Il crocifisso nei luoghi pubblici continua a vincere

Crocifisso classe 3Non smetteremo mai di ringraziare la coppia Albertin-Lautzi, i due italiani che hanno voluto portare davanti alla Corte di Strasburgo la richiesta di estirpare il crocifisso dalle aule scolastiche italiane nel 2009. Tuttavia la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, in data 18/3/11, ha sentenziato con 15 voti favorevoli contro 2 che l’esposizione del crocifisso non viola alcun diritto umano.

La vicenda si è rivelata essere una delle più efficaci iniziative per l’affermazione dei simboli cristiani in Europa degli ultimi decenni. Non solo ha permesso che molti italiani prendessero posizione (a favore del crocifisso l’84%, secondo i sondaggi), che la Corte di Cassazione ribadisse che in tribunale è ammesso solo il crocifisso (e non altri simboli religiosi) e che tantissime scuole appendessero i crocifissi nelle aule in cui mancavano, ma anche che diversi Paesi membri dell’Unione Europa prendessero posizione affiancando l’Italia e il rabbino ebreo Joseph Weiler a sostegno del simbolo religioso cristiano nelle aule scolastiche: Armenia, Albania, Austria, Bulgaria, Croazia, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, Moldavia, Principato di Monaco, Polonia, Romania, Russia, San Marino, Serbia, Slovacchia, Ungheria e Ucraina.

La sentenza ha creato un precedente fondamentale, imprescindibile per la questione della presenza dei simboli religiosi negli spazi pubblici, rafforzando una norma giuridica finora poco chiara. Dopo questa sentenza, infatti, la Corte Costituzionale dell’Austria ha potuto respingere la richiesta di togliere i crocifissi dagli asili dello Stato. L’eco della sentenza è arrivato fino in Perù, dove la Corte Costituzionale ha a sua volta respinto la richiesta di togliere il crocifisso e la Bibbia dai tribunali.

Le vittorie della laicità positiva continuano ancora oggi. Nel dicembre scorso è stata la Corte d’Appello della Polonia a stabilire che il crocifisso deve rimanere nel Parlamento polacco, dal momento che «non viola alcun diritto», respingendo così le richieste delle forze anticlericali. La croce è stata appesa spontaneamente nel parlamento polacco dal 2007, nel 2011 un sondaggio ha rivelato che il 71% dei polacchi era a favore.

Tornando in Italia, è accaduto che in Basilicata il neo assessore alla Salute, Flavia Franconi, ha deciso di togliere il crocifisso dal muro perché «rappresenta solo una parte dei cittadini». L’opposizione, attraverso Vito Santarsiero (PD) ha immediatamente reagito parlando di «gravissimo non solo il gesto ma anche e sopratutto la motivazione», assieme a moltissimi cittadini. La polemica è cresciuta talmente che la Franconi ha riappeso il crocifisso: «Voglio rispettare le sensibilità diffuse», ha detto. Dal “rappresentare solo una parte” a “sensibilità diffuse”…poche idee, ma chiare. Purtroppo, sempre in Italia, abbiamo professori di religione che ritengono il segno di croce un gesto offensivo. Ma questa è un’altra storia.

In Argentina, a Buenos Aires, un noto giudice Luis Maria Rizzi ha respinto una piccola campagna contro i crocifissi nei tribunali scrivendo ai leader delle associazioni anticlericali che non darà alcuna disposizione affinché vengano rimossi i crocifissi: «ho rispetto della croce e di una persona innocente, la più innocente dei condannati a morte, e che è il simbolo della fede e dell’identità della maggior parte del nostro popolo. La croce non offende nessuno, siano essi credenti o non credenti, e nessuno dovrebbe per sentirsi attaccato, sconvolto o infastidito e ancor meno discriminato a causa della sua presenza». Essa «testimonia che chi lavora sotto la sua protezione è una persona che ha timore di Dio e per questo è imparziale e agisce secondo giustizia».

Le parole del giudice argentino ricordano molto quelle della scrittrice atea Natalia Ginzburg, la quale nel 1998 scrisse sull’Unità il famoso articolo Non togliete quel crocifissoIn esso si opponeva all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, ma scrivendo anche: «il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Per i cattolici, Gesù Cristo è il figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo.  Chi è ateo, cancella l’idea di Dio ma conserva l’idea del prossimo. Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c’è immagine. E’ vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti».

La redazione

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

33 commenti a Il crocifisso nei luoghi pubblici continua a vincere

« nascondi i commenti

  1. Li ha detto

    Nell’ultimo posto dove ho fatto lo stage c’era un crocifisso praticamente in ogni stanza. E non solo: qualcuno aveva l’immagine di Maria, del Papa e qualche rosario. Non c’era un clima anticristiano, e le bestemmie erano quasi nulle.
    Nessuna “propaganda” cristiana, solo il proprio lavoro e chi veniva non si lamentava.
    si è fatto pure il presepe e nessuno l’ha estirpato.
    Grazie a Dio, perché nei posti più duri i presepi li bruciano pure.

    Dobbiamo stare attenti però, perché il crocifisso anche se non viene tolto è comunque attaccato tramite moda, tv e altro nel tentativo di renderlo una cosa banale. E vedi gente con rosari al collo che non dirà mai, solo perché al momento sono fashion ,poi via perché non andranno più.

    Uno dei precursori penso fu Madonna, che portava i crocifissi come orecchini nei video.

    1+
  2. EquesFidus ha detto

    Comuqnue sia, è interessante notare come in certi ambienti si parli di “rispettare la sensibilità religiosa” e come ciò sia indice anche della scristianizzazione e dell’ateismo di certi gabinetti. E’ il ridurre il cattolicesimo, fede basata sulla ragione e sull’oggetività ad una mera opinione, un vezzo pari a molti altri, ad una sensibilità appunto, cioè ad un soggettivismo. Ma il cattolicesimo non è soggettivo, bensì si basa sull’essere stato fondato dalla Verità stessa, oggettiva ed assoluta (ovverosia che non deve rendere conto a nessuno, altrimenti d’altro canto sarebbe un’opinione). Ecco, trovo queste tendenze ad identificare la Vera Fede come una “sensibilità” e ad elogiare il dubbio come modo per accrescerla (quando in realtà è un modo per distruggerla ed introdurre il relativismo nella Chiesa) in nome dell’umiltà “perché nessuno può pretendere di possedere la Verità” (e infatti nessun uomo la possiede, ma questi furbetti si dimenticano di dire che la Chiesa è posseduta dalla Verità, cioè dal Cristo) molto inquietanti e da contrastare nella maniera più assoluta.

    0
    • Li ha detto in risposta a Daniele

      L’avevo letto su tempi! Qualcuno lì diceva che non era un’insegnante di religione, ma di religioni.

      L’insegnante in questione aveva detto niente segno della croce: meglio toccare ferro, ha detto alla bambina. Pazzesco!

      noi cristiani rispettiamo la croce, ma atei/agnostici/cattolici adulti e via dicendo devono averne davvero terrore.
      Avete presente la terapia d’urto? E’ questo che stanno facendo con la banale diffusione della croce: è solo una forma a +, lo vede, te ne stanchi e basta. Non devi saperne più di tanto. E se sai, devi dimenticare.

      0
  3. Giorgio Venanzi ha detto

    AH… la laicità è positiva SOLO se vi da ragione!??
    un po come i giudici secondo Berlusconi, che sono corretti solo quando lo archiviano o prescrivono altrimenti sono politicizzati..!

    Il fatto che vogliate mantenere i vostri simboli in luoghi pubblici che NON vi appartengono (scuole e tribunali NON sono chiese) è la dimostrazione che per voi conta comandare, abusando dei diritti altrui..

    .. perchè altrimenti, nei tribunali, ospedali e scuole, dovremmo appendere i simboli di tutte le altre religioni!

    ma chi volete prendere in giro?

    0
    • Mandi ha detto in risposta a Giorgio Venanzi

      Ciao Giorgio, come puoi vedere dall’articolo non siamo tanto “noi” a volere il crocifisso, ma sono gli istituti giuridici, i non cristiani e anche gli atei. Perché? Perché è un simbolo di unità nazionale oltre che religioso, la nostra storia e la tua libertà di essere ateo non esisterebbe senza il crocifisso. Questo è il motivo per cui si appende solo il crocifisso e non altri simboli religiosi.

      Parli di “abuso di diritti altrui”, quando sia la Corte Europea che qualunque organo giuridico ha spiegato che non c’è alcun diritto violato.

      1+
    • Emanuele ha detto in risposta a Giorgio Venanzi

      Caro Giorgio, se il crocifisso fosse un simbolo di comando, vorrebbe dire che i giudici o i professori sarebbero influenzati dalla sua presenza. Sai farci un esempio di sentenza in un processo modificata a causa del crocifisso?

      Quel simbolo, in realtà, è garanzia di equità, visto che proprio Cristo é morto per dimostrare che gli uomini sono tutti uguali.

      Inoltre ricorda ai giudici che il loro giudizio è comunque umano e che essi devono operare a servizio della Verità.

      Conosci forse un simbolo che meglio possa rappresentare i valori occidentali?

      0
    • Li ha detto in risposta a Giorgio Venanzi

      Bravo Giorgio, continua così e tu e quelli come te ci porterete le ronde islamiche. 😉

      http://www.youtube.com/watch?v=I_QbTlUSP28

      Com’è che atei e seguito non capiscono che tentando di estirpare il cristianesimo con tutta la sua simbologia, si estirpa anche la propria identità?

      .. perchè altrimenti, nei tribunali, ospedali e scuole, dovremmo appendere i simboli di tutte le altre religioni!

      Accomodati: appendi sulla porta di casa tua una bella falce e stella, poi però devi far entrare i musulmani che vengono a convertirti. se no metti qualche bel simbolo induista. Anche loro come ci vanno leggeri!

      il crocifisso, insieme agli altri simboli è un segno di chi siamo, e come cristiani non lo abbandoniamo.

      0
    • Giacomot ha detto in risposta a Giorgio Venanzi

      No . Laicità significa proprio questo , rispetto per le origini e le altre religioni , come l’ateismo .
      E sta tranquillo che la cristianità non ha mai fatto del male a nessuno ,anzi completamente il contrario, al contrario dell’ateismo della Russia sovietica o della Germania nazista , tanto per citarne due tra i più conosciuti . Ma a quanto pare a te piacerebbe molto se si ritornasse a quei bei tempi eh ?

      0
    • gladio ha detto in risposta a Giorgio Venanzi

      Ma , dimmi un po’… che fastidio ti da quella croce?

      Che fastidio ti da l’ esempio di uno che ha sofferto volontariamente una delle morti più atroci per il bene di tutti ( anche il tuo)?

      Quanto a ospedali , tribunali e scuole non so quanti ce ne sarebbero senza quel tizio (che ti infastidisce tanto)che si è fatto inchiodare in croce

      Con quale simbolo vorresti sostituire il crocifisso? Con la falce e martello? cento milioni di morti, non nel Medioevo ma in pochi decenni del ‘900 ( altro che inquisizione!)
      Con la mezzaluna islamica? beh con quella noi cristiani, come “popolo del libro”, pagando la ” Gizia” ( la tassa per la protezione) ce la caveremmo ancora ,mentre voi atei finireste tutti con una corda al collo, come il povero Arrigoni( utile idiota degli islamisti) a Gaza.

      Spiegami Venanzi , spiegami una volta per tutte da dove proviene tutto questo tuo odio, ma prima di spiegarlo fatti un esame di coscenza ( se ancora ne hai una).

      0
    • Meister Eckhart ha detto in risposta a Giorgio Venanzi

      Veramente dà si scrive con l’accento (regola della grammatica italiana, non del magistero della Chiesa).
      A proposito: se con “vi” intende gli italiani, si sbaglia di grosso. Scuole, ospedali e tribunali – infatti – ci appartengono eccome e, visto che un’ampia maggioranza di noi (italiani) desidera la presenza del crocifisso in questi luoghi, sarebbe la minoranza ad abusare dei nostri diritti se le fosse permesso di estirparlo. Ci ha mai pensato?

      0
      • Emanuele ha detto in risposta a Meister Eckhart

        e volendo essere pignoli, ci appartengono anche in senso materiale, visto che la maggior parte di queste strutture furono espropriate alla Chiesa nell’800 prima e dopo l’unificazione…

        0
    • lorenzo ha detto in risposta a Giorgio Venanzi

      La tua supponenza e la tua ignoranza sono abissali: da dove credi derivi la tua cultura occidentale?

      0
    • Daniele ha detto in risposta a Giorgio Venanzi

      Caro Giorgio,
      il crocifisso appartiene appieno alla storia del popolo italiano.
      Infatti, tra i fattori unificanti l’Italia non c’è soltanto il fatto che nei Regni, Stati, Principati e Ducati precedenti il 1861 si parlasse una lingua in comune (l’italiano) e che vi fossero tradizioni (artistiche, letterarie, culinarie, ecc…) condivise, ma c’è anche il fatto che i popoli che diedero origine a quella che oggi è l’Italia avevano in comune la Fede nella Chiesa Cattolica.
      Perché, allora, dovremmo “svendere” due millenni di storia cristiana? Perché privarci delle nostre radici? Un popolo che recide le proprie radici è un popolo destinato a morire.
      Tu dici: per non “offendere” gli atei o i credenti in altre religioni.
      Io ti dico: a parte il fatto che in alcune scuole elementari in cui i docenti hanno deciso che non si cantano canzoni natalizie e che non si allestiscono presepi (tutto ciò, secondo quanto dichiarato da tali docenti, per non “turbare” gli studenti non cristiani) i rappresentanti delle comunità musulmane sono intervenuti per dire che, in realtà, non si sentivano affatto offesi dai canti natalizi e dai presepi, che idea di laicità è mai quella per la quale si azzerano secoli di storia e tradizioni e si giunge ad un’arida e sterile “neutralità”? Tutto ciò non è, piuttosto, anticlericalismo?
      Perché mai l’Italia dovrebbe cancellare dai luoghi pubblici un fatto (la Crocifissione di Cristo) nel quale si riconosce oltre l’85% della popolazione? Che democrazia sarebbe?

      0
  4. Davide ha detto

    Nei locali del tribunale di Brescia ho notato che il crocifisso non è presente. Sapete spiegarne il motivo. Grazie.

    0
  5. Giacomot ha detto

    Io ci vedo anche un certo complesso di inferiorità nel non volere il crocifisso , specie a causa dell’avanzamento della teoria del gender . Una visione visione che contempla e ascolta un Dio che è Logos , un Principio che crea nominando la materia , un Dio unitario e relazionale (trinitario) che crea a sua immagine e somiglianza l’uomo e la donna , per poi farsi carne , risulta intollerabile per il gender che non riconosce la dicotomia binaria uomo-donna .Questo per attaccarmi a quello che ha detto Li.
    Bel commento anche quello di EquesFidus .

    0
  6. Emanuele ha detto

    “non smetteremo mai di ringraziare la coppia Albertin-Lautzi, i due italiani che hanno voluto portare davanti alla Corte di Strasburgo la richiesta di estirpare il crocifisso”

    …infatti, “tutto concorre al bene di quelli che amano Dio”

    0
  7. Augusto M. ha detto

    Volevo chiedervi una curiosità: Qual’è l’esatta distinzione tra “Crocifisso” e croce (come quella usata dai Protestanti) ?
    Perchè la croce da sola è un simbolo universale extra-Cristiano.
    La troviamo in moltissime fedi.
    Ad es. in India la croce uncinata (o svastica) rappresenta il sole, il “moto” delle stagioni, il Dio Brahma (il Creatore-Demiurgo), etc.
    In Tibet rappresenta la gloria divina e viene applicata sul petto delle statue del Buddha Amitabha (trad.”Luce senza fine”).
    Oppure ancora, nell’antico Egitto, la croce ansata (o Copta, l’Ankh, rappresentava la vita eterna.
    In Babilonia era l’emblema di Tammuz, e simboleggiava la morte-rinascita del Dio e della natura.
    In scandinavia la croce celtica (che verrà poi adottata da San Patrizio in Irlanda) rappresentava, oltre alla dimensione spaziale (i quattro punti cardinali) e a quella temporale (i quattro momenti in cui si divideva la giornata, ossia alba-mezzodì-tramonto-mezzanotte), l’universo racchiuso dal divino (il cerchio).
    In Giappone la croce rimanda alla posizione spaziale dei Panka-Jinas (trad.”Cinque Vincitori”), cioè dei cinque Buddha trascendenti : Maha-Vairocana al centro, Amitabha a ovest, Aksobhya a est, Ratnasambhava a sud e Amoghasiddhi a nord.
    Ed infine nella cultura Azteca rappresentava sia la terra (che per loro aveva la forma di una croce) sia Centeotl (trad.”Dio del mais”).

    0
    • gladio ha detto in risposta a Augusto M.

      La croce cristiana rappresenta il supplizio, in uso presso i Romani
      (che l’ avevano mutuato dai Greci) a cui fu sottoposto Gesù Cristo,più semplice di così…

      PS: Ma sei serio o stai trollando?

      0
    • Emanuele ha detto in risposta a Augusto M.

      La croce rappresenta solitamente il sole stilizzato.

      Il Crocifisso contiene l’immagine (dipinta, a bassorilievo o a tutto tondo) del Cristo.

      Per i Cristiani sabbe opportuno utilizzare sempre il Crocifisso, proprio per evitare fraintendimenti.

      Se la povertà dei mezzi non permette l’acquisto di un Crocifisso, è bene che la croce sia sormontata da una targhetta (titulus crucis) con la sigla I.N.R.I. (Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum), in modo da evitare dubbi…

      in condizioni critiche (guerra, deportazioni, calamità, prigionia), basta la tracciatura del segno (esempio grattando l’intonaco) o la costruzione rudimentale (due legnetti legati incrociati).

      Ricordiamo che la venerazione della Santa Croce è via di salvezza…

      0
  8. Li ha detto

    In un mondo senza Dio state pur certi che qualcuno ne metterà uno su misura per le proprie tasche ed i propri scopi. Già c’è: un vescovo oggi alla novena la chiamava la trinità malefica. Essa è composta da voglia di Potere, di Avere, di Piacere. E tutto in connotazioni negative.
    Per intenderci, qui a Forlì siamo nella novena della Madonna del Fuoco. C’è anche a Faenza, ma qui in Romagna la nostra sembra essere più nota.

    http://www.diocesiforli.it/madonna_del_fuoco

    Durante la novena non c’è molta gente, ma quando arriva il 4 febbraio la cattedrale e piena, e manca l’ossigeno per la gente che c’è e per le candele.
    Purtroppo una parte di gente viene portata dalle bancarelle fuori. Perlomeno anche chi di solito evita,entra e una preghiera la fa.

    Ok non era un crocifisso, ma questo per dire che ancora nessuno si è lamentato della “tela”.

    0
  9. soren liston ha detto

    si rodessero al fegato ora gli anticlericali

    0
  10. Ivanom ha detto

    Sgarbi ne parlò di questo fatto sul “danno” che farebbe il crocifisso in luoghi non religiosi. Qui il video.

    0
  11. Li ha detto

    Madre Teresa di Calcutta diceva che la segnaletica di oggi è tutta sbagliata e la strada per la felicità molti non riescono a trovarla. La segnaletica andrebbe corretta, diceva.

    Poveri anticlericali, che non sono mai felici. Forse che hanno un mitra alla tempia che li obbliga a pregare, ad andare alla Messa ogni giorno o a fare quaresima?
    Che pena!

    0
    • Daniele ha detto in risposta a Li

      La segnaletica che indica la strada per la Felicità (quella Vera ed Eterna, quella alla quale ogni uomo aspira) ha una forma ben precisa: la Croce.
      Perché è solo scegliendo di prendere ogni giorno la propria Croce e di seguire Cristo che si giunge alla Felicità.

      0
« nascondi i commenti