North Carolina, l’House Bill 2 resta e il trans seguirà la sua vera natura

«Nessuna pressione economica, politica o ideologica potrà mai convincermi che ciò che è sbagliato è giusto. Sarà sempre sbagliato che gli uomini abbiano accesso alle docce e ai bagni delle donne, indipendentemente da come si travestono». Con queste parole il vice-governatore del North Carolina, Dan Forest, ha salutato vittorioso la resistenza dell’House Bill 2.

Parliamo della ormai famosa legge (di cui ci siamo già occupati) che impone ad ogni uomo e ogni donna di accedere alla toilette pubblica corrispondente al proprio sesso biologico, secondo il certificato di nascita. Esattamente ciò che avviene in tutti i Paesi civili, moderni e di buon senso, compreso il nostro.

Ma per le associazioni omosessuali e per l’ex presidente, Barack Obama, si tratterrebbe di una violazione dei diritti delle persone transgender che dovrebbero poter frequentare liberamente il bagno e lo spogliatoio pubblico (compresi quelli dei minorenni) che più ritengono corrispondente a “quel che si sentono essere”. Tutte le più grandi multinazionali (tra cui Google, Apple, PayPal, Deutsche Bank e Facebook) e numerosi volti noti (Bruce Springsteen, Cirque du Soleil, Pearl Jam e Ringo Starr) hanno fatto quadrato per ottenerne l’abrogazione: la perdita economica è stata molto elevata e le pressioni elevatissime. Ma l’ultimo tentativo è fallito poco prima di Natale, anche grazie all’enorme impegno dei locali attivisti per la famiglia naturale che hanno saputo coinvolgere la popolazione, portandola per le strade con lo slogan: “Keep woman safe”, “Keep kids safe” (“mantieni donne e bambini al sicuro”).

La cattiva notizia è che certamente l’assalto Lgbt al buon senso riprenderà a breve, ma le buone notizie sono ben tre. La prima è che il neo-presidente (qualunque opinione si abbia di lui), Donald Trump, si è schierato a favore dell’HB2 («sto con il North Carolina!», ha detto), la seconda è che un giudice federale di Dallas si è pronunciato contro il mandato dell’amministrazione Obama che non riconosce l’obiezione di coscienza agli operatori sanitari su interventi di cambio sesso (manifestando che le tematiche transgender sono pubblicamente ed eticamente sensibili, giustificando così la necessità di una legislazione prudente com’è quella del North Carolina). La terza è che altri Stati si stanno nel frattempo dotando di una legge simile a quella del North Carolina: in Virginia, ad esempio, dove il disegno di legge è stato introdotto in questi giorni e in Texas, in cui sta per essere varata una normativa per proteggere le donne nei bagni e spogliatoi pubblici, la cosiddetta Women’s Privacy Act, consentendo a sua volta l’accesso ai bagni in base al sesso alla nascita e non al presunto genere a cui qualcuno si convince, a causa di evidenti disturbi, di appartenere. Diverse donne, infatti, sono state abusate nei bagni dai transgender e, ironia della sorte, anche il più acceso contestatore dell’House Bill 2, Chad Sevearance-Turner, ha dovuto dimettersi dopo essersi dimostrato un molestatore sessuale.

La redazione

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

31 commenti a North Carolina, l’House Bill 2 resta e il trans seguirà la sua vera natura

« nascondi i commenti

  1. Max ha detto

    Meno male. La cosa stava diventando ridicola…

    7+
  2. TREDICI ha detto

    Dai ragazzi abbiamo capito che la faremo tutti nei campi…

    0
  3. Meister Eckhart ha detto

    La transessualità, cioè “sentirsi” donna nonostante si sia nati uomo o “sentirsi” uomo nonostante si sia nati donna, andrebbe considerata per quello che in tutta evidenza è: una patologia psichiatrica da curare. Non diversamente dalla coprofagia, dalla necrofilia o dalla pedofilia (queste ultime due, ovviamente, sono anche crimini da perseguire). Quand’è che un’esigua minoranza di persone malate ha acquisito il potere di condizionare la società intera in questo modo? Quand’è che si è rinunciato a trattarle medicalmente? Ma, soprattutto, PERCHE’?

    10+
  4. Sophie ha detto

    Non lo dico con intento provocatorio ma è ora che le malattie tornino ad essere curate, non assecondate.

    12+
  5. Fabrizia ha detto

    Finalmente siete tornati! Sono davvero contenta! Buon anno e buon lavoro!

    4+
  6. Francesco Agostino Fassi ha detto

    Non parlo a nome mio perché non volevo più parlare in questi forum pur leggendo i commenti che sono comunque utili, ma a nome dei malati mentali, di cui io faccio parte. Io non faccio un PRIDE per le mia malattia mentale e per ciò che comporta e nemmeno non faccio un PRIDE per le mie varie depravazioni sessuali egodistoniche (non volute e causa di sofferenza e che non metto in pratica) che non riporto per pudore e non per mancanza di sincerità, ma scriverle potrebbe parere ad alcuni ostentazione, da alcuni sarebbero giudicate punibili e criminali, ed io sono il primo ad ammettere che sono obbrobriose. Ma permettevi di aprire bocca per le cose di cui siete a conoscenza: se siete stati in casa di cura psichiatrica per un vostro parente o pseudo-parente, papà, moglie, convivente, figlio, nipote e avrete visto i repartini psichiatrici degli ospedali e le cliniche di cura per le malattie nervose avrete facoltà di parola e di giudicare probabilmente patologia psichiatrica quello che non trovate conforme alla norma comportamentale comune. Quando cioè sarete stati in camera comune con chi malato mentale si masturba durante la notte, con chi ha le voci in testa o nelle orecchie e si mette a gridare, con chi parla da solo, con chi ripete sempre la stessa cosa ad oltranza finché non gli parli, con chi tenta di rubare il cibo dai piatti degli altri come se fosse una cosa normale, con chi tenta di accendersi una sigaretta con una moneta gialla da 20 centesimi, con chi tenta di furmarsi accendola con un accendino una biro, con chi vedrete legato al letto, con chi parla da solo per ore, con chi si getta contro il carrello delle medicine per prendersi le prime medicine che gli capitano sotto tiro, con chi si beve il sapone e il bagnoschiuma, con chi si da le sberle in faccia da solo a ripetizione, con chi aggredisce gli altri senza motivo, con chi ti prende in giro perché sei di fede cattolica e non hai una fede scientifica dove è scientificamente dimostrabile che siamo stati creati da una razza aliena, con chi quando finalmente riconosci di avere un problema ti viene a dire che tutto è normale perché nella sua situazione oggettiva non accetta che il suo sia un problema e deve trovare ogni modo per spiegarlo (dopotutto esiste il movimento dell’anti-psichiatria), quando come terapia lo psicologo ti prescrive la masturbazione o la visione di filmati pornografici quando tu ti sei fatto ricoverare per tentare di risolvere i tuoi problemi sessuali e invece ti dicono che è tutto normale e che sbagli a considerali sbagliati, quando vedi le infermiere che vengono picchiate perché uno/a schizza, quando persone sposate ti chiedono relazione sentimentale e hanno il doppio della tua età…e se ne potrebbe parlare ancora. Parlate di quel che conoscete e lasciate la vera psichiatria fare il suo compito: per la cronaca tutti gli adolescenti hanno tendenze omosessuali e transessuali (studio psichiatrico serio americano) anche se sono talmente poco avvertite che la persona adolescente che la ha non se ne accorge. Quindi abbiate più rispetto per ciò che voi avete vissuto ed attraversato senza problemi e vi reputate normali. Distinti Saluti.

    1+
    • sara ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

      La croce come sofferenza ce l’abbiamo tutti.

      Di sano non c’e’ rimasto molto, Ogniuno si porta i suoi scheletri nell’armadio e le sue conseguenze.

      La sofferenza non giustifica nulla, ma resta un pretesto a mio parere, perche’ l’alternativa ce l’abbiamo tutti.

      Io non mi vanto di essere normale Perche’ normale non sono, ma mi chiedo si perche’ una sofferenza piuttosto che una altra, una religione piuttosto che un altra o un luogo nel pianeta piuttosto che un altro.

      La mia risposta e’: Nulla e’ un caso, non farti tante domande ma nel tuo piccolo fa cio’ che puoi in meglio.

      Il resto e’ Grazia per non stare peggio degli altri.

      Perche’ se vai a vedere nulla ha senso.

      C’È sempre chi sta peggio ma la vive meglio.

      E quindi il vittimismo ce lo possiamo mettere benissimo tutto in tasca.

      Siamo tutti sulla stessa barca amico mio.

      3+
      • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a sara

        Non stavo facendo vittimismo personale, mi ritengo una persona felice nonostante tutto il leggero problema psichiatrico, e il commento non deve essere interpretato nel senso di chi ha un problema serio deve essere considerato normale dagli altri per falso quieto vivere sociale o peggio per motivi lobbystici: quello che volevo dire è che permettersi di tirare ricette facile per risolvere situazioni complesse quale spiegare ad uno che si sente normale che ha un problema non è una cosa facile, se già le persone normali talvolta non sono in grado neanche di fare autocritica delle proprie opinioni e basta che sentano un’opinione contraria alla loro che si mettono ad insultare ed ad urlare. Figurarsi se un malato mentale che è veramente tale riesce ad avere l’autocritica delle proprie perversioni sessuali, deliri o convinzioni fuori dalla realtà: mi ricordo bene in un ricovero di quello che parlava di averlo fatto con sua sorella e sfidava gli altri a dire che aveva fatto qualcosa di sbagliato e che non c’era niente di male e spingeva anche me a volerci provare con mia sorella quando mi veniva a trovare in clinica. Mia sorella è rimasta colpita, ma queste sono le persone concrete a cui manca l’autocritica dei propri comportamenti. Tu parli di alternative, non è il mio caso, ma so di persone la cui malattia è tale e per la quale la medicina psichiatrica non può far nulla e per tutta la vita resterà malato o almeno a tempo indeterminato finché la scienza non troverà una soluzione, perché nessun farmaco si dimostra efficace. Ed in più la medicina psichiatrica non ti spiega il senso della vita e alla fine non ti da nessun motivo di fede per vivere: del resto non è il suo compito. Frasi fatte come siamo tutti sulla stessa barca sono assurde nella pratica, perché non tiene conto che alcuni soffrono decisamente più degli altri. Ma gioire per una battaglia vinta in merito ai cessi e alle docce, come se si fosse risolto il problema del transessualismo e si curasse così la persona transessuale, lo trovo vomitevole come concetto, anche se trovo giusto questo passo, e vuol dire non tenere conto che il punto è arrivare alla cura per chi è disposto ad essere curato del problema. Mi sembra la storia per fare un paragone e stemperare la discussione di quelli che dicono che l’aborto è peccato e non hanno mai fatto durante la loro vita un’offerta ai CAV e se parli a loro di sostenere la causa ti senti rispondere: è la donna che decide di abortire, il problema è suo. O l’altra frase siamo tutti “diversamente abili”, quindi nessuno ha bisogno di essere aiutato perché ha abilita per cavarsela da solo. Non vado a dire al mio amico sulla sedia a rotella con il respiratore che ormai non toglierà più nel momento che soffre “ma guarda la croce c’è l’abbiamo tutti”, perché lui potrebbe benissimo (e avrebbe ragione) rispondermi: “la tua croce è decisamente più leggera della mia, quindi non farmi prediche sul portare la croce e taci”. Predicare sulla croce degli altri non la trovo carità, personalmente.

        2+
        • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

          Per la cronaca, secondo Freud, se un uomo ha una parte preferita della donna, non è sessualmente normale.

          2+
          • sara ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

            Francesco di tutto cio’ che dici, tu sei la dimostrazione che cio’ che affermi non e’ una strada senza uscita.

            Io sono scandalizzata della sofferenza e di certe croci, non credere che per me sia una passeggiata dire cio’ che dico.

            Ma cio’ che mi fa andare in bestia e’ fare della propria croce la leva per fare del male agli altri.

            Oggi di questo se ne sta approfittando sulla pelle dei piu’ deboli.

            E alla fine, da male esce male ed e’ un serpente che si morde la coda. Uno scarica barili continuo, scaricare sempre su qualcosa la conseguenza delle proprie azioni.

            2+
            • sara ha detto in risposta a sara

              Comunque non e’ mia intenzione offendere nessuno. Dico solo cio’ che penso.

              Ad essere scomoda a questo mondo ci pensa gia’ la parola di Dio.

              2+
              • sara ha detto in risposta a sara

                Scusa la provocazione…

                Ma tu non eri quello che traboccava di preghiera?…

                – PICCOLO RACCONTO-

                Un Santo un tempo per vedere se i santoni erano cio’ che affermavano di essere chiedeva loro di pulirgli le scarpe, lui era uno straccione e i santoni lo disprezzavano e ridevano di lui, poi continuavano a predicare e a fare miracoli..

                Sarebbe bastato per loro abbassarsi e pulirgli le scarpe in silenzio per essere la prova della loro fama…

                MORALE DELLA STORIA.

                Dal grado di umiltà si capisce tutto.

                2+
              • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a sara

                Per carità Sara, non mi hai offeso in nulla, semmai mi fanno male al cuore coloro che dicono “mal comune mezzo gaudio” o quelli che pensano “che disturbano solo i malati” e pensano di essere divertenti a dire queste cose o quelli che ragionano “quando mangi, bevi, scopi che vuoi di più?”. Quelli che non rispettano gli omosessuali e i transessuali in quanto persone. Non è per parlare di me, ma io non mi posso sposare ne accedere al sacerdozio per i motivi già detti e considero grandi cose questi due elementi e ne ho un grande rispetto per questi due sacramenti e non do la colpa a Dio per questa negazione e situazione ed anzi penso che se si ringrazia Dio quando le cose vanno bene alla stessa maniera lo si deve ringraziare quando le cose vanno male, perché in fin dei conti tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, peccato che questa ultima cosa che ho detto devo prima praticarla io: dire ad una persona inchiodata sul letto di ringraziare Dio per quella croce quando io non lo faccio è tutto dire. Quindi una cosa che penso è che bisogna ringraziare Dio per la propria croce e come dici tu non fare la leva per fare del male agli altri: poi esserne felici perché se Dio ha sofferto in croce per me e nell’anima per ogni mio singolo peccato mortale e veniale, io devo arrabbiarmi perché ho una croce da portare? In fin dei conti come posso dire di amare Cristo se non sono disposto a portare come risposta d’amore una croce per lui: è come dire grazie Gesù che hai portato per me la croce ma in sincerità io non ti voglio ricambiare alla stessa maniera: in questo modo si dimostra il disprezzo del crocefisso. Tuttavia questo non vuol dire che debba rendere le croci più pesanti agli altri e come dicevo se vedo che una persona che ne sta portando una più grande della mia, e non la sta oggettivamente prendendo bene, devo avere i guanti di velluto e usare tutta l’umiltà che non ho per portarlo nella direzione del Cristo. In clinica, all’ultimo ricovero c’era una persona cattolica in sedia a rotelle che mi ha chiesto domande su che senso avesse la propria vita sulla sedia a rotelle, io ho provato a darle conforto, ma mi sono accorto che in fin dei conti le mie parole erano quelle di uno sano con le gambe funzionanti che discorre del senso della vita di una persona che trascorrerà il resto della vita in carrozzina, allora ho preso il cellulare e ho chiamato il già citato amico sulla sedia a rotella (che lo è dalla nascita) e che aveva cominciato il percorso per diventare diacono perché ho pensato che lui sicuramente aveva quel di più da trasmettere che io non avevo e che non potevo dare. Per questo dico di parlare quando si ha la giusta preparazione per farlo ed esperienza vissuta e soprattutto nel caso in questione non parlare immediatamente di patologia psichiatrica per un transessuale (che non è parlare di raffreddore, ma di disturbo grave, di problema serio) se non si ha la scienza scientifica per fare queste affermazioni quando potrebbe ad esempio essere un semplice problema psicologico risolvibile senza farmaci e con una adeguata psicoterapia, forse non ancora scoperta. Tirare fuori la malattia mentale per ogni comportamento fuori norma non è proprio esatto e andare dire ad uno “guarda se tu hai questo sei un malato mentale” oltre magari a non corrispondere al vero, può essere una cosa ritenuta dall’altra parte offensiva e inaccettabile e così mi sono giocata sul nascere la possibilità di portare un buon consiglio. Molte volte è meglio lasciar parlare le persone e ascoltare quelle che ci sembrano cose assurde e creare una situazione amichevole e poi provare la via razionale con brevi frasi al momento giusto, ma se poi si vede che il raziocinio, inteso come critica sulla situazione è rifiutato, non si può rompere le scatole o minacciare l’inferno, meglio ritirarsi a pregare per questa persona e lasciare fare a Dio che sa agire meglio di noi nel cuore dell’uomo. Non credere che io dia la ben che minima giustificazione al buonismo e al politicamente corretto.

                1+
                • sara ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

                  Su alcune cose concordo e su altre un po’ meno, ma e’ comunque bello “sentirti parlare” cosi’.

                  Mi rincuori :-).

                  Buona Fortuna per tutto.

                  2+
                  • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a sara

                    Anche a te, non ho mai preteso di avere un opinione infallibile e niente evita che le mie uscite siano delle scemenze assurde o sparate poco caritatevoli. Grazie per la storiella che hai scritto, in fin dei conti mi hai ricordato la verità che già conosco: che non sono una persona umile.

                    1+
    • Sophie ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

      Io sono stata ricoverata in clinica psichiatrica in prima persona, ho un’invalidità al 75%, tanti ricordi rimossi di origine traumatica, tanto affanno e altra bella roba che non sto qui a dire. Bisogna avere tanta buona volontà, curarsi, andare dallo psicologo se è necessario e avere l’umiltà di dire che ci sono problemi. Soprattutto non essere superbi pensando di essere i soli a questo mondo a soffrire.
      Le persone che mi conoscono personalmente pensano che io sia solare e addirittura mi dicono:”Ma che problemi puoi avere tu?!”.
      Il mio sorridere non è un modo come un altro per salvare l’apparenza ma un modo per tirare avanti perchè la sofferenza non deve toglierti il sorriso e l’autocommiserazione ti fa sentire i problemi ancora più pesanti di quelli che sono.

      3+
      • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Sophie

        Gioisco di quello mi dici e mi dispiace del tuo alto grado di invalidità, intuisco cosa può significare raggiungere quella quota. Grazie per i consigli. Da questo momento in poi ascolterò gli altri eventuali consigli e critiche non rispondendo più e mantenendo il più assoluto silenzio, per non dire altre scemenze. Grazie per la tua testimonianza. Che Gesù ti benedica, che la Madonna preghi per te e che dia la forza di andare avanti, di essere solare e di portare Cristo agli altri.

        3+
        • Sophie ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

          Purtroppo ho avuto una madre dipendente dai barbiturici e ora un padre dipendente dagli oppiacei. Ne ho viste e passate tante per avere 35 anni. Devo sorridere per cercare di tirarli su anche se ho avuto e ho mille problemi personali, ma so di non essere sola. Le nostre spalle sono coperte fin quando ci aggrappiamo a Gesù. Io ti dico con convinzione che per mille volte sono caduta ma altre mille volte mi sono alzata, unicamente grazie a Dio. Noi cristiani abbiamo una missione: portare il Signore agli uomini, fare in modo che vadano tutti in Paradiso, ma non lo possiamo fare con un palmo di muso (o negando l’evidenza). Per lasciarci andare abbiamo l’eternità dopo la morte. In questo mondo, ora, dobbiamo stringere i denti.
          Hai parlato delle tue inclinazioni sessuali disordinate, il cielo ti darà merito per il tuo impegno a non cedere. Cristo sa tutto e conosce i tuoi affanni a differenza degli uomini. Fai volontariato se puoi e ti sentirai meno solo.
          Per il resto non hai detto affatto scemenze, che io sia d’accordo o meno. Mi piacerebbe che tu continuassi a scrivere le tue riflessioni e le tue preghiere, francamente le ho trovate davvero interessanti. Che la Madonna ti consoli.:)

          2+
          • lorenzo ha detto in risposta a Sophie

            Tu e Francesco Agostino siete due grandi.

            2+
            • Antonio Civitella ha detto in risposta a lorenzo

              Concordo in pieno!
              Due grandi che mi hanno fatto sentire ricco e povero allo stesso tempo!
              Grazie di avermi arricchito nel mio essere povero ma sopratutto grazie per avermi impoverito le mie ricchezze d’ignoranza e superbia!

              2+
          • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Sophie

            Ok, Sophie, giacché mi chiedi che parli ancora lo farò e sarò più esplicito. Volevo evitare di scrivere cose che andassero contro quelle che realmente volevo comunicare e stendere un velo pietoso sulla mia uscite. Fin dal primo messaggio il mio intento, sebbene ora riconosco che è stato sgarbato, era difendere i malati mentali perché se uno realmente non ha la capacità di intendere le sue azioni o di volere non può essere considerato un criminale, come invece un commento, ha riportato: se invece è punibile di fronte alla legge ciò può avvenire solamente se gli si riconosce un certo grado di autonomia di scelta nelle decisioni terribili che ha preso. Riprenderò più avanti questo discorso, perché mi riguarda.
            Quando avevo 21, anni e lavoravo come apprendista programmatore in una ditta di informatica ho cominciato con le voci in testa e con pensieri ossessivi amorali e a precedere di tutto questo ci fu un tentativo di suicidio implementato col Tavor, cioè presi tutte le pastiglie che avevo di quel medicinale datomi per un altro motivo, che era il semplice rilassamento muscolare, che non era correlato a disturbi psichiatrici. Quando pensavo di aver preso una dose letale di medicinale provai pentimento per quello che stavo facevo e chiesi a Dio il miracolo della sopravvivenza (per la cronaca la dose non era letale) però pensandolo ebbi intenzione di tornare indietro, non ebbi il coraggio di comunicare ai miei familiari quello che avevo fatto e mi misi a letto cominciando a sentire sonno aspettando la sentenza sulla mia vita: che fu solo un rimbambimento il giorno dopo di portata pazzesca. Questo è uno dei tanti motivi per cui adesso difendo la sacralità della vita, perché anche se ho fatto un passo di mia scelta, immediatamente me ne sono pentito e credevo che non mi fosse più possibile tornare indietro. Come dicevo seguirono le voci e i pensieri amorali. Un prete missionario mi fece il nome di uno psichiatra e andai da lui. Cominciò la cura e vi fu il primo ricovero in clinica psichiatrica dove mi fu diagnosticata psicosi di tipo semplice. Ci sono stato poco meno di due mesi. La cura fu di Zyprexa (olanzapina). Era il 2006. Ebbi un rapporto continuativo con il medesimo psichiatra di fede cattolica sempre curato col medesimo farmaco. Qui tolgo il pudore e parlo chiaramente. Fin da quando ero bambino ho avuto una sessualità precoce, verso gli otto anni, ma subito deviata in maniera infantile verso il sadomasochismo e sia alle medie che alle superiori ho proseguito per questa strada. Mentre crescevo e prendevo consapevolezza della realtà sessuale giudicavo bigotte e non aperte le persone che non approvavano questo modo di vivere la sessualità. Sei donna e ti chiedo in anticipo perdono per quello che sto per scrivere, ma una massima sadomasochista diceva che “frustare una donna è un modo alternativo per accarezzarla”, vedevo in questo pratica ben prima dello sviluppo della malattia mentale una forma libera, aperta, senza regole, trasgressiva, senza censure di vivere la sessualità e consideravo noiosi gli atti sessuali normali. Naturalmente ci fu l’avvento di Internet e trovai racconti erotici, video, immagini in questo senso. Quello che ancora adesso non riesco a fare e siamo nel 2017 e ho smesso nel 2008 qualsiasi ricerca di tipo pornografico sadomasochista con relativa masturbazione è quella di provare vergogna per i corpi nudi delle donne che ho visto, violandone l’intimità, e le sofferenze talvolta finzioni sceniche talvolta reali che venivano loro inflitte. Tuttavia mi dico come recita il salmo: “il mio peccato mi sta sempre davanti”. Il problema è che tutt’ora questa dimensione è presente nella mia persona: cioè istintivamente ne sono attratto, ma nel contempo la ragione mi dice che l’unico modo per essere veramente sadomasochista spingendo la cosa alle sue estreme conseguenze è quello di fare del male ad una donna non consenziente: quindi una cosa assolutamente immorale, non che farlo con una consenziente non abbia la sua dose di immoralità, contro ogni rispetto della persona. Non posso fare a meno di avere pensieri sadomasochisti, ormai mi sono drogato per anni, e come mi ha detto il confessore e direttore spirituale sto pagando il prezzo del male compiuto. Il problema è che il solo pensiero di avere un pensiero spostato sadomasochista verso una donna mi porta ad avere un sano disprezzo della mia persona: lo dico, dentro di me nascondo un mostro, anche se ho imparato a inchiodare delle assi per tenere chiuso questo mondo perverso. Di fronte agli altri passo come una persona simpatica, con senso dell’umorismo, talvolta ricevo complimenti che non sento di non meritare, addirittura c’è stato qualche pazzo nel senso buono che mi ha dato del santo per come sono (anche se ovviamente non c’è nulla di santo in me se non un desiderio che mi porta verso Gesù e la Sua Chiesa, è l’unico punto della mia persona di cui sono contento, credere in Gesù e nella Chiesa) quindi si può dire che ha esagerato parecchio quel tale che mi disse quello. Penso alla beata Chiara Luce Badano: io valgo quanto la sua unghia tagliata col tagliunghie e non lo dico per buttarmi giù: so che Dio ama anche me e valgo qualcosa, ma Lui è quello che è, io sono quello che non è. Il problema che il sadomasochismo ha spostato l’attenzione sessuale anche verso i rapporti sessuali anali e al sesso orale, visti dal mia psiche come mezzi per schiavizzare la donna: io provo piacere, mentre la donna nessuno ed è alle mie dipendenze. Infine capitò il colpo di grazia inaspettato: le violenze compiute sui bambini come le punizioni corporali non mi erano sessualmente indifferenti. Per farla breve crescendo in età, di anni ne ho 32, non sono esente da pensieri verso adolescenti, donne giovani, bambine e in misura meno erotica ma presente anche un margine di orientamento verso le persone del mio medesimo sesso. Come ti dicevo le persone non riescono a vedere questo lato di me, vedono solo la facciata, ma io lo vedo e noto un sepolcro imbiancato. Vorrei chiedere perdono ad ogni donna del mondo se mi fosse possibile, ad ogni bambina e ragazza e adesso che scrivo ho le lacrime agli occhi (ma sono lacrime da coccodrillo). Il punto è che non è necessario che una donna, ragazza, bambina(beh questo è meno probabile se non nullo) si vesta in modo provocante: anche la donna normale con abiti normali può darmi una botta sessuale che impegna di molto i miei pensieri mentali in senso spostato e qualche volta se il pensiero distraente spostando l’attenzione su qualcos’altro non riesce, devo abbandonare il luogo dove la persona si trova per togliere la causa erotica. Comunque con l’olanzapina si aveva anche un aiuto per questo genere di pensieri, non passavano completamente ma diminuivano fino a diventare rari. Le cose però peggiorarono ancora e nel 2011 anche se avevo smesso con la pornografia e masturbazione da qualche anno cominciai a non avere più la sessualità bloccata di fronte all’incesto: cioè il solo pensiero di avere delle figlie mi dava coinvolgimento erotico e sentivo nascere in me il desiderio di infliggere punizioni corporali alle mie figlie se ne avessi avute, cosa che trovavo allentante allora e purtroppo anche adesso. Diciamo che dal 2006 primo ricovero al 2011 avevo subito cicli di cura con interruzione, ma emergevano quelle che possiamo chiamare allucinazioni riconosciute come tali dal sottoscritto che portavano a riprendere le cure. In questa fase di cui sto parlando non ero curato e cominciai a pensare (ecco il pensiero deviato in logica) che facendomi del male forse avrei preso le distanze dalla mente da tutto quel mondo che odiavo del sadomasochismo: mi sottoposi ad atti autolesionisti pur provandone piacere anche se non mi masturbavo perché non era questo il mio fine ed una volta giunsi a mettere in moto una auto-tortura dove ho rischiato di mettere a morte la mia vita di nuovo, per grazia di Dio concessa ad un irresponsabile tutto andò bene senza incidenti. Ma a quel punto cominciai a dubitare della sanità mentale di quello che facevo e dissi tutto al mio psichiatra di riferimento che era allo oscuro. Quello che avevo ottenuto era solo trovare in ogni oggetto di casa un possibile utilizzo per il sadomasochismo: cioè avevo fortificato la tendenza spostata invece di diminuirla. Inizio il secondo ricovero dove mi presentai dicendo chiaramente sono sadomasochista, ho pensieri pedofili (nacquero anche quelli infine), ma incontrai una psicologa che mi propose e fece di tutto per farmi riprendere la masturbazione e mi disse che bastava trovare, giacché allora pensavo ancora di guarire per vivere un santo matrimonio, una moglie consenziente a fare atti di sadomasochismo e che sulla pedofilia tante persone ce l’avevano e non se ne parlava perché era un tabù (durante il colloquio non volli approfondire quello che voleva dire con quella espressione, non so se era una tacita approvazione alla cosa, spero di no). Io ero distrutto interiormente, volevo guarire, ho chiesto la castrazione chimica, e mi sentivo dire che in fin dei conti andava tutto bene. Fui comunque curato ancora con l’olanzapina e la diagnosi fu di psicosi subcronica non strutturata. Cominciai, non so se prima o dopo, ad avere paura di me perché la psicosi ha per carattere la perdita di solito totale o più raramente almeno parziale dell’autocritica, quindi ho cominciato a domandare allo psichiatra se potevo essere un pericolo sociale per gli altri se la malattia psicosi si fosse concretizzata in senso violento verso altri, visto che c’era anche aggressività sfogata sugli oggetti, e parlavo della possibilità di ammazzare qualcuno o mettere in pratica per mancanza di ragione i miei istinti sessuali deviati. Lui mi consolò, ma io non ne sono convinto nemmeno ora e sono passati anni. Pensa, una volta quando discorrevamo del fatto che io mi reputo una persona influenzabile dagli altri e non coraggiosa e gli portai ad esempio se fossi vissuto ai tempi del nazismo sarei stato un SS per convenienza e Lui mi disse che non sono influenzabile e che sarei stato fra quelli che si sarebbero fatti fucilare piuttosto che ammazzare gli altri; anche un mio amico parlandogli di questo fatto lo pensa; ma io non ne sono sicuro, mi fido della grazia di Gesù ma dubito della mia debole volontà. Io non ne sono così sicuro: troppe volte sono stato un vigliacco durante la mia vita e se proprio ci sarà un atto di coraggio questo sarà solo grazie a Dio, ma la gloria del martirio che pur stimo non sento di meritarla, preferisco vivere la via della croce nel nascondimento e imitare la Madonna che non è morta martire ma che ha subito lo stesso un martirio d’amore.
            Nel 2014 ci fu il terzo ricovero e il cambio di psichiatra, pur conservando un rapporto di amicizia con lui, in questo caso dissi chiaramente tutti i miei pensieri spostati senza nessuna censura e infatti a fine periodo mi fu diagnosticata la psicosi paranoide cronica con esacerbazione acuta. Psicosi abbiamo già detto cosa è per persone non specializzate, paranoide si usa quando c’è un delirio di solito quando si pensa di essere perseguitati da qualcuno, il resto significa che vivevo una fase acuta della malattia. In ogni caso il medico che valuto il mio ingresso scrisse sulla diagnosi iniziale “florida p, produzione delirante congrua con parziale critica di malattia”. Cioè riconobbe che avevo in parte perso l’uso della ragione. Sia il mio vecchio psichiatra cattolico che quello nuovo non erano soddisfatti della diagnosi, che tra l’altro ha la possibilità di essere socialmente pericolosa, ma entrambi sono convinti che avendomi seguito per la prima volta senza il vissuto precedente e con quello che ho detto senza esagerare ma dicendo con sincerità il mio mostro interiore si sono spaventati ed hanno dato una diagnosi che si avvicina alla schizofrenia. Il resto lo sto vivendo in questo momento da allora. Ma se tu mi chiedessi di esprimere un desiderio io vorrei essere torturato ed ucciso per una buona causa. Qualcuno potrebbe giudicare pazzo questo pensiero. Ma io vorrei pagare con la sofferenza quello che avrei voluto fare alle femmine realmente, certo ho paura del dolore fisico, ma in nessun modo mi sembra di aver saldato il conto con la giustizia. Ho confessato, ho chiesto perdono e voglio ancora chiedere perdono per i pensieri che arrivano che do come peccati per il solo fatto di averli, non sto a badare quanto l’attenzione rimane posata sopra o quando ci lavoro volontariamente od involontariamente con la fantasia: mi riconosco peccatore.
            Lo psichiatra ASL attuale è informato di questi pensieri sessuali, esclude che possa essere un pericolo per gli altri, ma per quanto riguarda i pensieri sposati li giudicati fantasie incorporee (cioè non messe in pratica) e quindi trascurabili, quindi non è in atto nessuna cura per contenerli.
            Comunque ho cercato di migliorare il mio impegno cristiano e mi avvicinai ad una fraternità francescana per entrare nell’ordine francescano secolare (terz’ordine una volta): non nascosi loro che razza di individuo ero. I ministri parlarono con lo psichiatra asl di questo inserimento nel percorso che portava all’ordine secolare ed entrambi, i ministri e lo psichiatra erano favorevoli a questo percorso, ma io per i miei problemi mentali mi dissi: se voglio portare il messaggio francescano devo essere completamente sano di mente, se ho dei problemi e questi palesano dalla mia persona, visto che lo scopo è portare anche la testimonianza francescana agli altri, non verrò preso sul serio e se non vengo preso sul serio le persone non valuteranno positivamente la spiritualità francescana portata avanti da un pazzo ed allora interruppi il percorso.
            Attualmente sono alla ricerca di un lavoro, nel periodo di malattia ho fatto lavoretti, ho anche lavorato in inserimento terapeutico ASL in una ditta di informatica per un anno. Però in sincerità non riesco a mettere da parte il terrore di fare del male a qualcuno, non riesco ad avere un rapporto completamente sereno con le persone perché i pensieri sposati lavorano nella mente e vale quanto detto prima relativo talvolta alla fuga con una scusa di circostanza. Non mi sento degno di comparire di fronte ad una donna e minormente di fronte ad un uomo, cerco di stare lontano dai bambini/e. In sincerità io non mi sarei creato, ma mi amo perché Gesù mi ama. Non mi sono rassegnato ad essere un fallito con la forza che viene da Cristo e punto ad amarlo perché è Dio ed è infinitamente amabile per se stesso, non perché mi ama, anche se so che c’è anche questo aspetto. Merito l’inferno molto più del ladrone crocifisso con Gesù e molto più di altre persone. Mia felicità è sapere che Dio è felice, che Gesù è risorto e non soffre più e che Maria e con lui e tante altre brave persone. Faccio i migliori auguri a te per l’impegno che porti avanti, per quello che mi hai raccontato, io non pretendo di essere il più amato da Dio so che Gesù ama Maria più di me e non sono geloso, anzi sarei dispiaciuto se così non fosse e sono convito che Dio ti ami più di quanto ami me se no non ti avrebbe dato quella croce che porti con coraggio e non parleresti in quel modo e ne sono contento. Se anche scoprissi che sono il meno amato da Dio sarebbe sempre più di quello che mi aspetto e so che il suo amore rimarrebbe più grande di quello che io posso immaginare di ricevere con i miei più grandi desideri. Quello che mi dispiace è che ci sono persone come un sacerdote che ho conosciuto che è stato sospettato di pedofilia per colpa di un prete a lui vicino ed è stato messo alla gogna mentre io che lo sono realmente passo come una brava persona, quando non lo sono. Mi sembra che la mia vita sia basata sulla menzogna. Per il momento concludo qui. Buonanotte.

            2+
        • lorenzo ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

          Secondo il tuo parere, le tue problematiche sono innate o causate da comportamenti altrui?

          2+
          • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a lorenzo

            Bè, Lorenzo, le uniche grandi sono Sophie e Sara. Per la psicosi c’è la teoria psichiatrica del problema genetico dei neurotrasmettitori che alle volte trasmettono i messaggi sbagliati, messi in senso profano per come posso spiegarti io. Per quello che ho raccontato in merito alle devianze sessuali anche lo psichiatra è stato stupito che fin da bambino mi manifestassi come sadomasochista, quindi non fece altro che approfondire se avevo subito violenza da parte di qualcuno (nessuno) o se per caso avessi visto nel mio ambiente stretto azioni violenti di cui avessi provato piacere, ma non si arrivò a nulla perché il livello di censura dei miei ricordi di infanzia era molto marcato, neanche l’ipnosi avrebbe sbloccato la situazione. Comunque l’inizio può essere stato un episodio che ha causato la devianza, ma all’1% c’è stata una devianza iniziale da influenza esterna, nessuno nasce sadomasochista, ma al 99% mi sono costruito, anzi strutturato da solo i miei problemi sessuali e credo che il sadomasochismo, idea mia, proprio per il suo falso senso di libertà distrugge ogni inibizione e limite al proprio ego sessuale. Colpa mia in poche parole, nessuna colpa di altri o della società. Buonanotte anche a te.

            2+
            • lorenzo ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

              La tua affermazione che “il livello di censura dei miei ricordi di infanzia era molto marcato” mi porta, a naso, ad affermare che le tue problematiche hanno preso l’avvio da quei ricordi rimossi.
              Ipotizza che qualche adulto sia riuscito a convincerti, cosa che molti adulti riescono a fare benissimo con i bambini, che un determinato fatto (tanto per non rimanere nel vago diciamo che quell’adulto ti ha usato violenza) era colpa tua: le basi per una problematica psichiatrica sono gettate.
              Supponi inoltre che il senso di giustizia che ci portiamo dentro ti abbia spinto all’autopunizione e che questa ti abbia provocato piace ed il “gioco” è fatto.
              Conosco uno psichiatra che, sulla base di studi clinici, è arrivato alla conclusione che il dolore, oltre una determinata soglia, diventa un tipo di piacere che lui definisce “piacere paradossale”.

              2+
              • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a lorenzo

                Grazie per il sostegno, penso sia quasi inutile se non per una ricerca speculativa cercare di capire da cosa tutto è partito: il punto è fare in modo che le pulsioni diventino meno marcate e come mi ha ricordato qualcuno non cadere nel vittimismo, nella disperazione, nel pensiero nulla cambierà: un margine di miglioramento c’è, lento, piccolo, ma progressivo. Che Gesù ti benedica. Francesco.

                2+
            • Sophie ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

              Sull’altro post credo ti possa rispondere solo uno specialista.
              Riguardo questo post, secondo me c’è qualcosa che tu non ricordi perchè troppo doloroso. Non può essere che la tua mente abbia scatenato il finimondo così da solo. Hai bisogno di uno psichiatra e uno psicologo bravo, non esitare a cambiarli se vedi che non sono all’altezza della situazione.
              Scusa se chiedo, ma la tua famiglia ti è vicina? Quanti anni hai?
              Faccio dire una messa per te e da ora in poi pregherò per le tue intenzioni. Perchè intanto non ti prendi una settimana tutta per te e te ne vai a Medjugorje?

              2+
              • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Sophie

                Ciao Sophie, sono stato a Medjugorje e ho sperimentato la pace interiore e anche qualcosa di più durante l’adorazione eucaristica serale (niente esperienze mistiche straordinarie ci tengo a precisare, ma comunque momenti molto intesi di riposo di Gesù Cristo dove nulla di materiale contava più e Lui mi riempiva di tutto).
                Sono seguito da 2 anni dal medesimo psichiatra e visto che oltre alle devianze già scritte mi comporto in maniera strana comincerò a breve una psicoterapia effettiva.
                Ti ringrazio per quello che vorresti fare per me, ma penso di suggerirti di pensare alle donne che meditano l’aborto: qui ci sono due persone. Il fatto che ci siano persone che pregano per loro e fanno dire messe che vanno secondo il buon Gesù a coloro che hanno più bisogno è una grande cosa: se non sbaglio un messaggio della madonna a Medjugorje era proprio di pregare per le donne che meditano l’aborto. Grazie per la messa, falla dire per loro ed è come se io l’avessi ricevuta al posto loro, oppure, non voglio essere superbo o rifiutare il dono gentilmente offerto, falla dire per le vittime della sado-pedofilia e della pedofilia: essi portano pesi più grandi dei miei. Infine per quanto concerne le mie intenzioni quando tornai alla fede nel 2008 pregai per un anno circa ogni sera per le attrici nome per nome di cui avevo assistito alle violenze sperando che giungessero alla salvezza e uscissero da quel mondo, si trattava di ragazze giovani, della mia età, che mostravano però caratteristiche da teenagers. Io vorrei finire all’inferno per dare loro il paradiso. Pertanto piuttosto che pregare per le mie intenzioni, sebbene ti ringrazio per il pensiero che ti è venuto, pensa a loro e se vuoi pregare prega per queste attrici che non solo non fanno pornografia ancora nella norma, sebbene immorale, ma fanno quella deviata (segno che qualche cosa non funziona in loro e chissà quali sono le motivazioni che le hanno spinte a diventare attrici pornografiche di quel tipo). Io per divieto del confessore non posso pregare per loro perché riporterei alla mente il corpo e le violenze a cui ho assistito, tu se vuoi puoi pregare per loro. Io ho la grazia di Dio di avere già chi prega per me, forse queste non hanno nessuno che prega per loro. Comunque grazie di tutto.

                3+
              • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Sophie

                32 Anni. Sì, la famiglia mi è sempre stata vicina perché in un modo o nell’altro o sempre fatto girare loro le scatole, se proprio non riuscirò a farmi santo io farò santi i miei genitori e mia sorella 🙂

                4+
        • sara ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

          No scrivi scrivi, sono una delle poche che ti vota!.

          😉

          2+
« nascondi i commenti