In Argentina aumentano i seminaristi, si parla di “effetto Francesco”

crescono seminaristi argentinaDa due anni a questa parte è tornato a crescere il numero dei seminaristi in Argentina. Dal 2005 il calo è stato purtroppo quasi verticale, passando dai 1274 agli 827 del 2014, ma la discesa sembra essersi arrestata e, addirittura, si è invertito il processo.

Secondo i dati della Organización de Seminarios de la Argentina (OSAR), infatti, nel 2016 sono stati 850 i seminaristi argentini, 870 invece nel 2017. Questo lieve aumento, certificato dai numeri, collima con la testimonianza di don Diego Resentera, rettore del seminario di “Nuestra Señora del Rosario” dell’arcidiocesi di Mendoza e vicepresidente di OSAR: «c’è più vita, più entusiasmo, più voglia di portare Cristo agli altri nelle comunità parrocchiali e nei movimenti, nelle scuole». Lo stesso ha confermato il rettore del seminario maggiore “Jesús Buen Pastor” della diocesi di Río Cuarto, a Córdoba.

Il merito? Per entrambi i responsabili dei seminari argentini si tratta anche dell’influenza dell’argentino Papa Francesco, «uno dei fattori che hanno influenzato questo trend positivo». Egli, ha spiegato il rettore don Resentera, è diventato una figura positiva per tanti giovani che hanno accolto la vocazione di impegnare la loro vita al servizio della Chiesa. Certamente il cambiamento «ha a che fare con Papa Francesco, il suo messaggio ed i suoi gesti, la sua capacità di portare il perdono e la misericordia di Dio, di uscire fuori e andare dove Dio ha bisogno di essere annunciato».

Un’altra indagine recente ha inoltre verificato che a Buenos Aires la figura del Pontefice è guardata positivamente dall’82,1% della popolazione, toccando il picco tra le donne e gli over 60. Interessante il dato secondo cui quasi il 30% degli intervistati si è avvicinato di più alla Chiesa dopo l’elezione di Francesco. Molto apprezzate, inoltre, sono l’austerità e l’onestà intellettuale che professa (27,5%), l’apertura ai migranti e agli esclusi (21,4%) e la critica al capitalismo (15,8%). La Chiesa cattolica, infine, è risultata essere l’istituzione verso cui gli argentini pongono più fiducia, superando di gran lunga lo Stato, i tribunali e le organizzazioni non governative.

Anche negli Stati Uniti, dove secondo dati recenti l’87% dei cattolici sostiene favorevolmente il Pontefice, sta crescendo l’affezione sociale verso la Chiesa cattolica. Lo ha stabilito recentemente il Pew Research Center analizzando i sentimenti degli americani verso i vari gruppi religiosi. Dal gennaio 2014 al gennaio 2017, infatti, i cattolici hanno ricevuto, assieme agli ebrei, il miglior feedback di sentimenti positivi: dai 62° ai 66° di oggi.

Vengono alla mente le parole di uno dei più stretti amici e collaboratori del Papa emerito e di Giovanni Paolo II, il card. Camillo Ruini, quando ha dichiarato: «Ho collaborato per vent’anni con Giovanni Paolo II, poi più brevemente con papa Benedetto: gli elementi di continuità con Francesco sono molto più grandi e importanti delle differenze. E fin da quando ero uno studente liceale ho imparato a vedere nel Papa prima la missione di successore di Pietro, e solo dopo la singola persona; e ad aderire con il cuore, oltre che con le parole e le azioni, al Papa così inteso. Bisogna essere ciechi per non vedere l’enorme bene che papa Francesco sta facendo alla Chiesa e alla diffusione del Vangelo».

La redazione

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17 commenti a In Argentina aumentano i seminaristi, si parla di “effetto Francesco”

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  1. lorenzo ha detto

    870 seminaristi nel 2017?
    Ma in Argentina i conti non si fanno a fine anno?

  2. Fabio ha detto

    Arsura, gelo, parassiti, infestanti, sole cocente e tempesta, ma sul terreno dove la mano di Cristo ha sparso le sementi, nulla può impedir loro di germinare. Nulla.

  3. Germano ha detto

    A proposito di vocazioni. Quante chiamate in più ci sarebbero se ai sacerdoti non fosse richiesto il celibato? Proprio in questi giorni mi è capitato di pensare che la pietra su cui Gesù fondò la Sua chiesa era un uomo sposato. Ricordiamo, infatti, che nel Vangelo si racconta della guarigione della suocera di Pietro.
    La scelta del celibato, si sa, è fondata su un’indicazione, una raccomandazione, un invito di san Paolo.
    Avrà un valore piú grande la scelta di Gesù o la preferenza non prescrittiva dell’apostolo, mi chiedo.
    Peraltro tra i cattolici si dice spesso apertamente che sarebbe opportuno il matrimonio anche per i preti. Credo che i tempi potrebbero essere maturi per tornare all’abitudine dei sacerdoti ammogliati, così com’era, se non sbaglio, fino al XIII secolo.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Germano

      ConcOrdo totalmente Germano. Totalmente.

      P.s: il IV secolo, non il XIII.

    • lorenzo ha detto in risposta a Germano

      Se un vecchio parroco vive in parrocchia con moglie figli e nipoti, quando muore, a chi rimane la parrocchia?

      • Germano ha detto in risposta a lorenzo

        Mi prendi in giro? Perché?

        • lorenzo ha detto in risposta a Germano

          Non ti sto affatto prendendo in giro: c’era un tempo nel quale i sacerdoti, pur non essendo sposati, avevano delle conviventi e dei figli… in quel tempo molti immobili che appartenevano alla Chiesa sono diventati, alla morte del vecchio parroco, proprietà dei suoi eredi.

    • Fabio ha detto in risposta a Germano

      E’ una domanda delicata. La comunità cristiana è praticamente spaccata, tra chi sarebbe favorevole al celibato dei ministri di Cristo e chi, invece, al matrimonio.
      Credo che il celibato permetta ad un sacerdote di poter concentrarsi e dedicarsi maggiormente alla propria comunità di fedeli e a Dio, rispetto, invece, a quello che difficilmente potrebbe fare, se fosse sposato.
      E’ un po’ come la parabola che dice che non si possono servire due padroni, ovvero il dio danaro e il Dio del cielo, poiché inevitabilmente si finirebbe per non sopportare, o addirittura odiare, uno dei due. Però è soltanto una mia idea. Sinceramente non ho mai compreso quali siano le reali motivazioni che indussero la Chiesa a chiedere il celibato per i sacerdoti.

  4. Ubi Deus ibi pax ha detto

    Sarebbe interessante confrontare i dati dei soli seminari di Buenos Aires: avremmo un’idea del peso dei media e del mito pauperista e buonista che stanno cercando di diffondere (contro la figura reale del Sommo Pontefice) su queste fondamentali scelte individuali… se da Arcivescovo della sua città l’allora Card. Bergoglio si comportava esattamente come ora (ben note sono le sue foto nella metropolitana cittadina, cosí come i molti aneddoti sulla sua vita quotidiana assolutamente normale anche da Arcivescovo), non ci dovrebbe essere stato alcun aumento significativo negli ultimi anni in quella Diocesi…

    Ciao

  5. BIBBIA ha detto

    In Italia aumentano i falsi cristiani!!!
    Effetto Bergoglio oppure UCCR???
    Entrambi eretici!!!

    • Germano ha detto in risposta a BIBBIA

      Se ti riferisci a me, prima di darmi del falso cristiano, dai una risposta alla domanda che ho fatto: com’è che Gesù Cristo fondò la Sua Chiesa a partire da un uomo sposato? I papi sono i successori di quest’uomo che sappiamo aver avuto una suocera.
      Un consiglio ti do: occhio al fariseismo!

  6. paolo ha detto

    il 25 settembre 2016, dunque quasi un anno dopo la frase citata nell’articolo di UCCR, in un’intervista al corriere della sera, il card Ruini ha detto:
    “Prego il Signore perché l’indispensabile ricerca delle pecore smarrite non metta in difficoltà le coscienze delle pecore fedeli”

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