I diritti gay in Italia ci sono già, parola di «Repubblica»

RepubblicaFinalmente. C’è voluto parecchio tempo, anzi troppo, ma alla fine è stato ammesso: in Italia i sospirati diritti per le coppie omosessuali non solo non sono negati, come taluni seguitano ostinatamente a ripetere, ma sono già disponibili e “attivabili”. In poche parole, a portata di mano: nessuna ingiustizia dunque, nessun “vuoto legislativo” e nessuna crudele discriminazione. La novità è che questa verità – già ampiamente sottolineata da autorevoli giuristi, ma a lungo oscurata da disinformazione volta a nascondere alle coppie conviventi i loro effettivi diritti – tempo fa è stata riconosciuta pure dall’insospettabile quotidiano la Repubblica.

La sorprendente ammissione è arrivata da un’inchiesta circa l’iniziativa di una compagnia di assicurazioni che propone – riprendiamo testualmente – due «polizze assicurative» innovative rispetto ad «altre soluzioni di diritto privato»; la prima riguarda la materia successoria e, in alternativa alla prassi che prevede che tutto possa «essere impugnato o reso nullo dai parenti di uno o dell’altro, che vantano la consanguineità», si prefigge la tutela di «qualsiasi beneficiario, non necessariamente un parente o un coniuge», mentre la seconda contiene un dispositivo «che “si sostituisce” alla pensione di reversibilità» attraverso un apposito «fondo pensione deducibile». Il problema, si legge sempre nell’articolo, è «che c’è molta ignoranza su questi temi». Una considerazione scomoda ma vera, sulla quale sarebbe opportuno soffermarsi.

E che pone un dubbio: se la materia successoria e perfino la pensione di reversibilità non sono negati ai conviventi gay, dov’è il fantomatico ”vuoto legislativo”? Ha senso chiederselo pensando, in aggiunta a quanto scritto da Repubblica, che le coppie di fatto godono già oggi dei diritti – solo per rammentarne alcuni – di stipulare di accordi di convivenza per interessi meritevoli di tutela (ex art. 1322 cc), di successione nel contratto di locazione a seguito della morte del titolare a favore del convivente (Cfr. C.C. sent. n. 404/1988), di visita in carcere al partner (Cfr. D.P.R 30 n. 230 del 2000), di risarcibilità del convivente omosessuale per fatto illecito del terzo (Cfr. Cass., sez. unite Civ., sent. 26972/08, Cass. III sez. pen. n. 23725/08), di obbligo di informazione da parte dei medici per eventuali trapianti al convivente (Cfr. L. n. 91 1999; Cfr. L.n. 53 2000), di permessi retribuiti per decesso o per grave infermità del convivente (Cfr. L.n. 53 2000), di nomina di amministratore di sostegno (artt. 408 e 417 cc), di astensione dalla testimonianza in sede penale (art. 199, terzo comma, c.p.p.), di proporre domanda di grazia (art. 680 c.p).

Il punto è che tutto ciò, quasi sempre, viene taciuto. Perché? Questa è una bella domanda. Un’ipotesi convincente è che ai responsabili dei movimenti gay interessi poco, in realtà, di colmare un “vuoto legislativo” a questo punto quanto mai dubbio; loro preoccupazione è invece occupare la scena pubblica con rivendicazioni che, esaminate da vicino, rivelano una matrice prevalentemente politica ed identitaria. Lo conferma con chiarezza un insospettabile come Gianni Rossi Barilli, giornalista, scrittore e militante gay, il quale ha scritto che «il numero delle coppie disposte ad impegnarsi per avere il riconoscimento legale è trascurabile» e che «il punto vero è che le unioni civili sono un obbiettivo formidabile. Rappresentano infatti la legittimazione dell’identità gay e lesbica» (Rossi Barilli G.Il movimento gay in Italia, Feltrinelli, Milano 1999, p. 212). I conti, insomma, tornano.

Infatti, se sul piano giuridico – precisamente del diritto volontario -, i diritti cui le coppie omosessuali aspirano sono sostanzialmente già disponibili, su quello pubblico non lo sono; manca cioè l’istituto delle coppie di fatto. Istituto che se da un lato poco aggiungerebbe sotto il versante normativo, d’altro lato moltissimo cambierebbe su quello simbolico giacché determinando, come osserva Rossi Barilli, «la legittimazione dell’identità gay e lesbica», avvierebbe una dinamica palesemente concorrenziale – sul piano delle risorse e della visibilità, dell’economia e della cultura – rispetto all’istituto matrimoniale, tanto che la stessa Corte Costituzionale, consapevole di questo e tradendo una certa ingenuità, si è preventivamente preoccupata di escludere che il riconoscimento delle coppie di fatto possa avvenire «soltanto attraverso una equiparazione […] al matrimonio» (Cfr. Corte cost. 14 aprile 2010, n. 138).

In altre parole il vero motivo per cui, col pretesto di diritti che – come abbiamo visto – in realtà negati non sono, si spinge in favore di un riconoscimento pubblico delle coppie di fatto anche omosessuali non è di giustizia ma di ideologia, ed ha il preciso scopo «di espropriare la famiglia dai diritti e dai privilegi che in molti paesi, come l’Italia, ancora vengono accordati a questa istituzione». Quello dei diritti civili è cioè l’ultimo paravento del materialismo distruttore dello «stato di cose presente» (Marx K. – Engels F. L’ideologia tedesca, Editori Riuniti, Roma 1972. p. 25), di chi considera la famiglia luogo di oppressione della donna e di «sfruttamento dei figli da parte dei loro genitori» (Manacorda Alighiero M. Marx e l’educazione. Armando editore, Roma 2008, p. 99). E’ qui, su questo terreno –  forse meno visibile ma decisivo – che si gioca la vera partita: quello che definisce e critica la famiglia naturale e la sua ragion d’essere. Il resto, con rispetto parlando, è specchietto per le allodole.

Giuliano Guzzo

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49 commenti a I diritti gay in Italia ci sono già, parola di «Repubblica»

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  1. Daniele ha detto

    Durante la puntata di Unomattina Estate del 20 agosto scorso Fabrizio Marrazzo, Portavoce di Gay Center, continuava ad insistere circa l'”esigenza” di approvare al più presto una legge anti-omofobia per evitare le discriminazioni di cui sono vittime gli omosessuali.
    Ad un certo punto Giancarlo Cerrelli, Vicepresidente dell’Unione dei Giuristi Cattolici Italiani, gli ha fatto semplicemente notare che nel nostro ordinamento giuridico nazionale già vi sono le leggi che tutelano gli omosessuali dalle discriminazioni e che, quindi, non esiste l’urgenza di una legge anti-omofobia.
    Interessante notare come poi l’esponente LGBT Marrazzo non abbia saputo replicare a Cerrelli (diciamo le cose come stanno: Cerrelli ha colpito nel segno e con una sola frase basata sui fatti reali ha smontato il castello in aria di Marrazzo).

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    • Daniele ha detto in risposta a Daniele

      Quando Marrazzo scoprirà che pure un quotidiano “gay friendly” come Repubblica dice le stesse cose di Cerrelli, cioè che le leggi a tutela dei gay esitono già, probabilmente gli verrà un “coccolone” (cioè uno svenimento)!

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    • Daniele ha detto in risposta a lorenzo

      “I gay non possono andare in tantissimi posti per incontrarsi. Immaginate cosa succederebbe se due gay entrassero in un normale pub e si baciassero”.

      Queste parole sono state dette dal titolare di un pub per gay di Copenhagen e sono la dimostrazione che anche nei Paesi nordici, come la Danimarca, nei quali le leggi “gay friendly” (anti-omofobia, pro-unioni e adozioni omosex…) sono una realtà già da molti anni, le cose per gli omosessuali non sono di certo cambiate in meglio, per cui se ne conclude che certe forzature legislative (io le leggi “gay friendly” le definisco così) sono inutili e dannose: questo perché non è, e mai sarà, un’assemblea legislativa a decidere a colpi di maggioranza cosa è naturale e giusto rispetto a cosa è innaturale e sbagliato.
      Piuttosto, i concetti di giusto e sbagliato sono iscritti nella natura delle cpose e nella natura umana, per cui noi uomini, se vogliamo andare verso il vero progresso, non possiamo far altro che seguire ciò che la natura (che per chi crede ha un nome: Dio) ha deciso per il nostro bene (specifico: verso il bene di tutti, sia eterosessuali sia omosessuali).

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      • manuzzo ha detto in risposta a Daniele

        Infatti, mi dà il voltastomaco non vedere due uomini che si baciano, bensì dire che loro sono discriminati. Io se vedo un paio di gay sulla panchina, mi giro semplicemente dall’altra parte. Ma quando dicono di essere discriminati la cosa mi fa venire voglia proprio di infliggermi dolore per non pensarci, che sò, un catetere ardente nell’intestino,preferirei tenermi quello finchè non si raffredda anzicchè sentiresta gentaglia che si lagna delle discriminazioni (inesistenti) . Ma in cosa cavolo sarebbero discriminati? solo perchè una minoranza della popolazione dichiara assurde alcune loro pretese, loro gridano all’omofobia. Caso mai siamo noi omofobi (crediamo che un bambino cresca meglio con una madre e un padre, per questo siamo totalmente e indiscriminatamente omofobi, da chiudere in carcere al più presto o da “sistemare legalmente”) ad essere discriminati.

        O magari quando si baciano sulla panchina vogliono qualcuno che gli dica “bravi, complimenti, voi siete liberi pensatori”? io non glielo dico, ma ci sono sempre prostitute e gigolò che possono soddisfare ogni loro esigenza…

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        • Giovanni M. ha detto in risposta a manuzzo

          Se cerco su Google: “aggredito perchè gay” trovo migliaia di entrate, quasi una al giorno. Se invece cerco “aggredito perchè etero”, non trovo nulla.
          Non sarà perchè i gay, a differenza di quanto affermi tu, sono veramente discriminati?

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          • Azaria ha detto in risposta a Giovanni M.

            O sará che montare un caso sulla presunta violenza verso i gay anche quando non esiste vende molto di piú e fa fare al giornale la figura del libero pensatore (quando in realtá é solo falsitá, ipocrisia)? Quindi meglio abbondare con false accuse contro l’omofobia.

            http://www.uccronline.it/2012/09/26/lomosessuale-rogers-finge-unaggressione-omofobica-e-stata-arrestata/

            http://www.uccronline.it/2012/08/21/il-giovane-gay-ammette-nessun-attacco-omofobo-mi-sono-fatto-male-da-solo/

            http://www.uccronline.it/2013/06/01/e-anche-questa-volta-lomofobia-non-centra-nulla/

            Solo tre esempi, ma si potrebbe anche continuare a lungo.

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            • Meister Eckhart ha detto in risposta a Azaria

              Ormai tocca augurarsi di non venire mai aggrediti da nessuno, per non rischiare di essere bollati come omosessuali dagli organi di informazione!!! Vaglielo a spiegare, poi, a mamma e papà, amici e fidanzata che no, davvero, non sono gay… non credete a tutto quello che leggete!!! 🙂

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            • Giovanni M. ha detto in risposta a Azaria

              Pensa che c’è ancora chi nega l’esistenza dell’Olocausto citando qualche esempio di persone che si sono inventate un passato nei campi di concentramento per poter chiedere indennità allo stato tedesco.

              Vedo che tu segui un po’ la stessa logica, citi tre esempi di mitomani per gettare obra sulle migliaia e migliaia di aggressioni che gli omosessuali soffrono ogni anno in tutti i paesi del mondo, tra cui ovviamente anche l’Italia…

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              • Paolo Viti ha detto in risposta a Giovanni M.

                Caro Giovanni, il problema è capire se quelle aggressioni di cui tu fai riferimento sono davvero aggressioni esistite (a) e sono davvero causate dal fatto che uno dei due fosse omosessuale (b).

                Secondo il Pew Research Center l’Italia è l’ottavo paese al mondo in cui i gay sono meno discriminati e secondo l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) le chiamate per presunte aggressioni omofobiche nel 2012 sono state 135. Non è dunque un’emergenza anche perché poi occorre verificare quante davvero sono reali ed il numero scenderebbe ancora.

                Se lo confronti con i casi di femminicidio o le discriminazioni ai disabili ti accorgi che i dati parlano chiaro. L’emergenza omofobia è un’invenzione della lobby gay assieme ai media per vittimizzare gli omosessuali così che si trovino meno resistenze, spinti dall’emozione, a concedere a loro matrimonio e adozione.

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                • Giovanni M. ha detto in risposta a Paolo Viti

                  Se metti in dubbio il fatto che giornalmente non vi siano casi di aggressioni e discriminazioni verso gli omosessuali non so cosa dirti…
                  Se poi le agressioni a omosessuali sono minori a quelle che ricevono le donne non significa che siano casi ugualmente gravi e poi dimmi una cosa: se gli omosessuali simulano le agressioni (tre su migliaia mi sembra un po’ pochino per avallare questa curiosa teoria) perchè allora le agressioni a donne dovrebbero essere tutte vere?
                  Io quello che qui vedo è un grande pregiudizio ed una sterile battaglia ideologica.

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                  • Paolo Viti ha detto in risposta a Giovanni M.

                    Tu, da buon e onesto laico, mi ricordi che il dubbio vale molto di più della risposta, ricordi? Il dubbio, dite voi scettici, è la miglior arma per essere liberi pensatori…vuoi negare ciò proprio ora?

                    Io sostengo, come ha sostenuto Pew Research Center l’Italia e l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) che in Italia non vi sia affatto alcuna “emergenza omofobia” ma ci siano discriminazioni numerose tanto quanto quelle verso i disabili, gli obesi, i calvi, i bassi ecc.

                    Il vero pregiudizio è insistere a dire che gli omosessuali sono discriminati perché lo dicono certi media, quando la realtà, le indagini e le autorità competenti raccontano un’altra realtà. Chi è il libero pensatore, Giovanni? Tu o io?

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                    • Giovanni M. ha detto in risposta a Paolo Viti

                      Io non ho detto che sia la priorità massima la lotta alla discriminazione dei gay, ma ho detto che sono fatti orribili che vanno combattutio e non derubricati a fantasie di parte come state facendo qui. E comunque 135 aggressioni contro omosessuali in un anno non sono poche… E comunque hai ragione che i calvi vengono discriminati alla stessa maniera. Infatti, sapendo che 11 milioni di italiani hanno problemi di calvizie, leggiamo di migliaia di aggressioni contro di loro… E coloro che sistematicamente gli discriminano ovviamente si chiamano… calvofobi, dico bene? Immagino che tali calvofobi vogliono limitare i diritti civili a chi perde i capelli… Eh si, i problemi in Italia sono ben altri…

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                    • Piero ha detto in risposta a Paolo Viti

                      Come se un’aggressione ad un omosessuale venisse premiata dal sindaco o la polizia facesse finta di niente.
                      Sapessi invece quante aggressioni vengono fatte QUOTIDIANAMENTE ai secchioni, a quelli con i denti storti, a quelli con gli occhiali, ai ciccioni…
                      Solo che questi non vanno in televisione a frignare, non si fanno fare serial tv per esaltare, quasi che l’essere in una certa maniera sia indiscutibilmente indice di qualcosa di grandioso…

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                  • Piero ha detto in risposta a Giovanni M.

                    come mai adesso non vale piu’ che la verita’ e’ dove c’e’ comune accordo?
                    Ma non ti accorgi di come ti auto-confuti nella stessa frse?

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              • Emanuele ha detto in risposta a Giovanni M.

                …scusa ma in base a quale criterio stabilisci che sia vero l’olocausto? Ieri mi parevi molto scettico sulle verità assolute…

                L’olocausto produce forti divergenze di opinione con negazionisti pronti a mostrare molte prove (foto aeree, assenza di fosse comuni, impossibilità di cremare milioni di persone con tecniche utilizzate all’epoca, etc.)

                Perché un negazionista dovrebbe avere meno credito di un sostenitore della Shoa?

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          • Meister Eckhart ha detto in risposta a Giovanni M.

            Ma piantala! Liberati dalle catene del conformismo imperante e comincia a ragionare con la tua testa. E’ dura, ma ne vale la pena.

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          • MarcoF ha detto in risposta a Giovanni M.

            Ma ceeeeeeeerto che i gay sono discriminati, ho fatto una ricerchina su google e….. tohh… leggi un po’ cosa succede ai dipendenti gay di google: http://www.corriere.it/economia/10_luglio_03/google-gay-discriminati-buste-paga_720c2362-866c-11df-8332-00144f02aabe.shtml

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            • Giovanni M. ha detto in risposta a MarcoF

              Quindi se Google ha deciso di non discriminare i gay garantendogli lo stesso reddito dei suoi dipendenti etero significa che la discriminazione è finita ovunque?
              Ma per favore…

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              • MarcoF ha detto in risposta a Giovanni M.

                No, reddito maggiore = trattamento diversificato.

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                • Giovanni M. ha detto in risposta a MarcoF

                  Leggi bene l’articolo: Google vuole garantire lo stesso reddito a tutti i suoi dipendenti e per questo da uno stipendio maggiore a chi non gode di sgravi fiscali, alla fine guadagnano quindi tutti uguale. Google dice anche che agli omosessuali saranno garantite le stesse ore di permesso che hanno gli eterosessuali per ragione mediche o familiari.

                  Chi ha citato quest’articolo ha preso quindi una cantonata: Google non favorisce gli omosessuali, semmai cerca di dare parità di trattamento.

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                  • MarcoF ha detto in risposta a Giovanni M.

                    Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…..

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                    • MarcoF ha detto in risposta a MarcoF

                      E cmq si tratta di una falsa equità, usata come grimaldello per equiparare le coppie uomo donna, con quelle omosessuali.

                      Anche i giacobini gridavano “libertè, egalitè e fraternitè”….. e intanto la ghigliottina lavorava 24 ore su 24!!

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                  • Piero ha detto in risposta a Giovanni M.

                    E’ proprio questo il punto.
                    NON deve esserci parita’ di trattamento.
                    Perche’ la famiglia (eterosessuale ovviamente) e’ l’UNICA che permette di mandare avanti la baracca dello stato.
                    Gli sgravi, mio bravo autoconfutatore, servono giustappunto perche’ i genitori devono allevare i figli. E devono spendere soldi, tanti soldi, per tirarli su. Ma e’ un investimento per lo stato.
                    Seguendo questo stupido ragionamento, allora poiche’ ci sono titolari di pensione di invalidita’ allora anche agli altri deve essere concessa, “per parita’ di trattamento”.

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                  • LawFirstpope ha detto in risposta a Giovanni M.

                    E se io single eterosessuale mi fingessi omosessuale per aumentare il mio stipendio?
                    Anche questa è “parità di trattamento”?

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            • LawFirstpope ha detto in risposta a MarcoF

              Tra l’altro viene da chiedersi a che è servito istituire sgravi fiscali…

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          • manuzzo ha detto in risposta a Giovanni M.

            benissimo. Allora stendiamo un velo pietoso sulla buona fede di questi allevatori di bufale, e mettiamo caso che siano tutte (ma proprio tutte) cose vere. C’è qualcuno che dice che queste aggressioni non vadano punite? ah si, i soliti omofobi… cioè noi. Mi fai vedere quando l’ho detto?

            Inoltre se ti fai un giro in certe zone che conosco io (c’ho lacorato e le conosco bene, fidati), meglio che non lo guardi più di tanto un gay (generalmente li si travestono e comunque attirano l’attenzione), altrimenti rischi di passare un brutto quarto d’ora, e vista la marmaglia che gli offre protezione, non avrai tanta voglia di spifferarlo ai giornali. Ah no, questa è una cosa politicamente scorretta da dire: un gay mischiato con associazioni a delinquere, non può essere vero! ma che omofobo che sono, brutto piccolo omofobo nero che non sono altro. Mi sa che “bisogna trovare una soluzione finale” per quelli che non si conformano, come me….

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          • Emanuele ha detto in risposta a Giovanni M.

            …che ci sia un motivo per cui vengono aggrediti?

            In ogni caso, non potendo conoscere la verità, non possiamo giudicare né i gay né gli aggressori….

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          • Daniele ha detto in risposta a Giovanni M.

            “Se cerco su Google…”

            Cioè per te è il numero di pagine su Google a descrivere in modo puntuale la realtà!?

            Google è solo un motore di ricerca, il quale non filtra alla radice la veridicità delle notizie contenute nei link che fornisce a questa o quella ricerca.

            Ad esempio su Google trovi anche il “falso d’autore” pubblicato da Repubblica, cioè la lettera del presunto 17enne omosessuale: se sono queste le “prove” della discriminazione, stiamo freschi!

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    • Giovanni M. ha detto in risposta a lorenzo

      Noi possiamo leggere questa notizia perchè il fatto è stato denunciato da Jobbe Jeller, un noto attivista per i diritti LGBT che ha assistito alla deplorevole scena. Come vedete la supposta lobby gay non è tale come si vuol far credere…

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      • Piero ha detto in risposta a Giovanni M.

        anche i nazisti denunciarono il bombardamento criminale di Dresda con le bombe incendiarie, e molti fascisti denunciarono le atrocita’ commesse dai partigiani e anche dagli americani. Quindi?

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  2. manuzzo ha detto

    L’omofobia è una chimera mitologica figlia di un’ideologia. Fattene una ragione!

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  3. Plato ha detto

    Si capiva già da tempo che la reale finalità di certe battaglie è quella di usarle come teste di ponte per la decostruzione dei fondamenti della società, famiglia in primis.
    In un ottimo saggio del prof. Mauro Ronco del 2006 (http://www.fiamc.org/bioethics/ideologia-del-genere/)che consiglio vivamente a tutti di leggere, per quanto impegnativo – si mostrava bene nelle parole di Schooyans l’esito del Gender Movement strettamente legato all’attivismo omosessuale e femminista:

    “Né l’eterosessualità né la procreazione che vi è legata possono pretendere di essere «naturali»; essi sono prodotti culturali «biologizzati». E’ la società che ha inventato i ruoli maschile e femminile e la famiglia, che ne è conseguenza. Occorre dunque instaurare una cultura che nega una qualsivoglia importanza alle differenze genitali. Con la scomparsa di queste differenze spariranno il matrimonio, la maternità, la famiglia biologica radicata. Questa cultura ammetterà tutti i tipi di pratica sessuale, correlativamente, rifiuterà ogni forma di repressione sessuale”.

    E’ appunto quello che si vuole attuare con queste legislazioni mirate, ed è questa la grande sfida alla quale ogni uomo di buona volontà e retto intelletto dovrà far fronte!

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    • Emanuele ha detto in risposta a Plato

      …il tutto sponsorizzato da multinazionali del vizio che non vedono l’ora di avere un esercito di sbandati, senza famiglia né valori, pronto a narcotizzarsi con sesso, droga, junk food, video poker, gadget elettronici, tv spazzatura, youporn etc.

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  4. Roberto Dara ha detto

    L’articolo non spiega proprio nulla. Per poter far valere qualche diritto ereditario, i gay dovrebbero stipulare una polizza vita eleggendo come beneficiario il proprio partner (cosa che peraltro può fare chiunque con, ad esempio, la propria amante), mentre l’asse ereditario normale resta appannaggio dei consanguinei, e resta fuori comunque la possibilità di visite in ospedale, alle quali i parenti possono opporsi.
    La domanda a questo punto è: se dal vostro punto di vista le coppie gay godono già di così tanti diritti (cosa comunque non vera), quale ulteriore problema potrebbe verificarsi se venissero approvati anche quelli residui del matrimonio, visto che già oggi, in uno stato così gay-friendly, non si stanno registrando i tanto temuti sconquassi sul piano sociale?

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    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Roberto Dara

      Magari potrebbe succedere che mi sarò impedito di affermare le verità filosofiche e quelle cattoliche intorno all’omosessualità, perché se ci provassi mi metterebbero in galera come già accade in Francia, Inghilterra, ecc.?

      Magari potrebbe accadere che si riterrà cosa normale e addirittura buona andare ad indottrinare con metodo esattamente equivalente a quello nazi-comunista i bambini delle elementari su quanto sia bello essere gay (come già accade in un fracco di nazioni)?

      Magari potrebbe accadere che ti venga concesso il presunto diritto di adozione?

      Magari, però, sempre magari…

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    • Emanuele ha detto in risposta a Roberto Dara

      …Se proprio devo essere sincero, non mi importa nulla di come gli omosessuali vogliono dividersi case, terreni e conti in banca…

      Mi preme che non i giovani non vengono ingannati da farneticazioni che vorrebbero rendere qualunque condotta sessuale moralmente lecita, anzi da approvare e possibilmente emulare.

      Mi preme che la famiglia (per interndersi quella vera, quella scritta nella Bibbia, nella costituzione ed in tutti i trattati di antropologia) non sia distrutta assimilando ad essa unioni pseudo-affettive fondate su debolezze umane se non su vizzi e perversioni.

      Mi preme che i bambini vengano generati da un atto di amore, non da un esperimento genetico di laboratorio, dove non si sa quali genitori “donerebbero” i loro fluidi corporei da mescolare in provetta per poi impiantare (come un cavolo in serra) un embrione in un utero in affitto. Mi preme che i bimbi abbiano padre e madre certi, chiamati con il loro nome: babbo e mamma, non “genitore 1, 2, x, etc.”

      …sono stato abbastanza chiaro?

      P.S.
      Evitiamo le repliche tipo: “…ma esistono famiglie che non amano i figli”, “…ma ci sono genitori violenti”. O si dimostra che non esistono in assoluto coppie omosessuali violente, pedofile o quant’altro, o questo è un argomento sensa senso… Per quale motivo, infatti, dovrei legalizzare i matrimonio gay se ci sono genitori etero depravati? Dove sta il nesso?

      Infatti, dovremmo forse permettere a chiunque di fare il magistrato (senza averne i requisiti) poiché ci sono giudici corrotti?

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      • giovanni ha detto in risposta a Emanuele

        Emanuele, è inutile rispondere a Roberto Dara.
        Ha già avuto decine di risposte, come la tua, argomentate e serie alle sue trollate.
        L’ho già scritto altrove: o è refrattario al ragionamento, o è in malafede.
        In entrambi i casi i suoi interventi non valgono neanche il tessuto epiteliale dei polpastrelli perso sulla tastiera per rispondergli.
        Quando interverrà dimostrando onestà intellettuale ne riparleremo, ma per ora ignorarlo è la cosa più caritatevole per lui e per tutti gli altri utenti.

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        • Piero ha detto in risposta a giovanni

          Roberto Dara e’ il perfetto soldatino nelle mani del governo, creta formata e plagiata dalla propaganda di regime.
          Se la legge dice che gli ebrei non sono persone, per lui gli ebrei non sono persone, e gli si puo’ fare quello che si vuole.
          Se la legge dice che bisogna camminare sulle mani a testa in giu’, lui cammina a testa in giu’.
          Se la legge dice che di notte c’e’ il sole, lui si mette gli occhiali da sole.

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  5. Positrone76 ha detto

    Alcune leggi sono relativamente recente ed in materia successoria cmq la successione è prevedibile e prevista come anche la reversibilità in misura minore o trascurabile. Che non ci siano in assoluto diritti vietati per i gay è vero. Che la storiella del malato che non può ricevere la visita del compagno sia una sciocchezza oki. Ma dire che tutto è disponibile è che ci siano parità di condizione rispetto al trattamento della coppia non in merito alla funzione genitoriale (che è esclusiva delle coppie etero) ma a quella socialmente rilevante dell’assistenza beh è un po’ ottimistico. La stessa assicurazione ha messo a disposizione ultimamente simili prodotti ma rimangono cmq più onerosi di altri.

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    • Emanuele ha detto in risposta a Positrone76

      l’accesso all’ospedale è una chimera, nessuno mi ha mai chiesto i documenti per entrare… Ho avuto mia figlia per settimane in ospedale, nessuno mi ha chiesto lo stato di famiglia per darmi informazioni mediche… Potevo essere benissimo il convivente della madre, l’amante, lo zio, un amico di famiglia, etc.

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  6. borg ha detto

    io credo che occorra mettersi d ‘accordo . c’e’ chi considera contro-natura l,omosessualita’, e chi la vede solo come una variante. tipo destri/mancini. mi pare che la definizione medico-scientifica sia chiara. pero’ certo, meglio fascista che ……!

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    • Positrone76 ha detto in risposta a borg

      Il contro-natura in ambito dottrinale non ha nulla a che vedere con l’ambito scientifico. Non è la Chiesa a stabilire cosa sia scientificamente naturale o cosa no e nei casi dubbi si rivolge alla scienza o logica. Il contro-natura ha senso in termini invece finalistici. Cioè due gay non possono riprodursi (naturalmente) e la loro ricerca della completezza non si può realizzare nella famiglia che genera che è la via che Dio ci indica assieme al sacerdozio. Il discorso è molto più lungo e complicato ma in estrema sintesi è questo il concetto. Ma contro natura è qualsiasi pratica che non porti alla procreazione (per lo stesso principio). Anche una coppia etero che, per ipotesi, scegliesse scientemente di non avere figli o avesse pratiche sessuali continuative non procreative (usa l’immaginazione) cadrebbe nella stessa definizione.

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      • Emanuele ha detto in risposta a Positrone76

        …Direi che per l’omosessualità contronatura abbia un valore prima di tutto scientifico, piuttosto che dottrinale. L’uomo è per natura eterosessuale, infatti i suoi organi riproduttivi non possono che funzionare in solo verso. Inoltre, l’attrazione sessuale ha un solo scopo: la riproduzione. Ovviamente, per una coppia omosessaule ciò è precluso dalla natura.

        Ovviamente esistono anche le devianze, ma le cose vanno chiamate con il loro nome. Una persona affetta dal nanismo, certamente rappresenta una variante “naturale” della fisiologia umana, ma resta un malato.

        Spesso si confonde naturale con con “esiste in natura” e si vuol così dare una connotazione morale positivista ad ogni comportamento. Per naturale, si intende invece “secondo la natura”… Per l’uomo “secondo la natura” è accoppiarsi tra maschi e femmine e generare figli.

        Altrimenti, se accettiamo come moralmente buono tutto ciò che esiste in natura, dovremmo accettare come buono qualunque comportamento umano naturale (ossia non indotto ad esempio con un lavaggio del cervello, vedi “Arancia meccanica”). Allora, anche pedofilia, cleptomania, necrofilia, violenza, tradimento, etc., esistendo in natura, diventano buone. Sono infatti varianti naturali del comportamento umano.

        Estendendo il ragionamento, sarebbe anche moralmente errato curare i malati. Infatti, cos’altro è una malattia se non un’alterazione naturale della biologia e fisiologia umana? Se “curare” un omosessuale diventa una violenza, poiché si va contro la sua natura, allora anche curare un malato di tumore è una violenza contro la sua natura che ha previsto che si ammalasse. Si dovrebbe insegnare al malato ad accetare se stesso, senza somministrare farmaci o terapie.

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