseller, ha scatenato un polverone mediatico e un enorme successo popolare. Con prefazione degli storici Jean Meyer e Pierre Chaunu, ha ampliato la sua ricerca per la tesi di dottorato alla Sorbona di Parigi, dimostrando che la repressione attuata in Vandea da parte dei rivoluzionari corrisponde ad un vero e proprio genocidio di un popolo cattolico, che non volle piegarsi alla dittatura anticlericale.

Intervistato recentemente, Secher ha raccontato: «ho subito una reazione apertamente ostile perché il principio della Rivoluzione non deve essere macchiato. Dire che le conseguenze sono state per me molto difficili è un eufemismo: ho dovuto rinunciare alla mia cattedra e non ho più potuto insegnare in università. Gli attacchi sono stati estremamente violenti, addirittura mio nonno è stata accusato di essere stato una collaboratore durante la Seconda guerra mondiale, quando tutti tutti sanno che era un noto membro della Resistenza». Ancora oggi lo storico francese è bandito dai convegni.

«Contrariamente a quanto si è sempre voluto credere», ha proseguito Secher, «quello che è successo in Vandea non è stata una gaffe causata da iniziative locali, ma il risultato di ordini emessi dal più alto livello statale. Nel 2011 ho dimostrato che dietro a tutto c’era il Comitato centrale della sanità pubblica». Età del Terrore la si chiama, dove la ghigliottina era l’unica alternativa alla sudditanza. Il genocidio vandeano è solamente uno degli eventi più noti e tragici: «l’obiettivo è stato sterminare tutti gli abitanti e radere al suolo le loro proprietà, a partire dalle donne e dai bambini, “futuri briganti”».

Ma il negazionismo sul genocidio vandeano ha vita breve anche grazie all’opera di un altro storico, Alberto Bárcena, professore di Storia all’Università CEU San Pablo. Egli ha confermato che a fondamento dell’odio dei rivoluzionari per i vandeani era la religione da loro praticata, il cattolicesimo. Dal febbraio 1790, infatti, vennero soppressi tutti gli ordini religiosi e oltre 4000 parrocchie, chiusi i conventi che non avevano fine caritativo e avvenne l’esproprio forzato dei beni della Chiesa. Tutti i membri del clero divennero funzionari pubblici, senza legame con il Papa, i sacerdoti che si rifiutarono di giurare fedeltà alla Rivoluzione dovevano essere perseguitati e sacrificati.

Pochi giorni fa un altro libro ha chiesto il riconoscimento ufficiale del genocidio, l’autore è il diplomatico e avvocato francese Jacques Villemain, che ha a sua volta raccontato la distruzione sistematica da parte delle autorità della Rivoluzione francese verso gli abitanti cattolici della Vandea. Nel 2009 a Le Mans è stata rinvenuta una fossa comune (vedi foto in alto) con corpi dei vandeani mutilati e massacrati.

«Il secolo dei lumi, l’età d’oro dell’illuminismo, terminò con un massacro», ha scritto lo storico tedesco Michael Hesemann. «Nel nome della gloriosa rivoluzione francese, che portava sui suoi stendardi il motto: “libertà, uguaglianza e fraternità”, nel giro di un anno furono uccise più persone di quante erano morte nella crociata contro i catari, nei “secoli bui” del Medioevo, e di quante erano state le vittime dell’Inquisizione nei suoi cinquecento anni di storia in Europa. Questi morti furono uomini e donne che facevano parte della Chiesa: vescovi e preti, monaci e suore. Il loro unico “crimine” fu la fedeltà alla loro fede» (M. Hesemann, Contro la Chiesa, San Paolo 2009, p. 276-279).

La redazione

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43 commenti a L’orribile verità dietro la Rivoluzione francese, chi ne parla viene bandito

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  1. Marco S. ha detto

    Le ossa durano per decine di millenni e non si possono cancellare, nemmeno per la Republique….

    • xperiae ha detto in risposta a Marco S.

      é incredibile che gli stessi che OGGI non ammettono nessuna ipotesi complottista contro la Chiesa Cattolica, poi parlano di revisionismo storico passato, tra l’altro tutte cose arcinote………………..

      • Marco S. ha detto in risposta a xperiae

        Secondo me dipende dal fatto che si “vende” un fatto come una verita’ incontestabile, ma a taluni non esiste alcuna verita’, ma solo uno strumento di comodo, a seconda di come serve.
        Se nel passato si puo’ rivedere un fatto, poiche’ ormai e’ diventato innocuo…beh perche’ no ?
        Accontentiamo i nostri soliti “pirlotti”….

  2. beppino ha detto

    Sono come i Turchi col genocidio armeno. Tutte balle (dicono). Se chi comanda in un Paese, costituendo lo zoccolo duro della cultura dominante, non riesce neanche ad accettare e fare autocritica circa il mero dato storico, cosa c’é da aspettarsi dall’etica che vogliono imporre?

    • Mariasole ha detto in risposta a beppino

      Massoni entrambe…

    • Max ha detto in risposta a beppino

      In realta’ ogni turco ragionevole (ce ne sono) dira’ che centinaia di migliaia di armeni sono morti durante la seconda guerra mondiale. Ma non dira’ che fu il loro governo di allora a pianificare una cosa del genere.

  3. Klaud ha detto

    Va bene un po’ di revisionismo, ma ridurre il secolo e mezzo di Illuminismo che ha preceduto la Rivoluzione solo, appunto, alla rivoluzione… è un po’ troppo restrittivo.

    • Norberto ha detto in risposta a Klaud

      Peccato che la rivoluzione francese è stata il culmine dell’Illuminismo, ne è stata al cuore, il punto di arrivo.

      • Marco S. ha detto in risposta a Norberto

        Pienamente d’accordo.

        Quello che e’ stata la Francia sono 800 anni di storia, una grande storia della maggiore nazione cattolica.
        Ci rimangono solo i successivi 200 anni, apparentamente grandi, ma in realta’ una mattanza ed un declino: nella Vandea, nelle guerre napoleoniche e nella I Guerra Mondiale (tre francesi per due tedeschi). Con la II Guerra Mondiale la Francia e’ gia’ in coma: persino l’Italia, pur mezza scassata, ma demograficamente vitale, ha resistito 39 mesi contro gli inglesi.

        Ancor oggi i marinai militari francesi, non a caso, definiscono la loro marina “La Royal” in ricordo del tempo in cui la Francia era veramente la piu’ grande in Europa, a terra e in mare.

        • Fabio ha detto in risposta a Marco S.

          Io che sono un simpatizzante delle antiche dinastie reali europee e della storia di Santa Giovanna D’Arco, auspico che a breve la Francia possa riavere il proprio legittimo erede al trono.

          • Marco S. ha detto in risposta a Fabio

            Non so se si deve necessariamente parlare di ritorno alla monarchia, che comunque, al di la’ del formale regime costituzione, sarebbe una democrazia parlamentare (vedi anche la Gran Bretagna o l’Olanda).

            La cosa piu’ grave credo invece sia:

            1) Far comparire dal nulla una storia limitata agli ultimi 200 anni, come se i francesi prima fossero venuti da Marte.

            2) Presentare essa come assolutamente positiva e non, al contrario, con troppe poche luce e molte oscure mattanze.

            Detto questo ci vede pure bene un sovrano quanto un presidente.

            Anche se in effetti credere nella Bastiglia (in cui non vi era che qualche pederasta e qualche falsario, liberati assassinando alcuni servitori del re), ci porta anche dritti a credere al “Tricolor” come una bufala e non pensare magari al ritorno ad una bandiera bianco-gigliata.

            Cose comunque secondarie: l’importante e’ arrivare alla verita’.

          • Klaud ha detto in risposta a Fabio

            Se il legittimo erede al trono di Francia è un personaggetto del calibro dell’ultimo rampollo dei Savoia o del re di Spagna, che ha dato esemplare
            prova della sua pochezza, sei messo bene! Se trovi una macchina del tempo, anche di seconda mano, fai un salto avanti nel tempo di un seicento anni…
            Una curiosità: chi sarebbero i legittimi eredi a un trono, quelli eletti magari con il ballottaggio? Visti poi quanti sono i pretendenti al titolo muoio dalla voglia
            di vedere una nuova guerra di successione, di cinquant’anni magari. Non dimenticare, siamo nel 2017…

            • michele ha detto in risposta a Klaud

              Sembra che il più vicino alla linea dinastica originaria sia Filippo VI di Spagna in quanto Borbone, ma si ricreerebbe la stessa situazione della guerra di successione spagnola di inizio Settecento, con le 2 corone unite. Ci sono lontani pretendenti pure delle linee Bonaparte e di Luigi Filippo (1830-1848). Ci sono siti dedicati alla ricostruzione degli alberi genealogici.

            • Fabio ha detto in risposta a Klaud

              Klaud, il tuo è un commento superficiale e banalotto.
              Ad ogni modo ti rispondo ugualmente.

              Innanzitutto ti domando quali elementi oggettivi avresti, per poter legittimare i tuoi infelici ed arbitrari giudizi su Emanuele Filiberto di Savoia e su Re Filippo di Spagna, giacché il primo vive come un normale cittadino italiano e da diversi anni si è pure completamente defilato dai riflettori del gossip, mentre il secondo è un capo di stato estero che non ha mai dato motivo di scandalo, corruzione o cattiva condotta al suo popolo.
              Mi sembri come certi soggetti che giudicano sprezzantemente l’attuale pontefice, per un mero discorso d’antipatia personale fine a se stessa.

              Mi hai chiesto quale sarebbe il legittimo erede al trono di Francia.
              Il Principe Enrico VII della dinastia dei Borbone-Orleans, riconosciuto unanimemente da tutte le altre case reali europee e, decorato anche per meriti militari, dall’ex presidente francese Sarkozy, nonché riconosciuto anche da quest’ultimo, come legittimo erede al trono di Francia.
              Spero di aver soddisfatto la tua curiosità.

              Siamo nel 2017 e allora?
              Che vuol dire?
              Se sopravvivono ancora tante repubbliche delle banane in giro per il mondo, vedi Venezuela, Corea del nord, Cina, Iran, Siria, Turchia, Cuba, ecc, (dove la dittatura è travisata dalla parola repubblica, paesi europei compresi), non vedo perché non potrebbe esservi posto per una restaurazione monarchica parlamentare in Francia o altrove!

              Una macchina del tempo per fare un viaggio in avanti di 600 anni?
              E perché no! Son certo che mi ritroverei a vivere in un mondo dove Cristo sarebbe a capo dei vari re.

              • Klaud ha detto in risposta a Fabio

                Il meglio che si possa dire del Filiberto è che sia un personaggio impresentabile.
                Il signor Enrico Borbone sarà anche riconosciuto unanimemente da tutte le case reali europee, ma ti sfugge un dettaglio: una nazione non è un orticello
                e il popolo non è un gregge che il primo che arriva possa appropriarsene. L’opinione del Sarkozy vale solo per sé stesso.
                Esistono tante repubbliche delle banane e quindi una più, una meno che vuoi che sia. Bravo il mio qualunquista!
                Una macchina del tempo per fare un viaggio in avanti di 600 anni: intendevo a partire da G. d’Arco, così ti riporti in pari con i tempi attuali.
                E lascia perdere le visioni fanciullesche di un mondo dove Cristo sarebbe a capo dei vari re: fra 600 anni si parlerà dei papi come oggi si parla dei dogi.
                Fabio, mi stai deludendo molto: prima l’astrologia, oggi la monarchia… meno frivolezza e più ponderatezza!

                • michele ha detto in risposta a Klaud

                  Chi la sta buttando in caciara da qualunquista, con frasi fatte, sei proprio tu, Klaud. A non avere futuro è proprio il tuo cinismo sterile.

                • Fabio ha detto in risposta a Klaud

                  Klaud, io motivo sempre le ragioni per cui mi sento attratto, simpatizzante, fiducioso o credente in una determinata cosa, ne fornisco spiegazioni o testimonianze storiche, razionali, probatorie, o attinenti all’epoca in cui viviamo, mi piace l’onestà e la coerenza intellettuale, svincolandomi da qualsiasi retorica ideologica, tendenza sociale del momento, ottusità negazionista, canone estetico del politicamente corretto, ed inculcamento dottrinale relativista.
                  Consiglio anche a te di renderti indipendente da quelle illusioni ottiche che devono averti plagiato mentalmente fin da quando andavi alle scuole superiori.

    • Sebastiano ha detto in risposta a Klaud

      Va bene un po’ di contestualizzazione degli eventi storici, ma perseguire la politica dello struzzo con ostinazione degna di miglior causa…è mooolto restrittivo.

      • Klaud ha detto in risposta a Sebastiano

        Rispondo anche a Norberto
        Affermare che la rivoluzione è stata il culmine dell’illuminismo è come dire che l’inquisizione è stata il culmine dei Vangeli. Io non lo direi.

    • Pippo ha detto in risposta a Klaud

      la rivoluzione francese è stata il prodotto dell’illuminismo

  4. Fabio ha detto

    Epurare la razionalità scientifica dall’ideologia illuminista, è la cosa che andrebbe fatta.

    Gli uomini d’intelletto sono sempre esistiti nella storia, molto prima che Voltaire venisse al mondo, basti ricordare Platone, Aristotele, Archimede, Epicuro, Socrate, Pitagora, Galeno, Ippocrate, Da Vinci, Leopardi, Michelangelo, Galilei, Boyle, Newton, ecc…

    L’illuminismo è semplicemente un dono di Madre Natura, da sempre esistito, anche nei secoli bui; quello francese, invece, è soltanto un’impostura anti cristiana, violenta ed arrogante, che ha voluto prendersi dei meriti che non le spettavano.

  5. Pippo ha detto

    a partire dal falso storico della presa della Bastiglia diciamo che la rivoluzione non si è coperta di gloria.

  6. andrea g ha detto

    Ci sono i negazionisti delle camere a gas, e ci sono
    i negazionisti del Terrore genocida dell’Illuminismo.

    • andrea g ha detto in risposta a andrea g

      Robespierre non tollerava debolezze e ammoniva:
      «Bisogna soffocare i nemici del popolo con il terrore,
      bisogna che i briganti della Vandea siano sterminati.
      La Vandea deve diventare un cimitero nazionale»

      Per farlo si usarono anche mezzi chimici come l’avvelenamento delle acque,
      con l’arsenico, oppure dell’aria utilizzando “suffumigi” velenosi (gas mortali)
      inventati dal farmacista Proust.

      Gli stermini di massa vennero accelerati dagli «annegamenti»,
      che potevano essere individuali, ma più spesso a coppie
      (chiamati sadicamente «matrimoni repubblicani»), oppure collettivi.

      • Marco S. ha detto in risposta a andrea g

        Robespierre parlava e spraparlava da Parigi, nei toni da te descritti, e poi molte persone come il pur famigerato Fouche’ (ex-diacono, prima moderato e poi montagnardo, solo per vivere e stare al potere con Robespierre), andarono la’ a mettere in atto i suoi sanguinosi sproloqui (si legga il decreto della Convenzione, emesso il del 12/10/1793: mai vista nella storia una legge piu’ delirante, forse nemmeno quella dei nazisti…[1])

        Fouche’ a Lione si guadagno’ il titolo di “mitragliere”, sparando a cannonate, legati a due a due, migliaia di inocenti, perche’ persino la ghigliottina era per lui troppo lenta e troppo “aristocratica”.

        Quando Robespierre vide la differenza tra i suoi sproloqui e la loro attuazione nella realta’, comprensibilmente inorridi’ e’ cerco’ di scaricare la responsabilita’ su costoro, ovviamente cercando di richiamarli a Parigi per inviarli nella ennesima ghigliottiva.
        Ma in ghigliottina ci fini’ lui, visto che ormai furono troppi e troppo svegli, che non ci stavano ora ad essere osannati, ora finire sulla ghigliottina, a secondo del suo comodo di Robespierre, come burattini.

        Costoro furono certo dei farabutti, ma almeno si sporcarono le mani in prima persona, meritandosi veri titoli on del tutto graditi.
        Mentre Robespierre rimane per alcuni un uomo retto, solo perche’ poteva limitarsi a sproloquiare o revocare, mandando sul terreno gli altri.

        [1] Si decretava che la citta’ fosse stata distrutta, salvo le case dei veri repubblicani (sic !), Lione sarebbe stata cancellata dalla lista delle citta’ francesi e quel che ne rimaneva sarebbe cambiato con il nome da Lione a Citta’ Liberata, sul quale doveva esserci scritto “Lione fece la guerra alla Liberta’. Lione non esiste piu'”
        Ovviamente tutti coloro che si erano ribellati andavano massacrati.

        • andrea g ha detto in risposta a Marco S.

          Proprio così;
          per la cronaca, il copyright delle camere a gas
          spetta agli eroici sterminatori di donne, bambini, anziani
          della Vandea,
          i quali rinunciarono poi ai suffumigi” velenosi (gas mortali)
          solo perché erano troppo difficili da mettere in atto-

          libertè-egalitè-fraternitè: che demoniaca farsa.

          • Marco S. ha detto in risposta a andrea g

            Caro sig.Andrea G., forse i valorosi repubblicani temevano che qualche “fumigation” (liberata in una grande stanza in cui erano chiuse le povere vittime) trapelasse dalla porta o da altre feritoie, facendola respirare anche ai suoi scherani, con esiti evidenti.
            Infatti, purtroppo, l’arsenico gassoso ha il difetto, se inalato da chiunque, di non fare differenze con nessuno: e’ democratico nel senso piu’ assoluto del termine !.

            Dopo la fine della Guerra Civile americana (1862-1865), quando il presidente federale Lincoln ricevette un telegramma che gli diceva la resa dei Confederali (popolarmente detti Sudisti), egli stava assistendo ad una manifestazione militare.
            Ordino’ subito alla fanfara di suonare “Dixie”, che fino a quel momento era stato l’inno di questi confederati/ribelli: a tutt’oggi, nelle marce militari statunitensi, si mischiano ancora le musiche di entrambe le parti.
            Il generale Lee, comandante del Sud, in guerra contro il Nord, ancora a tutt’oggi e’ messo sullo stesso piano del generale nordista Grant.

            Quando la Francia comincera’ a riconoscere gli errori della Republique e quello che vi era stato giusto nella “Vandea” ?
            Prendendo atto che la Vandea, i suoi combattenti Chouans, i suoi valorosi generali (Jacques Cathelineau, Maurice-Louis-Joseph Gigot d’Elbée, Louis Marie de Lescure, Henri de La Rochejaquelein, François de Charette….), rappresentavano un’importante fetta della Francia, che chiedeva solo di essere cristiana, senza per questo essere perseguitata o massacrata ?
            Dopo 200 anni si puo’ ammettere nella Francia quello che di buono, di giusto e di valore c’e’ stato ?
            O dobbiamo continuare a raccontarci le storielle ?

            • andrea g ha detto in risposta a Marco S.

              Mah! credo, Marco S, che solo la conversione personale
              possa far sì che si riconosca l’orribile delitto di
              aver nascosto l’orrendo genocidio pre-nazista compiuto
              dalle squadracce dell’illuminismo (il minuscolo non è
              un errore)-

  7. Pierluigi ha detto

    Interressante l’articolo “L’orribile verità dietro la rivoluzione francese” dove compare la foto della fossa comune ritrovata a Le Mans in Vandea.
    Dove potrei trovare delle foto com buona definizione?
    Grazie
    Pierluigi

  8. Giovanni Maduli ha detto

    Gli storici segnalati nell’articolo, per fortuna, non sono i soli che hanno divulgato le verità scomode della Rivoluzione Francese; molti altri lo hanno fatto e lo stanno facendo;fra questi ultimi segnalo Pierre Gaxotte con il suo “LaRivoluzione Francese”, Ed. Oscar Mondadori e Francois Furet e Denis Richet con “La Rivoluzione Francese” I e II tomo, Laterza Edizioni; testi facilmente reperibili nelle librerie. Come per il cosiddetto risorgimento iataliano, che altro non fu che una vera e propria guerra di aggressione e annessione con relativi saccheggi, stupri e massacro di innocenti, finalmente anche in francia il velo delle bugie si sta squarciando.

    • andrea g ha detto in risposta a Giovanni Maduli

      Grazie x la segnalazione.
      Ho trovato queste parole in una recensione sul libro di Gaxotte:
      “Per nulla di parte, è un chiaro racconto di come la Francia si sia sfasciata grazie alla Rivoluzione
      che ha sì il merito di aver demolito l’Ancien Regime, ma ha il demerito di aver ucciso, devastato
      e perpetrato un genocidio, quello vandeano, con la meticolosità tipica dei regimi comunisti:
      facendo “tabula rasa” dello stesso popolo che, in teoria, avrebbe dovuto difendere.
      http://www.anobii.com/books/La_rivoluzione_francese/9788804426592/01b10c2967b1bfc1e3

  9. AlèUdin ha detto

    – Lei festeggerebbe la nascita di Hitler?
    – No…
    – …e allora perchè dobbiamo festeggiare la rivoluzione francese cioè un genocidio?

    Pierre Chaunu, una delle autorità per la storia moderna, membro dell’Institut de France, con una sessantina di titoli al suo attivo.

    Articolo completo:
    http://giacabi.blogspot.it/2016/06/la-rivoluzione-francese.html

    • Klaud ha detto in risposta a AlèUdin

      Diciamo che hanno peccato nella forma, non nella sostanza. E poi era la prima volta che facevano una rivoluzione, mancanza di esperienza… 😛

      Senza Rivoluzione probabilmente non ci sarebbe stato il Risorgimento. (Il che avrebbe fatto felice Fabio… )

      • Fabio ha detto in risposta a Klaud

        Il risorgimento italiano ci sarebbe stato ugualmente, caro Klaud, anche senza la Rivoluzione Francese come precursore.
        Ti voglio ricordare che nel 1776, le colonie britanniche del nord America si resero indipendenti dal governo inglese, quindi tredici anni prima della Rivoluzione Francese.

        Quando un popolo sta male, non ha bisogno di maestri o ideologi illuministi per fare una rivoluzione.
        É una mera questione di istinto di sopravvivenza.

        • Fabio ha detto in risposta a Fabio

          E purtroppo, sottolineo purtroppo, le rivoluzioni partono sempre dai mal di pancia di alcune classe sociali e finiscono con l’essere gestite dall’intellighenzia di alcuni ambienti elitari. Ecco perché le rivoluzioni sono state spesso dei grandi flop: via un sovrano, per rimpiazzarlo con dei plutocrati o con dei feroci assassini di popolo, vedi esempio Rivoluzione Sovietica o quella Francese, ma anche quella iraniana del 1979, quella cinese di Mao, quella cambogiana di Pol Pot, quella etiopica del 1975, quelle messicane, le primavere arabe e via di sfaceli a non finire.

        • Klaud ha detto in risposta a Fabio

          L’Illuminismo… ”… si affermò in Europa e ispirò la rivoluzione americana e successivamente quella francese… ” (da wiki)

          Senza la Rivoluzione e con la vecchia monarchia francese sul trono se la potevano scordare l’unità d’Italia.

          • Fabio ha detto in risposta a Klaud

            L’illuminismo si è semplicemente affermato nella tua testa, caro Klaud, giacché non fai altro che enfatizzarne indefessamente la sua triviale ideologia.

            Ti ripeto quello che già ho scritto nei miei precedenti post:

            – GLI UOMINI D’INTELLETTO E SCIENZA SONO SEMPRE ESISTITI. ESISTEVANO GIA’ MOLTI SECOLI PRIMA CHE VOLTAIRE VENISSE AL MONDO. Se credi che l’illuminismo abbia contribuito a formare scienziati, geni, o artisti, sei in grave errore. L’illuminismo mise perfino a morte un grande scienziato del calibro come Antoine De Lavoisier!

            – LE RIVOLUZIONI SONO SEMPRE ESISTITE NELLA STORIA DELL’UOMO, QUELLA FRANCESE NON FU CERTO LA PRIMA. Si sa che i militari francesi diedero un certo contributo alla causa dell’Indipendenza Statunitense, (d’altronde c’era antica rivalità storica tra la Francia e la Gran Bretagna, in fatto di domini coloniali), ma i malumori dei coloni britannici stanziati in territorio americano, esistevano molto tempo prima che giungessero all’enfasi del 1776 e sarebbero comunque sfociati nella causa indipendentista, anche senza l’apporto francese.

            P.s. Se conosci bene la storia, non serve ricorrere a Wikipedia, anche se in questo caso, basterebbe un minimo di analisi e di raziocinio, per comprendere che l’illuminismo francese non inventò e non scoprì un bel NULLA, neanche l’invenzione della parola libertà.

      • Marco S. ha detto in risposta a Klaud

        Se i francesi continuano a festeggiare la Bastiglia, e’ forma o sostanza celebrare un odiosa/ridicola pagliacciata ?
        Quando una cosa e’ cosi’ sostanza, dovrebbe poter camminare anche nuda per le strade, dopo essere passata al vaglio alla Storia !

        Luigi XVI, anche per tagliare un altro po’ le unghie ai nobili, non era poi totalmente chiuso alla borghesia.
        Forse e’ stato anche troppo debole, lasciando cosi’ la Francia in mano ad una masnada di legulei o avventurieri: chi altro sono nomi come Robespierre, Murat, Danton, Saint Just, Barras, etc…

        Un suo antico ufficiale di artiglieria, certo Napoleone BUonaparte (non quell’altro BOnaparte che si sarebbe invece dichiarato “repubblicano” e poi “giacobino”), quando fu osservatore all’attacco al Palazzo delle Tuileries, nel 1792, si stupi’ che Luigi XVI non respinse questa marmaglia con un paio di scariche di artiglieria ed una carica di cavalleria.
        Quel giorno fu scandalizzato della sua inerzia, che stava perdendo la Francia (e Napoleone aveva sin da giovane una visione politico-storica molto elevata e realistica, quindi coglieva bene le opportunita’ ed i limiti di questa grave azione).
        Vista la miseria che, alle Tuileries, gli parve quel povero Luigi XVI, da suo ufficiale penso’ tra se’ e se’: “Non abbiamo piu’ un re: ognuno per se’ e Dio per tutti…”

        Certo se alle Tulieres ci fosse stato un Luigi XIV, probabilmente non sarebbe stato li’ a guardare, mentre la massoneria ed una banda di avventurieri cercavano di strappargli il regno.

        In quanto al Risorgimento, purtroppo nessuno puo’ darvi torto, mancando una vicenda alternativa (ad esempio lo stato federale).
        Il curriculum della nostra povera nazione italiana ci da comunque modo di sospettare che la sua vita non e’ stata tra quelle migliori possibili…

    • andrea g ha detto in risposta a AlèUdin

      Grande Chaunu, un discorso da far conoscere; grazie a te, AlèUdin-

  10. andrea g ha detto

    ““Ci fu perfino la volontà di creare camere a gas, ma i mezzi tecnici mancarono”,
    spiega Secher.(autore de “il genocidio vandeano”)-
    “Un farmacista rivoluzionario di nome Proust fece un esperimento con gas velenosi,
    ma non funzionò.
    Come metodo di sterminio, perciò, si ricorse ai barconi, fatti affondare nella Loira
    col loro carico di donne e uomini denudati.
    Un secolo e mezzo dopo, i nazisti avrebbero trovato mezzi più efficaci”.
    Delle spaventose scoperte di Secher ha già parlato su Avvenire, il 6 febbraio scorso,
    Vittorio Messori.
    Ciò che non si sa in Italia, sono i guai che il libro ha provocato al giovane storico.”

    http://www.veja.it/2014/07/29/vandea-genocidio-dimenticato-secher/

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