Il furbo Corrado Augias e la confusione sull’eutanasia

Corrado AugiasChi non ha argomenti convincenti per sostenere le sue posizioni è costretto a denigrare chi non la pensa come lui. Accade ogni volta che si definiscono “anti-gay” gli oppositori al matrimonio omosessuale o “contro le donne” chi è contrario all’aborto.

Per l’eutanasia, invece, l’obiettivo è dipingere i suoi oppositori come perfidi e sadici sostenitori dell’accanimento terapeutico e del mantenimento in vita dei pazienti ad oltranza. Lo sa benissimo Corrado Augias, che non perde occasione per cimentarsi in questa mistificazione della realtà.

Ancora una volta, infatti, ha confuso (o voluto confondere) il rifiuto all’eutanasia con la volontà di imporre l’accanimento terapeutico al paziente. «La cosiddetta “fine naturale della vita” ormai non esiste più. Afferma Veronesi che un paziente ricoverato in una buona terapia intensiva può essere tenuto “in vita” quasi a tempo indeterminato», ha scritto recentemente. «Ma è lecito, è morale, definire in vita quella povera carcassa trafitta da aghi e sonde?». Per mostrare che anche i cattolici ormai la pensano come lui, il furbissimo Augias chi va a citare? Ovviamente Vito Mancuso (ecco perché i laicisti gli danno così spazio!), apologeta a sua volta dell’eutanasia. Il giornalista di “Repubblica” ha quindi concluso: «Credere in una vita eterna al di là di questa dà certo enorme consolazione. Però anche l’idea di ridiventare un pugno di polvere perso nell’immensità non è male. Purché lo Stato non si metta di mezzo per renderci più lunga l’agonia, più doloroso il passaggio».

Non vogliamo entrare nel merito dei gusti esistenziali di Augias, tuttavia come lui si appoggia al sedicente cattolico Mancuso vorremmo appoggiarci al sedicente agnostico Umberto Veronesi il quale, noto oncologo, ha spiegato: «Nessuno mi ha mai chiesto di agevolare la sua morte. Ho posto da sempre un’attenzione estrema al controllo del dolore e, per mia fortuna, nessuno dei miei pazienti si è mai trovato in una condizione di sofferenza tale da chiedere di accelerare la sua fine».

Come ha spiegato Veronesi, il problema del dolore oggi, fortunatamente, appare completamente superato grazie alle cure palliative, e parlare di  “povera carcassa”, “agonia”, “atroci dolori” o di “sante torture” significa ingannare i propri lettori, anche perché chi è in fase terminale può legittimamente chiedere di essere sottoposto a sedazione palliativa (o “farmacologica”), come ha legittimamente fatto il card. Carlo Maria Martini (e come è disposto a fare il cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della pontificia Accademia per la vita), attendendo la morte dormendo. Ovviamente senza accorciare la vita del paziente, anzi addirittura allungandola.

Occorre anche ricordare che il Catechismo della Chiesa cattolica afferma: «L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'”accanimento terapeutico”. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente». Dunque si rifiuta sia l’eutanasia che l’accanimento terapeutico, tutto si basa sulla proporzionalità tra gli oneri che un certo trattamento impone a un malato, ai suoi familiari e alle istituzioni sanitarie che accudiscono il paziente e i benefici che esso promette di fornirgli.

Augias si metta il cuore in pace, questa continua mistificazione non potrà mai favorire un vero dialogo e non può essere accettata come modalità onesta di argomentare le proprie convinzioni.

La redazione

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17 commenti a Il furbo Corrado Augias e la confusione sull’eutanasia

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  1. Daniele ha detto

    Corrado Augias è nient’altro che un ignorante come una capra (tanto per citare Sharbi), che sta rubando il posto di conduttore televisivo a gente molto più preparata ed intellettualmente onesta di lui.

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  2. Andrea. ha detto

    Non potrà certo favorire un vero dialogo, ma un ulteriore passo verso il baratro della “Società dei diritti” (nella loro concezione, cioè del nichilismo in una sana…) c’è il ben più che concreto rischio che lo favorisca 🙁 🙁 .

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  3. Vale ha detto

    Vecchio strumento dei laicisti cercare di dimostrare di essere appoggiati da tutti, citando sedicenti cattolici che sostengono le loro tesi.
    Bella onestà intellettuale: sarebbe come se io per criticare i vegetariani citassi l’opinione un ‘vegetariano’ che mangia la porchetta e le salamelle. Bella onestà intellettuale

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  4. lorenzo ha detto

    Il problema non sono i vari Augias o Mancuso, ottusi servi di quell’essere strisciante che opera contro l’Uomo già dalla sua crezione, ma coloro che, senza discernimento, si nutrono del loro cibo avariato.

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  5. Umberto P. ha detto

    Che vita è se mi faccio 30 anni in un letto in coma farmacologico? Vale la pena di essere vissuta? Questo NON sarebbe accanimento terapeutico? Inoltre, non capisco perchè voi, da cristiani, dovreste ritardare inutilmente di 30 anni di nulla il vostro incontro con la vera vita.
    Ugualmente, io che sono agnostico, e dunque ritengo che l’unica vita esistente sia questa, non accetterei mai di rimanere un vegetale per deceni, inutilmente.

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    • alèudin ha detto in risposta a Umberto P.

      forse è meglio che tu vada sul vocabolario a rileggere il significato di “agnostico”.

      Per quanto riguarda la vita in coma che tu ritieni “inutile” ci sono molte altre discussioni molto corpose qui su uccr riguardo al caso Eluana, fai qualche ricerca.

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      • Umberto P. ha detto in risposta a alèudin

        Lo conosco benissimo il significato: non so nulla di cosa ci sia dopo la morte. Dal mio punto di vista, nessuno mi garantisce che ci sia qualcosa e non il nulla, nè ho riferimenti per fare qualche azione ora che abbia una qualche utilità in altre vite. Alla luce di ciò, l’unica vita certa che ho per le mani è questa.
        Per l’altra osservazione, certo, è pieno di discussioni, ma ormai impossibile parteciparvi.

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        • Alèudin ha detto in risposta a Umberto P.

          ora sì che sei agnostico, cioè non hai certezza, neppure che sia il nulla.

          -Agnostico?
          -Sì!
          -Allora ammetti una possibilità…

          🙂

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    • Panthom ha detto in risposta a Umberto P.

      Da dove hai tirato fuori i 30 anni in coma farmacologico? La sedazione palliativa dura poche ore, massimo un giorno. Ma di cosa stai parlando???
      Ancora con il giochino dell’accanimento terapeutico? Lo vuoi capire che qui non attacca?

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      • Umberto P. ha detto in risposta a Panthom

        Mah, secondo te posso oppormi ad una sedazione palliativa che “dura poche ore, massimo un giorno”?. E’ chiaro che il discorso si articola su altri casi.
        Il già citato caso Englaro è un ottimo esempio, se non capisci che si parla di questo quando quando ci si riferisce all’accanimento terapeutico, e mi parli di cure di due ore, abbi pazienza ma sono io che non capisco di cosa parli tu!

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    • lorenzo ha detto in risposta a Umberto P.

      Chi decide quale sia la vita degna di essere vissuta?
      Lo sapevi che molti indios dell’amazzonia preferiscono suicidarsi piuttosto che vivere in quella che noi chiamiamo civiltà?

      Quanti credi che siano gli esseri umani che, pur senza coma farmacologico, vivono inutilmente un’intera esistenza?

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      • Umberto P. ha detto in risposta a lorenzo

        Grazie per la risposta. Solo il proprietario di suddetta vita, a mio avviso, può decidere se la sua vita è degna o meno di essere vissuta. Sempre che di vita si tratti: l’essere ad esempio ridotto a un vegetale, senza possibilità di essere coscienti e di comunicare, non è neanche vita.
        La domanda a cui purtroppo non trovo mai risposta è: al di fuori delle credenze religiose, c’è un qualche motivo pratico per cui è giusto tenere in vita per 17 anni un corpo ormai senza più attività cerebrale complessa?

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  6. domenico ha detto

    Ieri Nelson Mandela ha potuto festeggiare i 95 anni con grande gioia per tutti i suoi ammiratori nel mondo.
    Solo una settimana fa alcuni suoi parenti volevano staccargli la spina.

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    • LawFirstpope ha detto in risposta a domenico

      Anch’io ho notato l’ipocrisia di taluni politici che si complimentavano per la sua guarigione ma che poco prima gli avrebbero staccato la spina in nome della sua presunta volontà e libertà…
      Questi avvenimenti dovrebbero farci riflettere….

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  7. domenico ha detto

    I mezzi per propagandare l’eutanasia sono sempre gli stessi.
    Leggete la trama di questo film nazista:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Io_accuso
    Non vi ricorda certi argomenti che si sentono anche oggi?

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    • domenico ha detto in risposta a domenico

      Aggiungo. Non vi lasciate ingannare da Wikipedia che fa distinzioni tra eutanasia volontaria ed involontaria. Il fine ultimo di Hitler era quello di creare un paese in cui ogni cittadino, anche l’ariano, che fosse malato o invalido e quindi inutile per il bene della nazione si sentisse quasi obbligato a chiedere di essere ucciso dallo stato per il bene dello stesso stato. A questo serviva quel film. Hitler voleva una nazione 100% di ariani ma di ariani sani.

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