E anche questa volta l’omofobia non c’entra nulla…

OmofobiaSiamo tutti in prima linea a combattere gli episodi di omofobia e di discriminazione verso le minoranze (tutte, e non solo quelle color rosa), ma occorre opporsi anche a coloro che vogliono strumentalizzare queste tragiche vicende per arrivare ad ottenere una legislazione per i matrimoni e adozioni omosessuali.

Nel gennaio scorso, ad esempio, è stata diffusa la notizia del suicidio del giovane Andrea, studente 15enne di Roma, evento che la lobby gay ha subito cercato di strumentalizzare. «Si è ucciso perché veniva vessato in quanto omosessuale», ha subito detto Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center. La notizia è stata sui media per giorni, poi si è poi saputo che Andrea non era né omosessuale né vittima di episodi di bullismo.

In questi giorni un’altra storia molto simile: uno studente sedicenne di Roma ha tentato il suicidio gettandosi dal terzo piano dell’Istituto Tecnico Nautico “Colonna”. I giornalisti falchi si sono subito lanciati sulla nuova preda, inventandosi anche delle frasi che avrebbe scritto sulla discriminazione che riceveva in quanto gay: “Sedicenne si getta dalla finestra a scuola: «Deriso perché gay, non ce la faccio più»” scrive il “Messaggero”. “Il padre lo umilia perché gay. Sedicenne si lancia dal balcone”, si legge su “La Stampa” e lo stesso copione appare su “Repubblica”; “Il Corriere della Sera”, “Il Fatto quotidiano” ecc. Su altri quotidiani si sprecano invece interviste a genitori di omosessuali che incredibilmente si lamentano con i media perché si parlerebbe troppo poco di omosessualità!!

Come al solito il giorno dopo cambia tutto (discorso a parte per il TG3 che invece insiste con la sceneggiata): gli inquirenti hanno accertato che sul ragazzo non c’è mai stato bullismo o atti di omofobia, lui stesso ha dichiarato: «Mai preso di mira per il mio orientamento sessuale». Non risulta nemmeno un’ostilità da parte del padre, dato che i due non si vedono da dieci anni, tanto che il pm Eugenio Albamonte ha escluso l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio. Il ragazzo ha detto: «Il bullismo non c’entra col mio gesto, è stata colpa di un malessere interiore, delle mie insicurezze. A pochi avevo confidato la mia omosessualità. Non posso far sentire sui miei compagni il peso del mio gesto. Loro non c’entrano. Semmai ci ha diviso una sorta di reciproca indifferenza. Loro con i loro interessi, moto sigarette e uscite di gruppo, e io, sempre più introverso, con i miei, internet, lo studio, i miei silenzi. Ho legato solo con due o tre compagni di classe. Con loro sì mi confidavo. Non sono stato lasciato solo insomma. Al massimo avrebbero potuto intuire la mia inquietudine». Una cosa comune a tanti ragazzi insomma, anche se la spiegazione del giovane porta alla memoria le parole di Simon Fanshawe, importante scrittore omosessuale e intellettuale inglese, secondo cui il malessere e il disagio di molti omosessuali non dipende dall’omofobia, ma dallo stile di vita gay.

Nemmeno questo allora è un caso di omofobia, rimane tuttavia la disinformazione costante dei media e la continua pressione sull’omofobia, non per reale preoccupazione verso gli omosessuali (altrimenti dovrebbero prestare la stessa attenzione maniacale anche a chi viene discriminato in quanto obeso, basso, timido, con i capelli rossi ecc., come sottolinea giustamente il sociologo Giuliano Guzzo), ma con l’unico obiettivo di arrivare al matrimonio omosessuale attraverso un ricatto sentimentale. In questa direzione vanno le finte aggressioni omofobiche orchestrate da esponenti omosessuali, come quella di Charlie Roger, Joseph Baken, Alexandra Pennell ecc. Se si analizzano gli studi sull’omofobia, inoltre, si scopre che vengono quasi sempre elaborati da attivisti omosessuali e risultano essere privi di rigore nella metodologia e analisi dei dati dell’indagine, come è accaduto recentemente in Spagna.

Eppure non c’è alcun legame vero tra l’omofobia e l’assenza di un riconoscimento giuridico delle relazioni omosessuali, come abbiamo mostrato. Chi persiste su questa strada ha evidentemente interessi ideologici. Lo ha ben spiegato Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani: «Alcune forze culturali e politiche, che lavorano da qualche tempo, per rivoluzionare anche in Italia l’istituto familiare, hanno compreso che, per arrivare al matrimonio gay nel nostro paese, serve una procedura più articolata di quella attuata in altri stati, in quanto in Italia si riscontrano più resistenze che altrove. Il primo step è l’approvazione in tempi rapidi della legge sull’omofobia. Una tale legge appare del tutto inutile vista anche l’esiguità dei casi denunciati (si pensi che al numero verde per la segnalazione dei casi di omofobia presso l’Unar, Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali i casi segnalati nel 2012 sono stati soltanto 135); ma soprattutto una tale legge è inutile, perché il nostro codice penale prevede già, per eventuali abusi in tal senso, il reato di ingiuria e sanziona chi lede l’onore e il decoro di una persona (art. 594), la diffamazione (art. 595), la diffamazione per mezzo stampa (art. 596 bis) e, inoltre, prevede l’aggravante comune per aver agito per motivi abietti o futili (art. 61)».

Il vero scopo di questa attenzione spasmodica all’omofobia è allora quella «di voler eliminare gli ostacoli posti da eventuali oppositori sulla strada dell’approvazione di una disciplina sulle unioni gay. In poche parole la legge sull’omofobia avrebbe un carattere intimidatorio nei confronti di chi osasse opporsi alla strategia che vuole portare, finalmente, all’approvazione dei matrimoni gay». Si arriva così al secondo step, una legge che riconosca i diritti civili alle unioni tra persone omosessuali che aprirebbe le porte al terzo step: «questa fase è soltanto un passaggio per giungere al vero obiettivo previsto dal terzo step: il matrimonio tra omosessuali e l’adozione dei minori da parte di questi. È successo così in Francia, con i Pacs (Patti civili di solidarietà), approvati nel 1999, per giungere, dopo qualche anno, al matrimonio tra omosessuali e al loro diritto di adottare minori».

La redazione

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35 commenti a E anche questa volta l’omofobia non c’entra nulla…

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  1. Daniele ha detto

    Giorni fa avevo già presagito “puzza di menzogna” e avevo scritto questo commento:

    “Giungne ora la notizia che un 16enne ha tentato il suicidio perché, stando alle ricostruzioni della vicenda, a scuola “lo insultavano in quanto gay”.

    Davanti a notizie del genere ci vuole, prima di tutto, cautela: il tentato suicidio c’è stato (è un dato di fatto), però la notizia che “il ragazzo in questione è gay” potrebbe essere un altro di quei “falsi d’autore” (simile, cioè, alla lettera di quel 17enne omosessuale a “La Repubblica”, lettera che Sgarbi ha detto sembrare tutt’altro che spontanea) che stanno ultimamente girando nelle redazioni dei mass-media al fine di orientare in un senso ben preciso l’opinione di chi legge (o ascolta).

    Comunque, facciamo per un attimo finta che il ragazzo in questione sia davvero gay, che sia davvero stato ripetutamente “insultato in quanto gay” e che, non potendone più di tali insulti, abbia deciso di farla finita:
    ebbene, se le cose stessero in questo modo, servirebbe insegnare, a coloro (compagni di scuola) che lo hanno ripetutamente offeso, cosa vuol dire il rispetto: rispetto per chi ha un orientamento sessuale diverso, così come per chi parla un’altra lingua o ha un diverso colore della pelle o professa un’altra religione. Cioè servirebbe insegnare ciò che il crocifisso stesso, appeso nella aule scolastiche, ci insegna: cioè che ogni persona va amata (e quindi rispettata) in quanto persona, cioè creatura amata e voluta da Dio (infatti Cristo sulla croce ha dato la vita per amore nei confronti di ogni essere umano).

    Questo discorso sull’amore e sul rispetto è incentrato sul valore della persona: ed è pertanto ben diverso dai messaggi che i radical-chic lanciano dai “pulpiti” televisivi, messaggi nei quali si dice che serve una legge “contro l’omofobia” (che servirebbe non tanto ad insegnare il rispetto per gli omosessuali, ma piuttosto a chiudere la bocca a chi si schiera dalla parte della famiglia naturale e contro i matrimoni omosessuali: in Francia, in cui la legge contro l’omofobia è una realtà, la polizia, agli ordnini di Hollande, sta perseguitando inermi padri e madri di famiglia “rei” di indossare maglie con stampato un disegno raffigurante un papà e una mamma che tengono per mano i propri figli…) o che, per evitare altre offese agli omosessuali, serve legalizzarne le unioni (la realtà dimostra, invece, che la qualità e la quantità delle offese nei confronti degli omosessuali sono le stesse sia nei contesti in cui le unioni sono legali sia nei contesti in cui sono illegali: per cui il volere legalizzare tali unioni non ha nulla a che vedere col voler rispettare gli omosessuali).

    Stiamo attenti: è una tecnica antica come il mondo quella di usare i fatti tragici (come quello del 16enne aspirante suicida) come trampolino di lancio per messaggi sbagliati o per leggi ingiuste, leggi cioè che non hanno nulla a che vedere col far fronte ai veri problemi delle persone ma che avrebbero soltanto un impatto negativo sulla società!
    Questa tecnica si chiama “strumentalizzazione”.”

    Ecco: non mi sbagliavo… i fatti mi han dato ragione.

    Adesso però chiedo che quei quotidiani che hanno titolato, in prima pagina e a caratteri cubitali, “SEDICENNE TENTA IL SUICIDIO POICHE’ DERISO IN QUANTO GAY” scrivano, sempre in prima pagina e con un titolo a caratteri cubitali, che “IL SEDICENNE IN QUESTIONE NON E’ GAY”. Lo faranno? Ho i miei dubbi…

    Comunque ribadisco: anche se il ragazzo in questione fosse stato veramente “gay e insultato in quanto tale”, io continuerei a vedere nella legalizzazione dei matrimoni omosessuali soltanto una cosa negativa per la società tutta e mai e poi mai uno strumento di prevenzione delle violenze contro i gay.

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    • daniele ha detto in risposta a Daniele

      una piccola correzione…nell’articolo il ragazzo conferma di essere gay. Quello che lui nega è che il suo gesto è avvenuto in seguito a presunti atti di bullismo che lui stesso conferma che non siano mai avvenuti.

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      • Daniele ha detto in risposta a daniele

        E’ vero, hai ragione. Hai fatto bene a precisare.
        Ho riletto l’articolo e il ragazzo in questione, infatti, dice di essere gay: ma poi aggiunge che della sua omosessualità ne sono a conoscenza poche persone e anche che la causa del tentato suicidio non è né il bullismo né, tantomeno, il bullismo di matrice “omofoba”.
        Cioè la sostanza di quello che dicevo nel mio commento di prima non cambia: lui ha tentato il suicidio non perché offeso dai compagni in quanto gay, ma per problemi suoi personali, problemi che con l’omofobia non hanno nulla a che vedere.
        Comunque sia, credete che i quotidiani ammetteranno di essersi sbagliati nell’indicare l’omofobia come causa del tentato suicidio?

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        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Daniele

          Non possono ammettere di avere fatto quello che non hanno fatto: non si sono per nulla sbagliati, hanno voluto mentire consapevolmente! :-))

          Un giudice come il nostro Stefano Colombo dovrebbe condannarli a qualche forma di ammenda per non avere verificato con un minimo di attenzione la verità, fomentando così con una notizia falsa sentimenti di riprovazione e di caccia alle streghe: il diritto di informazione è anche un dovere che ha dei criteri inviolabili. Scommettete che ne lui ne alcun altro giudice “democratico ed equidistante” si permetterà mai una cosa del genere?

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          • Daniele ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            Se hanno mentito consapevolmente (cioè sapendo di mentire), allora devono essere sanzionati in modo più severo rispetto a chi mente in buona fede (cioè credendo che ciò che dice sia davvero la realtà)!
            Vanno sazionarli in quanto hanno consapevolmente “tradito” il dovere di cronaca: è un diritto dei cittadini sapere la reale versione dei fatti ed è pertanto un dovere dei giornalisti, che hanno liberamente scelto di occuparsi d’informare il popolo, dare notizie vere e corrette.
            Ad un giornalista non dovrebbe essere permesso in alcun caso e per alcun fine di distorcere la realtà…

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            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Daniele

              E siccome bastava andare ad intervistare lo stesso aspirante suicida o i suoi parenti o i suoi compagni di scuola, per sapere che le presunte angherie a sfondo anti-omo non avevano alcuna realtà, mi pare proprio che i giornalisti siano in palese dolo.

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              • Kosmo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                Gli ultimi ingenui che ancora credono alla deontologia professionale dei giornalisti (specialmente italiani!) dovevo trovarli proprio qua!
                Che abbiano ragione qualche volta gli atei a definire i cattolici “ingenui”??? 😉

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  2. Controinformato ha detto

    che vergogna…

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  3. Giacomot ha detto

    È uscita la moda del totalitarismo omosessuale e naturalmente non tutti gli omosessuali sono d’accordo come vogliono far credere ovunque .

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  4. geminitolk ha detto

    Iniziamo col dire che il termine “omofobia” è sbagliato. Cosa c’entra la “paura dello stesso”, significato del termine, con gli omosessuali?
    Piuttosto è più inclusivo “xenofobia”, in quanto in “diverso” racchiude un pò tutto, anche i gays.
    Comunque penso che chi (Stato, UE, Comunità Internazionale…) legifera in questo modo non abbia capito il contemporaneo. E ciò genera disordine nelle menti.
    Il guaio di oggi è la cultura dell’omologazione, per cui tutti per sopravvivenza “civile” devono adattarsi alla retorica e allo stile maggioritario. Questa è la deriva, e il punto morto, delle democrazie. Purtroppo, a sua volta, questo disastro è alterato da altri meccanismi: il libero mercato e la globalizzazione, che enfatizzano ancor di più l’interscambio di valori. Quindi si arriva all’appiattimento di tutte le diversità in un unico grande minestrone: la cultura globale.
    In campo musicale i Radiohead sono stati dei veggenti, infatti nei loro due capolavori “OK Computer” e “A Kid” c’è questa imminente e tragica consapevolezza…

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    • manuzzo ha detto in risposta a geminitolk

      invece chi legifera in questo modo ha capito molto bene: solo il popolino ateo e anticlericale può credere alla pagliacciata per la quale “permettendo il matrimonio gay” si rimuove l’omofobia. E ovviamente i troll che spopolano anche qui (e spero non ci credano davvero: sarei più propenso a credere anch’io che il mondo ha fatto puff dal nulla senza un motivo, piuttosto che credere a queste corbellerie). Perchè chi legifera ha capito troppo bene? semplice: i partiti vogliono sembrare belli alla gente! invece la Chiesa vuole sembrare bella, ma non alla gente!

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      • geminitolk ha detto in risposta a manuzzo

        Manuzzo non coinvolge solo i gay. Sono politiche sbagliate punto!
        È questa sorta di sentimentalismo statale verso i considerati più deboli: immigrati, donne, bambini rende il mondo più flessibile sui valori (l’imposizione, l’autorità, la disciplina si svuotano di significato. ) e lo rende piatto ed uniforme nella mediocrità;:? portandoci in questo nuovo mito dell’uguaglianza.

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        • manuzzo ha detto in risposta a geminitolk

          concordo con questa interpretazione… “il mito dell’uguaglianza”. Questa parolina la dice lunga sulla storia del XX sec. infatti.

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  5. gladio ha detto

    Qui c’è solo da sperare che da lassù Qualcuno guardi giù , abbiamo a che fare con forze sataniche , infernali, da soli umanamente non possiamo farcela.

    Comunque, bando al pessimismo e continuiamo a combattere,in fin dei conti abbiamo dalla nostra un’ arma potentissima :il Rosario.
    La speranza di sconfiggere questa feccia che sta distruggendo il nostro Paese non è ancora morta, coraggio

    NO PASARAN!!!

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    • edoardo ha detto in risposta a gladio

      Io non sono così pessimista.
      Ho già utilizzato questo testo UCCR poco fa, riportando brevi copia-incolla per smantellare la tesi del tizio che si è suicidato per bullismo anti-omosessuale.
      Finora (60 sec fa) nessuno ha controbattuto.
      Dunque vuol dire che ha fatto effetto.
      Quelli hanno gioco facile perché:
      a) a livello privato non li si controbatte, e
      b) a livello istituzionale, nessuno ricorre alla querela per diffamazione e calunnia in caso di menzogne manifeste.
      Per a) questo ed altri siti stanno lavorando egregiamente fornendo un database di smentite a cui attingere, per b) non dipende da noi, fosse per me…..
      In fin dei conti, basta poco.

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      • gladio ha detto in risposta a edoardo

        Hai perfettamente ragione, nutro però forti perplessità sull’ arma della querela.
        Credo infatti che il deterrente costituito sia dal dover affrontare azioni legali sia dal dover subire eventuali sanzioni civili e penali sarebbe in gran parte neutralizzato dalla consapevolezza di essere comunque supportati dalle potenti e ben finanziate “organizzazioni di categoria”.
        Se a questo aggiungiamo la ben nota caratterizzazione ideologica sia della magistratura che della stragrande maggioranza dell’ apparato mediatico ritengo che si correrebbe il rischio, tuttaltro che remoto, di porre sul capo del querelato l’ aureola del martire perseguitato, per cui… non so…

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    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a gladio

      Satana come ente singolo è la creatura ontologicamente più elevata ed è quindi senz’altro più potente di qualsiasi uomo, ma uno dei misteri più profondi del cattolicesimo è quello del “corpo”, che ci unisce tutti. L’umanità unita nella redenzione di Nostro Signore è molto più potente di Satana e infatti l’etimologia del termine “diavolo”, sembra provenire dal verbo greco διαβάλλω (diaballo), che significa: “metto male tra due persone”, “disunisco” (Rocci).

      Dunque, e lo dico in primis a me stesso, quello che ci dovrebbe occupare e preoccupare in prima istanza, è la nostra conversione personale, in modo che stando in grazia di Dio, si sia uniti al suo corpo mistico, cioè all’insieme di tutta l’umanità, passata e presente, in grazia di Dio. Cfr. MYSTICI CORPORIS CHRISTI, di Pio XII: http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_29061943_mystici-corporis-christi_it.html

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  6. Sophie ha detto

    Meno male che esistono gli Homovox fra gli omosessuali….

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  7. Umpalumpa ha detto

    Siete sicuri che l’ultimo step siano i matrimoni omosessuali?

    Io sono quasi sicuro su uno sdoganamento della poligamia e incesto.

    …E temo, ma sarebbe effettivamente troppo, pedofilia.
    Però questo articolo mi lascia un po’ sospettoso…
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/01/usa-giornata-di-alice-dei-pedofili-per-sdoganare-sesso-coi-minori/580040/#disqus_thread

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    • Giacomot ha detto in risposta a Umpalumpa

      Sì ma infatti l’altro step è proprio questo ! Ieri vedevo un video che parlava dei pedofili e sono rimasto terrorizzato dal vedere tanti commenti che parlano della pedofilia come se fosse un orientamento sessuale . Ormai questa falsa teoria del gender sta dominando le menti di tutti ! Anche di un cattolico con il quale parlavo giorni fà . Naturalmente non c’è nessuna prova scientifica che si ci nasca ma solo che ci si può diventare (naturalmente senza volerlo ma per esperienze impresse nel nostro inconscio e che in un certo senso traumatizzano) , e questa è l’ennesima prova che la disinformazione (come per l’omosessualità anche per tutti i presunti reati del vaticano nella storia ) è.purtroppo, l’arma migliore del demonio !

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      • gladio ha detto in risposta a Giacomot

        La pedofilia non sarebbe l’ ultimo step, sarebbe il penultimo, l’ ultimo, a questo punto, sarebbe il mitra.

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  8. Emanuele ha detto

    Siamo sicuri che il fine ultimo sia il matrimonio?

    «Il modo migliore per controllare socialmente e demograficamente l’umanità è la diffusione del vizio e dell’immoralità» (Malthus)

    Ricordiamo che sui vizi, ci sono intere multinazionali che ci speculano… Fumo, psico farmaci, droghe, anticoncezionali ed abortivi, pornografia, alcol, junk food, moda, etc.

    Ora, é chiaro che il primo luogo dove viene combattuto il vizio é proprio la famiglia. Lì vengono educati i giovani alle prime regole, ai primi sì e ai primi no.

    I regimi del passato, non a caso, tendevano a strappare i giovani dalle famiglie il prima possibile (gioventù fascista, giovani Hitleriani, etc.), volendo porre la scuola di stato unica davanti a quella familiare o scelta dai genitori … Purtroppo gli echi di questa ideologia non si sono ancora spenti, vedi referendum Bolognese.

    Oggi, invece, neppure perdono tempo ad organizzare scuole… Demoliscono semplicemente la famiglia. I giovani da soli troveranno la strada per il paese del Bengodi, basterà seguire le istruzioni di tv ed internet (che non a caso devono essere senza filtri!).

    Quindi, i vari politici pro-matrimonio-gay sono spinti da ben altre pulsioni che l’amore fraterno, sono spinti da lobby ben organizzate che lucrano sul vizio…

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    • Daniele ha detto in risposta a Emanuele

      Son d’accordo: infatti legalizzare i matrimoni omosessuali è come legalizzare lo sfascio delle famiglie e la rovina della società.

      Sugli psicofarmaci: è vero che ci sono medici di famiglia (quindi né psichiatri né neurologi) che li prescrivono con troppa facilità (e in questi casi servirebbe un maggiore controllo da parte dello Stato: hanno limitato la possibilità per i medici di famiglia di prescrivere gli antibiotici? Ebbene, una cosa simile dovrebbe avvenire anche per gli psicofarmaci), però è altrettanto vero che ci sono delle forme di disturbo mentale che senza un supporto farmacologico sarebbero ben più ardue (se non, in certi casi, praticamente impossibili) da trattare, fermo restando però che sia il medico sia il paziente devono essere consapevoli di una cosa fondamentale, cioè che gli psicofarmaci sono farmaci sintomatici, nel senso che alleviano i sintomi negativi legati al disturbo ma non lavorano di certo sulle cause di tale disturbo (cause su cui vi lavora, invece, la psicoterapia basata sui colloqui e anche, perché no, un buon padre spirituale che al cristiano affetto da disturbo mentale sappia dare delle “dritte” e dei consigli ispirati dall’Alto).

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      • Emanuele ha detto in risposta a Daniele

        ovviamente non intendevo i casi veri… E che oggi se non sei al 100% nessuno ti nega la tua dose di Prozac… Ossia, o sei su di giri 24 ore su 24, sette giorni su sette, o sei da psicofarmaco… Mi pare un po’ eccessivo…Potrò essere un po’ giù di corda, ogni tanto?…

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    • Daniele ha detto in risposta a Emanuele

      Riguardo al fumo: se ti riferisci al fumo delle canne, del crack e dell’eroina (adesso “va di moda” fumarla invece che iniettarsela) son d’accordo con te, ma se ti riferisci al fumo di tabacco, quest’ultimo ha neffetti nocivi soltanto sul corpo mentre non incide sulla psiche e sullo spirito…

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    • Giacomot ha detto in risposta a Emanuele

      Mi vengono i brividi … giuro .

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  9. Daniele ha detto

    La lobby LGBT cerca di incidere sull’opinione pubblica, affinché questa si dichiari favorevole ai matrimoni omosessuali, tramite due strategie:

    – sostenere che la “teoria del gender” ha basi scientifiche (mentre è soltanto ideologia: http://www.avvenire.it/Vita/Pagine/staminali_intervista_Leary.aspx);

    – provocare nei cittadini un “senso di pietà” verso gli omosessuali inventando di sana pianta casi di “bullismo omofobo” ai danni dei gay;

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  10. Orfeo ha detto

    …solo una parola: GRAZIE, di vero cuore. Interventi come questo sono, per logica e buonsenso, un vero balsamo nel mare magnum degli strilli degli omosessuali e di quanti li appoggiano incondizionatamente e a prescindere, facendo passare certe verità false e pericolose.

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  11. Brain ha detto

    Così come vi sono coloro che negano l’olocausto questo sito continua con disinvoltura nella sua operazione di negazionismo su violenze (psicologiche e fisiche) a cui sono soggette le persone omosessuali o trans a causa del loro orientamento sessuale.

    3 Giugno 2013 (ANSA) – MOSCA – Secondo omicidio di un omosessuale in meno di un mese in Russia, Paese fortemente omofobo: Oleg Serdiuk, 39 anni, vicedirettore di un aeroporto in Kamciatka, è stato accoltellato e picchiato, quindi bruciato nella sua auto per nascondere le tracce del delitto. Ma oggi, quattro giorni dopo il ritrovamento della vettura, la polizia ha reso noto di aver fermato tre uomini sospettati dell’omicidio. Uno di loro ha confessato come movente “l’orientamento sessuale non tradizionale”.

    Verrete a raccontarci che Serduck è accidentamentalmente scivolato, che la violenza omofobica non c’entra niente, che le malvage lobby gay si sono inventate tutto, insomma il vostro solito negazionismo. Bravi.

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    • Ottavio ha detto in risposta a Brain

      E dopo questo sfogo di Brain, riportiamo quanto dice questo sito web che negherebbe l’olocausto degli omosessuali: “Siamo tutti in prima linea a combattere gli episodi di omofobia e di discriminazione verso le minoranze (tutte, e non solo quelle color rosa), ma occorre opporsi anche a coloro che vogliono strumentalizzare queste tragiche vicende per arrivare ad ottenere una legislazione per i matrimoni e adozioni omosessuali”.

      Quando smetterai con il tuo negazionismo della differenza sessuale? Quando imparerai ad amare e rispettare la differenza sessuale e la sua complementarietà?

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