Ecco come Papa Francesco sta risvegliando la fede di molti

Udienza generale di Papa FrancescoQualcuno in questi ultimi mesi ha sostenuto che Papa Francesco sarebbe molto amato da chi è fuori dalla Chiesa e poco amato e seguito da chi è cattolico.

Eppure proprio nelle settimane scorse uno studio di Demopolis ha rilevato che in Italia, a due anni dalla sua elezione, l’88% degli italiani dichiara di avere fiducia in Papa Francesco (contro il 7% che ne ha poca o nessuna). Per quanto riguarda specificatamente i cattolici, la piena fiducia nel Pontefice sale al 93%.

Ma l’apprezzamento per Francesco non si ferma a lui, come qualcuno crede (dimenticando che lo stesso Pontefice ha ammesso di essere infastidito da questa popolarità, sopratutto da parte di chi è lontano dalla Chiesa: «Non mi piacciono le interpretazioni ideologiche, una certa mitologia di papa Francesco. Sigmund Freud diceva, se non sbaglio, che in ogni idealizzazione c’è un’aggressione. Dipingere il Papa come una sorta di superman, una specie di star, mi pare offensivo»), ma porta ad una maggior fiducia verso la Chiesa cattolica in generale e una maggior sensibilità religiosa. Qualche mese fa, infatti, i dati Ipsos hanno mostrato che nell’arco di poco più di un anno, la fiducia verso la Chiesa cattolica da parte degli italiani è passata dal 54% del 2013 al 71% del 2014.

Recentemente è stato il sociologo Fran­co Garelli a confermare un risveglio della sensibilità religiosa in generale, anche tra gli stessi cattolici: «Non ho dei dati di tipo quantitativo, però ci sono almeno due indizi che vanno in questa direzione. Il primo è la percezio­ne diretta di molti operatori pastorali, sa­cerdoti e laici, che colgono una certa ripre­sa della domanda religiosa. Soprattutto da parte di chi, dopo essersene allontanato, ritorna a frequentare gli ambienti religiosi e a riflettere sulle questioni ultime della vita. Il secondo indizio proviene da una ri­cerca di tipo qualitativo che sto conducen­do su incredulità, ateismo e nuove forme di fede tra i giovani, che mostra come la presenza del Papa attuale renda più “uma­na” l’immagine della Chiesa». E’ indubbio che sia “l’effetto Francesco” di cui molti parlano, «questo Papa colpisce molto, soprattutto le perso­ne (tra cui molti giovani) che nel tempo hanno maturato un’immagine un po’ ne­gativa della Chiesa […]. Francesco ha indubbiamente un certo riverbero in queste dinamiche di riavvi­cinamento alla Chiesa e alla fede cristiana».

Dati coerenti con quelli che arrivano dagli Stati Uniti dove un recente studio americano, realizzato dal “Pew Research Center”, ha rilevato che nove cattolici su dieci guardano favorevolmente al Papa (di cui 6 su 10 “molto favorevolmente”), alla pari con i “punteggi” ricevuti da Giovanni Paolo II (e superiori a quelli che aveva Benedetto XVI). Il ratzingeriano Timothy Dolan, arcivescovo di New York, ha affermato qualche tempo fa: «Ho sentito dire dai nostri parroci, che sono sempre in prima linea, che cresce il numero delle persone alla messa domenicale e le file a confessionali sono più lunghe. Crescono le domande sulla fede cattolica aumentano e anche le collette». Lo stesso fenomeno avviene anche lontano dall’Europa, ad esempio in Corea del Sud dove: dopo la visita di Francesco nell’agosto 2014, infatti, i dati ufficiali della Conferenza Episcopale coreana hanno registrato un aumento del 5% rispetto all’anno precedente dei battesimi e degli adulti convertiti e battezzatisi (in totale 124.748), una buona notizia dopo che nel 2010 si era verificato un calo nel numero dei nuovi fedeli: «si tratta di un effetto della visita pastorale di Papa Francesco in Corea», ha spiegato mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon. «Una visita che ha colpito non soltanto i cattolici ma l’intera società nazionale».

Un apprezzamento per la Chiesa in generale che diventa anche concreto, nel 2013 (siamo ancora in attesa dei dati del 2014) è infatti aumentata la raccolta dell’Obolo di San Pietro, l’offerta che ogni anno tutti i cattolici del mondo sono invitati a fare per aiutare le opere di carità del vescovo di Roma. Negli anni precedenti si era invece registrato una diminuzione delle somme raccolte. «Il Pontefice ha, per così dire, risvegliato i fedeli cattolici, ha suscitato un particolare entusiasmo che li ha portati evidentemente ad essere più generosi e disponibili a contribuire alle necessità della Chiesa universale», ha commentato l’arcivescovo Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato.

Nel dossier prodotto dalla rivista “Critica liberale” si è studiato anche l’atteggiamento mediatico nei confronti della Chiesa, mettendo in luce come in pochi mesi si sia passati dall’attenzione morbosa per gli scandali del Vaticano a quella per il vescovo di Roma e, di conseguenza, al cattolicesimo in generale che viene definito “il re incontrastato dell’informazione televisiva religiosa”. La televisione della CEI, TV2000, ha registrato ad esempio il record di ascolti nella recente visita pastorale del Papa a Napoli, collocandosi al terzo posto dopo Rai1 e Canale5. Qualcuno si lamenta per questo, parlando di violazione del pluralismo informativo in materia di religione, ma il sociologo Luca Diotallevi ha giustamente risposto: «Se osserviamo la presenza reale di altri culti nella società italiana, la quota che viene data complessivamente nella comunicazione radio televisiva a queste altre confessioni è uguale se non superiore alla loro presenza nel Paese. Se quasi tutti gli italiani si dicono cattolici, è normale che in tv siano preminenti».

Una maggior attenzione positiva da parte dei media alla Chiesa, una maggior fiducia da parte di cattolici e non cattolici nel Papa e nelle istituzioni ecclesiali, una ripresa della domanda religiosa e un maggior avvicinamento alla fede da parte di chi si era allontanato. Purtroppo molti “cattolici antibergogliani”, come si fanno chiamare, che diffondono fotografie delle udienze di Francesco mostrando entusiasti una piazza San Pietro più vuota rispetto alle udienze di Benedetto XVI (in realtà non si registrano cali di presenza consultando i dati delle udienze), vivranno questi dati con senso di sconfitta e frustrazione, negandoli o augurandosi addirittura un allontanamento dei fedeli dalla Chiesa così da poter dire: “avete visto? Avevamo ragione a criticare Bergoglio”. Allibiti di fronte a questo ideologico fenomeno, guardiamo a questi dati con ancora più letizia e fiducia.

La redazione

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38 commenti a Ecco come Papa Francesco sta risvegliando la fede di molti

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  1. Blas ha detto

    Di quelli che hanno risposto che hanno fiducia nel Papa quanti sono a favore della contraccezione? del aborto? del divorzio? della fecondazione asistita? del matrimonio omosessuale?

    • Riccardo ha detto in risposta a Blas

      E che importanza può avere? l’importante è che non lo sia il Papa (a favore).

      La fiducia è la premessa per la disponibilità all’ascolto; la disponibilità all’ascolto è la premessa per l’ascolto; l’ascolto è la premessa per la comprensione e la comprensione è la premessa per la conversione.

      È una buona cosa che quanti sono a favore di aborto, contraccezione, ecc. abbiano anche fiducia nel papa, è la miglior premessa possibile.

      È invece una cosa meno buona che non abbiano fiducia nel papa coloro che sono contrari ad aborto, ecc. e che per di più si professano cattolici.

      • Blas ha detto in risposta a Riccardo

        La mia domanda era indirizzata a decifrare quanto “cattolici” erano i cattolici che avevano fiducia del Papa. Perche mi pare stiate facendo lo stesso sbaglio che da tempo facciamo in sudamerica, considerare “cattolici” i battezzati.
        Poi ci mancherebbe che il Papa non é a favore di quello che ho chiesto se no non sarebbe Papa ipso facto. Piú mi preoccupa la tua idea che é un bene che quanti sono a favore di aborto, contraccezione ecc abbiano fiducia nel Papa. Che tipo di fiducia hanno? Che dica va tutto bene?

        • Riccardo ha detto in risposta a Blas

          Sì, il termine fiducia è abbastanza vago e per questo ho cercato di non caricarlo di aspettative troppo ottimistiche, interpretandolo solo come premessa per la disponibilità all’ascolto.

          Intendevo semplicemente dire che sarebbe peggio se il papa non ispirasse fiducia.

          Se ad esempio pensiamo alla parabola ratzingeriana, possiamo vedere come una martellante campagna mediatica volta a dipingere Ratzinger come reazionario, pastore tedesco, ecc. abbia prodotto una pregiudiziale mancanza di fiducia e una conseguente chiusura all’ascolto: emblematico, in questo senso, il percorso di Giovanni Lindo Ferretti: http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/ferretti-ratzinger-bergoglio.aspx

    • Daniele# ha detto in risposta a Blas

      Mi sembra che Blas abbia scritto un intervento un po’ confusionario.

      1) Confonde la fiducia nel Papa con l’adesione alla Chiesa. La prima riguarda un insieme necessariamente più ampio, perché la fiducia al Papa riguarda un insieme più ampio in quanto oltre che dai cattolici è manifestata anche da molti non cattolici e non credenti, ed è normale che questi ultimi pur avendo fiducia in Francesco non si identifichino totalmente con lui su ogni aspetto dottrinale.

      2) Mette insieme, come se fossero problematiche simili, questioni incredibilmente diverse tra loro: contraccezione, aborto, divorzio, fecondazione assistita, matrimonio omosessule… problematiche talmente diverse che è assurdo buttarle tutte insieme in un confusionario elenco. Alcune attengono alla materia dogmatica e altre no, alcune riguardano fatti su cui anche la legislazione civile discute, altri riguardano fatti che attengono solo alla sfera religiosa, e fra questi ultimi ve ne sono alcuni su cui la posizione della chiesa è indiscussa e indiscutibile e altri su cui anche all’interno della chiesa vi è una discussione, con commissioni di studio e dibattiti in corso (non solo sotto questo Papa, ma anche con i precedenti). Mettere insieme tutto in unico calderone è davvero sintomo di una superficialità che non meriterebbe neanche la minima attenzione preliminare.

      3) Butta lì, come semplici etichette, questioni su cui in realtà occorre operare una serie di distinzioni. Per esempio nel caso del “divorzio” non si ha un’esclusione in termini assoluti: il divorziato-vittima non risposato ha pieno accesso ai sacramenti e nessuno ha mai pensato di escluderlo dalla Chiesa.

      4) Infine, ma non in ordine di importanza, pone una domanda retorica dando per scontato che la risposta sia una ed una sola. Ma lui pensa davvero che in quelle tematiche che ha posto (volutamente sotto forma di minestrone) siano tutti contro la posizione ufficiale della Chiesa? Pensa davvero che la maggior parte delle persone che manifestano fiducia al Papa sotto-sotto siano poi in realtà favorevoli al matrimonio omosessuale? O che tutti quelli che stimano pubblicamente papa Francesco siano poi nei discorsi privati favorevoli all’aborto? Qui fa un autogol incredibile, perché la sua domanda non è per nulla retorica, e che la risposta è che, salve le tematiche su cui anche nella chiesa stessa vi è una discussione in corso (e non in questi giorni, penso a Paolo VI), sulle tematiche invece più ferme la risposta è “si: le persone che sono in disaccordo con il Papa e con la Chiesa sono molte meno di quelle che pensi tu”.

      • Blas ha detto in risposta a Daniele#

        Caro Daniele il mio commento va diretto a contestare lo scopo dell´articolo. Cioé smentire che “Qualcuno in questi ultimi mesi ha sostenuto che Papa Francesco sarebbe molto amato da chi è fuori dalla Chiesa e poco amato e seguito da chi è cattolico.” Cosa impossibile da fare con i dati presentati.Perció se qualcuno confonde fiducia al Papa con adesione alla Chiesa é l´autore dell´Articolo che propio lo intitola “Ecco come Papa Francesco sta risvegliando la fede di molti”.

        Poi non credo che “Mettere insieme tutto in unico calderone è davvero sintomo di una superficialità che non meriterebbe neanche la minima attenzione preliminare” sia vero. Tutti quei temi sono quelli che le inchieste pre sinodo della famiglia i “cattolici” di molti paesi vorrebbero vedere un cambio nella Chiesa.

        Per chiarire, io non assumo che chi a fiducia in Francesco sia a favore o contro la posizione della Chiesa. Solo voglio chiamar l´attenzione che i dati riportati nel post non permettono di concludere ne quello che dice il titolo ne la sua prima frase.

  2. Sophie ha detto

    W Gesù Cristo! W la Madonna Santissima! Forza Fra…. 🙂

  3. Riccardo ha detto

    Quella delle foto di piazza san Pietro diffuse da Socci è stata forse la mossa più patetica della saga antibergogliana:

    innanzitutto per l’ingenuo e meschino trucchetto tecnico: le foto messe a confronto inquadrano aree della piazza di diversa ampiezza; quelle relative a Benedetto XVI mostrano solo una porzione di piazza san Pietro, con punto di ripresa più basso ed effetto teleobiettivo che amplifica l’impressione di affollamento.

    In secondo luogo, quand’anche le immagini rispecchiassero ciò che vorrebbero mostrare, dimostrerebbero solo ciò che è risaputo: che esiste cioè una frangia antibergogliana che osteggia il papa e che, ovviamente, diserta le sue udienze.

    • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Riccardo

      Vero, quella di Socci e’ stata un’autentica idiozia.
      È un peccato, e’ senza dubbio un uomo dalla grande fede, solo che ha degli immotivati pregiudizi sul Santo Padre che, se all’inizio poteva destare qualche perplessità per le sue “apparenti” aperture sui valori non negoziabili, poi si è dimostrsto fermo e saldo, nonostante sia un gran comunicatore come tutti gesuiti (poi è un sudamericano, vuoi mettere con Papa Benedetto XVI il glaciale tedesco?).

      Speriamo che Socci mitighi il suo fanatismo.

    • Laura ha detto in risposta a Riccardo

      E che dire dell’aver attribuito al direttore di Avvenire che Ratzinger si sarebbe dimesso per lobby di potere? Socci ha attribuito a Tarquinio una lettera pubblicata da un lettore su Avvenire…

      E che dire dell’aver fatto dire a Francesco che si scusa del silenzio complice sui cristiani perseguitati, quando invece stava leggendo soltanto una preghiera a nome del popolo cristiano?

      Sono mezzucci disonesti di chi ormai non sa più che pesci prendere, non a caso da stimato scrittore è diventato completamente irrilevante nel mondo cattolico.

      • Riccardo ha detto in risposta a Laura

        Socci aveva messo in conto che il suo libro, “Non è Francesco”, avrebbe potuto rivelarsi un suicidio professionale.

        Ciò che non aveva previsto è che la sua ossessione l’avrebbe condotto a un suicidio intellettuale.

    • FREEZER75 ha detto in risposta a Riccardo

      Ma vien da chidersi come mai un personaggio del genere arriva a questo punto

      Qua si tratta di distorsione di fatti reali

      • Riccardo ha detto in risposta a FREEZER75

        Socci si è imbarcato in un gioco più grande di lui: sostenere di fronte al mondo intero che il papa è un impostore e un eretico.

        Ha sacrificato la sua professionalità sull’altare dell’idolo dei giornalisti: il miraggio del grande scoop.

        La frustrazione del fallimento si è trasformata in ossessione e l’ossessione ha prodotto l’accecamento che distorce la realtà.

        “Lasciate stare, tornate a casa… so riconoscere un’ossessione, non porterà niente di buono” (Nikola Tesla a Robert Angier in “The prestige”, Christopher Nolan).

  4. Umberto P. ha detto

    Io sono ateo. A me pare una brava persona. Non seguo tanto le vicessitudini della Chiesa, ma la sensazione che ho è di un Papa che voglia la trasparenza: rimozione di alti prelati che hanno insabbiato casi di pedofilia, tentativi di depotenziare chi ha interessi personali del Vaticano. Bergoglio non ne sbaglia una, anzi a dire il vero si, non mi piace per nulla la linea di buonismo sull’immigrazione: se ho una scialuppa da 30 posti (l’Italia) non posso far salire 100 persone: uccido anche i 30 che erano in salvo

    • Marco S. ha detto in risposta a Umberto P.

      Il Papa parla da papa: spetta ai politici tradurre i suoi afflati in possibilita’ concrete.
      Lui non e’ tenuto a conoscere in dettaglio i limiti e le possibilita’ tecniche, mentre un politico “fa un fischio” e si trova circondato da ingegneri, ammiragli e diplomatici, esperti in materia.

      Confidiamo comunque che questo papa riesca a rinnovare e rilanciare la il cristianesimo.
      Questi potrebbero essere primi importanti segnali.

      • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Marco S.

        Potra’ rilanciarlo sicuramente tra gli agnostici o i cristiani indecisi. Ma i nemici di Nostro Signore, a parte sporadici casi, rimarranno tali, purtroppo.

    • Bichara ha detto in risposta a Umberto P.

      Gentile Umberto: non date retta ai mass media, l’Italia è un grande paese di 60 milioni ed è un paese industrializzato e all’avanguardia per tanti aspetti e non è vero afatto che acccusa il peso di qualche miliaio di deseredati clandistini, mentre la Giordania paese povero di soli 8 milioni di ab. ha visto riversarsi sui suoi confini ben 1,5 MILIONI di profughi siriani eppure non ha dichiarato bancarotta;per non parlar del Libano…Credimi . .
      Non ne posso piu di questa farsa del teatrino politco: tutto è calcolato a tavolino sotto l’altare di dio danaro, e gli attentati qua è la compreso l’11 settembre e l’arrivo di qualche miliaio di disperato a ingrossare le file della manodopera a buon mercato , non sono che gli effetti collaterali del utilizzo dell’estremismo islamico da parte dell’occidente.

  5. Andrea ha detto

    Negli ultimi interventi, il nostro eroe sta passando alla lode dell’attuale Papa.
    Addirittura, sta tentando vergognosamente di far passare il concetto che “solo gli idioti non cambiano mai idea”
    e che lui sarebbe veramente un “uomo libero”.
    Non credo ammetterà mai la sua profonda e consapevole disonestà intellettuale.
    Vale, anche per lui come per tutti i “suberbi della fede”, la risposta che diede Paolo VI a chi gli chiedeva se Hans Kung credesse all’infallibilità del Papa. Disse infatti:
    “A quella del Papa no, ma a quella della sua testolina sicuramente”.
    Questo narcisismo intellettuale caratterizzato da un “acquisto compulsivo al supermercato dell’originalità a tutti i costi”, infine, non riguarda solo lui, ma è una grave piaga della Chiesa di oggi e di sempre.
    Si consiglia un bel bagno in una grossa vasca d’umiltà.

    • Riccardo ha detto in risposta a Andrea

      Naturalmente il nostro eroe non manca di sottolineare che è grazie alle pressioni sue e dei suoi seguaci se finalmente il papa dice qualcosa di cattolico, invitando comunque “a non farsi troppe illusioni, perchè papa Bergoglio è abituato a dire tutto e il contrario di tutto” (vedi commento dello stesso Socci nella sua pagina FB, relativo al post “bellissimo discorso del papa”).

      Insomma, Bergoglio sarebbe tutt’al più un front-man poco affidabile, ma il vero pontefice, l’autentico custode della sana dottrina è lui, l’autoproclamatosi papa Antonio da Siena: mi ricorda un po’ la parodia di Sherlock Holmes nel film di Thom Eberhardt, “Senza indizio”.

  6. Livio ha detto

    Personalmente delle indagini demoscopiche me ne è sempre calato molto poco. Le ritengo più adatte per il politichese che per la fede e poi non è certa la Chiesa dei numeri quello che conta ma la fede della sua comunità.
    Allo stesso modo trovo piuttosto imbarazzanti le foto pubblicate su facebook da Antonio Socci, mi ricorda tanto quelle odiose diatribe sulle presenze nelle piazze dei comizi, 1.000.000 secondo il partito, 50.000 per la questura, roba da terza elementare.
    Non ho una sconfinata simpatia per il Santo Padre, credo che il diritto di critica vada esercitato, e se devo un pochino rammaricarmi è per la fulminea e asciutta accoglienza nei confronti della famiglia di Asia Bibi sul piazzale di San Pietro. Potrei sbagliarmi, ma ad oggi non mi risulta alcun tipo di incontro privato con questi poveri martiri.
    Per me ha rappresentato un duro colpo.

    • Laura ha detto in risposta a Livio

      Eppure Asia Bibi continua a ringraziare Papa Francesco per il suo sostegno, evidententemente c’è una fitta rete di relazioni segrete che non appaiono sui media, come da sempre la Chiesa fa.

    • Riccardo ha detto in risposta a Livio

      Rischi di cadere nella stessa trappola delle foto:

      vedi sui media il fulmineo incontro tra il papa e la famiglia di Asia Bibi e trai la conclusione che sia tutto lì.

      Naturalmente tutto è possibile, e magari il papa se ne sbatte altamente di Asia Bibi, ma credi davvero che possa essere così?

      Se, come ha scritto Laura, esistesse una rete di contatti riservati, non sarebbe normale che io e te non ne sappiamo nulla?

  7. gandalf il grigio ha detto

    Per quanto riguarda la presunta iniziale “ambiguità” di Francesco circa i temi non negoziabili, credo che il Santo Padre abbia voluto agire seguendo l’esempio di Gesù con Zaccheo. Cristo è andato in casa di Zaccheo senza esigere che egli seguisse già i suoi comandamenti, Egli ha mostrato, così facendo, la Sua Luce, la Sua Salvezza e la gioia del seguirlo la Carità e la Sua Misericordia. Grazie a ciò Zaccheo si pente, si converte e sente, a questo punto, che nel seguire i precetti di Dio risiede la vera felicità e liberazione dal giogo di satana.Zaccheo si è sentito amato ed è l’Amore di Dio che lo ha salvato.
    La Chiesa tutta e papa Francesco sono consapevoli che per portare il Vangelo in un mondo distratto e immerso profondamente in sè stesso è necessario, seguendo l’esempio del Maestro, mostrare innanzi tutto l’Amore e la Misericordia di Dio agli uomini, perché da esse saranno abbagliati e resi desiderosi di seguirLo. Un sacerdote esorcista di Perugia mi disse che si riescono a mettere in pratica i comandamenti solo per mezzo della Grazia dello Spirito Santo. Dopo aver conosciuto Cristo e aver ricevuto lo Spirito si può iniziare il percorso per raggiungere la Santità che Dio desidera per ciascuno di noi. Chi non ha ancora conosciuto l’immenso Amore e Bontà di Dio vedrà i precetti della Chiesa come limitatori della libertà e non potrà mai capire come essi permettano di raggiungere la comunione con Dio e di corrispondere al Suo Amore. Per noi, che abbiamo già incontrato il Signore, tutto ciò appare scontato e addirittura sintomo di cedimenti sulla dottrina che in un certo senso ci viene “facile” rispettare, ma così non è seguiamo Pietro con tranquillità; egli è guidato dallo Spirito Santo.

    • Riccardo ha detto in risposta a gandalf il grigio

      Anch’io penso che non ci sia stata ambiguità sulla questione dei principi non negoziabili, ma piuttosto una visione lucida e un’esplicita dichiarazione d’intenti.

      Quando, nel settembre 2013, papa Francesco disse, nell’intervista a Civiltà Cattolica, che “non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna parlarne in un contesto. Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione”, mi venne in mente un dialogo del 2004 tra Habermas e Ratzinger, pubblicato nel volumetto “Etica, religione e Stato Liberale”, sulla questione “se lo Stato liberale, secolarizzato, viva di presupposti normativi che esso stesso non è in grado di garantire”.

      Nell’intervento che gli compete, dal titolo “Ciò che tiene unito il mondo”, Ratzinger disse, tra le altre cose:
      “Il diritto naturale — particolarmente nella Chiesa cattolica – è rimasto il modello di argomentazione, con cui essa si appella alla ragione comune nei dialoghi con la società laica e con altre comunità di fede e cerca i fondamenti a favore di un’intesa sui principi etici del diritto in una società pluralistica “secolare”. Ma questo strumento purtroppo risulta spuntato, e io non vorrei quindi far leva su di esso in questo dialogo.”
      E ancora: “L’interculturalità mi pare oggi costituisca una dimensione indispensabile per la discussione intorno alle questioni fondamentali sull’essere uomo, discussione che non può essere condotta né solo all’interno del cristianesimo né solo nell’ambito della tradizione occidentale della ragione. Entrambi considerano se stessi, secondo la loro autocomprensione, come universali e de iure possono anche esserlo. De facto devono per necessità riconoscere d’essere accettati solo in parti dell’umanità e di essere anche comprensibili soltanto in parti di essa.”

      Già dieci anni fa dunque, Ratzinger vedeva l’argomento dei principi della legge naturale come arma inadeguata, al punto da non volerla utilizzare nella dissertazione.

      In dieci anni il processo di secolarizzazione ha avuto un’accelerazione enorme ed è possibile che anche Bergoglio veda, in misura persino maggiore, quell’inadeguatezza di cui parlava Ratzinger, tanto più che gli interlocutori e i maestri del pensiero odierno si chiamano Maurizio Mori, Umberto Veronesi, Francesca Minerva, Alberto Giubilini (solo per stare in Italia), tutta gente per la quale il concetto stesso di “non negoziabile” è semplicemente privo di significato.

      Papa Francesco dunque non mette in discussione i principi (“Il parere della Chiesa lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa”), ma vede un’urgenza dettata dalla gravità del momento, che si esplicita, nella medesima intervista, nella sua dichiarazione programmatica: “Io vedo con chiarezza che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto. Curare le ferite, curare le ferite… E bisogna cominciare dal basso”.

      È importante quel “bisogna cominciare dal basso”.

      Secondo me è come se dicesse: “gli intellettuali sono rimasti sordi agli appelli di papa Benedetto, loro interlocutore privilegiato, che instancabilmente li ha invitati a non rinnegare la retta ragione e le proprie radici cristiane; adesso è urgente rivolgersi al popolo, prima che i lupi facciano ulteriore razzia, e il linguaggio privilegiato della gente comune è quello della vicinanza e della misericordia”.

      Io la vedo così.

  8. Fred ha detto

    Voi della redazione mi fate solo ridere!
    Possibile che non vi rendiate conto delle menzogne che escono dal Vaticano?
    Finitela di elogiare un uomo che vuole fare a pezzi la vera fede cattolica!!!
    Siamo giunti purtroppo a quel periodo che annunciavano molti santi:
    Ciò che è male sarà visto come un bene, e ciò che è bene sarà visto come male!!!
    Interrogatevi di ciò che Bergoglio dice e non potete non accorgervi che si tratta tutto di un inganno!!!
    La fede nel Vaticano e finita!!
    E le chiavi di San Pietro sono state restituite al Padre Eterno da parte di Ratzinger!
    Leggete il Diario della Beata Emmericke!! Non pensate mica che anche la nostra Beata fedelissima provenga dal male?
    San Giovanni Paolo II molte volte ci spingeva a leggere il santo diario!!
    Perché questo invito?
    Forse perché parlava della falsa chiesa con 2 Papi?

    • giovanni ha detto in risposta a Fred

      Collera divina, fuoco e zolfo che piovono dai cieli, fiumi e oceani che bollono!
      Quarant’anni di tenebre, eruzioni, terremoti!
      Morti che escono dalle fosse!
      Saacrifici umani, cani e gatti che vivono insieme! Masse isteriche!

      Basta, ho il panorama!

    • Eli Vance ha detto in risposta a Fred

      Per coerenza, le chiavi sono state affidate a San Pietro tramite rivelazione pubblica: gli evangelisti riportano il passaggio, la missione apostolica è fondata su questo, la tradizione millenaria della Chiesa è costante nel riconoscerlo.
      L’eventuale restituzione dovrebbe assumere anch’ essa le stesse caratteristiche di rivelazione pubblica, eppure nel suo ultimo annuncio Benedetto XVI ha dichiarato le sue dimissioni dal suo ruolo di pontefice, non della dimissione del ruolo di pontefice come istituzione, e in seguito ha confermato che sussiste solo un pontefice nella persona di Papa Francesco.

    • FREEZER75 ha detto in risposta a Fred

      Beh meno male che UCCR fa ridere almeno ci divertiamo, se facesse piangere sarebbe molto peggio

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