Hollande, la Francia e la battaglia pansessualista

Thousands of demonstrators gather on the Champ de Mars near the Eiffel Tower in ParisLa sessualità è l’unico infinito rimasto ai cittadini dei Paesi secolarizzati, per molti l’unico motivo per vivere, per altri l’unico istante di euforia di una vita dominata dalla noia. Solo così si può spiegare la deriva pansessualista odierna.

La Francia è l’esempio più palese. Fallita anche l’ideologia illuminista, che ha lasciato tutti più soli e culturalmente asettici, la “guerra del sesso” (o “la battaglia dei sessi”, come dice Repubblica) è il nuovo orizzonte. Oltre alla grande ossessione del matrimonio omosessuale, ovvero il sesso come emancipazione dalla legge naturale riconosciuto e approvato dallo Stato, Hollande ha approvato la de-responsabilizzazione più totale del sesso permettendo l’aborto come diritto da attuare per qualunque motivo, cioè usato come metodo contraccettivo, senza che si debba più giustificare una “situazione di difficoltà”. Proprio Hollande, che passerà alla storia di Francia come il presidente budino che ha umiliato la sua donna tradendola per anni (con un’amante chiamata, con un pizzico di ironia, “GAYet”), non sapendo frenare i suoi appetiti sessuali. Non è certo un caso.

Najat Vallaud-Belkacem, il ministro degli Affari sociali e della Salute francese, ha creato un sito governativo per sponsorizzare l’interruzione di gravidanza e l’Alto consiglio per l’uguaglianza tra uomini e donne (Hcefh) ha decretato l’imminente abolizione all’obiezione di coscienza per i medici. La libertà sarà solo quella di abortire, ha commentato Paola Bonzi del Centro aiuto alla vita della Mangiagalli di Milano.

Ma ancora molti sono coloro che non cadono nell’ennesima ideologia, che riconoscono la miseria degli idoli prodotti dall’uomo e la vacuità di queste sterili battaglie. 50mila sono i francesi, infatti, scesi ancora una volta nelle piazze in queste ore, consapevoli che il giorno dopo il potere mediatico sarebbe sceso a sua volta in campo violentemente. “Tradizionalisti”, “anti-gay”, “conservatori”, “irriducibili anti-matrimonio gay”, “saluti nazisti”…le etichette si sprecano.

Nonostante la ricerca scientifica abbia anche recentemente confermato le naturali inclinazioni dei maschietti e delle femminucce, il governo Hollande -ossessionato dai bambini- vuole entrare nelle scuole per convincere i bambini a giocare con le bambole e le bimbe con spade e carri armati. Ognuno diventa quel che vuole, ognuno è indipendente dal legame con l’autorità naturale, l’autodeterminazione e l’emancipazione dev’essere totale. I genitori francesi si sono ribellati tenendo a casa i figli da scuola (30% di assenteismo), tanto che il ministro Peillon si è spaventato e ha affermato: «Ciò che facciamo non è la teoria del gender, che rifiuto, ma promuovere i valori della Repubblica e l’uguaglianza tra uomini e donne». L’ideologia dell’uguaglianza, ovvero l’omologazione del nuovo comunismo. Le differenze non vanno valorizzate ma combattute, eliminate, violentate.

Uno dei guru del laicismo italiano, il filosofo del PD Michela Marzano (essendo un femminista scatenato usiamo il maschile per rispetto al suo desiderio di uguaglianza con gli uomini), cerca di minimizzare il progetto francese, spiegando che «c’è solo l`idea di introdurre nei programmi scolastici alcune nozioni (sesso, genere, orientamento sessuale), per spiegare l`origine di alcuni stereotipi sessisti e promuovere così, fin dall’infanzia l’uguaglianza». Sesso, genere, orientamento sessuale…l’ossessione del sesso fin dalla tenera età in nome, ovviamente, di valori altissimi. Così è facile accusare di essere a favore del sessismo e del razzismo chi si dichiara contrario all’indottrinamento unisex.

Anche in Italia alcune scuole hanno cominciato a modificare e riscrivere le favole, in ognuna c’è un divorzio, un aborto, i figli nascono dalla provetta, c’è la Biancaneve lesbica e il Principe gay. La componente sessuale è onnipresente. In queste favole tutto è normale, tutti sono felici e tutto ha lo stesso valore e se poi nella realtà i bambini, reali vittime di queste situazioni, non sono poi entusiasti, la colpa allora è della società che li discrimina. Non c’è più alcun bene a cui tendere crescendo, tutto è indifferente e se poi non si è felici la colpa è sempre degli altri. Il massimo grado della diseducazione.

In questa follia internazionale c’è anche chi vuole far passare Papa Francesco come alleato, d’altra parte come potrebbe esistere una persona così universalmente apprezzata e contemporaneamente contraria a quel che viene definito “progresso”? Eppure ancora una volta il Papa ha voluto smarcarsi da questo gioco: «Ognuno, nel proprio ruolo e nel proprio ambito, si senta chiamato ad amare e servire la vita, ad accoglierla, rispettarla e promuoverla, specialmente quando è fragile e bisognosa di attenzioni e di cure, dal grembo materno fino alla sua fine su questa terra», ha detto ieri in piazza San Pietro. «Rivolgo il mio saluto e il mio incoraggiamento alle associazioni, ai movimenti e ai centri culturali impegnati nella difesa e promozione della vita. Mi unisco ai vescovi italiani nel ribadire che ogni figlio è volto del Signore amante della vita, dono per la famiglia e per la società».

E’ notizia di oggi che, a causa dell’ondata umana di francesi contrari all’educazione iper-sex, il governo francese ha dovuto (temporaneamente?) ritirare il progetto di legge anti-famiglia. Una breve vittoria ma l’ideologia pansessualista è troppo forte e troppo potente. Quando non c’è più nessuno in alto a cui guardare, l’uomo può solo abbassare lo sguardo e concentrarsi su altro. Dall’ombelico in giù.

La redazione

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