L’effetto Francesco: nelle chiese e sui social network

autoscatto papaSecondo un rapporto del Cesnur presentato nell’aprile scorso, in Italia è aumentato il numero di persone che si riavvicinano al sacramento della Confessione.

Ne parla il presidente dell’associazione Massimo Introvigne in un’intervista per Alteleia: «Siamo partiti dal fatto che alcuni giornalisti avevano rilevato un “effetto Francesco” soprattutto nel numero crescente delle confessioni e abbiamo voluto offrire dei dati reali. L’aumento non può essere attribuito al fatto che la gente va di più in Chiesa durante il periodo pasquale o perché c’è la crisi economica. Nel 43,8% di questi casi l’aumento di fedeli è definito come consistente, superiore al 25%. Lo notano di più i religiosi, ovvero il 66,7%, rispetto ai sacerdoti diocesani, il 50%. E per il 64,2% del campione l’aumento riguarda in particolar modo le confessioni».

Anche nella laicissima Spagna l’”effetto Francesco” sembra farsi sentire. Un recente articolo pubblicato sul sito Religion en libertad riporta i risultati di un’indagine condotta dal CIS (Centro d’Indagini Sociologiche). Secondo lo studio, dal mese di marzo la percentuale di cattolici è cresciuta di un punto percentuale, assestandosi al 72,4%.

Infine, non si può tacere l’impatto che l’elezione di Papa Francesco ha avuto sui social networks. Stando ad un rapporto pubblicato a luglio dalla società di comunicazione “Burson-Marsteller”, i suoi 11000 retweets giornalieri in lingua spagnola, fanno del pontefice il leader più influente su TwitterUna recente indagine di “Twiplomacy” situa invece il Papa al secondo posto per numero di followers, dopo Barack Obama. D’altronde è innegabile che l’account “Pontifex”, aperto da Benedetto XVI il 12 dicembre dello scorso anno, abbia visto in pochi mesi una crescita esponenziale di sostenitori, per un totale di 7,2 milioni di utenti.

Il nuovo Papa Francesco non è qui per convertire il mondo, a questo ci pensa Dio. E certamente assisteremo a molti passi indietro nelle opinioni di chi tanto lo ha osannato. Ma c’è un fatto che non si può negare: la ricerca dell’uomo è sempre viva. E non sono queste statistiche a dimostrarlo, ma la nostra esperienza di cristiani che abitano nel mondo. Non serve accendere la televisione per accorgerci che questo cambiamento stia risvegliando e interrogando le coscienze di molti.

Filippo Chelli

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3 commenti a L’effetto Francesco: nelle chiese e sui social network

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  1. Claudio ha detto

    Bell’articolo. Grande persona Bergoglio, direi piccola-grande persona perché al contempo umile, vero, normale, che crede nell’uomo, nelle sue potenzialità.
    Amo questa sua citazione: “É utile non confondere l’ottimismo con la speranza. L’ottimismo é un atteggiamento psicologico di fronte alla vita. La speranza va più lontano. È l’àncora che uno lancia verso il futuro, quella che gli permette di tirare la fune per raggiungere ciò a cui anela. È lo sforzo applicato nella giusta direzione. E poi, la speranza é teologale: di mezzo c’é Dio. Per questo credo che la vita debba trionfare.”

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  2. Giambe ha detto

    Scusate, ma Dio opera le conversionai, normalmente, attraverso chi? E le eccezioni, come San Paolo, non dovrebbero confermare la regola?

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