Padre Maurizio Botta intervistato dalle “Iene”

Padre Maurizio BottaSono tanti i sacerdoti con le idee chiare e capaci di comunicarle in modo veloce e diretto, comprensibile a tutti, vicini e lontani dalla Chiesa. Sono pochissimi quelli che vengono messi davanti alle telecamere della televisione o contattati dai quotidiani per una intervista.

Gli unici accettati sul grande schermo sono i don Gallo e i Vito Mancuso. Eppure alle show delle “Iene”, programma di Italia1 (spesso apertamente anticlericale), è stata fatta sorprendentemente un’eccezione qualche mese fa. E’ stato infatti invitato padre Maurizio Botta, giovane sacerdote romano che ha rilasciato una bellissima intervista, nonostante i fastidiosi continui tagli operati dalla trasmissione. Probabilmente pensavano di “fregarlo” con domande scomode e lui ne era certo consapevole, ma il risultato è stato davvero interessante. Ovviamente la tematica centrale è stata quella che ossessiona la società, di cui le “Iene” sono uno specchio, ovvero il sesso e l’omosessualità.

Fin dall’inizio padre Maurizio ha smontato il mito di una divisione tra sacerdoti tradizionalisti e non: «Sei un sacerdote con posizioni tradizionali o progressiste?», gli ha chiesto l’intervistatore. «Se potessi rispondere con Fantozzi direi che questa domanda è una… pazzesca. Io sono un sacerdote di Cristo, sacerdote della Chiesa. Punto», ha risposto padre Maurizio. «Quindi sei un sacerdote con posizioni tradizionali?», ha nuovamente chiesto la Iena, ovviamente impossibilitato ad ascoltare ed andare oltre ai luoghi comuni. Tant’è che lui ha risposto ironico: «Quindi tu non vuoi ascoltare la mia risposta!».

Da qui in poi solo domande sulla sessualità. Alcune risposte sono da incorniciare: «C’è chi sostiene chela Chiesa, per alcune cose, non sia proprio al passo con i tempi». «È vero. La Chiesa deve preoccuparsi solo di piacere a Gesù Cristo e poi, se questo non è di moda, deve andare serenamente per la sua strada». Ed ancora: «Perché un ragazzo che ha la fidanzata e una buona istruzione decide di farsi prete?», la domanda. «Per il meglio», la risposta. «Cos’è il meglio?». «Gesù Cristo».

Altre interviste di padre Maurizio sono visionabili sul canale Youtube di “Catechisti Roma”, mentre si può seguirlo attraverso la sua pagina Facebook. Buona visione!

 

Qui sotto l’intervista a padre Maurizio Botta)

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27 commenti a Padre Maurizio Botta intervistato dalle “Iene”

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  1. Sverd ha detto

    “Gesù stabilisce come criterio della salvezza, oppure della condanna eterna, cioè dell’Inferno, il fatto di aver accolto il povero e il debole (…) ecco, questo è il criterio universale della salvezza.”

    Io, sinceramente, non voglio pensare male e non so cosa abbia voluto veramente dire il sacerdote in questione con questa sua affermazione, o meglio…”dar da mangiare agli affamati” “dar da bere agli assetati” e “vestire gli ignudi” sono sicuramente cose positive e giuste davanti a Dio (non a caso sono tra le Sette Opere di Misericordia Corporale) ma non sono di certo “il criterio universale della salvezza” e senza la Fede servono a poco.

    “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.”
    (Mc 16, 16)

    «Signori, cosa devo fare per esser salvato?». Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». (Atti 16, 30)

    Questi sono i criteri universali della salvezza:

    La Fede, i Sacramenti e i 10 Comandamenti

    Altrimenti trasformiamo la Chiesa in un ente di beneficenza e la Fede Cattolica in sterile sentimentalismo.

    Soccorrere il prossimo è sintomo di Giustizia e Virtù, ma solo se si possiede la Fede e si vede nel prossimo e nella sua sofferenza l’immagine del Signore.

    Detto questo, spero che Don Maurizio Botta non volesse affermare ciò che hanno capito le mie orecchie maliziose, altrimenti non vedo perchè condannare Don Gallo se poi si predicano più o meno le stesse cose.

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    • manuzzo ha detto in risposta a Sverd

      vero, un po’ di amarezza l’ha lasciate pure a me, ma deve essere, è vero, “scaltro come un serpente”, ma anche “candido come una colomba”: ha preferito non lanciare un ennesimo ( e inutile, tanto hanno la testa dura) monito agli atei che sarebbe stato preso come un buon pretesto per muovere un altro po’ di violenze, non solo morali, dal mondo relativista.

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    • Dario ha detto in risposta a Sverd

      Il documento afferma che solo nella Chiesa cattolica c’ è la «pienezza dei mezzi salvifici», donde la necessità dello «sforzo missionario» per operare conversioni, ma non afferma che «per ricevere la grazia della salvezza» i seguaci delle altre religioni devono «entrare visibilmente» nella Chiesa cattolica. Ecco un passo che spiega quell’ affermazione: «Per coloro che non sono membri della Chiesa, la salvezza è accessibile in virtù di una grazia che, pur avendo una misteriosa relazione con la Chiesa, non li introduce formalmente in essa».

      Qui l’articolo

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    • Emanuele ha detto in risposta a Sverd

      Hai ragione, ma non scordiamo che buona parte dell’umanità non conosce Cristo…

      Vi sono quindi un Decalogo interiore ed un desiderio di Dio che possono portare qualunque persona alla Salvezza.

      Del resto non si può amare Dio ed odiare l’uomo né amare l’uomo ed odiare Dio.

      Gesù stesso, definendo i due comandamenti principali, dopo aver detto di amare Dio con tutti noi stessi, dice: “il secondo è simile al primo, amerai il prossimo tuo come te stesso”

      Ricordiamo infatti che Cristo è presente in ogni uomo, piegarsi per amore ad accudire un sofferente è come inginocchiarsi davanti al santissimo Sacramento.

      La differenza tra associazioni umanitarie e Chiesa è proprio l’amore per gli altri. Molti infatti fanno del bene ma per un senso di giustizia, per efficentismo, per pietismo, questi amano se stessi, più che il prossimo.

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    • massimo ha detto in risposta a Sverd

      “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.”
      (Mc 16, 16)

      «Signori, cosa devo fare per esser salvato?». Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». (Atti 16, 30)

      Quindi si salvano solo i battezzati cattolici..

      E tutte le persone di tutte le altre religioni? e gli atei?

      Pure se uno fa del bene a tutti si sacrfica per il prossimo ecc.. ma non è cattolico e non crede che Gesu è Dio verra condannato all’inferno??

      simpatica come cosa…

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  2. didacus ha detto

    MERAVIGLIOSO! CATTOLICO, DI VERA FEDE, E PARLA COL SISINONO DEL VANGELO. SPERIAMO CHE LO FACCIANO PRESTO VESCOVO.

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  3. Sacha ha detto

    Ha ragione da vendere, le persone muoiono di fame e il tema centrale dell’Italia sono matrimoni e adozioni gay (il 2% della popolazione di cui l’1% è contrario a queste cose). Poi sulla legge dell’omofobia ci sarebbe tutto un discorso da fare, ma il punto chiave è:

    Ai paladini dei «diritti civili», sempre silenziosi di fronte all’improcrastinabile urgenza di dare una mano alle famiglie, rispondiamo che quanto a diritti è ancora inattuato l’articolo 31 della Costituzione che obbliga la Repubblica ad agevolare le famiglie con misure economiche e altre provvidenze, come anche l’articolo 53 che impone di concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva; ma questo non vale per la famiglia che ai fini fiscali non è considerata soggetto sociale.

    Mentre assistiamo ad un costante battage mediatico su unioni civili e coppie omosessuali, i cui diritti sono già garantiti dall’articolo 2 della Costituzione accanto all’adempimento «dei doveri inderogabili di solidarietà», nessuno fa battaglie a favore delle famiglie, che pure rappresentano la larghissima maggioranza del Paese.

    È dovere di tutti ammettere che è proprio sulla centralità della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna che continua a basarsi questa meravigliosa rete di solidarietà che tiene insieme il Paese. Lo sanno bene i giovani disoccupati «mantenuti», le giovani coppie che abitano da papà, i genitori che affidano ai nonni i propri figli…

    Altro che Italia arretrata e reazionaria, altro che oscurantismo cattolico! Come ricordava Francesco D’Agostino ( Avvenire , 8 giugno 2013), «il matrimonio non esiste per garantire la sensibilità dei coniugi, ma per consentire la costruzione di comunità familiari, alle quali la società (per mezzo dello Stato) affida i progetti intergenerazionali di convivenza».

    Con il riconoscimento della centralità della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna l’Italia si sta rivelando molto più avanzata di Paesi come quelli del decantato Nord Europa.

    Francesco Belletti
    Presidente Forum delle associazioni familiari

    Corriere della Sera, 21 giugno 2013

    Praticamente verremo tacciati per omofobi solo perchè non ci adeguiamo ai tempi e seguiamo un culto vecchio come il cucco. E sia.

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  4. Simone Emili ha detto

    Avevo già visto quest’intervista tempo fa. Riascoltandola, non posso che confermare una perplessità che già mi era sorta allora, relativamente al punto in cui dice che Gesù pone come criterio della salvezza l’amore verso il povero e il bisognoso. Ma Gesù non dice che per salvarsi bisogna innanzitutto credere in Lui, credere che egli è il Figlio di Dio? Senza la fede in Lui, mi pare che sia umanitarismo ateo e non cristianesimo.

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    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Simone Emili

      Concordo, ma nota che al minuto 06:10, cioè appena pronunciata la parola “inferno”, il video è tagliato e inizia la sequenza “il fatto di avere accolto…”. Bisognerebbe sapere esattamente cosa sia stato tagliato e in ogni caso lo chiederò direttamente a Padre Maurizio, che andrò a conoscere sicuramente, appena possibile.

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    • Chris ha detto in risposta a Simone Emili

      Credo che intendesse che nel povero,nella carne del povero c’è Gesù stesso e di conseguenza servire il bisognoso è come credere in Gesù Cristo e toccarlo(Gesù stesso si pone tra loro,quando dice che ogni azione buona o malvagia fatta a questi fratelli è come farla a Lui stesso) Anche se come a-theòs=a-éthos dice,il taglio potrebbe essere voluto!

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  5. Felix ha detto

    Ottime risposte del prete, ma veramente domande che fanno cascare le braccia: questa società purtroppo vive di ossessioni e incubi e li iene ne sono uno specchio formidabile! Inoltre la scritta “Un giovane prete all’antica” è veramente da testate contro il muro! Ma la finiscano questi sedicenti “moderni”!

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    • Riccardo ha detto in risposta a Felix

      Comunque per una volta sono stati loro a fare una pessima figura in questa intervista!

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      • Kosmo ha detto in risposta a Riccardo

        Dimentichi quella volta in cui intervistarono il figlio di Mastella, e fecero una figura di m…

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      • Felix ha detto in risposta a Riccardo

        Concordo!

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      • manuzzo ha detto in risposta a Riccardo

        Certo, almeno per chi è abituato a ragionare con un cervello quanto meno da primate, le iene hanno dovuto mettere la coda tra le gambe stavolta. Ma ovviamente gli oppiati delle ideologie non daranno peso ai numerosi tagli effettuati dalle iene, che di sicuro non hanno tagliato in modo casuale.

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  6. Manuel ha detto

    Grazie Maurizio, sei uno che distribuisce Gioia

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  7. Riccardo ha detto

    Secondo me gli hanno fatto apposta domande provacatorie perchè speravano che Padre Maurzio sbroccasse così avrebbero potuto tacciare i cattolici di “fanatismo”, disgraziatamente per loro padre Maurizio è stato calmo per tutto il tempo.

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    • Max ha detto in risposta a Riccardo

      Sono d’accordo.

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    • Roberto Dara ha detto in risposta a Riccardo

      Non vedo proprio per quale motivo avrebbe dovuto sbroccare. Le domande erano banali, e vengono fatte in continuazione a tutti i preti. Piuttosto le risposte mi sono sembrate molto generiche e semplicistiche, ma in un’intervista con questo taglio non avrebbe potuto essere diversamente. Un punto su cui mi trovo d’accordo è quando dice che il preservativo è contro il piacere, sarebbe stato carino a quel punto proseguire su quel tema sfruttando quella risposta chiedendo della pillola.

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  8. Emanuele ha detto

    …Bravo!

    nonostante i tagli ad hoc e le domande insidiose ne è uscito molto bene. Ce ne fossero di sacerdoti così!

    E qui non posso che dar ragione a Padre Livio di Radio Maria: chi cita Vangelo e Catechismo non sbaglia mai…

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    • EquesFidus ha detto in risposta a Emanuele

      Padre Maurizio è stato certamente assai abile, inoltre in questa intervista è evidente la sua diversità con un “prete dell’io” come il fu Andrea Gallo: non dice mai “la Chiesa fa…Dovrebbe…Se Cristo vivesse oggi farebbe come dico io…”, bensì cita puntualmente Catechismo e Scriptura.
      Piuttosto, non posso fare a meno di notare la scarsità delle argomentazioni e delle domande de “Le Iene” e la fissazione (loro e della nostra società) per il sesso, nonché i continui tagli ed i tentativi di irritare il sacerdote, testimonianza anche dell’assenza di rispetto della nostra società per le figure religiose (cattoliche ovviamente, se fosse stato un imam sono sicuro sarebbero stati assai più prudenti).

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  9. beppina ha detto

    Dai signori di Italia 1, ovviamenti ossessionati dal “ritorno economico” della trasmissione, non ci si poteva aspettare domande di altro tipo… Padre Maurizio, comunque, é stato grande perché é stato semplice, concreto ed inequivocabile. Spero un giorno di conoscerlo.

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  10. Vale ha detto

    Ho apprezzato molto questa intervista: nonostante i tentativi veramente pietosi dell’intervistatore di metterlo in difficoltà lui si è difeso veramente bene (e risulta anche simpatico, il che non guasta).
    Peccato davvero per le domande, oramai quando si parla della Chiesa sanno solo tirare fuori preservativi, omosessualità e sesso: che noia!

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  11. Gabriella Tescaro ha detto

    Eccezionale!!!! Illuminante. Grazie a chi me l’ha fatto incontrare!

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  12. Livio ha detto

    ma le domande più intelligenti che si possono fare a un sacerdote sono solo quelle? Meno male che dicono che è la Chiesa ossessionata dal sesso.

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    • Daphnos ha detto in risposta a Livio

      Parole sante. Le Iene non sono mica ossessionate dal sesso, nooooooooooooooo 🙂

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      • Livio ha detto in risposta a Daphnos

        eheh per carità, la vita ruota solo intorno a quello. La malattia, la sofferenza, l’abbandono, la solitudine, quelle le lasciamo volentieri agli psicologi comportamentali. La Chiesa va interpellata solo in caso di pedofilia, o al limite per distribuire qualche pasto gratuito, per il resto non si intrometta troppo nella privacy della gente. Il titolo dell’intervista fatta poi è già tutto un programma.

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