Le curiose correlazioni di Giovanni Sartori

Giovanni Sartori 
 
di Giorgio Masiero*
*fisico

 

Qualche sabato fa aspettavo alla stazione il treno per Milano. Man mano che si avvicinava l’ora schedulata, sempre più gente giungeva, accalcandosi al binario. Finalmente arrivò il treno, puntuale una volta tanto – constatai soddisfatto. Fu l’arrivo della gente (evento A) a causare l’arrivo del treno (evento B)? O fu l’arrivo del treno (B) la causa dell’arrivo della gente (A)? Né l’uno né l’altro, ragionai: entrambi gli eventi accaddero sotto la spinta di una terza causa, l’orario ferroviario (C). C fu la causa dei due eventi “separati” A e B.

Un’altra correlazione mi aveva intrigato qualche tempo prima. Mia moglie mi dice un giorno che secondo un sondaggio organizzato dalla sua rivista preferita coloro che consultano più spesso astrologi e chiromanti vivono più a lungo. “Ma ci credi davvero?” le rispondo di botto. “Che cosa avrebbero gli astrologi? Uno speciale tipo di energia psichica che trasmettono ai loro clienti?! No, aspetta, forse è perché chi conosce il proprio futuro vive più felice e più sano!” E lei, fredda: “La cosa è presto detta. Le donne frequentano gli astrologi più degli uomini” e d’altra parte “le donne vivono più degli uomini”. Tacqui basito.

La morale è che bisogna stare attenti con le correlazioni, prima di tirare conclusioni. Le correlazioni sono un tranello di cui nessuno è mai abbastanza avvertito ed anche chi per lavoro (in campo educativo o scientifico o manageriale o tecnologico) dovrebbe esserne vaccinato ci casca con facilità. Ho un amico ricercatore, biologo e matematico, grande conoscitore delle tecniche statistiche, che si è divertito a raccogliere alcune gustose conclusioni pseudo-scientifiche, tirate da una giustapposizione ingenua (o interessata o ideologica) di correlazioni, che hanno riempito pagine e pagine di quotate riviste peer review. I territori più esposti alle incursioni vanno dalla biologia all’ecologia, dalla finanza alle neuroscienze all’ufologia, per culminare nella madre delle madri delle correlazioni: quelle “segrete” del complottismo, per definizione infalsificabili, ma che fortunatamente si appalesano ad una schiera di eletti, i quali poi sentono il dovere di svelare il complotto a tutti.

Il punto è che, ogni volta che siamo in presenza di una correlazione regolare (e quindi presumibilmente non casuale) tra 2 eventi A e B, prima di saltare alla conclusione indotta dal nostro sistema di credenze, per es. che A sia causa di B, si deve valutare la possibilità a prima vista controintuitiva che B sia causa di A; e si deve valutare anche la possibilità che entrambi siano effetti di una terza causa C, e perfino che A e B siano 2 aspetti diversi dello stesso fenomeno D. La persona razionale si pone sempre nuove domande e valuta le ipotesi più disparate, anche se apparentemente assurde. “Che sta succedendo? posso immaginare altre possibilità? le potrei controllare e falsificare così da individuare le ipotesi più probabili o magari l’unica corretta?” Solo così possiamo discriminare la ricostruzione veridica dei fatti da una storiella appena verosimile.

Preso posto sul treno quel sabato, aprii il Corriere della Sera e iniziai canonicamente con la lettura dell’editoriale. Fin dalle prime parole questo mi sorprese perché consisteva di un articolo di Giovanni Sartori dedicato al clima. Donde la sorpresa? vi chiederete. Perché da non so quanti lustri, ogni 15 agosto di ogni anno che Dio manda in terra, il più blasonato quotidiano italiano riserva al prof. Sartori la colonna di apertura per una predica catastrofista sulle condizioni climatiche del pianeta. Che il giornalaio mi abbia rifilato la copia dello scorso 15 agosto? mi chiesi. Una rapida occhiata alla data del giornale mi rassicurò: no, era proprio la copia del 23 novembre. E che cosa scriveva Sartori? Forse per scarsità di argomenti più originali, il Nostro prendeva spunto dal ciclone abbattutosi sulle Filippine e dal diluvio che stava in quel momento colpendo la Sardegna, per dispiegare per l’ennesima volta il ragionamento che va ripetendo ogni anno a ferragosto: il clima terrestre si è gravissimamente deteriorato a causa del surriscaldamento globale, che è stato causato dall’incontrollato aumento demografico in Africa, in America Latina e in altri paesi sottosviluppati, che sono sotto l’influenza negativa della dottrina cattolica in tema di controllo delle nascite. È pertanto inutile (per non dire ipocrita) che “papa Francesco si limiti a carezzare molti bambini, stringere molte mani e a distribuire in piazza San Pietro la «Misericordina» che poi, aperta la scatolina, è un rosario”…

La catena causale sartoriana è quindi la seguente: Chiesa cattolica → Crescita demografica → Emissione anomala di CO2 → Surriscaldamento globale → Disastri ambientali. E se questa è l’anamnesi, la terapia è presto detta: la soluzione al problema di un “clima impazzito” e le ultime speranze di salvezza di un pianeta stremato passano per l’attivazione delle correlazioni opposte, cioè attraverso la liberazione delle masse ignoranti e superstiziose dei paesi sottosviluppati dall’influenza di una Chiesa cattolica da sempre contraria all’uso indiscriminato della pillola e attraverso una rigida politica statale di controllo delle nascite. Elementare, Watson!  Ora, sorvolerò sulle sottintese implicazioni, non dico razzistiche, ma solo provinciali della visione euro-centrica di Sartori, nostalgico di un mondo che non c’è più: l’Asia, l’America Latina e l’Africa si sono da tempo emancipate economicamente e culturalmente da un’Europa occidentale declinante, cui il colonialismo e gli sconvolgimenti del secolo breve hanno tolto ogni scampolo di autorità morale. E mi fermerò alla pre-analisi statistica.

Nel discorso del Nostro, per quanto accattivante, tutta la catena di correlazioni è ingenua (o interessata o ideologica). Per cominciare, c’è davvero un processo “stabile” di riscaldamento globale o siamo piuttosto in presenza di un fenomeno climatico, in quanto tale per definizione variabile seppure su tempi lunghi? La domanda non è peregrina se si ricorda lo scandalo scoppiato nel 2009 all’IPCC (un’organizzazione ONU di monitoraggio del clima) che rivelò una manomissione sistematica dei dati da parte di alcuni membri poco “scientifici” e molto “politici”. E poi, ammesso il riscaldamento del clima (A), è esso causato da una sovra-emissione di anidride carbonica (B) di origine antropica (C), o piuttosto è l’emissione anomala di anidride carbonica (B) ad essere causata da un riscaldamento terrestre (A), a sua volta causato da altri fattori (C), per es. da fenomeni solari? Chi fosse interessato ad approfondire l’argomento potrebbe leggere questo articolo (e relati) del prof. Enzo Pennetta, dove le questioni vengono affrontate sia al livello scientifico che di geopolitica globale.

Ancora, siamo sicuri che una forte crescita demografica in alcuni popoli sia correlata all’ignoranza, piuttosto che alla miseria e alla fame? E alla luce di dati più aggiornati, siamo informati che quasi tutti i paesi africani, latinoamericani ed asiatici hanno superato i tassi europei di crescita economica e si stanno anche stabilizzando in termini demografici, così da far cambiare per es. le politiche sulla natalità ad un paese come la Cina? E non sarà che il vero problema demografico del futuro non riguarda tanto il numero esorbitante delle nascite (dato che non ci si moltiplica più da nessuna parte “come conigli”), ma piuttosto il prolungamento dell’attesa di vita (in quanto non si muore più quasi ovunque “come mosche”)? E il prof. Sartori conosce veramente la posizione della Chiesa cattolica sulla natalità, il controllo delle nascite e più in generale per una ripartizione più equa delle risorse mondiali?

Quel sabato arrivai a Milano prima dell’orario previsto: che ci sia stata una correlazione positiva tra l’arrivo del treno in anticipo di 4 minuti e la predica del prof. Sartori in anticipo di 8 mesi?! Sorrisi, scendendo dal treno.

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40 commenti a Le curiose correlazioni di Giovanni Sartori

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  1. Klaus ha detto

    Splendido pezzo! acuto e spiritoso, oltre che centrato.

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  2. alessandro giuliani ha detto

    Un articolo necessario complimenti caro Giorgio, il guaio è che la statistica è scienza molto poco frequentata anche se poi non è molto di più che ‘senso comune quantitativo’. Il guaio è che il senso comune, o meglio il buon senso, o meglio ancora quella virtù che Aristotele chiamava ‘Prudenza’ è molto poco gettonata di questi tempi.
    Anche la ricerca scientifica che ha nella Prudenza , cioè nella calibrazione di mezzi e metodi al raggiungimento di un fine prefissato (e non nella genialità che non si capisce bene cosa sia) la sua arma più importante, di metodologia statistica ci mastica pochissimo.
    Ed ecco allora che tutto diventa aberrante semplicismo, pensa che poco tempo fa, uno scienziato sino-americano che tra l’altro stimo molto mi ripeteva un noioso ritornello molto in voga in certi ambienti USA per cui la diminuzione della criminalità in certe aree urbane del nord america avvenuta a metà degli anni 80 era da imputarsi alla liberalizzazione dell’aborto in quanto c’era una ‘correlazione’….una cosa da pazzi !

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    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a alessandro giuliani

      Grazie, Alessandro. Quasi tutto di cio’ che ho scritto l’ho imparato dalla tua deliziosa frequentazione e dalla lettura di tue pubblicazioni. Tu potresti aggiungere molto, molto di piu’ istruttivo di quanto io abbia fatto in questo articolo sul cattivo uso che anche la scienza ufficiale fa delle correlazioni.

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    • Engy ha detto in risposta a alessandro giuliani

      Non ci potevo credere (alla storia della correlazione “calo criminalità- aborto legalizzato”)!!
      Invece è proprio vero, segno che molto spesso viene proprio superato ogni limite immaginabile del punto più basso della stupidità, e anche da parte di tanti cervelloni magari adorati come divinità; segno oltretutto che nessuno merita di essere mitizzato, perchè poi arriva prima o poi, implacabile, la volta che casca l’asino e anche il cervello più “fino” non ce la fa a non coprirsi di ridicolo.
      Ho trovato infatti questo link che penso riguardi la questione:
      http://archiviostorico.corriere.it/1999/agosto/21/Ricerca_choc_due_economisti_Usa_co_0_990821055.shtml
      Più che di aberrante semplicismo, più prosaicamente (e fantozzianamente) parlerei di cagata pazzesca!

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  3. edoardo ha detto

    La teoria della sovrappopolazione è vera?
    Be’, incominci Sartori stesso a levarsi di torno, tanto è già abbondantemente stagionato e non più produttivo e un consumatore di risorse e basta.
    E lo sapete perché affermo questo?
    Perché il bambino che è nato in questo stesso istante in cui state leggendo queste parole, che sua America del nord o latina, Africa, Asia, Europa o il “continente” tra le pianure sarmatiche e le steppe siberiane, quel bambino che adesso sta uscendo dal ventre della madre, lui è il benvenuto ed ha ben più diritto di vivere la vita di quel vecchione di Sartori…..professore di egoismo e di nullità.
    In quanto alla vecchia decrepita Europa ex predatrice massona ed ex-potenza coloniale..nuovamente massona….ci farei un bel pernacchio, così, amichevolmente, alla principe Antonio De Curtis.

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    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a edoardo

      Credo, edoardo, che il prof. Sartori dovrebbe provare a pubblicare i suoi editoriali in un giornale africano o sudamericano, per vedere l’effetto che fanno, piuttosto che nel quotidiano di un Paese che da decenni e’ in fase di denatalizzazione e nel quale, quindi, i lettori dei suoi editoriali hanno l’esatto problema opposto di un numero decrescente di lavoratori i grado di garantire la pensione ed i servizi sociali ad un numero crescente di anziani.

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  4. nicola ha detto

    Un’altra correlazione che sta va di gran moda è quella sulla crisi economica in Italia, l’euro e la Germania. Recita così, la crisi è iniziata quando è stato introdotto l’euro ergo causa della crisi è l’euro. La crisi perdura mentre negli USA è stata superata con la stampa di carta moneta, è la Germania che impedisce l’emissione di carta moneta, ergo la Germania è causa del perdurare della crisi in Italia. Tuttavia non tutte le correlazioni sono fasulle o arbitrarie. Ad esempio, se un sistema di riferimento O’ viaggia con velocità rettilinea e uniforme prossima o uguale a quella della luce rispetto ad un riferimento O allora anche O viaggia con velocità rettilinea e uniforme di direzione ‘opposta’ rispetto ad O’ onde per cui tutto ciò che l’osservatore in O dice relativamente ad O’ può essere detto dall’osservatore in O’ relativamente ad O. Ad esempio se l’osservatore in O sostiene che il tempo in O’ si ferma altrettanto può dire l’osservatore in O’ sostenendo che il tempo si ferma in O. Il che sarebbe una bella notizia per coloro che hanno una certa età. Ma i calcoli sono acconci? Ciao Giorgio, sei grande.

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    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a nicola

      Grazie, nicola. Quanto ai calcoli relativistici, non posso dire quali calcoli siano acconci finche’ non vedo i calcoli. Certamente non ho capito quale sarebbe la bella notizia per un vecchietto di O sapere che il tempo che il suo orologio misura (e che coincide con quello misurato dai suoi amici e da tutto l’ambiente in cui vive) e’ molto piu’ breve di quello misurato da un osservatore vivente in un altro mondo O’.

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      • nicola ha detto in risposta a Giorgio Masiero

        I calcoli da cui si deriverebbe che in un sistema di riferimento solidale con un fotone il tempo non esisterebbe o meglio si fermerebbe. Una tua affermazione in un articolo precedente, certo suggestiva, ma che cozza con quanto ho scritto sopra. Comunque ti sono grato perché in ogni caso i tuoi interventi sono stimolanti. Avevo il testo Il significato della relatività sepolto in umo scatolone e l’ho dovuto tirare fuori.

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        • Giorgio Masiero ha detto in risposta a nicola

          Certamente, nicola, che il tempo si arresta nel sistema di riferimento del fotone. Ma non vedo contro che cosa cozzi questo asserto della RS!

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          • nicola ha detto in risposta a Giorgio Masiero

            Allora si arresta anche nel sistema di riferimento fisso, che è in moto rispetto al sisteme di riferimento del fotone.

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            • Giorgio Masiero ha detto in risposta a nicola

              Eh, no!

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              • nicola ha detto in risposta a Giorgio Masiero

                Perché no?

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                • Giorgio Masiero ha detto in risposta a nicola

                  Perché la durata dello “stesso” evento è diversa nei due sistemi O e O’, secondo una formula ben nota a tutti gli studenti di RS, Nicola!

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                  • nicola ha detto in risposta a Giorgio Masiero

                    Giorgio, anche se un colloquio su questo tema sarebbe fuori luogo qui, un evento, nella sua forma più semplice, non è altro che un punto, o meglio, un vettore, del piano vettoriale in cui l’asse delle x è quello delle distanze e l’asse delle y è quello dei tempi. A seconda della scelte della base del piano vettoriale lo stesso vettore può essere rappresentato da coordinate diverse. I cambi di base in genere rispondono a certi criteri, ad esempio un cambio di base che conservi in forma il prodotto scalare, ossia la distanza dei punti, deve avere matrice ortogonale. Un cambio di base che voglia conservare in forma le aree dei parallelogrammi deve essere unimodulare , ecc, . I cambi di base che conservano in forma una particolare forma lineare, scusa il bisticcio di parole, sono i cambi di base di Lorentz la cui matrice è una matrice di Lorentz, unimodulare e simil-involutoria. Per non farla lunga, si tratta di un fatto numerico, non di sostanza.

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                    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a nicola

                      L’invariante delle trasformazioni di Lorentz, Nicola, non e’ la durata temporale Dt (che corrisponde soltanto ad una coordinata, e quindi varia in ogni sistema di coordinate), ma l’intervallo spazio-temporale. E mi fermo qui, Nicola, non solo perche’ l’argomento e’ OT, ma anche perche’ mi imbarazza di dire cose che sono elementari per chiunque conosca la relativita’.

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                    • nicola ha detto in risposta a nicola

                      Addirittura, sei pure imbarazzato! Chi conosce la relatività sa benissimo che il tempo scorre con la stessa ‘velocità’ in tutti i sistemi di riferimento inerziali. D’altronde non è necessario essere esperti basta un po’ di logica, questa si,elementare.
                      a) Se O’ è in moto rispetto ad O allora O è in moto rispetto ad O’
                      B)se affermo che quando O’ è in moto rispetto ad O allora il tempo su O’ scorre più lentamente che il tempo in O ne consegue
                      c)poiché O è in moto rispetto ad O’ il tempo in O scorre più lentamente che in O’
                      D) conclusione, il tempo in O scorre più lentamente che il tempo in O.
                      Eppure dici di essere laureato in fisica!

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                    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a nicola

                      Io non “dico di essere laureato in fisica”, Nicola: io lo “sono”. Se vuoi, ti posso inviare copia del diploma via mail. Mi stupirebbe che “tu” fossi laureato in fisica, perché non conosci la RS.
                      Nel tuo sofisma in 4 parti, solo la proposizione a) ha significato operativo ed è corretta, mentre le altre sono prive di senso. Le correggo:
                      b) La durata di un fenomeno F’ solidale con O’ risulta agli orologi di O’ più breve che agli orologi di O;
                      c) Ugualmente, la durata di un fenomeno F solidale con O risulta agli orologi di O più breve che agli orologi di O’;
                      d) In conclusione ogni fenomeno ha durata minima nel sistema di riferimento in cui risulta a riposo;
                      Il tuo errore, Nicola, consiste nel confondere F ed F’, che invece sono fenomeni diversi, non potendo uno stesso fenomeno essere solidale allo stesso tempo in due sistemi inerziali O e O’ in moto relativo.

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                    • nicola ha detto in risposta a nicola

                      Penso che l’equivoco nasce dal fatto di confondere il tempo misurato dall’orologio fermo e solidale col sistema di riferimento e il tempo ‘osservato’ dal sistema di riferimento in moto di un fenomeno che avviene nell’altro sistema di riferimento.
                      Gli orologi nei due sistemi di riferimento viaggiano alla stessa velocità solo che quando l’osservatore in un sistema ‘osserva’ l’ orologio nell’altro sistema trova che scorre più lentamente.
                      Tu dici che sbaglio? Se sbagliassi sarei in buona, anzi ottima, compagnia. Ad esempio il primo volume della collana edita da Zanichelli, La fisica di Berkeley. Certo datata a tanti anni fa, come la mia laurea, ma sempre valida.

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                    • Wil ha detto in risposta a nicola

                      Dacci un taglio nicola e torna a parlare di politica, perché come fisica sei fermo a qualche secolo fa.

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                    • Piero ha detto in risposta a nicola

                      @Wil

                      anche in politica e’ fermo a qualche secolo fa… 😉

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    • harryburns ha detto in risposta a nicola

      in realtà quella di cui lei parla è una semplificazione.
      la crisi è globale ma la correlazione fra crisi italiana euro e germania esiste eccome.
      non che siano una causa diretta dell’altra ma ci sono concause.
      facilmente dimostrabili per giunta.
      perché la realtà delle cose è sempre molto più complessa di qualsiasi modello matematico, fisico o statistico che sia.

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      • nicola ha detto in risposta a harryburns

        In genere quando qualcosa è strombettata troppo dai politici e opinionisti vari ci sono alte probabilità che sia falsa. L’introduzione dell’euro è stata gestita male, questo si, ma il suo ruolo nella crisi è marginale, irrilevante.
        Fa comodo ai politici scaricare sull’euro colpe e responsabilità che sono solo loro.

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        • nicola ha detto in risposta a nicola

          Per quanto riguarda la globalità della crisi avrei qualche dubbio, ci sono paesi in forte crescita, anche in Europa. La ricetta adottata negli USA, emettere banconote al ritmo di 40 miliardi al mese è un furto ai danni dei possessori di dollari o di titoli americani. Una ricetta del genere per l’Italia sarebbe disastrosa, altro che euro! Sarebbe un furto ai danni dei risparmiatori italiani. Per gli USA al contrario il furto è ai danni dei paesi che hanno in pacia come ‘riserva’ dollari o titoli americani.

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          • Harry Burns ha detto in risposta a nicola

            La discussione è decisamente OFF Topic, ma tanto per chiarire.
            ORA la cosa potrebbe essere strombazzata da politici e opinionisti vari, 3-4 anni fa eppure c’è chi ne parlava fin da allora
            qualche Nobel per l’economia ad esempio.
            E’ ovvio i problemi in Italia sono di altra natura (inettitudine e corruzione della classe politica in primis).
            Ma:
            1) fare una moneta unica senza una unificare prima sistema fiscale, bancario etc a me personalmente – profano – mi sembra una stronzata
            2) l’esportazione tedesca è almeno raddoppiata.
            3) l’Europa per come è fatta avvalorerà sempre e maggiormente i grandi gruppi, a scapito dell’Italia che è un paese la cui economia si basa sostanzialmente su piccole imprese.
            4) lo SPREAD è farlocco. non rappresenta niente di reale.
            5) stiamo cedendo la sovranità politica incondizionatamente per far parte di un gioco in cui contiamo come il due di coppe quando comanda bastoni.
            il problema quindi non è l’Euro in sé. il problema è tutto l’insieme.
            L’insieme è difficilmente cambiabile, poiché fondato su interessi di parti che non vogliono – ovviamente- cambiare registro e che ben poche concessioni sono pronte a fare.
            Se la soluzione è sfanculare l’insieme, per quel che mi riguarda, ben venga.
            Faccio notare ai cattolici pragmatici ed europeisti che il grimaldello con cui verranno introdotti i cosiddetti matrimoni gay sarà esattamente l’Europa.

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        • Harry Burns ha detto in risposta a nicola

          l’introduzione dell’Euro nella crisi è probabilmente marginale ma l’euro e i relativi accordi (imposizioni?) sono certamente uno dei motivi per cui è difficile riprendersi dalla crisi.

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  5. manuzzo ha detto

    Forse il Nostro non si è accorto che se i bambini che nascono in africa non muoiono come mosche (come avvadeva anche nell’italia dell’800) è grazie alla scienza medica. Le madri continuano a fare figli come se fossero in regime di alta mortalità, ci vorrà qualche generazione per occidentalizzarsi, soprattutto perché non essendoci il sistema delle pensioni in quei paesi l’unico sostentamento per la vecchiaia sono i figli. E allora una donna, laggiù, ne fa più che può, nella speranza che restano in vita (perché laggiù si muore davvero per una gastroenterite, non è un’invenzione!). È la maggior sopravvivenza dovuta alle (più o meno evolute) applicazioni mediche che fa la differenza in un regime di transizione demografico, la “scienza”, l’amica degli scientisti, che la disconoscono quando fa comodo. L’ignoranza dell’europeo ben pensante medio si ferma (più o meno) qui, ma l’amico va oltre: in AFRICA (posto dove dopo la morte di un certo muhammad sono arrivati dei tipi con la scimitarra a imporre la loro religione) sarebbe diffuso il cattolicesimo… questa non è ignoranza, l’ignoranza magari è matrice di questo: questo è fanatismo razzista!

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    • harryburns ha detto in risposta a manuzzo

      non solo,
      aspetto ancora qualcuno di questi cialtroni che mi spieghi come mai gli africani osserverebbero – secondo loro – scrupolosamente la dottrina cattolica rispetto agli anticoncezionali ma se ne sbatterebbero della stessa nel merito della promiscuità sessuale (che poi è – o sarebbe – la causa prima del’aids).
      che è un po come se un 17enne fosse scrupoloso nel dar retta ai genitori nell’orario di rientro ma se ne fregasse sulla raccomandazione di questi nel non bere, non fumare non drogarsi.

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      • edoardo ha detto in risposta a harryburns

        Visto che hai tirato in ballo la promiscuità sessuale nei Paesi africani, vorrei portare una testimonianza.
        Alcuni anni fa una mia parente, ora passata a miglior vita, era suora missionaria in Etiopia, Eritrea e Somalia, non ho ben capito dove, nell’ex-AOI, insomma.
        Diceva che la loro missione “copriva” un territorio assai vasto, interamente rurale, con numerosi villaggi.
        Diceva che la sifilide lì spopolava, era la malattia più comune, ce l’aveva un sacco di gente, una percentuale tutt’altro che irrilevante della popolazione nei villaggi, e passava di madre in figlio.
        Era prima del boom dell’HIV, e per lo meno non era ancora balzato all’attenzione mondiale.
        E diceva, per l’appunto, che c’era una enorme promiscuità sessuale in quei villaggi, accompagnata da tanta, tanta, tanta sifilide come da noi in Europa non potevamo nemmeno immaginare.

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  6. Enzo Pennetta ha detto

    Grazie Giorgio, ci voleva un articolo che mettesse un po’ a posto le cose sull’argomento delle false correlazioni.
    Mentre infatti il ruolo di questo meccanismo è stato ampiamente esposto nei casi in cui viene impiegato a sostegno di abitudini superstiziose, non se ne era mai parlato riguardo a casi in cui viene usato a supporto di affermazioni presentate come scientifiche.
    Vedo ad esempio che si è sviluppato un inizio di confronto oltre che sulla correlazione tra CO2 e temperatura terrestre, anche su natalità e povertà nonché tra la stessa e malattie come l’AIDS, che sono i temi principali in cui politica e studi scientifici si intrecciano pericolosamente.
    Il caso riferito da Alessandro sulla correlazione inversa tra aborto e criminalità è davvero agghiacciante, si tratta di un caso limite spero, ma fa capire chiaramente dove può portare un uso scorretto delle correlazioni negli studi scientifici.

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  7. gladio ha detto

    Ritengo che l’ esimio professore, nel deprecare l’ alta natalità dei Paesi in via di sviluppo si sia lasciato sfuggire, nonostante tutta la sua scienza alcuni particolari di non poco conto:

    Nei Paesi in via di sviluppo è assente qualsiasi forma di assisteza pubblica ed i cosidetti ” ammortizzatori sociali” non si sa nemmeno dove stiano di casa.

    Niente pensione, niente Cassa Mutua Malattia, niente INAIL e niente INPS quindi.

    Pertanto l’ unica forma di assistenza è quella che proviene dalla famiglia
    E’ quindi ancor valido più che mai , in quelle zone, il concetto di “proletariato” ciè ” la Prole come unica ricchezza”.

    Di qui salta agli occhi l’ idiozia di predicare a quelle popolazioni il controllo delle nascite ,che sarebbe come predicare da noi l’ abolizione di pensione, assistenza sanitaria gratuita, Cassa integrazione guadagni e quantaltro…

    Complimenti a Sartori!

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    • Max ha detto in risposta a gladio

      “Nei Paesi in via di sviluppo è assente qualsiasi forma di assisteza pubblica ed i cosidetti ” ammortizzatori sociali” non si sa nemmeno dove stiano di casa.

      Niente pensione, niente Cassa Mutua Malattia, niente INAIL e niente INPS quindi.

      Pertanto l’ unica forma di assistenza è quella che proviene dalla famiglia
      E’ quindi ancor valido più che mai , in quelle zone, il concetto di “proletariato” ciè ” la Prole come unica ricchezza”.”

      Chiaro e corretto.

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  8. francesco russo ha detto

    Eccellente spiegazione!
    Sei riuscito essere conciso, preciso e rigoroso, riuscendo a mantenere un livello divulgativo, scorrevole e simpatico. La prossima volta che spiegherò ai miei studenti che “correlation does not imply causation”, cercherò di ricordarmi di questo pezzo 🙂

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  9. Daphnos ha detto

    In realtà la colpa del tifone nelle Filippine è di Giovanni Sartori! Infatti se lui scrivesse meno articoli e meno volumi consumerebbe meno carta e si stamperebbero meno copie del Corriere e dei suoi libri; meno libri e giornali, meno alberi da abbattere per produrre carta; meno alberi abbattuti, meno deforestazione e più fonti di smaltimento della CO2; perciò meno mutamenti climatici!

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    • Jacques de Molay ha detto in risposta a Daphnos

      Eh no… eh no Daphnos, perdonami ma la tua analisi è faziosa e parziale. Mi spiego: Sartori scrive i suoi articoli per informare e sensibilizzare il lettore al problema in questione, problema che esiste -da come abbiamo finalmente capito- a causa della Chiesa. Venendo al tifone, quindi, possiamo affermare con certezza che Sartori è una causa seconda e accidentale: non ci fosse la Chiesa, la catena sovrappopolazione/emissione CO2/surriscaldamento/disastri ambientali non sussisterebbe, Sartori non avrebbe necessità di scrivere i suoi articoli, meno copie del Corriere vendute etc etc, e quindi in definitiva niente tifone nelle Filippine.
      In conclusione, come avrai adesso capito, la causa di quel disastro deve essere ricondotta COMUNQUE alla Chiesa!

      CAUSA FINITA EST.

      😀

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  10. Fabrizia ha detto

    L’emissione massima di CO2 si ha in Cina, che è un paese dove vige un draconiano controllo delle nascite e che di sicuro non è un paese cattolico. Con buona pace di Sartori e delle sue correlazioni.

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  11. Concordo, caro Giorgio, ma boicottare l’acquisto del Corriere della Ser(v)a per correlazione diretta alla pubblicazione di articoli di così pregevole valore scientifico ed etico, no?!? 😉

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