Giuseppe Luigi Palma smentito dall’Apa e da Franco Grillini

Giuseppe Luigi PalmaIl presidente dell’Ordine degli Psicologi italiani, Giuseppe Luigi Palma, ha sostenuto in un comunicato che l’orientamento sessuale non è modificabile, volendo delegittimare gli aiuti terapeutici agli omosessuali che ne fanno richiesta. Eppure il leader degli omosessuali italiani, Franco Grillini, è stato eterosessuale fino a 19 anni, amando la sua fidanzata e progettando dei figli con lei. Se non si può cambiare, Grillini è ancora etero? Sta dunque mentendo e ingannando migliaia di persone? Oppure è in errore il dott. Luigi Palma?

La vicenda inizia durante la trasmissione «Unomattina Estate» dello scorso 20 agosto, quando l’avvocato Giancarlo Cerrelli, vice-presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, si è pubblicamente confrontato con il portavoce di “Gay Center”, Fabrizio Marrazzo sulla legge contro l’omofobia.

Mentre Marrazzo ha sostenuto che una legge sull’omofobia sarebbe necessaria per impedire che i gay siano fatti oggetto di violenze e discriminazioni, il giurista Cerrelli ha replicato spiegando che il nostro codice civile già punisce tali aggressioni. Marrazzo non ha saputo replicare. La polemica è però emersa quando l’avvocato Cerrelli, dopo aver condannato ogni discriminazione verso gli omosessuali e aver definito l’omosessualità un disordine poiché si palesa una dissonanza tra corpo, oggettivamente eterosessuale (predisposto all’incontro sessuale con un partner sessualmente complementare) e la mente, ha anche citato la possibilità di un sostegno terapeutico agli omosessuali che desiderassero modificare la loro condizione.

Una dura replica a questa affermazione è arrivata il giorno successivo dallo scatenato Franco Grillini, presidente onorario Arcigay, che ha intimato l’ordine degli avvocati di prendere provvedimenti contro Cerrelli. Ancora peggio ha fatto Giuseppe Luigi Palma, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, il quale ha definito «gravissimo che i detrattori della legge antiomofobia ripropongano, tra le altre, l’idea che […] l’orientamento omosessuale sia da modificare, contraddicendo palesemente quanto, invece, da anni sostiene la comunità scientifica internazionale che, a ragione, ha da tempo rigettato le cosiddette terapie di conversione e riparative. Affermare che l’omosessualità possa essere curata o che l’orientamento sessuale di una persona si debba modificare, come recentemente dichiarato dal vicepresidente Unione giuristi cattolici italiani, è una informazione scientificamente priva di fondamento».

Occorre innanzitutto premettere che il pugliese dott. Luigi Palma si è candidato nel 2010 alle elezioni regionali con “Sinistra Ecologia e Libertà” nella lista dell’omosessuale pugliese Nichi Vendola. Il presidente dell’Ordine degli psicologi ha sostenuto mediaticamente che la comunità scientifica internazionale avrebbe rigettato le terapie riparative, eppure in ambito accademico-scientifico non si sarebbe mai permesso di affermarlo. Basterebbe soltanto citare la posizione della gay-friendly “American Psychological Association” (APA) la quale semplicemente sostiene che non vi siano prove a supporto. Ed è ben diverso dal “rigettare”, anche perché l’Apa ha dovuto riconoscere pubblicamente che 11 donne ex-omosessuali da 10 anni hanno modificato il loro orientamento sessuale mantenendo per oltre 30 anni relazioni normali con uomini.

Nel 2011, inoltre, sul “Journal of Sex and Marital Therapy” uno studio peer-review ha stabilito che la terapia di cambiamento è possibile, funzionante e non pericolosa. Nel 2010 sul “Journal of Human Sexuality” una seconda indagine aveva affermato che «sono possibili cambiamenti significativi, che diventano poi cambiamenti reali a lungo termine». Nella comunità scientifica fanno parte anche organizzazioni guidate da validi psicologi, come NARTH, che portano avanti queste terapie in ambito clinico, ma anche ex presidenti della stessa APA come Robert Perloff e il celebre Nicholas Cummings, che da anni aiutano decine di persone ad uscire dall’omosessualità.

Infine, se fosse vero che «l’orientamento sessuale non è modificabile» come sostiene Luigi Palma, allora Franco Grillini dovrebbe dimettersi dalla presidenza dell‘Arcigay perché sarebbe ancora etero, così come lo sarebbero  tantissime altre persone. Il noto omosessuale, infatti, a 19 anni pensava al matrimonio e ai figli (ne voleva ben 8!) assieme alla sua fidanzata, che amava, come ha raccontato nel libro «Ecce Omo: 25 anni di rivoluzione gentile» (Rizzoli 2008). Poi l’omosessualità e la militanza anticattolica. Se Luigi Palma ha ragione e l’orientamento sessuale non può essere cambiato, l’omosessuale più famoso d’Italia in realtà è ancora etero. O meglio, secondo le sue parole non è “scientificamente fondato” che sia omosessuale. Il vendoliano presidente dell’Ordine degli psicologi italiani, oltre a chiarirsi con il leader dell’Arcigay, dovrebbe inoltre dimostrare l’esistenza del fantomatico “gene gay” perché evidentemente se vorrà essere coerente con se stesso dovrà ritenere che, come non si diventa etero così “omosessuali si nasce e non si può diventare”.

Come è stato infine fatto notare, il comunicato di Giuseppe Luigi Palma è lesivo del Codice Deontologico degli psicologi italiani ed è, come spiegato dal giurista Francesco D’Agostino, «un’arrogante intimidazione (pseudo)-epistemologica». Il docente de “La Sapienza” ha anche accennato alla derubricazione nel 1973 dell’omosessualità dal novero delle psicopatologie del DSM non avvenuta a seguito di un adeguato dibattito scientifico, ma per mezzo di alzata di mano tra gli allora membri dell’“American Psychiatric Association” (il 58% si dichiarò a favore) da anni impediti a tenere conferenze pubbliche ufficiali poiché continuamente interrotti dai militanti LGBT.

La redazione

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59 commenti a Giuseppe Luigi Palma smentito dall’Apa e da Franco Grillini

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  1. Daniele ha detto

    I militanti omosessualisti vogliono una legge anti-omofobia, ma a me pare che sarebbe più opportuna una legge anti-eterofobia ed anti-cattofobia, visto che gli eterosessuali cattolici (dei quali faccio parte anch’io) sono sempre più spesso presi di mira, a suon di insulti e minacce, dai militanti omosessualisti.

    Scusate, ma sono i cattolici del Family Day che fanno incursioni al Gay Pride allo scopo di rovinare la manifestazione o, piuttosto, acceade l’inverso, cioè che i militanti omosessualisti del Gay Pride tentano di entrare nelle stanze dove si tengono le conferenze del Family Day al solo scopo di gettare scompiglio? Direi la seconda, quindi sarebbe opportuna una legge anti-eterofobia ed anti-cattofobia!

    Scusate, ma è il cattolico ed ex-omosessuale Luca Di Tolve che va ad impedire ai militanti omosessualisti di partecipare al Gay Pride o, piuttosto, sono gli attivisti LGBT che con ogni mezzo, violenza inclusa, vogliono impedire a Luca Di Tolve ed agli altri ex-omosessuali di esercitare il diritto previsto dall’Art. 21 della Costituzione, cioè la libertà d’espressione? Direi la seconda. Cioè, rendiamoci conto: Di Tolve e la sua famiglia tra un po’, viste le minacce che continuamanete riceve, dovranno andare in giro con la scorta, mentre Grillini, Vendola, ecc… non solo non hanno bisogno di scorta ma addirittura vengono ricevuti a braccia aperte ovunque vanno. E gente come Grillini e Vendola ha la faccia tosta di dire che serve la legge anti-omofobia!? A me pare necessaria, piuttosto, una legge anti-eterofobia ed anticattofobia!

    Scusate, ma durante la GMG del 2011 a Madrid sono stati i cattolici ad andare a rompere le scatole agli attivisti LGBT ed agli anticlericali o, piuttosto, è accaduto che gli attivisti LGBT e gli alticlericali si son messi a bestemmiare in faccia ai cattolici e questi ultimi, invece di rispondere con la violenza (verbale o fisica), hanno risposto con l'”arma” cristiana per eccellenza, cioè la preghiera? Direi la seconda! Quindi dire che non ci serve una legge anti-omofobia ma, piuttosto, una legge anti-cattofobia ed anti-eterofobia!

    E gli esempi potrebbero continuare…

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    • Roberto dara ha detto in risposta a Daniele

      Quando accadranno dei casi di omofobi picchiati da omosessuali ne riparleremo. Per ora purtroppo accade (e spesso) il contrario, e per questo la legge anti-omofobia serve eccome!
      Per inciso, Vendola un po’ di scorta ce l’ha. Grillini non so.

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      • Panthom ha detto in risposta a Roberto dara

        Un esempio: http://www.uccronline.it/2013/07/13/omosessuali-picchiano-chi-e-contro-al-gay-pride-video/
        Ah scusa, dimenticavo per te che questa è una violenza giustificata perché bla, bla, bla… 😉

        L’Italia è l’8° paese al mondo dove gli omosessuali stanno meglio, nessun bisogno di una legge. Piuttosto serve una legge in difesa dei disabili e dei timidi, che però tu pensi sia minoranze che possano essere discriminate, tant’è che non te ne occupi mai.

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        • Daniele ha detto in risposta a Panthom

          Giusto. Infatti ai disabili (intendo quelli su sedia a rotelle) è praticamente impedito prendere un treno o un autobus, andare in un hotel: infatti poche sono le stazioni e i treni adeguati al trasporto di disabili (molti sono adeguati sulla carta ma nella pratica il montascale o l’ascensore sono cronicamente “non funzionanti”…) e pochi hotel (e di solito quelli più lussuosi, per cui il disabile è costretto a pagare mediamente più dei non-disabili) hanno strutture adeguate a ricevere i disabili.
          Addirittura siamo nel 2013 ed esistono ancora scuole inadatte ad accogliere adeguatamente gli studenti disabili: una vergogna!
          E le nostre biblioteche hanno ben pochi libri in braille o computer con software specifici per i non-vedenti per aiutarli a leggere e studiare: una vergogna!
          Per non parlare della cafonaggine di molti italiani non-disabili che non si fanno scrupolo di parcheggiare nei parcheggi riservati ai disabili e della delinquenza di molti italiani non-disabili che si fanno passare per disabili per prendere la pensione d’invalidità (sottraendo così i fondi ai veri disabili): questa sì che è vergognosa discriminazione, questa è “disabilefobia”!
          Questa io vedo come la vera urgenza, altro che l’omofobia (termine inventato dai mass-media per discrivere una cosa altrettanto inventata)!
          Eppure una legge che dice che ogni luogo pubblico o privato ma aperto al pubblico deve essere privo di barriere architettoniche e che ogni servizio deve essere erogato in maniera efficiente sia ai non-disabili sia ai disabili esiste già da tanto tempo! Per cui occorrerebbe mettere in pratica tali leggi e vigilare sulla loro effettiva attuazione (tramite sanzioni)!

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      • Li ha detto in risposta a Roberto dara

        E se non leggiamo di violenza tra coppie gay che significa, che non esiste? Ma per favore! Dubito fortemente che non ci sia.
        Comunque è vero, i gay sono inclini a violenza, come se quello che sentono durante i discorsi del family day gli bruciasse. Se fossero sereni con sè stessi e con gli altri non si scalderebbero tanto.

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      • Giacomot ha detto in risposta a Roberto dara

        Roberto ma allora voi provocate ! Lo fate apposta ! Vi abbiamo gia detto centinaia di volte in passato come stano veramente i fatti e come certi fatti usciti sui giornali non solo non centrano nulla con l’omofobia ma sono anche la prova che essere omosessuali significa soprattutto essere anche depressi per il proprio stato nel quale il soggetto si trova .
        Vi supplico non continuate a dire sempre le stesse cose , o vi dovrò mettere una nota sul registro !

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      • danieleb ha detto in risposta a Roberto dara

        Interessante! Quindi servirebbe una legge contro l’omofobia. E perchè contro l’omofobia e non contro la misogenia per esempio? Perchè dovrebbe essere considerato più grave una attacco verbale o fisico verso un omosessuale che verso una donna in quanto tale?E’ anche quello un attacco ad un orientamento suessale, o sbaglio? Non si corre forse il rischio di fare una vera e propria discriminazione? Perchè dovrebbe essere più grave insultare un gay piuttosto che insultare un etero facendo chiaramente riferimento ad una sua caratteristica sessuale? C’è il rischio fondato secondo me che una legge contro l’omofobia porterebbe in breve tempo alla nascita di una casta di intoccabili, dove l’orientamento sessuale di uno sarà considerato più meritevole di tutela rispetto a quello di un altro. Poi, chi mi garantirà che tale legge non verrà poi utlilizzata anche a livello lavorativo? Chi mi garantisce che una società non si vedrà in futuro costretta a dover necessariamente assumere degli omosessuali tra i suoi dipendenti perchè altrimenti potrebbe essere accusata di omofobia? Chi mi dice poi che in sede di colloquio di lavoro un candidato respinto non accusi l’esaminatore di essersi fatto influenzare dal suo orientamento sessuale? Ovvio!Sarebbe la parola di uno contro quella di un altro. Ma si sa che i testimoni se vuoi in italia li trovi…e comunque sono sempre rogne che non titti hanno voglia di aver a che fare. Si vedrà costretto magari ad assumerlo per non correre il rischio di trovarsi una denuncia alla spalle. Chi mi garantirà che tutto questo non avverrà? Quindi in conclusione penso che proprio una legge così specifica che avrebbe la pretesa di risolvere un fantomatico problema( e dico fantomatico perchè i numeri sui reali attacchi omofobi sono abbastanza miseri) rischierà al contrario di alimentarlo.

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      • Daniele ha detto in risposta a Roberto dara

        Tu dici “Quando accadranno dei casi di omofobi picchiati da omosessuali ne riparleremo. Per ora accade (e spesso) il contrario”.

        Ecco: se rileggerai per bene ciò che ho scritto nel mio commento, scoprirai che ho fatto alcuni esempi concreti e documentati in cui si parla di aggressioni portate avanti proprio dagli omosessualisti* contro i cattolici e gli eterosessuali** come Luca Di Tolve ed i partecipanti della GMG. Quindi, visto che hai detto che “quando accadranno dei casi di omofobi picchiati da omosessuali ne riparleremo” e visto che tali casi son successi, riparliamone pure!

        Pero prima ti chiedo di fornire tu ora qualche esempio documentato e dimostrato (e, visto che tu dici che “accade spesso”, di tali esempi ne voglio almeno una decina…) che supporti la tua affermazione circa il fatto che spesso è successo che gli omofobi** hanno aggredito gli omosessuali (per inciso: non fanno testo i “falsi d’autore” come la lettera del 17enne omosessuale a “La Reubblica”).

        Sempre per inciso, Vendola ha “un po’ di scorta” non in quanto omosessuale ma in quanto Presidente di Regione (la Puglia) e leader di partito (SEL). Se Paola Binetti e Carlo Giovanardi (due politici con idee diverse da Vendola), ad esempio, ricoprissero incarichi di pari grado a quelli di Vendola, penso proprio che anche loro “un po’ di scorta” ce l’avrebbero.

        *tra la parola “omosessuale” e la parola “omosessualista” c’è una bella differenza: quella di “omosessuale” è una condizione, mentre quella di “omosessualista” è una militanza ideologica;

        **anche in questo caso, tra le parole “cattolico ed “eterosessuale” e la parola “omofobo” c’è la sua bella differenza.

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  2. Daniele ha detto

    “Mentre Marrazzo ha sostenuto che una legge sull’omofobia sarebbe necessaria per impedire che i gay siano fatti oggetto di violenze e discriminazioni, il giurista Cerrelli ha replicato spiegando che il nostro codice civile già punisce tali aggressioni. Marrazzo non ha saputo replicare.”

    Cerrelli ha colpito nel segno! Grande Cerrelli! Con due parole (supportate dai fatti) ha smontato tutta la retorica omosessualista (campata in aria) circa l'”urgenza” di una legge anti-omofobia!

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  3. beppina ha detto

    Certo che il dott. Palma ha uno strano concetto di “scientificità”; perlomeno “strano” é anche l’uso più o meno “improprio” che fa della carica di presidente (…ma non dovrebbe rappresentare tutti i colleghi?). E che bella coppia si forma con l’ingresso in campo del signor Grillini, persona “molto” reattiva quando si trova nelle condizioni di rapportarsi con chi non la pensa come lui (ma si sa … le decisioni APA per alzata di mano sono “scientificamente” ineccepibili).

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    • Giacomot ha detto in risposta a beppina

      Il bello è che se provi a dire che non è così ti fucilano . Speriamo non vogliano decidere il destino del mondo per alzata di mano …

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    • manuzzo ha detto in risposta a beppina

      non ci dobbiamo fare più di tanto caso: le basi sulle quali si costruisce il catechismo cattolico noi le chiamiamo dogmi. Questi signori, facendo uso improprio della parola, chiamano le basi del loro catechismo (in questo caso, propaganda politica) scienza. Quando si accorgeranno che quella che loro idolatrano non è scienza ma è dogma, sarà sempre troppo tardi. Però intanto è comunque comodo speculare sulla sovrapposizione semantica di cui soffrono per dare dell’antiscentifico a chi non la pensa come loro (non solo cattolici). Poi mi fa tenerezza quando dicono che siamo retrogadi e che dobbiamo smetterla di “perseguitare” (anche qui, io per perseguitare intendo torturare, imprigionare, esiliare ecc…, ma la loro scienza, per non chiamarla dogmaticità, dà un’altra definizione di persecuzione): non erano i pagani quelli che dicevano che i rapporti omosessuali erano perfettamente naturali (o almeno secondo la mentalità dominante, pare che tutti fossero d’accordo a quell’epoca, anche se questo sito ha messo in luce alcune cose scomode)?

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  4. Emiliano ha detto

    Il dibattito sull’orientamento sessuale è reso problematico, se non impossibile, da almeno due fattori: chi parla spesso non è un esperto, la visione antropologica o ideologica che spesso influenza il modo di interpretare i dati scientifici.

    Nello specifico, il dott. Luigi Palma, anche se presidente dell’Ordine Nazionale degli Psicologi, non è un esperto in ambito sessuale, né tantomeno di orientamento sessuale, quindi la sua opinione è altamente opinabile.

    Dobbiamo stare attenti anche noi però a non lasciarci ingannare da dati scientifici che sembrano dimostrare la nostra visione antropologica. Nello specifico, ad esempio, l’articolo nel quale l’APA avrebbe dovuto ammettere il cambiamento di orientamento sessuale di 11 omosessuali donne, in realtà, non lo afferma affatto. Innanzitutto si parla di identità sessuale, e non di orientamento sessuale. Poi un campione di 11 persone non è statisticamente significativo. E poi si parla di donne che è scientificamente dimostrate che sessualmente hanno caratteristiche sensibilmente diverse dagli uomini.

    Anche l’articolo pubblicato sul “Journal of Sex and Marital Therapy” in realtà non dimostra affatto quanto affermato nel sito. Leggendo non solo il libro, ma anche l’articolo di follow up, e leggendo le varie critiche metodologiche rivolte all’articolo si evince come in cambiamenti non siano così significativi, né tantomeno stabili, e molti riguardano più il comportamento o l’identità sessuale, ma non l’orientamento.
    Tra l’altro la ricerca è stata fatta non su persone che hanno svolto terapia riparativa, ma su persone che si sono rivolte alla Exodus International, un’associazione di tipo religioso che offre percorsi più di natura spirituale che psicologico o psicoterapeutico. Tra l’altro proprio la Exodus International ha chiuso i battenti dicendo che, negli anni, i risultati ottenuti non erano significativi.

    Inoltre lo stesso NARTH, ad oggi, ha pubblicato solo due articoli scientifici, ma entrambi sullo stesso gruppo di pazienti. Articoli con tali errori metodologici da rendere impossibile una valutazione sia dei risultati che del metodo.

    Dobbiamo noi stessi stare molto attenti a non fare gli stessi errori delle persone che critichiamo, altrimenti abbiamo la stessa credibilità.

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    • Hugo ha detto in risposta a Emiliano

      Se Luigi Palma non è attendibile quando parla di cambiamento dell’orientamento sessuale, credo che tu lo sia decisamente lo sei ancora meno.

      Devi stare attento a non commettere lo stesso errore di quelli che vuoi sottolineare.

      Gli studi scientifici rimangono validi, anche se scomodi, a meno che non sia prodotto un altro peer-review che li confuti.

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      • Giuseppe ha detto in risposta a Hugo

        A me sembra invece che ci si appelli ad una sorta di principio di autorità, che con ka scienza dovrebbe avere poco a che fare…

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      • Max ha detto in risposta a Hugo

        Hugo, credo che Emiliano non abbia tutti i torti. Anch’io ho avuto l’impressione che in contenuto dell’articolo dell’APA sia stato un po’ tirato per i capelli.

        Peccato poi perche’ il resto dell’articolo contiene info interessanti. Per cominciare, come l’APA ricordi che non ci sono prove ne’ a favore ne’ contro la possibilita’ che si cambi orientamento sessuale, od il caso di Franco Grillini che era etero fino a 19 anni e voleva avere tanti bimbi…

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      • Emiliano ha detto in risposta a Hugo

        Il mio commento non si fonda sulle mie opinioni ma su dati di fatto, quindi non puoi dire a me che non sono attendibile:

        1) Luigi Palma non è un esperto in sessuologia, dato di fatto;
        2) lo studio che parla di 11 donne citato nell’articolo parla di identità sessuale , eventualmente di comportamento sessuale ma non di orientamento sessuale, dato di fatto;
        3) l’altro articolo pubblicato nel “Journal of Sex and Marital Therapy” non dimostra affatto che sono possibili cambiamenti significativi e a lungo termine dell’orientamento sessuale. Meno che meno dimostra che questi cambiamenti sono possibili per un ampio numero di persone. Inoltre è una ricerca su persone che non hanno fatto terapia ma percorsi di crescita psico-spirituale (con pastori protestanti della Exodus International) che sono durati almeno 6 anni (se non ricordo male)!

        Luigi Palma acquisisce credibilità solo in quanto presidente dell’Ordine Nazionale degli Psicologi. Io non cerco di acquisire credibilità se non tramite le affermazioni scientifiche che faccio, suffragate da dati di fatto o da ricerche. Non devo essere attendibile io come persona perché le mie idee siano attendibili, ma i dati che porto a sostegno o difesa delle mie idee. Credo che ci sia una differenza sostanziale, come fai a dire che commetto lo stesso errore?

        Non ho fatto osservazioni senza suffragarle con dei dati, quindi sono stato molto attento a non commettere l’errore che ho criticato. Se dici che ho commesso questo errore mi devi anche dire come. Ho letto il libro di Jones e Yarhouse, il follow-up dello studio (cioè l’articolo pubblicato sul «Journal of Sex and Marital Therapy») e tutte le varie critiche pubblicate online e in altre riviste.

        Gli studi scientifici sono validi in funzione del modo in cui vengono strutturati, e non per altri studi peer-reviewd che li confutano. Per essere approvato in una rivista peer-rewied è sufficiente il parere favorevole del direttore della rivista, in modo da evitare tutto il processo di valutazione. E poi ci sono riviste minori che approvano utilizzando criteri molto lassi pur di avere articoli al loro interno. Ad esempio il tanto citato articolo di Spitzer sulla terapia riparativa è stato criticato molto perché si diceva che fosse amico di Kenneth Zucker, direttore degli Archives of Sexual Behavior che, sebbene la rivista sia forse la più importante a livello scientifico in ambito sessuologico, si dice che abbia accettato l’articolo per “amicizia” con Spitzer.

        Inoltre ci sono molte ricerche scientifiche che dicono cose diverse, ma allo stesso tempo non si confutano perché si trovano sempre differenze importanti che permettono di dire rimangono validi entrambi – essendo metodologicamente corretti – e bisogna capire il perché danno informazioni diverse.

        Insomma, se il mio studio è valido non può essere confutato nemmeno da 10 studi peer-reviewed fatti mali ma approvati per motivi non del tutto scientifici. Lo studio rimane valido. Altrimenti mi apro la mia rivista e comincio a pubblicare dentro le ricerche di amici che la pensano come me, in modo da avallare le nostre teorie.

        Hugo, se vuoi criticare le mie affermazioni lo devi fare con affermazioni altrettanto scientifiche. Se il dibattito su un argomento come l’orientamento sessuale non avviene in questo modo non andremo da nessuna parte.

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        • Max ha detto in risposta a Emiliano

          Emiliano, data la sua preparazione, volevo chiederle una piccola cortesia.

          In tempi recenti, ho notato come alcuni blog di un importante quotidiano italiano sono letteralmente presidiati da una psicologa, o presunta tale, che attacca, in maniera sistematica e prolungata, tutti coloro che si dicono contrari al matrimonio tra persone dello stesso sesso ed adozione a coppie omosessuali. Se le dessi l’indirizzo di uno di questi blog, potrebbe dare un’occhiata ai suoi posts per vedere come e’ possibile “smontare” le argomentazioni di questa persona- sempre che lo si possa fare, ovviamente? Grazie.

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          • Emiliano ha detto in risposta a Max

            Dammi il link e ti dirò sicuramente le mie impressioni e valutazioni …

            Dubito si riesca a smontare le opinioni o le idee della psicologa che mi dici, ma almeno possiamo confrontarci noi e cercare di avere argomentazioni sempre più valide da poter utilizzare anche in altre circostanze.

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            • Max ha detto in risposta a Emiliano

              Caro Emiliano,

              la discussione e’ la seguente. E’ piuttosto lunga.

              http://27esimaora.corriere.it/articolo/se-le-nozze-gay-ricordano-la-battaglia-per-il-matrimonio-tra-bianchi-e-neri/

              La psicologa in questione ha il nickname di fenix. La ritrovi sistematicamente in tutte le sezioni-commenti degli articoli del corsera in cui si parla di matrimonio tra persone dello stesso sesso.

              Per restare in contatto quando i commenti di questo post di UCCR saranno (presto) chiusi, potremmo scambiarci gli indirizzi di posta elettronica? sempre che per te vada bene, ovviamente. Grazie.

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              • Max ha detto in risposta a Max

                Mi sembrava di avere scritto questo messaggio, ma forse non e’ arrivato a causa della connessione lenta. Invitavo la Redazione a dare ad Emiliano il mio indirizzo e-mail.
                (se la Redazione riteneva opportuno non lasciare questo messaggio nella sezione commenti, lo puo’ certamente cancellare).

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        • simone ha detto in risposta a Emiliano

          Caro Emiliano, è interessante quanto dici. Se abiti a Livorno ho capito chi sei e certamente la tua visione è attendibile.

          Vorrei sapere che opinione hai dal punto clinico dell’omosessualità e inoltre vorrei chiederti cosa ne pensi del lavoro del dott. Nicholas Cummings:

          http://narth.com/docs/cummings.html
          http://www.youtube.com/watch?v=BKxYBch2LVM

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          • Emiliano ha detto in risposta a simone

            Ciao Simone,

            appena avrò un po’ di tempo cercherò di commentarti alcuni passi del documento di Cummings che mi hai citato. Il video è un po’ lungo quindi non l’ho visto e temo di non avere il tempo a breve.

            Riguardo il mio punto di vista clinico sull’omosessualità la cosa è complessa e ti dico perché: dobbiamo prima essere d’accordo su cosa intendere per malattia mentale (e la definizione cambia a ogni edizione dei manuali e questo porta a nuovi disturbi in entrata e a farne uscire altri) e dovremmo avere una definizione operativa di omosessualità per poterla confrontare con questa definizione. Riguardo l’ultimo punto mi spiego meglio: ogni disturbo psicologico è definito da una serie di criteri dei quali ne vanno soddisfatti almeno un “tot” perché si possa parlare di disturbo. Non abbiamo una definizione di omosessualità con questi criteri.

            Quindi abbiamo un problema in origine di vari tipi:

            – la definizione che abbiamo attualmente di omosessualità non rientra nelle caratteristiche attualmente ritenute descrittive di un disturbo mentale, per cui forse dovremmo spostare il dibattito sulla definizione di disturbo mentale …

            – dovremmo avere una definizione operativa (cioè con un insieme di caratteristiche osservabili) e il più possibile condivisa a livello scientifico che possa permettere un confronto con quelle caratteristiche. Altrimenti sarebbe l’unico disturbo con un unico criterio che coincide con la sua stessa definizione. Praticamente si autodiagnosticherebbe per il solo fatto di esistere, al contrario di qualunque altro disturbo.

            E questi sono solo i problemi posti a livello di definizioni. Poi ce ne sono tutta un’altra serie sui quali ora non mi riesco a soffermare perché devo scappare … spero di avere il tempo presto …

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          • Emiliano ha detto in risposta a simone

            Ecco cosa dice Cummings:

            Innanzitutto non ha dati certi ma prova a ricordare a memoria i dati, quindi sono informazioni che non possiamo usare più di tanto, ma solo come eventuale spunto di riflessione. Nel dibattito scientifico non ci servono. Comunque …

            Si sono rivolti alla sua clinica circa 18000 omosessuali dei quali desideravano cambiare il loro orientamento sessuale circa il 10%.

            Il 67% ha avuto come esito soddisfacente e il restante ha proseguito con i vari problemi presentati. Di questo 67% la maggioranza ha avuto come esito quello di riuscire a vivere con più serenità e felicità l’omosessualità e circa un 7,5% (del totale, non del 67%) ha sperimentato un riorientamento sessuale. Da questa percentuale, però, aggiungo io, dobbiamo togliere quelli che sarebbe cambiati comunque per via della fluidità sessuale, e coloro per i quali il cambiamento è durato poco e poi sono tornati all’omosessualità. Insomma la percentuale reale molto probabilmente è più bassa.

            Poi dice che una volta il problema era il diritto degli omosessuali a poter scegliere uno stile di vita gay, mentre ora la scelta di non essere gay viene messa in discussione perché la leadership dell’APA sembra aver concluso che tutte le forme di omosessualità siano “cablate” (mi trovate un sinonimo, ora non mi viene?) e immodificabili. Condivido che oggi si ponga il problema della libertà di scegliere di provare a vivere uno stile di vita gay (che non vuole ancora dire non essere omosessuale) oppure di aderire ad una visione antropologica (che prevede l’eterosessualità come preferibile). L’APA oggi dice che l’omosessualità non è una malattia mentale e che quindi non si possono fare terapie per “curarla”, ma se vuoi andare in terapia per approfondire ed esplorare il tuo orientamento sessuale e valutare modalità alternative per viverlo lo puoi fare.

            Poi dice che ci sono molti tipi differenti di omosessualità, e condivido pienamente.

            Infine afferma che l’APA ha permesso che la correttezza politica trionfasse sulla scienza, il sapere clinico e l’integrità professionale. E anche qui condivido. Basti pensare a questo: a ogni nuova edizione dei mauali diagnostici ci sono disturbi nuovi che vengono inseriti e disturbi vecchi che vengono eliminati. Ma mai, che mi risulti, sono state fatte crociate per queste situazioni. Nessuno ha mai impedito che si continuasse a fare ricerca su un “ex-disturbo” ora considerato normale, ma che il ricercatore continuava a considerare patologia. E nessuno si è mai sognato di denunciare i ricercatori che avevano provveduto a inserire nuovi disturbi nel manuale (“ma come ti permetti di considerarmi e darmi del malato se fino a 5 minuti prima dell’uscita del manuale non lo ero? Ora ti denuncio!”).

            L’approccio di Cummings mi sembra molto squilibrato. Lui stesso tra i commenti all’ultimo libro di Nicolosi (se non ricordo male, vado a memoria), dice che apprezza il suo coraggio e il suo impegno, sebbene le sue teorie a volte siano troppo semplicistiche e deterministiche.

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          • Emiliano ha detto in risposta a simone

            Rettifico: Cummings parla di un 13,3% di riorientamento che dobbiamo prendere con le pinze perché:

            – ricorda i dati a memoria dopo tanti anni
            – non considera quanti sarebbero cambiati spontaneamente per fluidità sessuale
            – quanti poi sono tornati all’omosessualità essendo un cambiamento temporaneo
            – quanto non hanno realmente modificato l’orientamento sessuale ma stanno solo riuscendo a vivere castamente sentendosi eterosessuali e quanti hanno effetti placebo, cioè si stanno convincendo di essere cambiati (tutto questo avviene in molte ricerche inclusa quella di Spitzer e di Yarhouse, non sono solo ipotesi mie).

            La percentuale, quindi, a mio avviso, considerando tutto questo, scende a dei valori più bassi in linea con le ricerche attuali.

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      • Emiliano ha detto in risposta a Hugo

        Un’ultima osservazione sui miei commenti. Se sembro troppo animanto è perché, conoscendo a fondo l’argomento, provo un profondo senso di disagio, quasi sofferenza, quando vedo che sosteniamo e difendiamo la visione antropologica cattolica con argomentazioni fallaci, facilmente confutabili e a volte non scientifiche.

        E’ una questione che vivo la livello personale in quanto cattolico, e non nei confronti specifici della persona con la quale discuto. Almeno “tra di noi” mi sono permesso lo sfogo scientifico! 😉

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        • Alida Vismara ha detto in risposta a Emiliano

          Omosessualitâ e cambiamento: ricerche scientifiche che confermano che la sessualità non è fissa, ma può cambiare: http://alidavismara1.blogspot.ch/2013/07/ricerche-scientifiche-che-confermano.html

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          • Emiliano ha detto in risposta a Alida Vismara

            La pagina che mi hai indicato non contiene ricerche scientifiche che dimostrano che esistono delle manovre psicoterapeutiche che riescono a modificare l’orientamento sessuale.

            Parla, più generalmente, del cambiamento delle emozioni e della plasticità neurologica, ma anche questa è relativa e mai assoluta o radicale. Ci sono alcuni articoli sulla sessualità ma non sono ricerche con gli standard necessari per essere utilizzate nel dibattito.

            Che la sessualità possa modificarsi è vero (fluidità sessuale), che possa essere modificata intenzionalmente è un altro paio di maniche: bisogna dimostrare come, in quali tempi, attraverso quali modalità e quante persone riescono rispetto a quelle che tentano (la percentuale deve essere statisticamente significativa).

            Inoltre è dimostrato che la fluidità sessuale consiste in oscillazioni attorno ad un nucleo di base che rimane sostanzialmente invariato. Quindi l’orientamento di base non cambia. Inoltre non è detto che il cambiamento rimanga stabile.

            Se si cerca di cambiare l’orientamento sessuale intenzionalmente bisogna ottenere una percentuale di cambiamento sensibilmente superiore a quella che, per fluidità sessuale, cambierebbe spontaneamente. Anzi, alla percentuale che cambia all’interno di percorsi terapeutici forse dobbiamo togliere una percentuale che, per fluidità, sarebbe comunque cambiata.

            Ecco quindi che le ricerche sulla fluidità sessuale, invece di sostenere la possibilità di cambiamento in terapia, arrivano addirittura a metterla in discussione.

            Poi non esistono ricerche che confrontano i dati ottenuti con la situazione psicologica di partenza dei soggetti. Ci possono essere delle caratteristiche psicologiche o dei disturbi che rendono i soggetti più rigidi o più flessibili sessualmente, modificando in questo modo i risultati o, comunque, rendendoli più difficili da interpretare. Anche l’APA ha detto che, nelle prossime ricerche, questi elementi andrebbero tenuti in considerazione.

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            • Alida Vismara ha detto in risposta a Emiliano

              la plasticità cerebrale e la possibilità di cambiare esiste per tutti … sono solo I nostri limiti umani che ci impediscono ciò … dire che non esiste una regola per I lcambiamento, non coincide con l’annuale il cambiamento. Ci sono nelle testimonianze che ho messo sotto, persone che sono cambiate al punto che nemmeno ricordano più di avere un tempo avuto emozioni omosessuali. Perchè la scienza ha dimostrate che la sessualità e un emozione e come tale è confermato scientificamente che cambia nel corso della vita, come tutte le emozioni. Se cambia nel tempo è perchè la persona matura, acquista sicurezze ecc..ecc.. fino al punto di arrivare a modificarla spontaneamente. Ma è chiaro che anche con le terapie, che non sono altro che informazioni che portano la persona verso una consapevolezza e maturità .. il cambiamento può avvenire. Niente lo esclude e una persona ha diritto di provare se vuole a direzionare la sua sessualità. Se ci pasiamo solo sul risultato garantito al 100% non esiste più terapia valida e nemmeno cura medica per qualsiasi malattia valida. Non sono “manovre” psicoterapeute … lo psicologo aiuta la persona a comprendere tutte le realtà che portano a certe sensazioni. Quando la persona le sa vedere per quello che rappresentano veramente perdono la loro “presa” sull’individuo. Un po’ come quando comprendi il trucco del prestigiatore, la magia svanisce.

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              • Emiliano ha detto in risposta a Alida Vismara

                Ci sono alcune premesse sbagliate:
                1) L’orientamento sessuale, per definizione, non è un’emozione.
                2) Le terapie non sono solo delle informazioni che portano la persona ad essere più matura.

                Non dico che non ci sono persone che cambiano, ma che il cambiamento deve essere statisticamente significativo e attribuibile in modo chiaro a delle azioni psicoterapeutiche. Altrimenti è inutile parlare di scienza o psicoterapia.

                Il risultato non può essere garantito al 100% ma qui parliamo più o meno del 5% e non sappiamo ancora quanto stabile.

                Il concetto che “capire” porti a “cambiare” è stato superato da molto in psicoterapia. Ormai è stato riconosciuto che capire (il cosiddetto “insight”) non porta al cambiamento, almeno non direttamente. Sicuramente non porta a far svanire le dinamiche emotive, meno che meno quelle che riguardano la sessualità (notoriamente resistenti al cambiamento). Altrimenti avremmo risolto con facilità una valanga di problemi psicologici in modo molto semplice dato che capire le cause, spesso, è davvero facile. Basti pensare a tutti i disturbi d’ansia: capire la causa delle preoccupazioni eccessive di una persona è facile, aiutarla a superarle è un’altra, fare in modo che non le abbia è ancora più difficile.

                Fondare il diritto a provare un cambiamento su queste carte non può che condurre al fallimento delle nostre argomentazioni dato che sono scientificamente confutabili. La strada è un’altra, credo.

                Almeno io la vedo così.

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                • Alida Vismara ha detto in risposta a Emiliano

                  L’orientamento sessuale è dove è orientata l’emozione sessuale. Questa è scienza e non è una definizione. Comunque puo’ pensare come vuole tanto la scienza non cambia con il suo parere … Le terapie sono proprio informazioni che aiutano la persona a comprendere molte cose e di conseguenza le porta ad un livello di maturità superiore. E’ evidente che lei queste cose non le sa (non è l’unico) .. comunque può credere a quello che vuole …. al “suo orientamento sessuale” e alle sue percentuali … chi cerca il cambiamento non ne fà una questione di percentuale… le persone motivate lo cercano e basta..e può abbassarla anche all’1% che questo per loro non cambia niente. Del resto se si guardasse la percentuale di successo per vincere all’Euromillions non giocherebbe più nessuno. Lei piuttosto può dire che percentuale di successo avrà il suo matrimonio? Si sposa o meno, in base alla percentuale degli altri?

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                • Alida Vismara ha detto in risposta a Emiliano

                  Il fallimento o il successo nelle terapie di cambiamento non può essere calcolato con fallimento o il successo degli altri, ma su quanto una persona sa investire se stessa in questo, in tutto per tutto in primis nel credere a questa possibilità, esattamente come per il proprio matrimonio. Quello delle percentuali è un “trucco” usato da chi è contrario al cambiamento per scoraggiare le persone in modo che alla prima difficoltà si arrendono. Visto che vuole parlare di numeri e successo eccole un calcolo perfetto matematico: questa statistica dice che in Belgio, primo paese ad introdurre il matrimonio omosessuale, restando moderati dall’ 80 al 90% dei matrimoni omosessuali termina con un divorzio. Molto più elevato il tasso per le coppie lesbiche che supera il 90% . Se la tendenza rimane costante nei prossimi anni, si prevede nel 2020 un divorzio ogni matrimonio omosessuale. Qesto vuol dire che la totalità dei figli si troverà confrontata con 4 madri o 4 padri con tutte le ripercussioni psicologiche che ci possono essere. http://laveritedeschiffres.unblog.fr/files/2012/12/mariage-et-divorce-homosexuel-lexperience-des-autres1.pdf – See more at: http://www.orarel.com/blog/2013/02/01/i-padri-e-le-madri-in-soffitta/#comment-100836.
                  Basandoci sul suo ragionamento questo esclude la riuscita del matrimonio omosessuale a tutti? Tantovale non fare alcuna legge.. non crede? Oltrettutto qui non ci rimettono solo le coppie, ma anche I figli.

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                  • Emiliano ha detto in risposta a Alida Vismara

                    La legge non dipende dalle percentuali ma dal diritto. Anche se nessuno al momento fosse in grado di avvalersi di un diritto, o fallisse nell’esercitarlo, per questo motivo il diritto non decadrebbe, e quindi anche la legge.

                    La domanda che ci possiamo porre, eventualmente, è da dove proviene il diritto. E’ una convenzione sociale oppure deriva da una legge naturale? Oppure altro? Ci battiamo tanto per i diritti ma non abbiamo visioni uguali sull’origine del diritto.

                    E poi, la legge può ignorare il diritto se una convenzione sociale decide così?

                    Ma poi, perché mi parli di queste cose dato che io non l’ho fatto? Ad esempio di legge sull’omofobia. Me ne parli come se io avessi espresso un parere in merito e tu dovessi dimostrarmi qualcosa, ma io non ho detto niente. Che ne sai di quello che penso io?

                    Ultima cosa. Come ti dicevo in un altro messaggio per parlare di questi argomenti non servono molto i link su Internet, bisogna citare ricerche scientifiche, altrimenti ognuno può dire dimostrare quello che gli pare. Se devi citare qualcosa, cita la ricerca non un link.

                    Se non facciamo così ognuno può dire e dimostrare quello che gli pare.

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                • Alida Vismara ha detto in risposta a Emiliano

                  Questi sono dati ufficiali presi dalle statistiche svedesi .. facendo un semplice calcolo riuslta che la pedofilia tra gli uomini con emozioni omosessuali è 2’400% vole più alta di quelli delle persone con emozioni eterosessuali.. Questo secondo il suo ragionamento vorrebbe forse dire che tutte le persone con emozioni omosessuali sono pedofili? Svezia Pedofilia, 2400% volte in piu’ nelle persone con emozioni omosessuali rispetto alle persone eterosessuali.
                  http://www.gluefox.com/kontr/pedokalk.shtm.

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                • Alida Vismara ha detto in risposta a Emiliano

                  Visto che ama le cifre … provi a dare un’occhiata sui reati in Italia e quanto senso ha l’inganno sulla legge dell’omofobia: sono all’incirca 8’000 reati che se dovessero echeggiare a grandi titoli tutti sui giornali, sarebbero circa 22 reati ogni giorno suddivisi in 40 categorie diverse (mettiamoci pure anche i reati di omofobia che fanno notizia sempre sui giornali) per essere in media con le altre categorie ci dovrebbe essere un reato di omofobia ogni 2 giorni e ripeto .. per essere nella media e non un’emergenza .. A qualcuno risulta che ogni 2 giorni in Italia persone con emozioni omosessuali vengono picchiate, insultate e di conseguenza fatta denuncia?

                  Direi che c’è più emergenza di ANZIANOFOBIA in Italia Se dovessimo fare una protezione dei reati per categorie .. credo che ce ne sono molte più a rischio che le persone con emozioni omosessuali, non figurano nemmeno in questa casistica (o io non le ho viste) Categorie reati 2012:

                  violenza su anziani (630) rapine (554) violenza sulle donne (545) violenza domestica (478) stalking (410) accoltellamenti (403) figlicidio (382) lesioni (354) oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale (318) estorsioni (314) tentato omicidio (310) vendette (264) maltrattamenti su minori (237) uccisione del partner (223) favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione (215) percosse (203) omicidi (177) minacce (171) false accuse di reati sessuali contro adulti (168) abusi sessuali su minori pedofilia (143) violenza psicologica (112) bullismo (105) sequestri di persona (98) false accuse di reati sessuali contro minori (97) danneggiamento (89) violenza sessuale (88) false accuse di reati non sessuali (82) sfruttamento di minori (80) maltrattamenti (77) omissione di soccorso (74) avvelenamenti (71) tentato infanticidio (71) maltrattamenti su animali (70) circonvenzione di incapace (56) incendi (54) atti vandalici (46) parricidio-matricidio (46) riduzione in schiavitù (46) ferite ai genitali (35) risse (27) torture (24) serial killer (15)

                  http://violenza-donne.blogspot.it/2013/04/rapporto-sulla-violenza-delle-donne-in.html

                  Se vuole può tramutarli in percentuale… sulla base di quante persone ci sono per ogni categoria..

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                • Alida Vismara ha detto in risposta a Emiliano

                  Eccole altre cifre: GLI EX-GAY SUPERANO DI NUMERO GLI ATTUALI “GAY” http://www.documentazione.info/non-si-nasce-gay-e-altre-cose-che-pochi-sanno
                  Se l’orientamento sessuale cambia spontaneamente, in quanto a emozione, è chiaro che cambia anche con le terapie … come ogni emozione (fobie, tristezze, attaccamenti emotivi ecc..) L’unica verità che sfugge alla maggior parte delle persone è che la sessualità è scientificamente provato che è un’emozione .. mentre la gente pensa che sia parte integrante del corpo umano, con geni e costrizioni genetiche che danno una direzione all’uomo (orientamento) mentre tutto si trova nella nostra mente. Si cambia il modo di vedere la realtà (con o senza terapie`) e si cambia l’orientamento.

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                  • Alida Vismara ha detto in risposta a Alida Vismara

                    Potrei continuare a pubblicare cifre all’infinito … ma preferisco concludere sottolineando un’ultima realtà: le cifre, dal momento che esiste una persona anche su un milione che riesce a fare una determinata cosa, non sono più indicatrici che quella cosa non può essere fatta, ma al contrario indicano che può essere fatta, ma che il 99,999% delle persone non investe bene le sue potenzialità per arrivare al risultato. Le terapie reparative hanno la stessa percentuale di successo di tutte le altre terapie.

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                  • Emiliano ha detto in risposta a Alida Vismara

                    Citami anche una sola ricerca scientifica che afferma e dimostra che l’orientamento sessuale è un’emozione come tutte le altre.

                    Se non la riesci a trovare decade tutto il discorso che hai fatto. Non basta dire che una cosa è dimostrata scientificamente, bisogna anche portare le prove di questa affermazione.

                    Parlo di materiale scientifico, non di link a pagine Internet.

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    • lorenzo ha detto in risposta a Emiliano

      Ritieni che avere un corpo maschile e sentirsi sessualmente attratti da un altro maschio (o femminile e sentire attrazione per una femmina) stia alla base di molti probemi psicologici degli omosessuali oppure no?

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  5. Sophie ha detto

    http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2013/08/30/news/via-padre-e-madre-dai-documenti-arriva-genitore-1-e-genitore-2-1.7657681 Via padre e madre, arriva “genitore 1” e “genitore 2”. Non Francia, Venezia!!!!!! -.-

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  6. simone ha detto

    Chiedo le dimissioni dell’eterosessuale Franco Grillini dall’arcigay!!

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    • Max ha detto in risposta a simone

      Diciamoglielo 😉

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    • Positrone76 ha detto in risposta a simone

      Perché mai? Premesso che non è che Grillini mi sia simpatico sia per contenuti nelle sue affermazioni che per le forme in cui le esprime. Tuttavia un’eterosessuale può benissimo rappresentare gli interessi omosessuali ed anche un omosessuale può rappresentare gli interessi specifici degli eterosessuali o della famiglia tradizionale.

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  7. Alida Vismara ha detto

    Omosessualità e cambiamento: alcune testimonianze di persone che cambiano
    http://alidavismara1.blogspot.ch/2013/07/il-cambiamento-di-orientamento-sessuale.html

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  8. Daphnos ha detto

    OT ma non troppo: Oh Gesù mio, rientro a casa a tarda sera e mi accoglie la notizia della nomina della Cattaneo a senatrice a vita 🙁 🙁 🙁 . Spontanea sorge la domanda: cosa rimane da fare quando neanche le democratiche urne riescono a scrostare simili personaggi dalle seggiole del Parlamento??

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  9. Antony ha detto

    Praticamente una degna figlia della Montalcini???
    Di male in peggio!!!

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  10. Silvio Lamberti ha detto

    In un comunicato stampa del 19 Luglio 2011 il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha espresso la posizione ufficiale dell’Ordine degli Psicologi in merito alle cosiddette terapie di conversione e riparative.Il contenuto del comunicato non lascia spazio ad interpretazioni; afferma nettamente che l’omosessualità non è una malattia da curare, e che l’orientamento omosessuale non è da modificare.
    Il compito dell’operatore della salute mentale (psicologo, psichiatra, psicoterapeuta) di fronte a un caso di omosessualità sintonica è pertanto aiutare il paziente ad armonizzare la sua tendenza con il resto della personalità in modo ego-sintonico, e non quello di modificarne la tendenza.[23]
    Posizioni in contrasto con questo enunciato sono contrarie alla posizione ufficiale degli albi professionali degli operatori della salute mentale. E’ irrilevante (e fazioso) far presente che Luigi Palma sia politicamente schierato con “Sinistra Ecologia e Libertà“( chisssenefrega delle sue opinioni politiche ??). Questo è quello che dice la comunità scientifica nazionale ed internazionale.
    Un conto è tentare di CAMBIARE l’orientamento sessuale di una persona sulla base di aprioristiche (e non accettate dalla comunità scientifica) convinzioni che l’omosessualità sia in se un disagio, una malattia, una deviazione….
    Un conto è AIUTARE una persona che vive con disagio la propria sessualità/affettività (QUALUNQUE essa sia, omo o etero) a far emergere il proprio reale orientamento sessuale SENZA applicare un giudizio di valore qualitativo (o peggio ancora morale) ad un orientamento sessuale in particolare.
    DUE COSE MOOOOOOOOOOOOOOOOOLTO DIVERSE TRA LORO !
    Quando Cerelli definisce in televisione l’omosessualità “un disordine”, fa due cose:
    • Si pone in conflitto (ed al di fuori) della comunità medico scientifica che si occupa del tema (che cataloga l’omosessualità come una “variante” della sessualità, non “un disordine”
    • Esprime semplicemente un suo pregiudizio

    La posizione ufficiale del mondo scientifico è che l’omosessualità di per sé costituisce “una variante naturale del comportamento sessuale umano” e che non ci sono prove scientifiche che dimostrano che le terapie di conversione siano efficaci.
    Nel Dicembre 1998l’associazione l’Associazione degli Psichiatri Americani ha ufficialmente dichiarato di “si opporsi a qualsiasi trattamento psichiatrico “riparativo” o terapia di conversione, che si basi
    sul presupposto che l’omosessualità di per sé è un disordine mentale o si basi sulla convinzione a priori che un paziente debba cambiare il suo orientamento omosessuale. Molti altrie associazioni di professionisti si oppongono o sono critiche delle terapie “riparative”, tra cui l’Accademia Americana dei Pediatri, l’Associazione Medica Americana, l’ Associazione degli Psicologi Americani, l’Associazione del Counseling americano e l’Associazione nazionale dei Social Workers.

    Non si spiega poi la citazione dell’APA (“American Psychological Association”) a favore delle teorie riparative, visto che una risoluzione dell’APA del 5 Agosto 2009 chiaramente sottolinea che “i professionisti della salute mentale dovrebbero evitare di raccontare ai clienti che è possibile cambiare il loro orientamento sessuale attraverso la terapia o altri trattamenti”.

    In altre parole avete riportato informazioni faziosamente inesatte e fuorvianti.
    Inoltre quando citate il NARTH, Nicolosi, etc. come “facenti parte della comunità scientifica”, dovreste, per onestà, citare la dichiarazione dell’Associazione degli Psicologi Americani del 10 Agosto 2006, in cui si dichiara “Per oltre tre decenni, la comunità di coloro che si occupano di studi sulla salute mentale ha riconosciuto che l’omosessualità non è una malattia e quindi non ha bisogno di una cura. L’ APA esprime preoccupazione circa la posizione sposata da NARTH e la cosiddetta terapia di conversione in quanto questa non E’ SUPPORTATA DALLA SCIENZA”

    Penso che ognuno sia libero di esprimere le opinioni che crede, ma trovo fazioso e poco onesto (e aggiungerei poco cristiano) pubblicare false informazioni. Grazie

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    • Paolo Viti ha detto in risposta a Silvio Lamberti

      Ciao Silvio, non capisco questo papiro per poi dire cose banali e sopratutto presupponendo che la terapia per gli omosessuali sia un tentativo di forza del terapista sul paziente per modificare il suo comportamento/orientamento.

      Sono gli stessi omosessuali a chiedere al terapista un aiuto ad emergere dagli istinti omosessuali indesiderati e non aiutare tali paziente viola il principio di autodeterminazione di cui essi godono.

      Non capisco nemmeno tutto questo citare associazioni e fanta-associazioni psicologiche, che ieri dicevano le cose opposte di oggi e domani cambieranno probabilmente ancora idea. Quello che rimangono, a disturbare i ben pensanti, sono sempre i fatti…migliaia di omosessuali sono usciti dall’omosessualità grazie all’aiuto di un supporto psicologico, ma anche senza esso. Questo infastidisce e lo si vede dalla discriminazione che subiscono.

      Penso che ognuno sia libero di esprimere le opinioni che crede, ma trovo fazioso e poco onesto (e aggiungerei poco laico) pubblicare commenti fallaci non conoscendo la tematica su cui si vuole pontificare. Grazie

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      • Silvio Lamberti ha detto in risposta a Paolo Viti

        Se tu trovi banale la mia puntualizzazione (con tanto di link) che l’articolo riporta cose inesatte (ad esempio quando dice che l’APA sostiene che non vi sono prove che negano l’efficacia delle teorie riparative, quando invece l’APA le ha totalmente sconfessate) fatti tuoi. Io penso che si possa tranquillamente dissentire su certi temi, ma bisogna farlo con onesta’, riportando informazioni corrette.
        Quanto al tuo non capire le mie citazioni di “fanta associazioni” (semplici associazioni professionali, nazionali ed internazionali), te le spiego subito. Io penso che, visto che si parla di psichiatria/psicologia, le associazioni professionali di psicologi e psichiatri siano le più indicate ad esprimere una opinione sul tema. Forse non saranno perfette, ma certamente danno le più solide garanzie per fornire un approccio scientifico (che non un avvocato, Cerrelli, che non è un esperto sul tema e la cui materia di competenza cambia con molta più frequenza che non la psicologia/psichiatria). Tu parli di “migliaia” di omosessuali che sono usciti dalla omosessualità…magari mi sono perso questa informazione, ma saresti così gentile da darmi una fonte per questi numeri ?
        La “discriminazione” che subiscono non ha nulla a che vedere con questo (supposto) cambiamento, bensì col fatto che molte di queste persone (Luca Di Tolve, un esempio su tutti) parlano dell’esperienza omosessuale “in se” come di qualcosa di orrendo, anzicche’ parlare della “loro” esperienza. Questo è offensivo per tutti quegli omosessuali (me incluso) che vivono la loro condizione in assoluta serenità.
        Ognuno è certamente libero di esprimere le proprie opinioni (ma sempre senza offendere gli altri), le opinioni in se non sono faziose. Fazioso (e poco onesto) è riportare informazioni incomplete o palesemente sbagliate (come fa questo articolo e come ti ho dimostrato all’inizio della mia risposta in merito all’APA). Grazie

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        • Paolo Viti ha detto in risposta a Silvio Lamberti

          Caro Silvio, continuo a trovare inutile la tua puntualizzazione.

          Innanzitutto rivolgersi alla scienza come colei che può “sconfessare” qualcosa significa non capire molto cos’è la scienza, i suoi limiti e le sue procedure. Senza contare che la psicologia non è nemmeno considerata una scienza: http://articles.latimes.com/2012/jul/13/news/la-ol-blowback-pscyhology-science-20120713

          La posizione dell’APA è molto simile a quella dell’APS: non ci sono studi appropriati per determinare se sono efficaci o no, che è ben distanti dal tuo “sconfessare”: http://www.psychology.org.au/assets/files/reparative_therapy.pdf

          Gli studi dell’APA se non ricordo male hanno anche determinato che la pedofilia non causa danni ai bambini consenzienti: http://en.wikipedia.org/wiki/Rind_et_al._controversy.

          Tanto meno ha credibilità in ambito clinico il dott. Cerrelli, che infatti ha solo ricordato l’esistenza di procedure di aiuto per gli omosessuali egodistonici (malattia, secondo l’APA) che vogliono far emergere la loro eterosessualità. Vuoi impedirglielo? Su quale autorità basi il tuo rifiuto all’autodeterminazione di queste persone e invece accetti l’autodeterminazione di chi chiede l’eutanasia?

          Gli ex omosessuali, come DI Tolve, hanno tutto il diritto di parlare dell’omosessualità come vogliono, essendo stata una loro esperienza. Non hai alcuna possibilità di censurarli in un paese civile, anche se forse saresti disponibile ad accettare il reato d’opinione.

          Ognuno è certamente libero di esprimere le proprie opinioni (ma sempre senza offendere gli altri), le opinioni in se non sono faziose. Fazioso (e poco onesto) è riportare informazioni incomplete o palesemente sbagliate (come fai tu in questi commenti e come ti ho dimostrato già nella mia risposta in merito all’APA). Grazie

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    • Max ha detto in risposta a Silvio Lamberti

      Grazie per queste informazioni, Silvio. Credo che sia importante conoscere le posizioni degli psicologi italiani oltre a quella dei loro colleghi oltreoceano.

      Avendo detto questo pero’, non ti viene il dubbio che D’Agostino possa avere espresso un parere antropologico e non psicologico, che sia vero che vari omosessuali si sentano a disagio perche’, per esempio, sono uomini che pur avendo corpi da uomini sono attratti da altri uomini, e che anche l’APA ammette che se si vuole, non e’ male valutare e vivere modalita’ alternative per vivere il proprio orientamento sessuale?

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      • Max ha detto in risposta a Max

        *Cerrelli, non D’Agostino

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      • Silvio Lamberti ha detto in risposta a Max

        Ciao Max,

        grazie per la cortese risposta. Cerrelli puo’ certamente esprimere il SUO punto di vista. Il punto è che quando si va in televisione, ad esprimere la propria opinione davanti a centinaia di migliaia di persone lo si dovrebbe fare sulla base di una autorevolezza professionale di qualche tipo (altrimenti chi se ne frega della opinione di un pinco pallino).Cerrelli ha definito l’omosessualità “un disagio” (al contrario di quello che dicono i manuali di psicologia). Su quale base ?
        Vengo alla tua domanda. Certo, è vero che “ALCUNI” omosessuali vivono la loro condizione con disagio (ma mi preme puntualizzare che anche “ALCUNI” eterosessuali vivono la loro condizione con disagio). Le ragioni di questo disagio sono molteplici (omofobia interiorizzata, vergogna, condanna della famiglia, etc, incluso il motivo citato da te, semplicemente disagio per la propria condizione).
        Non ho nessun problema ad accettare il fatto che una persona possa intraprendere una terapia che lo/la aiuti a cambiare identità sessuale (ammesso e non concesso che questo sia possibile). Ciò detto, una persona che vive questo disagio è in genere molto confusa, sofferente. Il ruolo primario di uno psicologo o psichiatra è quindi (proprio come un medico che ha davanti un paziente che lamenta un dolore) chiarire le CAUSE oggettive di questo dolore (perchè, sono sicuro che concorderai, spesso in psichiatria è la terapia a chiarire le cause di un disagio e non necessariamente quello che il paziente crede in prima istanza) e POI, una volta chiarite le cause, aiutare il paziente a entrare in armonia con la propria identità (qualunque essa sia). Ora, io mi domando….che garanzie di affidabilità danno dei terapisti che, a priori, definiscono l’omosessualità “un disturbo” ? Come possono “aiutare” qualcuno su questa base (se un paziente si presenta perchè vive la propria omosessualità con disagio e vuole “cambiare” ma il motivo reale non ha nulla a che fare con il mettere in luce la sua vera natura etero, ma semplicemente con la sua omofobia interiorizzata, cosa succede ?) ? Considerando che lo scopo primario di uno psicologo/psichiatra è aiutare la gente, pensi davvero che questo sia un “aiuto” ? Lo stesso dottor Nicolosi, ammette che meno di 1/3 dei suoi pazienti riescono effettivamente a “cambiare” ? Cosa succede agli altri ? Dopo che si è fatta tutta una terapia in cui gli si è detto che omosessuale=sbagliato=innaturale, come pensi si senta questa gente ? E’ stata “aiutata” ? Grazie.

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        • Paolo Viti ha detto in risposta a Silvio Lamberti

          Ciao Silvio, mi piacerebbe sapere il nome o qualche numero su quei “ALCUNI” eterosessuali che secondo te vivrebbero la la loro condizione con disagio a causa dell’eterofobia interiorizzata, vergogna, condanna della famiglia. Mi sapresti aiutare? Grazie.

          Alla tua volontà di negare ad un paziente omosessuale la richiesta di aiutarlo ad emergere dalla sua condizione ti risponde l’attivista gay Doug Haldeman in una assemblea dell’APA: “abbiamo il diritto di negare un trattamento individuale che può aiutarlo ad adattarsi nel modo in cui ha deciso essere giusto per lui? Direi di no, non lo abbiamo”: http://www.narth.com/docs/innate.html

          Secondo te la posizione violenta e discriminatrice è la tua o la sua? Grazie

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