Emanuela Orlandi: ecco la cronologia dei fatti

Emanuela OrlandiDa quasi due anni seguo e studio il caso di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana scomparsa da Roma il 22 giugno 1983 all’età di 15 anni. Non ricordo come iniziai ad interessarmi così tanto della vicenda, senza contare che Emanuela è sparita quando io nemmeno ero nato e dunque non ho vissuto in prima persona l’avvicendarsi dei fatti in questi trent’anni.

Quello della Orlandi è certamente uno dei casi più misteriosi nella storia italiana, costantemente legato -a torto o a ragione- a varie vicende degli anni ’80 e ’90: l’attentato di Giovanni Paolo II da parte di Ali Agca, la gestione dello IOR e il fallimento del Banco Ambrosiano, la morte del colonnello delle guardie svizzere Alois Estermann (di sua moglie e del vicecaporale Cédric Tornay), la Banda della Magliana e la caduta dell’impero comunista. E’ una vicenda molto complessa (anche se poi la verità potrebbe essere più banale di quanto si pensi) che ancora oggi non si può escludere con certezza nessuna delle numerose ipotesi di soluzione avanzate nel corso degli anni.

Questo ginepraio è venuto a crearsi certamente a causa dei numerosissimi depistaggi da parte dei presunti rapitori o di organizzazioni interessatesi al caso per secondi fini, ma anche per la spasmodica attenzione mediatica stimolata dalla presenza di un’abitante della Città del Vaticano a cui vi si è interessato in prima persona Giovanni Paolo II. Le responsabilità di questo impasse vanno anche certamente attribuite agli investigatori (compresi i servizi segreti italiani, allora Sisde) che si occuparono inizialmente del caso, i quali hanno mostrato ben poca professionalità nel portare avanti le indagini e questo ha giustamente dato adito a molti sospetti. Forti perplessità vanno, purtroppo, anche all’eccessiva riservatezza, seppur legittima per svariati motivi, da parte del Vaticano o di ecclesiasti conoscitori di informazioni, così come affermato da padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede.

Chi segue questa vicenda sa benissimo che in questi giorni si potrebbe essere arrivati ad una svolta definitiva, oppure all’ennesimo bluff. La Procura di Roma sta infatti interrogando una persona, Marco Fassoni Accetti, autodenunciatosi tra i responsabili del sequestro di Emanuela. Personaggio particolare di cui avremo modo di parlare più avanti che per ora, almeno leggendo le prime rivelazioni apparse sui quotidiani, ha soltanto complicato ancora di più lo scenario.

Ho voluto pubblicare su UCCR un dossier dettagliato sulla cronologia degli eventi dal 1983 ad oggi (e sarà in continuo aggiornamento) e tra qualche giorno pubblicherò un secondo dossier in cui saranno analizzate le principali ipotesi di soluzione attualmente ritenute più attendibili. E’ un lavoro che ho intrapreso per interesse personale ma che ora ritengo utile pubblicare per chiunque voglia approfondire e capire di più su questa misteriosa vicenda. Rimango a disposizione all’indirizzo e-mail: redazione@uccronline.it

 
 

Emanuela Orlandi: cronologia dei fatti

 
 

Simone Fossati

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51 commenti a Emanuela Orlandi: ecco la cronologia dei fatti

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  1. Pino ha detto

    non ho letto tutta la cronologia ma, in sintesi, da quanto ho letto, le ipotesi sono due. La prima, quella a sfondo sessuale, sostenuta da Padre Amorth. Pare ci fosse un gendarme vaticano che organizzava festini ed attirasse ragazze, ovvio che Emanuela non poteva sospettare di un gendarme vaticano ed è caduta nella trappola. Da notare che la suora responsabile della scuola di musica diffidava del rettore di sant’Apollinare e proibì alle ragazze di avere contatti con lui. La seconda ipotesi, quella avanzata dal giudice Ferdinando Imposinato in un suo libro, è che l’attentato al Papa, l’uccisione del capo delle guardie svizzere e il rapimento Orlandi siano fatti fra loro collegati. Estermann sembra sapesse chi erano i responsabili di questo rapimento e conservasse documenti scottanti scomparsi dalla sua cassaforte qualche giorno prima della sua uccisione.

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    • Kosmo ha detto in risposta a Pino

      Padre Amorth non sostiene l’ipotesi sessuale, lui viene intervistato in un libro la cui autrice sostiene questa ipotesi.
      C’è poi l’ipotesi del “ricatto finanziario”, sui cui molti girano (vedi anche il caso Calvi), ma senza arrivare ad una “ragionevole certezza”.

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      • Simone F. ha detto in risposta a Kosmo

        Esattamente! L’autrice in questione è Anna Maria Turi. Come ho scritto sotto Padre Amorth non sa nulla sulla vicenda Orlandi se non notare una somiglianza nell’adescamento di Emanuela con quello utilizzato dalle sette sataniche.

        Questa tesi non è mai stata considerata dalle indagini e non è mai nemmeno stato dimostrato attendibile che Emanuela sia stata davvero adescata come viene ritenuto dalla maggior parte degli studiosi di questo caso (cioè tramite una proposta di lavoro per la Avon, la presenza di una Bmw ecc.)

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        • Kosmo ha detto in risposta a Simone F.

          putroppo questa ipotesi viene spesso attribuita (come hai detto, falsamente) a Padre Amorth continuamente, anche su forum e siti cattolici.

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          • Simone F. ha detto in risposta a Kosmo

            E’ vero, anche per chiarire questi continui equivoci ho ritenuto utile pubblicare questo lavoro.

            E’ stato Giacomo Galeazzi (uno che abbastanza di frequente, purtroppo, si muove in modo molto goffo) a diffondere questa sbagliata notizia. Lo stesso Amorth si è ovviamente risentito: “le mie affermazioni generiche circa il caso Orlandi formulate nel mio libro “L’ultimo esorcista” sono state interpretate ad arte da qualche vaticanista”.

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        • Kosmo ha detto in risposta a Simone F.

          si il tuo dossier me lo sono letto tutto.

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    • Kosmo ha detto in risposta a Pino

      Poi Marcinkus sembra sia l’Andreotti del Vaticano.
      Resta però il problema, se è stato “calunniato” su tutto (e ci può anche stare), ed è stato detto che era un incompetente e si è mosso con poca “discrezione”, perchè non è stato rimosso subito?

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    • Simone F. ha detto in risposta a Pino

      Ci sono alcune cose vere in quel che dici, ma occorrono chiarimenti. Provo a suddividere la mia risposta in modo schematico:

      1) Padre Amorth non si è mai occupato del caso Orlandi, le sue dichiarazioni sono state diffuse a causa di un errore del vaticanista de La Stampa Giacomo Galeazzi. Padre Amorth ha semplicemente ripetuto pubblicamente la tesi sostenuta nel libro di Anna Maria Turi (difficilmente attendibile), senza però farla propria. Pietro Orlandi, che conosce bene l’esorcista, ha rivelato che in realtà l’opinione di Padre Amorth è questa: “Posso dirti soltanto che le modalità del sequestro sono le tecniche usate dagli adescatori di sette sataniche ma altro, ti ripeto, non saprei cosa pensare”. In ogni caso se vai sulla pagina in cui c’è la cronologia fai una ricerca con “Ctrl+f” su Padre Amorth e capisci bene tutto l’equivoco generato da Galeazzi.

      2) E’ stato Pietro Orlandi ad affermare che suor Dolores, direttrice della Scuola di musica di Emanuela, diffidasse di mons. Piero Vergari, rettore di Sant’Apollinare. Ma il giornalista Pino Nicotri ha intervistato proprio la religiosa, la quale ha smentito queste affermazioni (anche questo è presente nel dossier pubblicato su UCCR).

      3) La tesi di Imposimato è abbastanza attendibile ma presenta comunque punti deboli, l’analisi approfondita sarà pubblicata in un secondo dossier sempre su UCCR.

      Un saluto!

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      • Pino ha detto in risposta a Simone F.

        non sapevo degli equivoci dei primi due punti, grazie per il chiarimento. Cmq che il rettore di Sant’Apollinare sia un personaggio discutibile (per usare un eufemismo) nessuno me lo toglie dalla testa. Un criminale fa una donazione di un miliardo di lire per essere sepolto in chiesa e lui perora la causa. Quanto a Imposimato se la sua ricostruzione è attendibile c’è da essere veramente preoccupati. Perchè in tal caso la verità ufficiale sull’omicidio Estermann è completamente falsa, quindi qualcuno in Vaticano ha volutamente falsificato la dinamica dell’omicidio perchè a conoscenza di una verità imbarazzante che non si può rivelare.

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        • Simone F. ha detto in risposta a Pino

          Prego, figurati…ho pubblicato il dossier proprio per questo motivo!

          Qualche dubbio su don Vergari ce l’ho anch’io (per altre vicende che se vuoi possiamo approfondire), ma non credo vi siano legami con Emanuela. So bene che su questo punto c’è stata un’attenzione mediatica asfissiante, ma le cose sono state chiarite.

          E’ sufficiente leggere le interviste a Carla Di Giovanni, vedova di De Pedis, per capire che è stata lei a chiedere a don Vergari di seppellire nei sotterranei di Sant’Apollinare Enrico De Pedis (in zona non consacrata e con vicini di “tomba” solo scheletri di persone del popolo al tempo del Medioevo). Si erano sposati in quella Chiesa e De Pedis aveva contribuito a sostenere le attività missionarie della parrocchia. De Pedis è morto incensurato e con la fedina penale pulita, il suo cadavere a Campo dei Fiori aveva in tasca patente, carta d’identità e passaporto regolari. Questo i media non lo dicono e su questo occorre complimentarsi con Pino Nicotri che invece ne ha parlato a lungo.

          Imposimato dice alcune cose attendibili (che non vuol dire vere!) ma per ora non c’è alcun riscontro. Secondo lui però Emanuela è viva ed è in mano agli islamici…ovviamente questa parte della sua ricostruzione è completamente fantasiosa.

          Infine, sul caso Estermann, certamente la ricostruzione ufficiale ha parecchi buchi ed è stata messa pesantemente in dubbio dai legali della moglie di una delle vittime, ovvero il vicecaporale Cédric Tornay. Tuttavia a sostengo della ricostruzione ufficiale dell’omicidio è stato pubblicato il libro “Garde suisse au Vatican”, scritto dalla guardia svizzera Stephane Sapin. Il fatto che Estermann fosse una spia della Stasi lo sostengono in molti, ma ad essa si sono opposti il Vaticano e la commissione berlinese incaricata ad esaminare gli archivi della Stasi.

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  2. Kosmo ha detto

    Una domanda per l’autore: credo di aver letto da qualche parte (spero di non confondermi con la morte di Giovanni Paolo I) che ci fu una qualche “veggente” (della cui attendibilità non posso dire niente) che parlò di Emanuela.
    Non ricordo dove e quando lo lessi.
    L’autore ne è a conoscenza, o è qualche parto di qualche goccio di troppo? 😉

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    • Simone F. ha detto in risposta a Kosmo

      Sinceramente non ne avevo mai sentito parlare. Ho fatto una breve ricerca e ho scoperto chi ha tirato in ballo una “veggente”…

      Ovviamente è stato Alì Agca nel 2000, il quale, nella sua ennesima versione dei fatti, ha tirato in ballo niente meno che suor Lucia (Fatima): “il rapimento di Emanuela Orlandi riguarda il terzo segreto di Fatima. Ma non l’hanno rapita i lupi grigi. Chi sa tutto è suor Lucia, e lo sa bene”: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/07/11/segreti-del-lupo-grigio.html

      Se non bastasse la completa inattendibilità di Alì Agca, tanto che i procuratori di Roma nemmeno hanno più voluto interrogarlo, è utile sapere che nel libro “L’ultimo segreto di Fatima”, il card. Bertone -che con suor Lucia ha parlato a lungo- ha smentito categoricamente.

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      • Kosmo ha detto in risposta a Simone F.

        No non mi riferivo a Suor Lucia, avevo cercato anche io, e appunto ti chiedevo.
        Dovrebe essere una “veggente” (le virgolette sono d’obbligo) recente, forse ancora in vita.
        Però non ricordo assolutamente dove l’ho letto.

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        • Simone F. ha detto in risposta a Kosmo

          No, allora sinceramente questa mi manca. Se ricordo bene una “veggente” entrò in mezzo nel rapimento Moro e in altri fatti di cronaca recenti ma per Emanuela Orlandi non l’ho mai sentita (ci manca solo quella!).

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      • Kosmo ha detto in risposta a Simone F.

        ” è utile sapere che nel libro “L’ultimo segreto di Fatima”, il card. Bertone -che con suor Lucia ha parlato a lungo- ha smentito categoricamente.”

        beh questa cosa non mi tranquillizza affatto.

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  3. Chris ha detto

    Nello stesso periodo che scomparì la Orlandi,mi ricordo che scomparì sempre a Roma un’altra ragazza,però nessuno se ne ricorda! Purtroppo penso che l’unico motivo per il quale se ne parla ancora è solo per il binomio Vaticano = segreti.A ben pochi importa della ragazza.

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    • Kosmo ha detto in risposta a Chris

      Mirella Gregori.

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    • Simone F. ha detto in risposta a Chris

      Hai perfettamente ragione, di Mirella Gregori ci si occupa molto meno purtroppo. In molti hanno collegato le due scomparse ma non c’è mai stata dimostrazione che fossero davvero collegate.

      Il supertestimone comparso in questi giorni, Marco Fassoni Accetti, che dice di aver contribuito alla sparizione di Emanuela ha parlato ai magistrati anche di un’altra ragazza scomparsa in quei mesi, ovvero Katy, trovata morta in modo misterioso in un vigneto a Roma. Pensa che in realtà la stessa tesi è stata sostenuta dal magistrato Lupacchini e dal giornalista Max Parisi nel loro libro “Dodici donne un solo assassino”, dove addirittura -oltre ad Emanuela e Mirella- collegano agli stessi rapitori anche altre dieci ragazze (tra cui, appunto, Katy).

      Questo ultimo supertestimone del caso Orlandi, Fassoni Accetti, o sta dicendo la verità (e lo sapremo tra poco) o è un lettore accanito di Lupacchini e Max Parisi.

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      • Kosmo ha detto in risposta a Simone F.

        Hai letto i risultati della commissione Mitrokin del parlamento?
        Che ne dici?

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        • edoardo ha detto in risposta a Kosmo

          Ecco, visto che l’hai tirato in ballo: che fine ha fatto quel dossier? Non se ne sa più nulla dopo un parziale negazionismo iniziale…poi svanito nel nulla.

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          • Kosmo ha detto in risposta a edoardo

            Che io sappia, non è stato approvato solo perchè un componente UDC della ex-maggioranza non l’ha votato, che guarda caso nel governo Prodi successivo è stato fatto sottosegretario (o viceministro).
            Ma i risultati ci sono.
            Certamente quei risultati davano molto fastidio a sinistra, così come a Prodi.
            E altrettanto certamente quegli stessi risultati davano fastidio anche a Berlusconi, per via dell’amicizia con Putin, e infatti Guzzanti se l’è legata al dito (se hai letto i suo ilibri successivi)

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          • Kosmo ha detto in risposta a edoardo

            Comunque tutti i documenti dovrebbero ancora essere visibili sul sito del parlamento, scaricabili in formato pdf.

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        • Simone F. ha detto in risposta a Kosmo

          Si li ho letti. In realtà non dicono molto di più di quanto già sappiamo, la maggior parte delle volte in cui si cita Emanuela Orlandi la si mette in relazione con le appositamente farneticanti versioni di Ali Agca, il terrorista turco che improvvisamente ha cominciato a ritrattare tutto e a smettere di collaborare con la giustizia italiana (fingendosi anche pazzo) subito dopo la sparizione di Emanuela. In ogni caso grazie di averli citati, torno a rileggermeli, non si sa mai che si possa collegare qualcosa alle vicende emerse più recentemente.

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          • Kosmo ha detto in risposta a Simone F.

            Non so tu, ma io avevo “scoperto” lì che in Vaticano c’era un monaco benedettino che spiava le due ragazze.
            Lì avevo letto che il rapimento Gregori era per “testare” la capcità della forza pubblica di reagire.
            Poi ho letto che, da successive analisi relative a foto è stato appurato che in Piazza San Pietro c’era pure Oral Celik pronto a sparare se Agca avesse fallito.
            Che i due giudici Ormankov e l’altro erano in realtà spie che hanno “minacciato” Agca affinchè non parlasse (e infatti da lì in poi ha cominciato a fare il pazzo).
            e tante altre cose che poi ho ritrovato in questo tuo dossier.

            Ma mi chiedo, e ti chiedo, cosa mai hanno minacciato ad Agca, tanto da farlo terrorizzare che, a distanza di 30 anni, ancora non dice la verità?
            La sua morte? Era un killer professionista, credo che l’abbia messa in conto di restarci secco, no?
            La morte della sua famiglia? anche qui, credo che avesse messo in conto, per la “professione” che faceva, delle ritorsioni. E poi mi sembra abbastanza vecchio, la madre è ancora viva?
            Curiosità: mi sembra di averlo letto anche questo sui risultati della commissione Mitrokin, ma hai letto anche tu che Agca prima di fare l’attentato si era rasato il pube e aveva gli indumenti intimi sotto tutti bianchi, così come fanno i “kamikaze” islamici, e si aspettava di essere linciato sulla piazza se fosse stato preso, divenendo di fatto un terrorista suicida, forse il primo in Occidente?

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            • Simone F. ha detto in risposta a Kosmo

              Guarda, quando si comincia a parlare di Ali Agca so bene che non si finirebbe più. Uno dei magistrati che lo hanno interrogato per anni ha detto che è certamente è la “mente più sopraffina” con cui abbia mai avuto a che fare.

              Le cose dici all’inizio (monaco benedettino, cioè Eugen Brammertz, il rapimento della Gregori come “test” ecc.) sono tutte tesi di Imposimato, che non è certo uno sprovveduto. Ma non ci sono riscontri chiari ancora su quanto dice. Il procuratore Rando archiviò nel 1997 il “caso Orlandi” affermando che non vi sono legami con quello della Gregori.

              Non se se Agca sia stato davvero minacciato, non si sa se davvero Celik fosse stato in piazza san Pietro pronto a uccidere Agca per addossare le colpe ai Lupi Grigi. L’unica certezza è che poco dopo la sparizione di Emanuela lui ha ritrattato tutto e ha smesso di collaborare. Perché? Lui dice che ha capito che era un messaggio diretto a ha anche detto di essere Gesù Cristo tornato in terra e che uno dei telefonisti che chiamava gli Orlandi era lo stesso agente della CIA, Aldrich Ames, che lo avrebbe minacciato.

              Oggi nessuno vuole più interrogarlo perché ritenuto completamente inaffidabile…forse è proprio quello a cui lui puntava. Invece non ho mai letto del suo vestiario il giorno dell’attentato ma forse perché non me ne sono molto occupato. Devo dire che anche sull’attentato a Giovanni Paolo II ci sono state numerosi depistaggi e una forte e poco comprensibile riservatezza del Vaticano.

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              • Kosmo ha detto in risposta a Simone F.

                Guarda dovrei andare a rivedere i pdf della commissione MItrokin. Li lessi 5-6 anni fa e adesso non ricordo perfettamente.
                Ricordo però perfettamente (perchè lo vidi pure in TV e mostrò le foto) che Guzzanti disse che era PROVATO con le analisi sulle misure che si fanno (non ricordo come si dice) sulle distanze degli occhi e altri elementi del corpo umano, che era CERTO che Celik fosse a S. Pietro quel giorno. Mostrò anche la foto fatta da un americano mi sembra di uno che fugge con una pistola in mano, a Piazza S. Pietro.
                Pare anche assodato che Ormankov fosse un colonnello dei servizi dell’Est (non ricordo bene di quale paese) e subito dopo Agca comincia a fare il pazzo.
                Mi ricordo anche di un “trucco” (non ricordo se lo fece Imposimato) che un giudice fece con Agca, quando si fece portare nell’appartamento dove diceva di aver incontrato Celik e gli altri, lo portò in un altro appartamento per vedere se lui confermava o no quello che vedeva.

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                • Simone F. ha detto in risposta a Kosmo

                  No, posso smentire categoricamente che sia provata la presenza di Celik in piazza San Pietro, tant’è che è stato rilasciato per mancanza di prove. A sostenere il contrario c’è sempre Iposimato, anche se parla di probabilità: http://www.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-fbb79bc2-4f6b-4908-ba3a-8db193434f88.html

                  Nel 2011 Antonio Marini, pm nel secondo processo per l’attentato a Wojtyla, ha proprio spiegato che non sono mai state trovate prove sufficienti: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/wojtyla-e-il-mistero-del-terzo-proiettile-lex-pm-marini-smonta-lipotesi-del-libro-24944.htm

                  Rispetto a Jordan Ormankov, l’essere appartenuto ai servizi segreti bulgari è un’altra tesi di Imposimato. Tuttavia nel 2005 il magistrato Ilario Martella, che si è occupato dell’attentato a Giovanni Paolo II, ha risposto a questo dicendo: “Voglio continuare a ritenere quelle due persone miei colleghi, non mi sento di andare oltre perché non ho elementi”. Parlava di Ormankov e Markov Petkov, i due giudici bulgari accusati da Agca di averlo minacciato: http://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/DF/143684.pdf

                  Quello che dici alla fine è corretto ma hai messo assieme fatti diversi. Nel luglio 1995 Agca disse che l’agente del Sismi Francesco Pazienza e l’agente della CIA Aldrich Ames vennero in carcere da lui invitandolo ad accusare i bulgari e i sovietici dell’attentato al Pontefice, in particolare doveva dire di avere come complice Sergej Antonov. Gli diedero i dettagli della casa di Antonov, in modo che potesse provare ai magistrati di esservi stato e ai magistrati Agca disse che in casa di Antonov c’era una parete scorrevole che divideva il salotto in due vani. La polizia verificò ma la mappa dell’appartamento disegnata da Agca era sbagliata. Corrispondeva invece perfettamente, compreso il “muro divisorio”, all’appartamento subito sotto quello di Antonov, nel quale abitava padre Felix Morlion (un domenicano belga noto agli inquirenti per avere avuto fortissimi legami con i servizi segreti americani).

                  Tutto questo è assai strano e le soluzioni non sono molte: o quel che dice è vero e gli venne data la mappa sbagliata…oppure quel che dice è falso e lui ha frequentato esponenti dei servizi segreti americani.

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                  • Kosmo ha detto in risposta a Simone F.

                    “No, posso smentire categoricamente che sia provata la presenza di Celik in piazza San Pietro, tant’è che è stato rilasciato per mancanza di prove. ”

                    Eh grazie, negli anni ’80-’90!!!
                    Infatti DOPO, ai tempi della Mitrokin, Guzzanti disse che gli esami antropometrici avevano dato la possibilità di questa certezza.

                    “Nel 2011 Antonio Marini, pm nel secondo processo per l’attentato a Wojtyla, ha proprio spiegato che non sono mai state trovate prove sufficienti”

                    Una cosa è un fantomatico “terzo proiettile”, un’altra cosa è la presenza di Celik a Piazza S. Pietro. Che doveva intervenire se Agca avesse fallito. Ma Agca NON HA fallito.

                    “Tuttavia nel 2005 il magistrato Ilario Martella, che si è occupato dell’attentato a Giovanni Paolo II, ha risposto a questo dicendo: “Voglio continuare a ritenere quelle due persone miei colleghi, non mi sento di andare oltre perché non ho elementi”.”

                    Eh ri-grazie! E’ proprio quello che hanno fatto fesso! Mentre lui gli andava a prendere il caffè, ai due “colleghi”, quelli lo minacciarono!

                    Ricordo che sentii questa cosa del “trucco” mi sembra proprio da Imposimato, però onestamente non ricordo se era quello a cui ti riferisci tu. Però ricordo bene che disse che il trucco lo aveva escogitato lui. Appena recupero le relazioni sulla Mitrokin ti so dire meglio. Forse era quello che ha detto che Agca era molto intelligente, molto.
                    Pazienza è un altro che spunta sempre quando c’è qualcosa di “sporco”.

                    Imposimato certe volte non lo capisco. Se ne esce con certe cose che stanno a metà tra il complottismo più puro e la fantascienza, altre invece che è molto più concreto, forse anche troppo.
                    Per esempio non capisco perchè e come possa dire che Emanuela almeno fino al ’97 era viva, e poi andare in televisione a dire che l’avevano uccisa.
                    Poi anche su altri temi, il gruppo Bielderberg che organizza l’assassino di Moro, le bombe che inaugurano la strategia della tensione… boh…

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                    • Simone F. ha detto in risposta a Kosmo

                      Se leggi l’intervista al pm Antonio Marini nel 2011, lui risponde proprio sulla presenza di Celik in san Pietro, oltre che per quanto riguarda il proiettile: “L’accusa all’epoca aveva anche ipotizzato la presenza di Oral Celik in piazza San Pietro al momento dell’attentato ma non sono mai state trovate prove sufficienti. E non perche’ la magistratura abbia indagato approssimativamente ma semplicemente perche’ non sono state trovate prove”: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/wojtyla-e-il-mistero-del-terzo-proiettile-lex-pm-marini-smonta-lipotesi-del-libro-24944.htm

                      Potrebbe essere che Agca venne minacciato durante la pausa caffè, io ho solo riportato lo scetticismo di Martella, anche se lui rimane possibilista. C’è un’altra cosa da sapere che avvalora la tua posizione: nel luglio 1983 Ali Agca racconta davanti a magistrati italiani e bulgari che Celik e Antonov sono suoi complici: Celik ha lasciato l’auto in via della Conciliazione davanti all’ambasciata canadese ed era andato con Agca e Antonov a prendere un caffè in un bar in via Traspontina 9. Il giudice Martella ordina dei riscontri sull’ambasciata e sul bar e qualche ora dopo proprio in via della Conciliazione 30 e in via Traspontina 9 vengono fatti ritrovare due messaggi riguardanti il rapimento di Emanuela Orlandi in cui si chiede la liberazione di Agca in cambio. Che coincidenza incredibile, vero?!

                      Su Imposimato grandissimo punto di domanda anche da parte mia…

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                    • Kosmo ha detto in risposta a Kosmo

                      “non sono state trovate prove” perchè all’epoca non si aveva tecnologia sufficiente per dimostrare da quelle foto (mostrate poco in pubblico) la presenza di Celik a S. Pietro.
                      Cosa che è stata dimostrata alla commissione Mitrokin.
                      COme mai allora non si è riaperto il caso? Infatti come ben sai una commissione parlamentare ha gli stessi poteri di un tribunale.
                      Ma la relazione finale della Mitrokin non è mai stata approvata per la defezione del componenete UDC, cooptato poi nel governo Prodi (a proposito, la seduta spiritica su Gradoli)
                      Quindi è come se non fosse mai stata fatta.

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                    • Simone F. ha detto in risposta a Kosmo

                      Secondo me ti confondi: ti linko il pdf della commissione sul dossier Mitrokhin: http://www.parlamento.it/application/xmanager/projects/parlamento/file/commissione_mitrokhin_14leg/mitrokhindoc.377.pdf

                      Come vedi l’uomo fotografato in piazza san Pietro si dice fosse Antonov non Celik. La prima perizia sulla foto trovò “totale compatibilità” con Antonov, la seconda perizia parlò invece di “alte probabilità”. Il risultato è che non è provata l’identità tra Antonov e l’uomo della fotografia.

                      Imposimato però dice che si tratta di Celik. E il giudice Marini risponde nel 2005: “non abbiamo fotografie in cui si vede la faccia di Agca, o la faccia di Oral Celik”. La Commissione afferma che “nonostante le indagini svolte, non si è reperito riscontro del passaggio di Celik in Italia nel periodo dell’attentato, come invece sostenuto da Agca”.

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      • Gab ha detto in risposta a Simone F.

        Infatti io penso che Padre Amorth abbia ragione. Il rapimento di ragazze a fini esoterici da parte di sette sataniche purtroppo non è una novità. E’ possibile che il rapimento di queste ragazze sia collegato ad un unico mandante o mandanti che siano.

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        • Simone F. ha detto in risposta a Gab

          Come ho già detto, è una tesi che non è mai stata presa in considerazione dagli investigatori perché non c’è nessun elemento che porti a sostenerla. Bisognerebbe poi capire come queste sette sataniste potessero essere talmente organizzate, anche a livello tecnologico, da mettere in piedi tutta la messinscena a cui si è assistito in questi anni.

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          • Gab ha detto in risposta a Simone F.

            Dimentichi che le sette sataniche organizzate hanno le spalle protette dalla massoneria. I mezzi quindi li avrebbero eccome.

            Su una cosa di fondo sono convinto. A mio avvviso più si va avanti più la vicenda viene costruita in modo fin troppo complesso. Il tuo dossier lo dimostra. Più ci si allontana dal giorno del rapimento più vengono costruite piste alternative e si complicano le ipotesi. A me pare, da semplice persona di strada, che proprio per questo motivo la soluzione possa essere molto più “banale” di una organizzazione terroristica internazionale, della banda della Magliana, ecc. ecc.

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            • Simone F. ha detto in risposta a Gab

              Ma perché avrebbero dovuto prendere Emanuela? E sopratutto, perché la massoneria avrebbe dovuto organizzare tutto questo bluff per trent’anni per una ragazzina di 15 anni? Credo che in questa storia ci sono già troppi elementi…se aggiungiamo anche le sette sataniche e la massoneria poi ci manca solo il rapimento de parte degli alieni. Io andrei molto cauto sulle ipotesi che non sono sostenute da alcun tipo di indizio.

              E’ verissimo quello che dici: proprio per questo la responsabilità di tutto questo va a chi ha condotto (male) le indagini inizialmente. La soluzione è probabilmente molto più semplice di quel che si pensi, lo diceva anche l’avvocato Egidio Gennaro, legale della famiglia. Non è escluso però che la Magliana e i servizi segreti possano aver approfittato della sparizione di Emanuela (volontaria o no) per i loro interessi…per questo ritengo corretto parlare di sequestro bluff.

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            • Kosmo ha detto in risposta a Gab

              Mah.. a me la pista della “tratta delle bianche” non mi ha mai convinto.
              Rapire una ragazzina in un paese avanzato, con la polizia che la cerca, in collaborazione con altre polizie, quando ci sono centinaia di milioni di ragazze (di cui non interessa niente a nessuno) nell’Est europa, in Africa, in Sudamerica? La “merce umana” non è mai stata più a “buon mercato” lì (mi scuso per la durezza delle parole).
              Poi chi ti vanno a pescare? L’unica adolescente cittadina vaticana?
              mi sembra incredibile.
              Poi mi sembra incredibile fare tutti questi pedinamenti (quindi dovevano conoscerla), organizzare tutto l’ambaradan per avere una ragazzina per fare orge e messe nere, quando si sarebbe potuto facilmente rimediare molto altro?
              E poi, mi sembra che Emanuela si sarebbe fatta uccidere piuttosto che essere violentata.
              E’indubbio che poi molti altri se ne siano “approfittati” della situazione e si siano intromessi nei comunicati e nelle trattative.
              Secondo il mio modesto parere, per quel che vale, fatto salvo quello che hai detto tu, sulla irresponsabile gestione dello IOR da parte di Marcinkus (che potrebbe essere anche “incolpevole”, cioè soltanto frutto di incompetenza, per quanto strano), la ragazza è stata rapita da esponenti della Banda della Magliana, anche su ordine di “pezzi grossi” della massoneria, per il riciclaggio di denaro sporco, sia di quelli della banda (anche loro erano affiliati nelle logge massoniche) sia di quelli dei piani alti.
              Forse chi faceva da “tramite” tra i delinquenti (Calvi) e la banca nascondeva le cose agli uni che agli altri.
              Anche come è morto Calvi richiama il giuramento che farebbero i massoni, sul come preferirebbero morire piuttosto che rivelare i segreti dell’organizzazione.
              POi, quando hanno capito che non avrebbero avuto niente, l’hanno uccisa (poveretta).
              Non capisco come Imposimato possa tranquillamente dire che Emanuela sicuramente era viva nel 1997-1998, e se ne avevano degli indizi.
              Chi si terrebbe un ostaggio per 15-20 anni per “ricattare” su denari di dubbia provenienza?

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              • Simone F. ha detto in risposta a Kosmo

                In realtà non si può nemmeno escludere che Emanuela sia stata vittima di un serial killer o di un maniaco e che poi questo personaggio abbia avuto modo di consegnare gli effetti personali della ragazza a esponenti della Banda della magliana per orchestrare il ricatto al Vaticano fingendo di avere Emanuela.

                La Magliana non ha mai avuto Emanuela tra le mani, altrimenti lo avrebbero dimostrato. Hanno invece sempre dato informazioni vere e private ma che hanno carpito da altre fonti. Ad esempio hanno detto alla famiglia che Emanuela non era nata in Vaticano…questo è falso, ma è vero che all’anagrafe c’era scritto così per un errore. Se avessero avuto Emanuela non si sarebbero sbagliati su un dettaglio del genere, è evidente che si sono informati su dei documenti. Probabilmente non sapevano nemmeno che era una cittadina vaticana, non si spiegherebbe la sorpresa di uno che ha chiamato la famiglia Orlandi pochi giorni dopo la sua sparizione, nel sapere che stava parlando con un cittadino vaticano. In realtà ritegno che la Magliana non abbia nemmeno orchestrato il finto sequestro, non poteva infatti permettersi ad esempio un triangolatore capace di far partire una telefonata da 15 posti diversi.

                Il responsabile del sequestro bluff aveva a disposizione capacità e conoscenze ben superiori alle bande criminali. Non mi stupirei se si trovasse la responsabilità in cellule malavitose dei servizi segreti.

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                • Kosmo ha detto in risposta a Simone F.

                  Ovviamente non si può escludere nulla, ma un serial killer o un maniaco non si tengono gli effetti personali delle vittime, se non per feticismo, ma soprattutto non li danno ad altri criminali.

                  La cosa che dici può avere senso, ma può anche essere che Emanuela non avesse voltuo parlare, e che quindi ci si dovesse basare su informazioni carpite da informatori sul territorio, come potrebbero essere “spioni” in anagrafe (figuriamoci a Roma quante persone lavorano all’anagrafe).

                  ” In realtà ritegno che la Magliana non abbia nemmeno orchestrato il finto sequestro, non poteva infatti permettersi ad esempio un triangolatore capace di far partire una telefonata da 15 posti diversi. ”

                  Mah…a gente che prendeva centinaia di milioni (nell’80) e puntava milioni sulle scommesse, non credo che gli difettassero i soldi.
                  COs’è un triangolatore?
                  C’è da dire poi che anche quelli della banda erano infilati negli intrallazzi che contano, non ho detto che hanno fatto tutto da soli (basta vedere gli agganci nella City per il caso Calvi).
                  Stai sicuro che, quando uno fa una certa “ascesa”, soprattutto con tanti soldi, c’è sempre qualcuno che prima o poi gli presenta delle “persone che contano” (vedi il caso palese di Berlusconi, vedi P2).
                  Anche alcuni della Magliana facevano parte della P2.

                  Certamente alcuni dei servizi segreti ci anche messo lo zampino.
                  Ma non dimentichiamoci neppure che molti servizi, specialmente poi i nostri, vengono regolarmente “bucati”, infiltrati.
                  Insomma, di questa povera creatura, in molti, troppi se ne sono approfittati.
                  A proposito di quanto di dicevo della veggente, adesso mi sembra di ricordare che avesse detto (pressappoco, lo integro con le sensazioni che ebbi leggendo) che in pratica Emanuela avesse capito di essere caduta vittima in un “gioco” più grande di lei, e che avesse offerto la sua vita per il Papa e perchè “così dovevano andare le cose”. Inpoche parole penso che sia morta da martire.

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                  • Simone F. ha detto in risposta a Kosmo

                    Non pensare che i serial killer siano psicopatici in modo evidente, a volte sono persone distinte, figli di ricchi imprenditori e potevano essere legati per affari alla Magliana. Ti consiglio di leggere il libro “Dodici donne un solo assassino” per questo.

                    La famiglia Orlandi ha chiesto spesso una prova evidente: una foto polaroid con Emanuela viva e a fianco la data su un quotidiano. Insomma, quello che venne fatto per Moro. Niente di tutto questo, soltanto fotocopie della sua iscrizione alla scuola di musica, fotocopie dei suoi spartiti ecc. E’ evidente che non avessero modo di dimostrare quanto gli veniva chiesto: qualsiasi ricattatore è interessato a farlo per portare avanti il ricatto, ma è evidente agli inquirenti che loro stavano semplicemente bluffando.

                    La Magliana, è noto da chi ha seguito le sue vicende, non aveva la possibilità di gestire tutto il grande teatro scaturito su Emanuela e, sopratutto, non aveva nessun motivo per farlo. Rivolevano i 15 miliardi di dollari? E ci provano ricattando attraverso una quindicenne figlia di un messo papale? No, non è pensabile. Non si può credere che il ricatto fosse reale, a meno che si svolsero due tipi di ricatto: uno mediatico totalmente inconsistente (mai dimostrato che Emanuela fosse viva) e uno segreto diretto con il Vaticano…non ci sono elementi però per sostenere tale tesi.

                    Lascerei perdere la veggente e invece aderisco a quanto dici: “di questa povera creatura, in molti, troppi se ne sono approfittati”.

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                    • Kosmo ha detto in risposta a Simone F.

                      A dire la verità, io ancora lo devo vedere un caso mediatico che abbia comportato la perdita di vita di alcune persone che non si concluda, specialmente in Italia, con la frase “si poteva evitare”.

                      I serial killer, in fondo, VOGLIONO farsi trovare, è una specie di SFIDA alla polizia, un tragico “gioco” a guardie e ladri.
                      E i maniaci, in fondo, si riconoscono. Certo bisogna parlare con le persone giuste.
                      Per esempio Pacciani lo sapevano tutti in paese che era un porco maniaco.
                      Il più delle volte, come hai detto giustamente tu, la colpa è delle indagini svolte male all’inizio (quando è fondamentale agire) e degli nquirenti che si innamorano di una loro tesi e non la vogliono lasciare.
                      In più se vogliamo possiamo anche dare la colpa alla legge sui collaboratori di giustizia, che si divertono a distanza di anni, quando il più delle volte chi potrebbe confermare le loro deposizioni è già sotto terra, a sparare le più grandi stupidaggini e a far girare a vuoto per anni i magistrati.
                      Uno che decide di collaborare dovrebbe vuotare il sacco subito, all’inizio, in un periodo abbastanza limitato, dire tutto quello che sa, per poi essere accettato nel programma di protezione.
                      Così è solo un modo per mungere lo stato.
                      Ma riformare questa legge non conviene a molti, specialmente a certi “professionisti dell’antimafia”.

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                    • Kosmo ha detto in risposta a Simone F.

                      Certo, prove evidenti della detenzione di Emanuela non le hanno mai date. Ma come ho detto prima, quelli della Magliana potrebbero aver gestito solo l’operazione iniziale, per poi darla in consegna a dei “fratelli”.
                      Un sant’uomo come Wojtila come lo avresti potuto ricattare?
                      Minacciando la vita di una innocente minorenne, cittadina del vaticano, in che altro modo?

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                    • Simone F. ha detto in risposta a Simone F.

                      Rispetto a quest’ultima cosa io faccio davvero fatica a credere all’esistenza di vero ricatto. E’ stato tutto un bluff, d’altra parte lo dicono gli stessi magistrati…chiunque portasse avanti questo ricatto non voleva (e non poteva) ricattare nessuno tant’è che la famiglia Orlandi non ci ha mai creduto.

                      Giovanni Paolo II parlò sempre, fin dall’inizio, di terrorismo internazionale. Lo disse due volte alla famiglia di Emanuela…

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  4. SaBer ha detto

    Grazie Simone per questo dossier, grazie per questo lavoro. Finalmente posso avere un quadro abbastanza completo della vicenda. 🙂

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    • Simone F. ha detto in risposta a SaBer

      Figurati! Come ho scritto l’ho realizzato innanzitutto per me, mentre mi documentavo mi segnavo le date e tutti i collegamenti anche perché ogni studioso che se ne è occupato diceva qualcosa in contraddizione con un altro (basti vedere i litigi tra Nicotri e Imposimato, o tra lo stesso Nicotri e la famiglia Orlandi). Poi mi sono detto…ma perché tenerlo per me?

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  5. Gab ha detto

    Una cosa non ho capito. Ma il flauto è vero o è l’ennesimo depistaggio?

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    • Simone F. ha detto in risposta a Gab

      Bella domanda….la risposta la stiamo aspettando tutti 😉
      Fra qualche giorno inizieranno le indagini, se il flauto è vero sarebbe la prima volta che compare qualcosa di reale appartenuto a Emanuela il giorno della scomparsa, tuttavia non saremmo arrivati a un gran risultato. La cosa più importante da capire è se Marco Fassoni Accetti è vero (cioè colui che lo ha fatto ritrovare), non tanto il flauto.

      Occorre far notare che il flauto ritrovato non aveva il tampone al suo interno, quello che si usa per pulirlo. Emanuela quando ha finito la lezione certamente lo ha pulito, è d’obbligo per i musicisti, quindi sarà difficile trovare qualche traccia biologica. Qualcuno ha fatto notare che gli unici flauti privi di tampone sono quelli acquistati usati…è stato dimostrato che in 30 minuti si compra lo stesso flauto che è stato ritrovato, cioè della marca “Rampone&Cazzani” ed è altrettanto facile entrare in possesso di materiale biologico della famiglia Orlandi (come ha fatto la fotografa Roberta Hidalgo).

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      • Gab ha detto in risposta a Simone F.

        Posso chiederti tu che idea ti sei fatto? Qual è la teoria che ti sembra più plausibile?

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        • Simone F. ha detto in risposta a Gab

          Ne parlerò nel prossimo dossier come scrivo nell’articolo qui sopra. Vorrei anche attendere di capire come va a finire la vicenda in corso con Marco Fassoni Accetti e il flauto ritrovato.

          Per quanto vale la mia opinione, non ho ovviamente la soluzione ma se fossi a capo della Procura di Roma mi indirizzerei verso le amiche di Emanuela (come l’amica di Mirella, più che reticente e oggi completamente sparita), cercherei di approfondire il ruolo di Anna Orlandi, zia di Emanuela, e della persona che viveva con lei a Torano (questa è la tesi dell’avv. Egidio, ex legale degli Orlandi). Sul diario di Emanuela c’è scritto che aveva una relazione amorosa, è stata approfondita questa strada? La pista di Bolzano è stata completamente abbandonata, perché non si è chiarito il ruolo di Rudolf di Teuffenbach? Il 19 agosto 1983 era davvero in servizio? (chi non capisce cerchi approfondimenti nel dossier). Insomma…siamo stati distratti per anni da Sabrina Minardi e Ali Agca, ma la strada non è quella secondo me.

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  6. Tenan ha detto

    Da correggere nella cronologia: si parla di dicembre 2013 (e ancora non ci siamo…); per il giorno 22 giugno 1983 si dice che Emanuela era con Raffaela Monti fino alle 19.30 nella fermata di autobus, e più avanti si dice che Emanuela non c’è più dalle 19.20. I dati sono in disaccordo. Grazie.

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    • Simone F. ha detto in risposta a Tenan

      Complimenti per l’attenzione e grazie! Se dovessi trovare delle altre imprecisioni (che certamente ci saranno) ti prego di farmele notare. Un saluto!

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