Quelli che…se il Papa “apre” tornano cattolici

ChurchIn principio fu Vladimir Luxuria a dichiararsi pronta – o pronto, non è chiaro – a tornare cattolica/o se il Papa apre ai gay. Ma scommettiamo che pure Emma Bonino e Marco Pannella tornerebbero cattolici, se il Papa aprisse all’eutanasia; e il dottor Umberto Veronesi lo stesso, se il pontefice aprisse all’eugenetica. E immaginiamo che ferventi credenti tornerebbero, e in fretta, anche Corrado Augias e Piergiorgio Odifreddi, se solo il Santo Padre chiudesse lo Ior e aprisse al neodarwinismo. E via di questo passo.

Va tutto bene, richieste curiose ed interessanti. C’è solo un piccolo, piccolissimo problema: il Papa, spiace che sia sfuggito, non è né un portiere né un usciere e la Chiesa, soprattutto, non è un albergo. Questo perché Gesù Cristo – che è il Principale -, notoriamente, accoglie tutti, ma non obbliga nessuno; vuole, anzi desidera ardentemente la salvezza dell’uomo, di tutti quanti gli uomini, ma non intende ottenerla a tutti i costi. Non perché non ci tenga, anzi, ma perché vuole essere amato prima che temuto, incontrato prima che adorato a distanza.

Son tutte cose, queste, che i cattolici di una volta – e anche molti di quelli di oggi, grazie a Dio – sapevano benissimo, tanto è vero che non si sognavano neppure di barattare vizi o idee in cambio di un ritorno o di una permanenza nella Chiesa. Oggi invece, come abbiamo visto, le cose sono purtroppo cambiate, al punto che c’è chi, con faccia tosta da record, arriva a proporre al Successore di Pietro improbabili “scambi”. Come se l’etica fosse all’asta e la morale poco più di frutto stagionale sui banchi del mercato: mi dia un paio di comandamenti ed io, in cambio, le do la mia anima. Cose da pazzi.

E dire che il Cristianesimo non è difficile da comprendere; che non ci vuole molto a capire che il cattolico non è uno a cui è stato aperto, ma è uno che ha aperto la sua vita a Cristo. Uno a cui non vengono perdonate debolezze, ma che accetta il perdono e, da quel perdono, prova ogni volta a ripartire. Il cattolico, insomma, non è uno che ottiene quello che vuole, ma uno che riceve quello di cui ha bisogno; e pure molto di più. Perché Gesù non “apre”, ma spalanca le porte del Bene, del Vero e dell’Eterno: sta a noi accettare la proposta o giocare, con diabolica presunzione, a rilanciare a Lui le nostre. Sperando, magari, che le prenda sul serio.

Giuliano Guzzo

 

N.B.
Sulla stessa tematica proponiamo anche l’interessante riflessione di Antonio Sanfrancesco pubblicata su Linkiesta del 22/06/13. Segnaliamo anche una divertente pagina Facebook in cui si ironizza sulle affermazioni di Luxuria.

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82 commenti a Quelli che…se il Papa “apre” tornano cattolici

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  1. Giacomot ha detto

    ”Immagina , puoi .”

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  2. Ivanom ha detto

    Questo fu quel post che scatenò orde di commenti negativi per “incitamento alla violenza” o una cosa del genere, ma ovviamente lasciavano il tempo che trovavano.

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    • Panthom ha detto in risposta a Ivanom

      Intendi queste reazioni? http://giulianoguzzo.wordpress.com/2013/06/15/quelli-chese-il-papa-apre-tornano-cattolici/
      E’ la solita tattica…si cita il Vangelo, ci si dice cattolici e si fanno riferimenti a Gesù per criticare il commento scomodo di un cattolico. Poi si è venuto a scoprire che era tutti commenti coordinati…

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      • LawFirstpope ha detto in risposta a Panthom

        E’ vero: anche su Tempi talvolta si assiste a delle ‘retate’…

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        • Max ha detto in risposta a LawFirstpope

          Piu’ che retate, su tempi forse c’e’ un “attacco continuo”.

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        • Panthom ha detto in risposta a LawFirstpope

          Perché qui non vengono? Sopratutto non in branco…cosa abbiamo fatto di male noi per non poterci fare due risate?

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          • Sophie ha detto in risposta a Panthom

            Hai letto il commento di quella che voleva fare la denuncia ai carabinieri e uno gli ha risposto:”Signora denunci pure questo: prrrrrr” Ahahahah!

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            • Daphnos ha detto in risposta a Sophie

              🙂

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            • Franceschiello ha detto in risposta a Sophie

              epic win!

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              • Sophie ha detto in risposta a Franceschiello

                Sono scoppiata a ridere da sola davanti al computer come una scema, te lo giuro! 😀

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                • Daphnos ha detto in risposta a Sophie

                  Senza contare che, STRANAMENTE 🙂 , sia Lena Perrotta

                  https://www.facebook.com/lena.perrotta

                  ovvero la “moglie del finanziere”, sia la successiva Francesca Giampieri

                  https://www.facebook.com/francesca.giampieri.9

                  colei secondo la quale chi legge quest’articolo si trasforma in un assassino seriale di omosessuali, hanno entrambe un profilo facebook, come dire, un po’ recente, con zero amici, zero foto, e solo un “like”: una pagina dedicata a una carneade deputata grillina. Come se non bastasse, anche le prime due troll del blog di Guzzo sono direttamente legate al M5*…

                  Solo a me sono sorti istintivamente dei sospetti sulla democrazia on line secondo il verbo di Beppe Grillo? Se non altro, questi grillini sanno benissimo come far lievitare i consensi almeno a livello culturale: la loro opinione vale per tre, grazie al miracolo della moltiplicazione dei profili facebook 🙂 🙂 🙂 !!

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                  • Sophie ha detto in risposta a Daphnos

                    Lo sai che esistono troll professionisti stipendiati da politici, lobby e quant’altro?

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                    • Daphnos ha detto in risposta a Sophie

                      Sì, lo so. Ma in questo caso specifico penso che si tratti solo di un tentativo alquanto ‘artigianale’, oltre che maldestro, di intimidire l’interlocutore.

                      Inoltre, penso che sia da quando anche giornali e televisioni hanno cominciato a raccontare che “la pagina facebook dedicata a… ha già raggiunto migliaia di apprezzamenti in poche ore!” (anche nei giorni della candidatura di Rodotà, cosa che secondo qualcuno avrebbe dovuto influenzare il Parlamento), che il numero dei profili facebook degli attivisti sia improvvisamente lievitato. Effetti collaterali della cybersocietà 🙁 .

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          • Daphnos ha detto in risposta a Panthom

            Su Tempi.it c’è la possibilità di commentare attraverso facebook. Lì è più difficile tenere sotto controllo i commenti; inoltre l’aumento della diffusione dei temi è inversamente proporzionale al livello dei contenuti.

            La redazione di questo sito secondo me svolge un ottimo lavoro di controllo dei post, anche verso gli ospiti di colore opposto. Quelli più educati e propositivi li lascia intervenire anche spesso, a quelli più idioti e ripetitivi viene concesso di divertirsi un po’ (e a noi con loro) e poi vengono sospesi. E’ giusto così: provocare il prossimo è una delle poche cose che li illude di dar senso alla vita, sarebbe ingiusto negare loro questa possibilità in modo drastico… ma quando è troppo è troppo.

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            • Emanuele ha detto in risposta a Daphnos

              …e però non vale, allora noi non ci divertiamo mai 🙂 … secondo me, tolti i trollaggi, i commenti più assurdi e violenti proporrei di farli passare… anzi io li salverei a memoria dell'”intelligenza” umana in un’apposita sezione…

              A fianco delle citazioni di celebri credenti, le citazioni di anonimi atei, agnostici e “cattolici adulti”…

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              • Daphnos ha detto in risposta a Emanuele

                Io volevo indire un concorso a fine anno, con tanto di voto del pubblico, per il commento più assurdo della stagione. Non sarebbe difficile da organizzare, ma dovremmo farlo tra di noi 😉 .

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          • Giacomot ha detto in risposta a Panthom

            Perchè in siti specifici è più facile trovare gente più esperta in certi campi e tipi di discorsi .

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          • Emanuele ha detto in risposta a Panthom

            …Boh, forse siamo troppo moderati? forse hanno paura? Mi pare che anche i pasdaran di Odifreddi non si vedano più come un tempo…

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      • Ivanom ha detto in risposta a Panthom

        Si intendevo proprio l’articolo originale del Sig. Guzzo: dopo aver letto il messaggio di un utente che voleva denunciare alla guardia di finanza il blog ( tra l’altro tale se-dicente cattolico ), mi son cadute le braccia.

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        • Daphnos ha detto in risposta a Ivanom

          Ma è ovvio, quest’articolo sprizza omofobbia da tutti i pori 🙂 .

          Un’altra commentatrice di quell’articolo ha scritto Poi la gente uccide o fa violenza, facendo leva su parole dette da un demente come te.. Mi domando se provocano e basta oppure ci credono sul serio… cioè, che Sabina Guzzanti abbia qualche limite lo sappiamo tutti, ma che lo dice la gente normale è più strano.

          La mia stima non può che andare a chi ha risposto alla moglie del finanziere Tutta la mia solidarietà a suo marito finanziere per avere una moglie rompicoglioni..

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  3. Fabio Moraldi ha detto

    La Chiesa dovrebbe adeguarsi, la Chiesa dovrebbe aprire….ma quando mai? Chi si deve adeguare alla Chiesa è l’uomo, mica viceversa!! Siamo talmente diventati egoisti, egocentrici, arroganti e superiori che pensiamo di insegnare al Papa a fare il successore degli apostoli.

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  4. unafides ha detto

    “Stat crux dum volvitur orbis”…cioè “la croce resta fissa mentre il mondo ruota”, era il motto di San Bruno e dei certosini. Una massima che sembra calzare perfettamente oggi così come nell’XI secolo.

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  5. Alèudin ha detto

    scambiano il Vangelo per un partito politico che deve inseguire gli elettori…

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  6. Franceschiello ha detto

    Visto che parliamo di “aperture”, penso che questa frase del beato Giovanni Paolo II calzi proprio a pennello

    Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo lui lo sa!

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  7. Andrea C. ha detto

    Stravolgere il concetto di Matrimonio, quello della Vita e la sua sacralità dal concepimento alla morte naturale.
    Frantumare il “Diritto” in tanti piccoli diritti che si scontrano l’uno con l’altro senza , peraltro, definire quelli che sono i doveri dell’individuo a unico beneficio delle proprie voglie personali(Qualunque esse siano)
    Io non credevo potesse accadere, invece ACCADE!
    Ma non è facile non cadere nella menzogna, io ero un ribelle ed ero da quella parte.
    La cosa che faceva presa era la popolarità del predicare la Libertà come valore assoluto.
    Oggi mi rendo conto che sbagliavo… spero in tempo.

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  8. Franceschiello ha detto

    Lasciate perdere le ricette di quelli che dicono “se la Chiesa apre a questo, questo e quest’altro, allora vedrete che le chiese si riempiranno”. Tutte sciocchezze!
    Le Chiese che hanno “aperto” hanno fatto tutte una brutta fine. Ad esempio, la Chiesa luterana di Svezia ha “aperto” a tutto; tutto è lecito, tutto è consentito, dalle pretesse ai matrimoni omosessuali. Risultato:
    Sebbene il 67,5% dei cittadini svedesi si riconosca in questa confessione, solamente il 2% dei membri dichiarati frequenta regolarmente le funzioni domenicali. (fonte Wikipedia)
    Facciamo un altro esempio, a noi più vicino. I valdesi hanno “aperto” a tutto e di più, tant’è vero che diversi atei devolvono loro il loro 8xmille; ma non risulta nessuna conversione in massa al valdismo. I valdesi quattro gatti erano, e quattro gatti rimangono, anche se alla stazione trovi i manifesti pubblicitari del loro 8xmille.

    Il problema non è tanto la morale, il problema è la fede. Papa Benedetto aveva capito perfettamente che la radice dei mali dell’Occidente è la mancanza di fede, ecco perchè ha indetto un anno apposito.
    La Chiesa non ha da aprirsi a nessun altro all’infuori di Cristo, scandalo e follia.

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    • John ha detto in risposta a Franceschiello

      Franceschiello, ti dirò di più sui valdesi: non solo sono 4 gatti, ma stanno per subire (se già non è avvenuta) una scissione interna perché a forza di sfregiare il Vangelo per adeguarlo alle mode contemporanee del Vangelo non è rimasto quasi più niente, per cui alcuni Valdesi, perlomeno intellettualmente onesti, che conoscono le Sacre Scritture e non accettano di cestinare S. Paolo perché non piace alle lobbies gay, hanno cominciato a contestare pesantemente la tavola valdese che, dopo aver appoggiato aborto, divorzio, fecondazione assistita si è messa pure a celebrare il matrimonio (bendizione meglio) gay. Ps ho pure scoperto leggendo il loro sito http://www.valdesi.eu che i valdesi hanno pure un pastore che nega la Trinità: roba da matti!

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  9. Lucio ha detto

    PERCHÉ SONO CATTOLICO

    Gilbert Keith Chesterton

    La difficoltà nello spiegare «perché sono cattolico» consiste nel fatto che vi sono diecimila ragioni, tutte riconducibili ad un’unica ragione: che il cattolicesimo è vero.

    Potrei riempire intere pagine con innumerevoli frasi che iniziano tutte con: «È l’unica realtà che…».
    Come, per esempio:

    1) È l’unica realtà che evita che un peccato rimanga un segreto;
    2) è l’unica realtà in cui il superiore non è veramente un superiore, almeno non nel senso altezzoso del termine;
    3) è l’unica realtà che libera la persona dalla degradante schiavitù di essere un prodotto del proprio tempo;
    4) è l’unica realtà che comunica come se fosse la verità, come se trasmettesse un messaggio rifiutandosi di corromperlo;
    5) è l’unico modello di cristianesimo che si rivolge ad ogni tipo di persona, persino a quella rispettabile;
    6) è l’unico tentativo serio di cambiare il mondo dall’interno, operando attraverso la volontà e non le leggi; e via di questo passo.

    Oppure potrei trattare la materia da un punto di vista personale e descrivere la mia conversione; ma ho il sospetto che questo metodo renderebbe l’argomento molto più ristretto di ciò che in realtà è. Vi sono molte persone di gran lunga migliori di me che si sono convertite a religioni di gran lunga peggiori.

    Preferirei tentare di parlare di ciò che differenzia la Chiesa Cattolica dai suoi concorrenti, anche i più rispettabili. Cioè, parlerò degli aspetti strettamente cattolici della Chiesa Cattolica. Vorrei suggerire che si tratta di qualcosa non solo di più vasto dei miei orizzonti, ma di più vasto rispetto a qualsiasi altra cosa esistente nel mondo, qualcosa di più vasto del mondo stesso. Ma, visto che lo spazio a mia disposizione è limitato, mi concentrerò su un aspetto particolare: quello della capacità di salvaguardare la verità.

    Alcuni giorni fa uno scrittore famoso, solitamente ben informato, ha parlato della Chiesa Cattolica come della avversaria delle nuove idee. È probabile che non si sia accorto che la sua affermazione non era esattamente ciò che si considera un’idea nuova. È una di quelle nozioni che i cattolici si trovano a dover costantemente contrastare, in quanto si tratta di un’idea molto vecchia. Certo è che coloro che ritengono che il cattolicesimo non porta nulla di nuovo, difficilmente dicono qualcosa di nuovo sul cattolicesimo stesso. Come dato di fatto è curioso notare che uno studio approfondito della storia dimostrerebbe il contrario. Se consideriamo le idee come tali, e se le consideriamo in quanto nuove, va ricordato che i cattolici hanno spesso pagato un caro prezzo per sostenerle quando erano veramente delle novità, quando erano talmente nuove che nessun altro era disposto a difenderle. Il cattolico non solo era in prima linea, ma era l’unico in quell’avamposto, incompreso dagli altri che non riuscivano a capire che cosa aveva scoperto.

    Così, per esempio, quasi due secoli prima della Dichiarazione d’Indipendenza e della Rivoluzione Francese, in un periodo dominato dall’ orgoglio e dal servilismo nei confronti dei principi, il cardinale Bellarmino e lo spagnolo Suarez gettavano le fondamenta per una teoria della vera democrazia. Ma, nell’ età del diritto divino, hanno dato l’impressione di essere dei gesuiti sanguinari e sofistici, che strisciano con dei pugnali per commettere il regicidio. E, di nuovo, i casisti delle scuole cattoliche avevano già detto tutto ciò che c’era da dire sui drammi e sui romanzi a tesi, due secoli prima che venissero scritti. Evidenziarono i problemi inerenti alla condotta morale, con l’unico difetto di esserci arrivati duecento anni in anticipo. In un periodo di predicatori fanatici da strapazzo e di improperi a buon prezzo, essi ebbero la nomea di bugiardi e cavillatori, solo perchè erano psicologi prima che la psicologia divenisse una moda.

    Sarebbe troppo facile continuare con esempi simili fino ad arrivare ai nostri giorni, quando vi sono ancora idee troppo nuove per essere comprese. Ci sono dei passaggi nella De Rerum Novarum di Leone XIII che solo ora iniziano ad essere utilizzati come spunti da movimenti sociali molto più innovativi del socialismo. E quando Belloc scrisse sullo Stato servile, avanzò una teoria economica così originale che tutt’ oggi quasi nessuno ha compreso. Tra qualche secolo, qualcuno probabilmente la riprenderà, e la riprenderà erroneamente. E quindi, se i cattolici hanno qualcosa da criticare, la loro protesta verrà subitamente spiegata dal fatto arcinoto che i cattolici non rispettano le nuove idee. Tuttavia, la persona che ha fatto quell’ affermazione sui cattolici voleva dire qualcosa e sarebbe opportuno che lui stesso la comprendesse con più chiarezza rispetto al modo in cui l’ha enunciata. Ciò che voleva dire è che, nel mondo moderno, la Chiesa Cattolica si oppone a molte mode influenti, la maggior parte delle quali si considerano ancora attuali, anche se incominciano ad essere un poco stantie. In poche parole, se voleva dire che la Chiesa spesso si oppone a ciò che il mondo considera, in quel dato momento importante, ha perfettamente ragione. Spesso la Chiesa combatte le mode di questo mondo transeunte, in quanto sa, per esperienza, la rapidità con cui questo mondo cambia. Ma per comprendere esattamente l’argomento è necessario spaziare più ampiamente e considerare l’essenza stessa delle idee in questione, per considerare, quindi, l’idea dell’idea.

    Il 90% di ciò che chiamiamo nuove idee sono semplicemente vecchi errori…..
    Uno dei principali compiti della Chiesa Cattolica è far sì che la gente non commetta questi vecchi errori, in cui è facile ricadere, ripetutamente, se le persone vengono abbandonate, sole, al proprio destino. La verità concernente l’atteggiamento cattolico nei confronti dell’eresia o, si potrebbe dire, nei confronti della libertà, può essere rappresentata dalla metafora di una mappa. La Chiesa Cattolica possiede una mappa della mente che sembra la mappa di un labirinto, ma che in realtà è una guida per orientarsi nel labirinto. Questa mappa è stata compilata utilizzando conoscenze che, nel mondo della scienza umana, non hanno paragoni. Non vi sono altri casi di istituzioni intelligenti che hanno, con continuità, pensato sul pensiero per duemila anni. È un’ esperienza che ricopre quasi tutti i campi esperibili e, in special modo, gli errori. Ne risulta una mappa che evidenzia con chiarezza tutti i vicoli ciechi e le strade dissestate, nonchè le vie che si sono dimostrate fuorvianti grazie alle testimonianze fornite ci da coloro che le hanno seguite.

    Su questa mappa della mente gli errori vengono segnati come eccezioni: gran parte di essa è costituita da campi da gioco e terreni di caccia fioriti, dove la mente può spaziare con tutta la libertà che le è propria, per non parlare dei numerosi campi di battaglia intellettuale dove il combattimento è quanto mai incerto e imprevedibile. Ma c’è la responsabilità di segnalare determinate strade che conducono al nulla o alla distruzione, ad un muro cieco o a un precipizio. Così facendo, si previene la possibilità che le persone perdano il loro tempo, o le loro vite, in sentieri che si sono dimostrati ripetutamente, nel passato, vani o disastrosi, ma che possono ancora, in futuro, intrappolare ripetutamente i viandanti. La Chiesa si prende la responsabilità di mettere in guardia il suo popolo su queste realtà, e sta proprio qui l’importanza del suo ruolo. Dogmaticamente essa difende l’umanità dai suoi peggiori nemici, quei mostri antichi, divoratori orribili che sono i vecchi errori.

    Adesso tutti questi falsi temi si ripresentano nuovamente, in modo particolare alle nuove generazioni. La prima affermazione sembra sempre inoffensiva e ragionevole. Riporterò solo un paio di esempi.

    Sembra inoffensivo dire, come sostiene la maggior parte della gente oggi, che «le azioni sono sbagliate solo se danneggiano la società». Applica questo principio e, prima o poi, ti ritroverai immerso in una città disumana e pagana di folle, che considera la schiavitù il più conveniente e sicuro mezzo di produzione, che tortura gli schiavi per ottenere prove, in quanto l’individuo non conta nulla di fronte allo Stato, che condanna a morte un innocente in nome del popolo, come hanno fatto gli assassini di Cristo.

    Allora, forse, ritornerai ai principi cattolici, scoprendo che la Chiesa, oltre ad affermare i nostri doveri nei confronti della società, dice anche altre cose per evitare che si commettano ingiustizie nei confronti dell’individuo.

    O, ancora, può sembrare pio dire: «i conflitti morali finiranno con il trionfo della sfera spirituale su quella materiale». Applica questo principio e potresti ripercorrere le pazzie dei manichei, sostenendo che il suicidio è un bene in quanto è un sacrificio, che la perversione sessuale è un bene in quanto non è fonte di vita, che il sole e la luna sono prodotti dal demonio in quanto entità materiali. Allora inizierai a capire perchè il cattolicesimo insiste sull’ esistenza degli spiriti malvagi, oltre quelli angelici, e perchè anche gli elementi materiali possono essere sacri come nell’Incarnazione o la Messa, nel sacramento del matrimonio o la resurrezione della carne.

    Ora, non vi è un altro sistema di pensiero che, nel mondo, possa garantire una tale capacità di prevenzione nei confronti dell’ errore. Il poliziotto arriva tardi, quando si tratta di far sì che le persone non sbaglino. Il dottore arriva tardi, in quanto decide di fare internare il matto, ma non consiglia alla persona sana i metodi per non impazzire. E tutte le altre sette e scuole non sono adeguate allo scopo, e questo non perchè esse non insegnino delle verità, ma proprio perchè insegnano delle verità, e si accontentano di alcune verità. Ma nessuna pretende di possedere la verità, nessuna pretende veramente di avere una visuale universale delle cose.

    – La Chiesa non è solo armata nei confronti delle eresie passate o, persino, presenti, ma anche nei confronti di quelle future, che potranno configurarsi come l’esatto opposto di quelle attuali.

    – Il cattolicesimo non è ritualismo: in futuro forse dovrà combattere forme superstiziose e idolatriche di eccessivo ritualismo.

    – Il cattolicesimo non è ascetismo: ha già, nel passato, più volte, condannato le esagerazioni fanatiche e crudeli dell’ascetismo.

    – Il cattolicesimo non è mero misticismo: anche oggi difende la ragione umana dal mero misticismo dei pragmatisti. Ne deriva che, quando il mondo diventò puritano nel XVII secolo, la Chiesa venne accusata di estremizzare la carità fino a sconfinare nella sofistica, rendendo tutto più semplice con l’abitudine lassista del confessionale.

    Ora che il mondo si è convertito dal puritanesimo al paganesimo è la Chiesa che protesta contro il lassismo pagano imperante, dall’ abbigliamento alle usanze. Sta facendo ciò che i puritani volevano, in quanto è sorta questa necessità. È molto probabile che il meglio del protestantesimo sopravviverà nel cattolicesimo: in questo senso i cattolici diventeranno puritani mentre i puritani diventeranno pagani.

    Ne consegue quindi che il cattolicesimo, in un certo senso poco compreso, rimane al di fuori di una disputa tipo quella che si è avuta a Dayton sul darwinismo. Ne rimane al di fuori in quanto la comprende, come una casa comprende i mobili al suo interno. Non è una vanteria- settaria l’affermare che è prima, dopo e oltre tutte queste cose, da tutti i punti di vista. È imparziale nella contesa tra i fondamentalisti e la teoria sull’ origine della specie, perchè risale ad un’origine prima di quell’origine; perchè è più fondamentale del fondamentalismo. Sa da dove proviene la Bibbia. Sa anche a dove portano la maggior parte delle teorie sull’ evoluzione. Sa che vi erano molti altri vangeli oltre i quattro vangeli e che vennero scartati dall’ autorità della Chiesa Cattolica. Sa che vi sono molte teorie evoluzioniste oltre quella di Darwin, e che quest’ultima verrà probabilmente superata da altre scoperte scientifiche.

    Non accetta, com’è sua abitudine, le conclusioni della scienza per la semplice ragione che la scienza non giunge mai a conclusioni definitive. Concludere significa finire e l’uomo di scienza difficilmente si ferma: egli non accetta, com’ è sua abitudine, ciò che dice la Bibbia, per la semplice ragione che la Bibbia non dice alcunchè. Non si può portare un libro sul banco dei testimoni e pretendere che ci dia spiegazioni.

    La controversia fondamentalista in quanto tale distrugge il fondamentalismo. La Bibbia in quanto tale non può essere la base per un accordo quando è la causa del disaccordo; non può venir presa come il minimo comune denominatore tra i cristiani quando c’è chi la interpreta allegoricamente e chi letteralmente. Il cattolico la prende come riferimento in quanto dice qualcosa alla mente vivente, coerente e salda di cui ho già parlato; la mente umana sublime in quanto è guidata da Dio.

    Ogni istante aumenta in noi la necessità morale di avere questa mente immortale. Dobbiamo possedete qualcosa che tenga insieme i confini del mondo, mentre facciamo i nostri esperimenti sociali o realizziamo le nostre utopie. Per esempio, dobbiamo raggiungere un accordo ultimativo, anche solo basato sull’ evidenza della fratellanza umana, per evitare reazioni di brutalità umana. È molto probabile che oggi la corruzione del governo rappresentativo porti al predominio dei ricchi, calpestando tutte le tradizioni egualitarie, tramite un orgoglio pagano. L’evidenza va riconosciuta dovunque come vera. La semplice reazione e la desolante ripetizione di vecchi errori vanno evitate. Dobbiamo far sì che il mondo intellettuale sia salvaguardato dalla democrazia. Ma nella situazione attuale di anarchia mentale nessun ideale è al sicuro.

    Così come i protestanti si appellavano alla Bibbia contro i preti senza rendersi conto che anche la Bibbia poteva esser fatta oggetto di discussione, similmente i repubblicani si appellavano al popolo contro il re senza rendersi conto che anche il popolo poteva rifiutarsi di obbedire. La dissoluzione delle idee, la distruzione di tutte le prove veritiere, che è stata resa possibile dall’ abbandonare il tentativo di mantenere ferma una Verità fondamentale e civile per scartare tutte le verità e le tracce e per rifiutare tutti gli errori, non hanno fine.

    Da allora, ogni gruppo si è impossessato di una verità singola impegnandosi a trasformarla in una falsità. Vi sono stati una gran quantità di movimenti, o, in altre parole, monomanie. Ma la Chiesa non è un movimento bensì un luogo d’incontro, il luogo dove tutte le verità del mondo si danno appuntamento.

    Tratto da Chesterton G. K., Perché sono cattolico ed altri scritti, Gribaudi, Milano, 1994 (originale: 1926)

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    • GiuliaM ha detto in risposta a Lucio

      Meravigliosa! In particolare:
      è l’unica realtà che libera la persona dalla degradante schiavitù di essere un prodotto del proprio tempo

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    • harryburns ha detto in risposta a Lucio

      è da un secolo ormai che Chesterton è l’intellettuale più lungimirante che abbiamo….

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  10. gladio ha detto

    Se il Papa “aprisse” a tutte queste cose anche Satana in persona diventerebbe cattolico

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  11. Fra ha detto

    ahahahahahah che idioti che siete. Come tutti i credenti d’altronde.

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    • controinformato ha detto in risposta a Fra

      ahahahahahah che banale che sei. Come tutti i troll d’altronde.

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    • Giacomot ha detto in risposta a Fra

      Perchè non continui ? A noi importa molto sapere cosa pensi di noi credenti . Devo anche dire che sono molto interessanti le argomentazioni che hai dato , in quanto mi fanno capire che tutte le scoperte scientifiche e storiche , i pensieri filosofici , la morale sono tutte idiozie . In fondo da qua si vede quanto sarebbe bello , giusto e colto un mondo ateo …non sò perchè ma dentro di me sta per esplodere una risata … ma cerco di trattenermi per non ferire i tuoi sentimenti in quanto credo che una persona che insulta in questo modo deve avere qualche complesso di inferiorità e molto probabilmente con una fragile personalità . Ops mi sono lasciato andare , aha…sento che ora sto anche per scoppiare !
      AHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHA Che inutile che sei . Come tutti gli atei militanti che si credono supereroi Trolloni d’altronde –

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  12. mariapia ha detto

    Confesso:- Sua Santità Papa Francesco mi preoccupa. Lo Spirito Santo vegli su di Lui e lo protegga.

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    • lorenzo ha detto in risposta a mariapia

      Ti consiglio di leggerti integralmente le parole del Santo Padre e di non fermarti al riassunto, a dir poco interessato, che ne danno i media.
      Non confondere la misericordia per i peccatori con l’acquiescenza al peccato.

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  13. lorenzo ha detto

    Nel 1966 il catechismo olandese, con l’imprimatur del Cardinale Alfrink di Utrecht, accoglieva in pieno, mettendola nero su bianco, quella “apertura” di cui si fa oggi portavoce il sig. Vladimiro Guadagno: dov’è oggi la Chiesa olandese?

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    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

      Giusto per rendere l’idea…
      http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2099

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      • Daphnos ha detto in risposta a lorenzo

        Ammetto che tre anni fa queste palate di fango mi erano sfuggite.

        http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=70

        Tuttavia, non è che mi aspettassi alcunché di meglio…

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        • edoardo ha detto in risposta a Daphnos

          Avevo già letto quell’articolo.
          Mi indigna e mi riempie di furore.
          Mi ha ulteriormente confermato l’opinione che ho di molti giornalisti: si tratta della feccia della feccia, il lato più delinquenziale dell’intellettualismo.
          Lo dissi e già mi sono esposto a critiche: piuttosto di viscidi così, preferisco uno che combatte realmente, anche se ha idee diametralmente opposte alle mie.
          Uno lo considero un uomo nemico, l’altro…lo riempio di connotazioni negative.
          Forse sarò ingiusto…va be’, anche loro lo sono: sono bugiardi, menzogneri e calunniatori, e li considero anche dei vigliacchi.
          Per loro provo un’antipatia istintiva, viscerale.
          Qualche settimana fa ho visto in un programma televisivo uno di quei giornalisti calunniatori che sono stati sbugiardati anche su questo sito. Quando ho sentito il nome, l’ho collegato a quanto ho letto qui.
          Aveva un gessato da nobile signorino e sorrideva con un sorriso beffardo e malevolo.
          L’antipatia che ho provato nei suoi confronti è qualcosa di indescrivibile: giusto per il mostro di Firenze quando ungeva di bava i santini sbaciucchiandoli davanti ai giudici e faceva il piantarello scenografico.
          Le sensazioni negative davanti a quel giornalista, roba da mandarmi di traverso la digestione.
          Sarà arduo che io prenda per verità quello che dice quella gente lì; ormai per me sono screditati a prescindere.

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    • edoardo ha detto in risposta a lorenzo

      Vladimiro Guadagno non è portavoce di un bel niente e lui non si può permettere né di aprire né di chiudere alcunché eccezion fatta per una sua parte anatomica retro-posizionata….(scusate l’ignoranzità così folcloristicamente ortolana).
      Il medesimo soggetto in occasione della cerimonia funebre di don Gallo, si mise in coda per la comunione dalle mani di Bagnasco. Bagnasco, dopo un attimo di esitazione, gliel’ha data.
      Io ho assistito ad una scena con un mio vecchio parroco, anni fa.
      In quel caso un ragazzino marocchino, Karim, si mise in coda perché i suoi compagni di scuola erano lì e lui voleva imitarli e voleva sentirsi parte della comunità dei suoi amici.
      Il parroco ha avuto l’attimo di esitazione, gli chiese a bassa voce se avesse fatto la prima comunione (lui lo sapeva, dal momento che era la sua parrocchia), poi gli ha messo in bocca l’ostia ugualmente, anche se sapeva bene che i suoi genitori sono di fede islamica.
      Nel caso di Valadimir Luxuria, però, ci sono delle diversità: Karim era un bambino molto simpatico e volenteroso, per nulla malizioso, vivace ed è stato mosso solo da spirito di emulazione nei confronti dei suoi compagni di scuola.
      Luxuria si è dichiarato buddista (ma siamo sicuri che lo sia davvero o sia solo un’adesione alla moda della New Age?), e, soprattutto, io ho il sospetto che dietro quel mettersi in coda per la comunione, ci sia una trappola predisposta: se Bagnasco rifiuta di darmi l’Eucarestia, allora sarebbero scattati fotografi casualmente pronti ad immortalare la scena e si sarebbe passato alla stampa un articolo diffamatorio in cui Bagnasco sarebbe stato dipinto a tinte fosche, col corredo di omofobo, più o meno come hanno provato col caso di Porto Garibaldi qualche mese fa, anche se aveva delle sostanziali differenze.
      Secondo me, Bagnasco si è comportato bene, comunque.
      La trappola è stata sventata; sarà per un’altra occasione.
      Anche nel caso di Karim, secondo me, ha fatto bene il parroco.
      Quello di Karim era, comunque, un caso più lineare: il corpo di Cristo è entrato in quel ragazzino che non certo agito per malizia. Qualunque fede lui segua adesso che è più grande, tra lui e Cristo c’è qualcosa di più di quello che c’era prima. Per male che vada, non ha fatto male.

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      • EquesFidus ha detto in risposta a edoardo

        Non sono d’accordo: il Corpo di Cristo è il centro della vita e della comunione del cristiano con Dio. Pertanto, è bene negarlo a coloro che non ne sono degni, come coloro che non hanno fatto la Prima Comunione o coloro che vivono in stato di pubblico scandalo (e Guadagno, essendo pure apostata, rientra pienamente nella seconda categoria). Questo tralasciando il fatto che il secondo soggetto s’è persino scelto uno pseudonimo, “Luxuria”, che rimanda dichiaratamente e chiaramente al peccato capitale della lussuria, da sempre condannato e combattuto dalla Chiesa e dal Cristo come tutti gli altri peccati capitali. Bene avrebbe fatto Bagnasco a negargli la Santa Eucaristia: che strepitasse pure dopo dalle colonne de “La Repubblica” e de “L’Unità”, intanto si sarebbe evitato il sacrilegio che poi di fatto è consapevolmente avvenuto (e di cui mons. Bagnasco è co-responsabile e, pertanto, ne risponderà a Dio). Perché non è possibile pretendere una condotta morale ed un vivere cristiano conforme al Magistero, per cui (giustamente) un divorziato in stato di concubinato non può comunicarsi ma poi il presidente della CEI, che non è né il Santo Padre né tantomeno il Creatore, faccia ciò che più gli aggrada partecipando direttamente ad un sacrilegio. Stessa cosa per il primo avvenimento, solo che il ragazzo in questione ha l’attenuante di essere inconsapevole del grande dono che sta ricevendo, il parroco invece non ne ha alcuna.
        Davvero, usciamo da queste trappole politicamente corrette per cui ciò che conta è il consenso e la pubblica approvazione alla fine: come nel caso dei preti infedeli, degli eresiarchi che imperversano ovunque e così via, ci vuole misericordia ma anche giustizia e fermezza, e soprattutto bisogna evitare sia di abbassare il Cristo al mondo (anziché cercare di elevare il mondo al Cristo), sia evitare di far sentire coloro che ogni giorno cercano, in comunione con Dio e con la Chiesa, di vivere una vita decorosamente cristiana presi in giro dalle stesse alte cariche ecclesiastiche. Se io debbo essere in stato di grazia e debbo, cosa più importante, riconoscere l’Eucaristia per ciò che è, ovverosia il Corpo ed il Sangue del Cristo e non un mero momento di aggregazione sociale (ricordiamoci le parole di San Paolo riguardo a quel che succede a chi non la pensa così), perché questo o quel politico o, comunque sia, personaggio pubblico non deve esserlo? Cos’è, il nuovo Unto dal Signore?
        Ricordiamoci sempre che siamo Chiesa non per sforzo umano, ma perché il Signore ci dona gratuitamente i Suoi Sacramenti che ci vivificano e ci santificano in Cristo, di cui il più importante è la Santa Eucaristia; pertanto, è meglio conformarsi a Dio e perire (umanamente e socialmente, non solo fisicamente) per mano d’uomo che conformarsi a Satana e far perire la propria anima.

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        • edoardo ha detto in risposta a EquesFidus

          Capisco la tua posizione, Eques, e la comprendo.
          Io non sono esperto di questioni religiose: vivo una religiosità da pellegrino, da monaco eremita, da crociato…molto “di pancia” ed intrisa di tradizione.
          Sono caso che lasciano perplessi.
          Comunque il secondo caso, quello di Karim, mi lascia molto meno perplesso del primo.
          E poi il parroco era tutto fuorché “moderno”: nato nell’immediato dopoguerra – della prima, non la seconda – rurale montagnaro per cui con la mente talmente squadrata che pare tagliata con l’accetta, in seguito in parrocchia rurale di pianura.
          Pensa che era convinto sostenitore della società patriarcale che era in auge a fine ottocento, e su questo “litigavo” con lui quando veniva qua a casa!
          Lui aveva quello stampo mentale e famigliare lì, non era certo un “progressista” post-conciliare.
          Eppure gliel’ha data la comunione.
          Era molto concreto, forse un po’ rozzo, ma traboccante di buon senso.
          Ed era tutt’altro che stupido.

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          • EquesFidus ha detto in risposta a edoardo

            E pertanto non poteva sbagliare? Ha errato, e anche parecchio; questo a prescindere dai Concili o cosa. Senza contare poi che è ora di smetterla con l’atteggiamento ipocrita del “ha peccato lui, non io, quindi non è colpa mia”: tu hai fraternamente redarguito il prossimo? Hai cercato di dissuaderlo con ogni mezzo lecito? Hai portato lui ciò che dice la Chiesa e non il tuo ego? Allora sì, hai ragione, ha peccato soltanto lui; altrimenti, anche tu ne codividi la colpa, perché pur potendo fare non hai agito (la famosa ignavia è ciò, senza andare in affermazioni filosofiche complesse). Per parafrasare il celebre aforisma, “perché il peccato trionfi è sufficiente che i bravi cristiani non facciano niente”, e questo non solo riguardo i sacrilegi ma tutta un’altra serie di cose (per esempio i “matrimoni” gay, l’eutanasia, il divorzio, l’aborto, il libertinaggio sessuale e non solo).
            Anch’io ho una spiritualità molto monastica e militante (oserei dire quasi templare sensu lato), ma proprio per questo riconosco la fodnamentale importanza dei Sacramenti. La Chiesa non produce i Sacramenti, la Chiesa li riceve da Dio, li dona al Suo popolo e li custodisce per la salvezza delle genti; questo vivere i Sacramenti come una proprietà, qualcosa che può essere dato a chiunque (o negato senza motivo, all’opposto, come il non battezzare i bambini nati da un rapporto extraconiugale da parte di certuni sacerdoti) è in contrasto esplicito alla Santa Dottrina ed a ciò che insegna il Nuovo Testamento (vedi San Paolo). La Chiesa deve essere aperta a tutti, ma ciò non significa avallare il peccato (che anzi deve essere combattuto per amore del peccatore) o divenire un distributore di Sacramenti.

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            • EquesFidus ha detto in risposta a EquesFidus

              Il “tu” nella prima parte di questo discorso è ovviamente retorico, a scanso di equivoci.

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            • lorenzo ha detto in risposta a EquesFidus

              E che ne dici del comportamemnto di Gesù nei confronti di Giuda nell’ultima cena?

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              • EquesFidus ha detto in risposta a lorenzo

                Infatti, quel comportamento è perfettamente condannato dal Cristo: Giuda l’Iscariota mangia e beve la propria condanna, ovverosia pur partecipando alla primissima Santa Eucaristia della storia ha già tradito e rinnegato il Cristo. Anche in questo senso infatti il Signore dice “Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui, ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito! Bene per quell’uomo se non fosse mai nato!».” (Marco 14, 21) Rammento infatti che non basta essere in stato di grazia per comunicarsi, ma si deve anche credere che le specie eucaristiche siano ciò che vengono trasformate (ovverosia il Corpo ed il Sangue di Cristo). Nonostante il Cristo abbia comunicato anche Giuda (ma d’altronde Lui è Dio, e del Suo Corpo e del Suo Sangue può disporre come meglio crede), quest’ultimo non s’è pentito se non a fatto avvenuto, anzi è stato condannato dallo stesso Nazareno in maniera durissima. A maggior raggiore, poiché l’Eucaristia non è una nostra proprietà ma ci viene donata dal Signore, noi dobbiamo stare attenti sia a riceverla nella maniera più dignitosa possibile affinché sia relamente efficace, sia a non partecipare al sacrilegio commesso dal proprio prossimo. Lo scopo del negare l’Eucaristia a coloro che non sono nelle condizioni di riceverLa è proprio quello di contribuire alla loro salvezza, affinché ciò che assumono li faccia realmente entrare in comunione con Dio e non li condanni ai Suoi occhi.

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                • lorenzo ha detto in risposta a EquesFidus

                  Dal “Catechismo della Chiesa Cattolica”:
                  1457 – Secondo il precetto della Chiesa, “ogni fedele, raggiunta l’età della discrezione, è tenuto all’obbligo di confessare fedelmente i propri peccati gravi, almeno una volta nell’anno” [Codice di Diritto Canonico, 989; cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm. , 1683; 1708]. Colui che è consapevole di aver commesso un peccato mortale non deve ricevere la santa Comunione, anche se prova una grande contrizione, senza aver prima ricevuto l’assoluzione sacramentale, [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm. , 1647; 1661] a meno che non abbia un motivo grave per comunicarsi e non gli sia possibile accedere a un confessore [Codice di Diritto Canonico, 916(*); Corpus Canonum Ecclesiarum Orientalium, 711]. I fanciulli devono accostarsi al sacramento della Penitenza prima di ricevere per la prima volta la Santa Comunione [Codice di Diritto Canonico, 914].

                  (*)Can. 916 – Colui che è consapevole di essere in peccato grave, non celebri la Messa né comunichi al Corpo del Signore senza premettere la confessione sacramentale, a meno che non vi sia una ragione grave e manchi l’opportunità di confessarsi; nel qual caso si ricordi di porre un atto di contrizione perfetta, che include il proposito di confessarsi quanto prima.

                  La “ragione grave” che spinge una persona, consapevole di essere in peccato mortale, a comunicarsi prima di confessarsi, è di competenza della coscienza di ogni singolo individuo.

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                  • EquesFidus ha detto in risposta a lorenzo

                    Ovviamente, tuttavia ti ricordo che,a ragion veduta, a coloro che vivono in stato di pubblico scandalo deve essere negata la Santa Eucarestia, perlomeno nelle specie sacramentali (la cosiddetta “comunione spirituale” può e deve essere sempre effettuata), perché questa condizione peccaminosa preclude dalla possibilità di pentirsi realmente (ovverosia, se ci si pente sul serio sicuramente si cessa di essere in detta condizione, e quindi si esce dalla situazione di pubblico scandalo). Guadagno non mi risulta abbia mai cercato di uscire dalla situazione di pubblico scandalo (che, essendo pubblica, è ben visibile), pertanto non era lecito conferirgli la Comunione, esattamente come non è lecito conferirla a due convivente o ad un divorziato in stato di concubinato; in questo caso commette peccato sia chi la riceve (la Comunione è sacrilega) sia chi l’amministra (viene comuqneu amministrata nonostante si sia a conoscenza della situazione di pubblico scandalo

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                    • EquesFidus ha detto in risposta a EquesFidus

                      Mi ha troncato l’intervento, continuo qui:

                      *); a me non risulta che il card. Bagnasco non sapesse chi fosse Guadagno (che, per giunta, è anche un apostata e pertanto uno scomunicato), quindi ha partecipato ad un sacrilegio. Se poi si vuole proteggere il presidente della CEI si può tentare, ma si sappia che non si è nel giusto, prima di tutto nei confronti di coloro che cercano di avere una vita cristiana retta e conforme agli insegnamenti della Chiesa e vengono umiliati (o quantomeno confusi) da questi atti, anche e soprattutto coloro che sanno bene che l’Eucaristia non è un momento di socializzazione o una terapia psichiatrica bensì Dio che si fa Pane e Vino per permetterci di entrare in intima comunione con Lui.

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                    • lorenzo ha detto in risposta a EquesFidus

                      “Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Per cui Gesù gli disse: «Quel che fai, fallo presto».
                      Ma nessuno dei commensali comprese perché gli avesse detto così.
                      Difatti alcuni pensavano che, siccome Giuda teneva la borsa, Gesù gli avesse detto: «Compra quel che ci occorre per la festa»; ovvero che desse qualcosa ai poveri.” (Gv 13.27-29)

                      Solo col senno di poi Giovanni può affermare che con quel boccone “Satana entrò in lui” ma, durante la cena, Uno solo dei presenti aveva chiaro quello che veramente passava nel cuore e nella mente di Giuda e non gli rifiutò quel boccone.
                      Siccome solo Uno legge nei cuori, chi può negare che quell’accostarsi alla Santa Eucaristia avrebbe potuto essere per Vladimiro l’inizio di un cammino di ritorno al Padre?

                      “La canna infranta non spezzerà,
                      non spegnerà il lucignolo fumigante,
                      finché abbia fatto trionfare la giustizia;
                      nel suo nome spereranno le genti.” (Mt 12.20,21)

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      • Sophie ha detto in risposta a edoardo

        Bagnasco avrebbe dovuto prevedere una fila enorme di gente neanche minimamente pentita. Non avrebbe dovuto proprio partecipare ai funerali di Gallo. semplicemente. Ha perso una buona occasione per dire no all’eresia nella Chiesa ed agli oltraggi alla Santa Eucarestia. Non ha scuse.

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    • gladio ha detto in risposta a lorenzo

      la Chiesa olandese oggi è nello stesso luogo in cui è finito il tempio di Gerusalemme e tutte le altre cose da cui Dio è stato estromesso.

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    • Franceschiello ha detto in risposta a lorenzo

      dov’è oggi la Chiesa olandese?

      E’ scomparsa. In pochi anni gli apostati che hanno scritto il catechismo olandese sono stati capaci di distruggere quella che era una delle Chiese più fiorenti d’Europa.

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  14. Andrea. ha detto

    Se il Papa aprisse al razzismo tornerebbero nella Chiesa i neofascisti.

    Se aprisse alle attività illecite purché non involvano reati direttamente contro la Persona tornerebbero alla Chiesa i mafiosi.

    Se il Papa aprisse alla “guerra santa” e ad una “fede” ad personam i Musulmani si convertirebbero in massa.

    E poi dove sarebbe la Chiesa?!? Ma se ne rendono conto di quanto siano pericolosi questi discorsi, e soprattutto si rendono conto che potrebbero essere controproducenti persino per le loro idee?!?

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  15. Amici miei ha detto

    Ma Luxuria è cattolic* tutti ricordano che ai funerali del prete rosso si accostò al santo desco e il buon cardinale condivise la’osta sacra

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    • lorenzo ha detto in risposta a Amici miei

      Perché criticare il sig. V. Guadagno: forse è semplicemente un seguace di quel “cristianesimo” che segue le orme di Giuda Iscariota.

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      • Azaria ha detto in risposta a lorenzo

        Fra l’altro anche Giuda si accostó al Santo Desco ed il Sacerdote per eccellenza gli condivise il Suo Corpo.

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        • EquesFidus ha detto in risposta a Azaria

          Difatti, e sappiamo bene che fine fece (non il Cristo, Giuda).

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          • lorenzo ha detto in risposta a EquesFidus

            Secondo te, accostarsi indegnamente alla Santa Eucaristia, danneggia la Cristo o chi si comunica?

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            • EquesFidus ha detto in risposta a lorenzo

              Il Cisto non si può danneggiare, si danneggia chi si comunica (come hai tu stesso scritto sopra citando il Vangelo secondo San Giovanni) e, pertanto, è bene impedirlierlo se è in stato di peccato mortale palese e conclamato (leggi pubblico scandalo), come la Chiesa giustamente insegna, affinché anche il celebrante non condivida la Sua colpa.
              Se poi desideri prendere su di te i peccati degli altri fai pure, io ne ho già in grande quantità per conto mio senza bisogno di quelli del mio prossimo.

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              • lorenzo ha detto in risposta a EquesFidus

                E se Vladimiro avesse dato ad intendere, prima di comunicarsi, che era sua intenzione di cambiare radicalmente e pubblicamente vita, sarebbe stato giusto negargli l’Eucaristia?

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                • EquesFidus ha detto in risposta a lorenzo

                  Ovviamente no, ma il punto è questo: prima non ha fatto alcunché per sottrarsi dalla situazione di pubblico scandalo (che, proprio per la sua natura pubblica, richiede una decisa e netta soppressione dell’azione peccaminosa evidente) e di apostasia in cui versa (la seconda di cui, ricordo, comporta una scomunica rimuovibile solo tramite approvazione vescovile, pertanto con un atto di rinuncia personale), ergo la Santa Comunione doveva essergli negata in quanto scomunicato. Dato che ciò non è stato fatto è stato commesso un sacrilegio a cui il cardinal Bagnasco ha contribuito più o meno volontariamente. E questo non perché non mi piace Guadagno o i transessuali o i buddhisti, ma perché tali sono le giuste disposizioni ecclesiali su chi può e chi non può accedervi (e la cui ratio ho già spiegato sopra). Insisto: è inutile dire che i divorziati risposati e coloro che praticano l’aborto non possano accedervi se poi alle cariche pubbliche è tutto concesso e si cerca in ogni modo di difendere il grave errore commesso da un membro dell’episcopato; sarebbe meno ipocrita dire che tutto è lecito e che è solo una questione di coscienza di chi La riceve. E stessa cosa dicasi anche per l’ambito morale però, a questo punto.

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                  • EquesFidus ha detto in risposta a EquesFidus

                    Quarta riga: “un atto di rinuncia personale”, non “formale”. Accidenti alla stanchezza.

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                  • lorenzo ha detto in risposta a EquesFidus

                    Il fatto che, ora come ora, il sig. Vladimiro sia quasi certamente “un morto che cammina”, non significa una chiamare in correità ad un sacrilegio del card. Bagnasco.

                    In “Principi e norme per l’uso del Messale Romano” si può leggere, riguardo all’atto penitenziale nei riti di ingresso: “Salutato il popolo, il sacerdote, o un altro ministro che ne sia capace, può fare una brevissima introduzione alla Messa del giorno. Quindi il sacerdote invita all’atto penitenziale, che viene compiuto da tutta la comunità mediante la confessione generale, e si conclude con l’assoluzione del sacerdote.”
                    Nel caso in questione, dunque, chi avrebbe potuto affermare con certezza che, dopo la confessione e l’assoluzione generale, il cuore di qualcuno dei presenti non fosse degno di accostarsi all’Eucaristia?
                    Non dimentichiamo pero mai però che il Magistero, nel momento stesso in cui afferma che la Divina Misericordia non ha limiti, afferma anche che la confessione individuale deve seguire immediatamente, per non commettere sacrilegio, una comunione fatta in peccato mortale.

                    Riguardo alla confessione poi, premesso che la parola sacramento deriva dal “sacramentum” latino che significa, in prima battuta, giuramento e sta ad indicare il fermo proposito di mettere in atto ciò che ci si propone, l’assoluzione del sacerdote potrebbe, in mancanza del proposito di non peccare più, non cancellare alcun peccato: perché allora non guardiamo dentro noi stessi e ci domandiamo quante volte anche noi ci accostiamo al Corpo di Cristo senza esserne degni?

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                    • EquesFidus ha detto in risposta a lorenzo

                      No, piano: quella ad inizio della Messa è una confessione valida solo per i peccati veniali, non quelli mortali per i quali è sempre necessaria la Confessione sacramentale (la quale è parimenti consigliata per quelli veniali). Poi sono ben consapevole del fatto che un atto di contrizione perfetto possa garantire la sacralità e l’efficacia salvifica della Santa Eucaristia, però bisogna considerare che il sig. Guadagno è a tutti gli effetti uno scomunicato avendo lui stesso dichiarato più volte pubblicamente la sua apostasia e che, senza anche segni esteriori come la pubblica rinunzia allo stato di pubblico scandalo in cui versa, non può accedere alla Comunione, pentito o meno; e questo vale anche per i conviventi, i divorziati “risposati” e anche gli apostati (in special modo coloro che hanno commesso pubblica abiura tramite atto formale, il cosiddetto “sbattezzo”, i quali possono riaccostarsi soltanto previa autorizzazione vescovile). Insisto, se poi si vuol difendere il cardinal Bagnasco da questo atto quantomeno inopportuno (ma bando al politicamente corretto e chiamiamolo col suo nome, ovverosia sacrilego) si può tentare, ma non si rende giustizia a coloro che si sforzano di mantenere una linea di condotta ed un vivere cristiano conforme a ciò che la Chiesa insegna (anzi, personalmente lo trovo molto irritante). Inoltre, come dici giustamente, dopo la Comunione fatta in stato di peccato mortale deve seguire subito una Confessione sacramentale valida (che presuppone ciò che indichi correttamente in seguito), cosa che non mi risulta il sig. Guadagno abbia comunque fatto a posteriori.

                      Sulla seconda parte riguardo alla Confessione sono d’accordo, ed infatti bisogna sempre considerare che il trittico di Sacramenti in cui c’è maggiore percentuale di sacrilegi (o il maggior rischio di commettere sacrilegio) è quello costituito da Comunione, Confessione e Matrimonio.

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                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      @EquesFidus
                      Riporto, dal Catechismo della Chiesa Cattolica, i seguenti due articoli riguardanti il sacramento della riconciliazione Penitenza e della Riconciliazione:

                      1483 In casi di grave necessità si può ricorrere alla celebrazione comunitaria della Riconciliazione con confessione generale e assoluzione generale. Tale grave necessità può presentarsi qualora vi sia un imminente pericolo di morte senza che il sacerdote o i sacerdoti abbiano il tempo sufficiente per ascoltare la confessione di ciascun penitente. La necessità grave può verificarsi anche quando, in considerazione del numero dei penitenti, non vi siano confessori in numero sufficiente per ascoltare debitamente le confessioni dei singoli entro un tempo ragionevole, così che i penitenti, senza loro colpa, rimarrebbero a lungo privati della grazia sacramentale o della santa Comunione. In questo caso i fedeli, perché sia valida l’assoluzione, devono fare il proposito di confessare individualmente i propri peccati gravi a tempo debito. Spetta al Vescovo diocesano giudicare se ricorrano le condizioni richieste per l’assoluzione generale. Una considerevole affluenza di fedeli in occasione di grandi feste o di pellegrinaggi non costituisce un caso di tale grave necessità.

                      1484 « La confessione individuale e completa, con la relativa assoluzione, resta l’unico modo ordinario grazie al quale i fedeli si riconciliano con Dio e con la Chiesa, a meno che un’impossibilità fisica o morale non li dispensi da una tale confessione ». Ciò non è senza motivazioni profonde. Cristo agisce in ogni sacramento. Si rivolge personalmente a ciascun peccatore: « Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati » (Mc 2,5); è il medico che si china sui singoli malati che hanno bisogno di lui95 per guarirli; li rialza e li reintegra nella comunione fraterna. La confessione personale è quindi la forma più significativa della riconciliazione con Dio e con la Chiesa.

                      Rimane il fatto del turbamento provato da molti fedeli nel vedere un Successore Apostolico permettere ad un pubblico peccatore di accostarsi al Corpo di Cristo: ti dice niente il racconto evangelico di Gesù che, a pranzo in casa del fariseo, si lascia toccare dalla peccatrice? Hai mai provato ad immedesimarti in una di quelle 99 pecore rinchiuse nel recinto da un pastore che parte per cercare quella smarrita?

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  16. eli ha detto

    Se il Papa apre ai gay…non è che loro vogliono sposarsi in chiesa perchè in comune è troppo deprimente (ho partiecipato al tristo matrimonio con pochi “eletti”: 4 parole , lettura delle leggi, musica da matrimonio da un lettore mp3)?

    Gente lo credo che è patetica la cerimonia comunale! 1 chiesa è assai più solenne e puoi invitare un mucchio di gente, percorri il corridoio centrale e resti secco/a per l’emozione del giorno che non ti par vero. Ma sei contento/a di esserti posato/a nella chiesa in cui hai avuto i sacramenti, magari dal tuo parroco. Insomma la tradizione e gli amici per un gran giorno!

    Oltre al fatto che il matrimonio è una cosa sacra e un clima così te lo ricorda ancora di più (questo ho provato come testimone per 2 battesimi ed un matrimonio di famiglia).

    Aprire all’eutanasia? E dove sarebbe la differenza con il suicidio? Come malato terminale uno può decidere di morire, ma non pretenderà che tutti i parenti siano d’accordo.

    Sapete, sono sempre più convinta che quelli che manifestano il politically correct in realtà siano quelli meno propensi ad esso, ma la politica glielo impone. E ne sono prigionieri per non essere buttati fuori dal partito o tacciati come untori.

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  17. EquesFidus ha detto

    Oltre al fatto che il matrimonio è una cosa sacra e un clima così te lo ricorda ancora di più (questo ho provato come testimone per 2 battesimi ed un matrimonio di famiglia).

    Direi che il matrimonio è principalmente una cosa sacra, essendo un Sacramento; tutto il resto (musica, chiesa, invitati, ricevimento ecc…) sono un di più e non concorrono alla validità dello stesso.

    Aprire all’eutanasia? E dove sarebbe la differenza con il suicidio? Come malato terminale uno può decidere di morire, ma non pretenderà che tutti i parenti siano d’accordo.

    Piuttosto che lo Stato si immischi in questioni (realmente) di vita o di morte. Anche se il malato (o colui che richiede il suicidio assistito) volesse morire e tutti i suoi parenti fossero d’accordo lo Stato comunque sia non può aiutare o incoraggiare una persona a morire, esattamente come non può uccidere un criminale; questo perché la vita è indisponibile, ovverosia nessuno necide quando e dove nascere né, tantomeno, ha il diritto di scegliere quando e dove morire. Per il cattolico inoltre la vita è un dono di Dio, pertanto il desiderio di morire e coinvolgere terzi in questo (facendoli così concorrere a questo gravissimo peccato) è scandaloso ed è il disporre ed il rifiutare di ciò che abbiamo gratuitamente ricevuto.

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    • eli ha detto in risposta a EquesFidus

      Direi che il matrimonio è principalmente una cosa sacra, essendo un Sacramento; tutto il resto (musica, chiesa, invitati, ricevimento ecc…) sono un di più e non concorrono alla validità dello stesso.

      Definirle di contorno…non so perchè a volte sono gli sposi che preparano i canti da fare, sempre loro scelgono la chiesa, chiamano a raccolta parenti e amici per condividere il grande giorno (che non è solo una questione estetica e di un momento “da sogno”, ma è anche la testimonianza di un unione in Cristo).

      Sull’eutanasia…contrarissima al suicidio assistito, ma quel che dicevo è che una persona può scegliere di rifiutare le cure per accanimento terapeutico. Ed è deprimente per i parenti vedere spegnersi un figlio o un genitore.

      Seguire una religione di comodo…vi sfido ad entrare con me attraverso la porta stretta, ma se fate fatica non dite “è tutta colpa di Dio”.

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  18. Umberto P. ha detto

    Ho sempre trovato incredibilmente curioso il principio secondo cui ragionano molti: Dio esiste ed una religione è autentica se dice delle cose che mi piacciono, o che mi confortano, o che mi sembrano profondamente giuste. Ma come si fa a ragionare così?
    Analizzo da agnostico la posizione grottesca di Luxuria:
    1) La Chiesa mi da retta ed apre ai gay. Quindi, visto che una persona in carne ed ossa (il Papa) ha preso delle decisioni su cui sono d’accordo…Dio esiste, la storia di Gesù Cristo è autentica, la religione giusta è il Cristianesimo e tutte le altre no, etc.
    2) Se invece la Chiesa non mi da retta, tutto il Cristianesimo è una favoletta, Dio è da dimostrare, non ci sono prove di nulla, nessunareligione emerge sulle altre, etc.

    Fingendo di ignorare che quella di Luxuria è solo una boutade per portare acqua al suo mulino, ed evidentemente egli non è credente, o almeno non praticante, che senso può avere ragionare così?

    Se io sono convinto che un credo sia autentico, lo seguo, anche se mi dice che brucerò, anche se mi è scomodo. Anche avere una brutta malattia mi è scomodo, ma se è reale, se ce l’ho, ne devo prendere atto.
    Personalmente, ad esempio, se dovessi scegliere una religione per puro spirito di convenienza personale, credo che abbraccerei la religione islamica e mi farei saltare in aria tra gli infedeli, pregustando le 40 vergini ed i giardini lussureggianti. Il problema è che, anche se sembra una proposta estremamente accattivante, non ci credo.
    Ugualmente in questa ridicola ottica utilitaristica, farei diventare mio figlio islamico dalla nascita, così se è vero l’Islam è già nel giusto, se invece era vero il cristianesimo Dio lo perdona perchè nessuno glielo ha fatto conoscere (credo, sono esempi paradossali, non mi sono mai informato seriamente a riguardo di tali argomenti bislacchi).

    Infine, non comprendo i cattolici “reali”, quelli normalissimi, che magari vanno anche a messa, ma non sono fanatici. TUTTI peccano costantemente e non si confessano, perchè non vedono il peccato. Io gli dico, vivi de facto come me agnostico, tu ci credi o no? Perchè non confessandoti mai e peccando così vai all’inferno, ci credi a questo? Mi fanno spallucce, la cosa importante è che facciano il loro sesso prematrimoniale, tutti i loro comodi, e poi Dio perdona tutti. ma non è neanche così, è che sono atei ma non hanno il coraggio di affrontare la cosa. Ecco, se non considerassi la religione una cosa seria, potrei fare come loro. Se credessi che Dio esiste, il Dio cristiano ad esempio, sarei più meticoloso di un integralista, e senza fatica.

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    • lorenzo ha detto in risposta a Umberto P.

      Quello di cui parli non è il cattolicesimo.
      Il cattolicesimo è un Padre che perdona perché ama ed un figlio che, liberamente, decide se lasciarsi amare oppure no.

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    • Daphnos ha detto in risposta a Umberto P.

      In buona parte condivisibile, dal mio punto di vista almeno. Tuttavia a mio parere sarebbe stato adeguato, magari al posto delle ultime righe, inevitabili per un non credente ospite in un sito di colore diverso (con un accenno leggermente offensivo nei confronti dei credenti, sul quale preferirei glissare), avanzare la considerazione finale che altro non sarebbe che la conseguenza logica di tanti preamboli. Se è vero che 1) molti aderiscono alla religione che più fa loro comodo, 2) questo atteggiamento non è molto razionale e 3) è più scomodo aderire a una religione che predica (visto che hai parlato di piaceri carnali, anche se in modo un po’ scandalistico) la moderazione sessuale piuttosto che la libidine come valore, non se ne deduce che molti sono agnostici perché fa loro comodo e non per chissà quale esercizio di razionalità?

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    • Harry Burns ha detto in risposta a Umberto P.

      considerazioni decisamente vere.
      se cerchi una risposa al perchè le cose stanno così è semplice: la religione non è più trascendente ma mero sentimento quando va bene, sentimentalismo quando va male (nella maggior parte dei casi)
      per cui ci si dice cattolici come ci si dice “di sinistra” (o di destra), come ci si dice “italiani”, o “artisti” e ormai, mi par di capire, anche come ci si dice amici o innamorati….

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    • Antony ha detto in risposta a Umberto P.

      cosa mai ti aspetti da una\o che nonostante non creda, si fa fotografare mentre riceve la s. Comunione sapendo che nel suo caso, è un sacrilegio per il quale prima o poi subirà la condanna???

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  19. domenico ha detto

    leggete piuttosto come una professoressa sia stata aperta nei confronti di un suo allievo cattolico…
    Questi sono quelli che si riempiono la bocca di tolleranza e dialogo: prima propone una discussione sull’omosessualità indossando una maglietta progay e appena un suo allievo dice qualcosa che non le piace lo punisce!

    http://krestaintheafternoon.blogspot.it/2013/06/federal-judge-teacher-who-punished.html

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