Telmo Pievani dimostra che Odifreddi ha torto

Pievani e OdifreddiIl darwinismo porta alla negazione della fede in un Dio Creatore? A rispondere affermativamente sono rimasti ormai solo Piergiorgio Odifreddi e pochi altri anziani sacerdoti dell’ateismo.

Fortunatamente le “nuove” leve del proselitismo laicista hanno preso le distanze da queste convinzioni preistoriche. Telmo Pievani ad esempio afferma che «La scienza non può dimostrare la non esistenza di Dio. Con l’evoluzione la scienza offre una spiegazione della vita molto plausibile. Ci dà una opportunità. Chi vuole, può trovare nell’evoluzionismo una risposta esaustiva. Ma altri potranno, se vogliono, integrarla con un credo religioso». Grazie per la concessione, Telmo.

Proprio Pievani ha avuto il merito di confutare la tesi citata inizialmente, cioè l’incompatibilità tra fede e darwinismo, attraverso “Lettere sulla religione” (Einaudi 2013), dove ha raccolto alcune lettere del naturalista Charles Darwin, padre del darwinismo, in cui parla del suo rapporto con il cristianesimo. Il suo distacco dalla fede e l’approdo ad un agnosticismo leopardiano avvenne principalmente a causa della morte della figlia e non per le sue scoperte scientifiche. Anche il male e la violenza presente nella natura erano per lui scandalo alla fede, enfatizzato da una società protestante non cattolica, come quella vittoriana, abituata all’interpretazione letterale dell’Antico Testamento.

Lui stesso, tre anni prima di morire, scrisse: «Il mio giudizio è spesso fluttuante, e persino nelle mie fluttuazioni più estreme non sono mai stato ateo nel senso di negare Dio. Credo che in generale, ma non sempre, la mia posizione possa essere descritta più appropriatamente con il termine agnostico» (C. Darwin, “Autobiografia”, 1879). Nei momenti migliori, invece, mentre rifletteva sull’uomo, arrivava ad affermare: «Quando rifletto su questo, mi sento in dovere di guardare ad una Prima Causa avente una mente intelligente in qualche misura analoga a quella dell’uomo; e merito perciò di essere chiamato un Teista» (citato in Quoted in The Life of Charles Darwin, [1st Edition – 1902], Francis Darwin – author. London: Senate, 1995, reprint, p. 60).

Odifreddi, autore di “In Principio era Darwin”, noto per le sue epiche “odifreddure”, non è certo difficile da mettere alle strette, lo ha fatto di recente in modo goliardico anche un nostro lettore. Probabilmente però non si sarebbe mai aspettato questo brutto tiro da Pievani, si è scoperto che in questi giorni si è chiuso in casa per giocare online al videogioco SimCity…evidentemente non l’ha presa per nulla bene.

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31 commenti a Telmo Pievani dimostra che Odifreddi ha torto

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  1. Andrea. ha detto

    Questi salafiti dell’ateismo, così “laici” che per loro qualsiasi cosa deve avere implicazioni metafisiche…

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  2. Meister Eckhart ha detto

    Non ho mai capito come sia possibile che, nella mente (evidentemente limitata) di certi “scienziati”, ogni fenomeno nel cosmo (kósmos) abbia bisogno di una causa, che la scienza – giustamente – indaga e cerca di comprendere, tranne il cosmo stesso. Vale a dire che le parti rispondono necessariamente alla legge naturale causa-effetto, mentre l’intero ne è esente. Mistero della fede, verrebbe da dire: sì, della fede (perché di un atto di fede si tratta, altro che scienza) scientista-positivista-materialista di certi signori.

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  3. Matteo ha detto

    Ma no, non avete capito: il prossimo libro di Odifreddi dimostrerà che i programmatori di SimCity non esistono, è nato da solo, dal caso.
    … anche se, conoscendo le politiche commerciali della Electronic Arts (compra piccola azienda -> licenzia tutti -> stranamente il gioco non funziona più), magari è pure vero.

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  4. Luigi Pavone ha detto

    Quale teoria, empiricamente giustificabile, se fosse vera, implicherebbe la negazione dell’esistenza di Dio? A volte mi capita di chiedere ai dogmatici teisti: esiste un fatto (perfino stravagante), il quale se fosse accaduto, o se accadesse ora o in futuro, comporterebbe la negazione dell’esistenza di Dio?

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    • Meister Eckhart ha detto in risposta a Luigi Pavone

      La risposta è: nessuna. Ti rispondo non da dogmatico teista (esistono, e danno fastidio a me quanto a te, se non sono in grado di giustificare razionalmente le loro posizioni), bensì da seguace della Ragione. Il fatto è estremamente semplice, sebbene in pochi – in ambedue gli schieramenti – l’abbiano riconosciuto: se Dio esiste, inevitabilmente va collocato al di fuori della Natura (cioè del cosmo), aldilà dello spazio e del tempo. In caso contrario, non si tratterebbe di Dio. Noi umani, invece, ci troviamo inesorabilmente ad operare, pensare, filosofare, sperimentare, conoscere all’interno della Natura, soggetti in tutto e per tutto alle sue leggi. Per questo motivo, che a me pare tanto auto-evidente da risultare addirittura lapalissiano, mai potremo giungere a “provare” in maniera conclusiva l’esistenza o la non-esistenza di Dio (intendendo il termine nella sua accezione più vasta possibile, non solo nel senso della descrizione vetero- e nuovo-testamentaria). E’ così difficile da capire? Tutto quello che possiamo fare, è indagare la realtà che ci circonda, sottoporre a riflessione critica TUTTO quello che viene spacciato per vero (da qualunque parte provenga) e tirare le nostre personali conclusioni. Ho esposto nel mio primo post un piccolo – ma fondamentale – elemento della riflessione critica che ha avuto come risultato finale le mie (personali) convinzioni. Resto in fiduciosa attesa di ricevere una spiegazione convincente, possibilmente scevra di insulti, al dubbio da me espresso in quel post.

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    • Matteo ha detto in risposta a Luigi Pavone

      Non sono un esperto, ma posso al massimo riassumere quel che ho letto.
      Se scoprissimo di essere una simulazione di SimCity 30.000. Alcuni scienziati ci stanno provando tramite la quantistica, ma in quel caso il discorso si sposterebbe (tipo come con la panspermia): e quel mondo da dove viene?
      In generale il punto sarebbe osservare questo universo/realtà dall’esterno dello stesso, ma è anche influenzato dal concetto di realtà stessa (il nostro cervello ci sta’ mostrando il mondo in modo fedele?).
      Immagina questo: i personaggi di un libro o di un videogioco hanno la possibilità di capire di essere in un libro/videogioco? Non è assolutamente scontato che ne siano capaci.
      Nel suo libro “Dal Big Bang ai Buchi neri” Hawking dice che comunque, anche se il mondo fosse stato creato da qualunque altra entità, potrebbe averlo fatto in modo coerente e potrebbe essere studiato scientificamente senza dover neppure utilizzare il concetto di creatore o sentirne la necessità (più o meno, non ho il libro sotto mano). Abbiamo bisogno di sapere la vita dell’autore di Jurassic Park per capire la trama di Jurassic Park? No, è ininfluente, a meno che Crichton non appaia come una voce dal cielo ai protagonisti a pagina 100.
      Ovviamente per questi discorsi servono persone molto specializzate, con vari anni di studio di filosofia e fisica, o persone con la terza media ma dogmatici antiteisti, perché a quanto pare essere dogmatici antiteisti ti rende per default esperto in ogni branca della scienza, razionale e ti da il potere di andare in giro a utilizzare termini come “dogmatici teisti”, che fa molto radical chich.

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      • Daphnos ha detto in risposta a Matteo

        Questa metafora del personaggio di un videogioco che acquista coscienza, su cui pensavo di avere una sorta di esclusiva, è stata sostenuta anche da Theodore Beale, alias Vox Day, uno scrittore americano. Si arriva sempre troppo tardi 🙁 .

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    • Valentina ha detto in risposta a Luigi Pavone

      Se l’uomo non fosse fatto per aspirare sempre e ostinatamente all’Infinito allora sarebbe una grande dimostrazione che Dio non esiste.

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  5. Davide ha detto

    Molti cattolici ormai accettano di buon grado l’evoluzione, dando, come usuale in questi casi, significati allegorici e metaforici ai passi relativi alla creazione della Bibbia.
    Una posizione sensata, a mio avviso. Mi domando invece, al di fuori degli habituè di questo genere di siti fondamentalisti, chi possa trovare interessanti ed utili tali indiscrezioni su personaggi storici vissuti due secoli fa. Mi domando cosa potrebbero mai spostare tali posizioni nel 2013.

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  6. Max ha detto

    Forse mi sbaglio, ma penso che Telmo Pievani, in un recente documento (credo la lettera ad Enzo Pennetta) avesse detto che l’ipotesi religiosa e’ possibile, dal punto di vista filosofico, ma problematica, o qualcosa del genere.
    Comunque, mi fa piacere che Pievani bacchetti coloro che pensano che la teoria dell’evoluzione implichi che Dio non esiste. Come dice il buon H. Allen Orr (ateo), “Science is not in charge of writing papers on metaphysics”.

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  7. Giorgio Masiero ha detto

    Ma è lo stesso Pievani che ha scritto con Vallortigara il libro “Nati per credere”, dove si dimostrerebbe con le solite banalità pseudoscientifiche derivanti dal darwinismo che Dio è un prodotto dell’uomo, anziché l’inverso?

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  8. Klaus ha detto

    Che l’evoluzione non sia incompatibile con l’esistenza di Dio può non essere chiaro solo a qualche superstite seguace di ideologie superate. La scienza (intesa nel senso moderno, galileiano, di scienza sperimentale) non può indagare il campo metafisico, per cui l’unica possibilità per gli scientisti è negare che questo campo esista, ma questa è una conclusione che non si può raggiungere con gli strumenti della scienza, è di fatto un’affermazione di fede.
    Restano però dei problemi sulla conciliabilità dell’evoluzione con la fede cattolica. Per dirne una, si può ammettere, seguendo tale teoria, l’esistenza di una sola coppia umana originaria, senza la quale, evidentemente, verrebbe a cadere la dottrina del peccato originale?. Ovvio che non conosco la risposta, non essendo un biologo né un genetista. Se però questa ammissione non fosse possibile, dovremmo dedurne che la teoria dell’evoluzione non è accettabile. O mi sbaglio?

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    • Meister Eckhart ha detto in risposta a Klaus

      Potremmo anche dedurne che non tutto il contenuto della dottrina cattolica sia corretto. La Chiesa è composta di uomini e gli uomini, notoriamente, possono sbagliare (e sbagliano pure spesso). Dal canto mio, reputo l’A.T. nient’altro che una raccolta di testi mitologici, come ve ne sono sempre stati nella storia delle varie civiltà umane. Il mito ha una sua funzione, anche importante, ma non è necessariamente attestato di verità. Conseguentemente, la questione di Adamo ed Eva è del tutto irrilevante ai miei occhi. Inoltre, considero la dottrina del peccato originale un’aberrazione, che non dovrebbe trovare posto in una religione altamente morale come quella cristiana, che prende il suo nome da Gesù, il Cristo, il quale mi pare abbia insegnato ben altro.
      Questo non significa, comunque, che la teoria evoluzionistica classica convinca fino in fondo. Certamente vi sono ancora molti aspetti da chiarire e, se si chiama ancora “teoria”, un motivo ci sarà.

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      • domenicotis ha detto in risposta a Meister Eckhart

        “…il quale mi pare abbia insegnato ben altro…”
        Mi pare che lei, invece, sbagli, visto che Gesù è morto addossandosi le nostre colpe. Compeso il peccato originale. Non è morto mica per semplice solidarietà “umana” come sosteneva un prelato (progressista ovviamente).

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      • minstrel ha detto in risposta a Meister Eckhart

        Unica problematica logica di Eckhart: il Magistero della Chiesa è quello che ha canonizzato dogmaticamente l’NT che ti racconta di quel Gesù e che ha prodotto e trasmesso i libri che lo compongono; libri che nemmeno esistono in originale (!), come non esiste un canone se non si accetta il magistero. E se cambi il canone, cambia radicalmente la figura di Gesù. Per intederci: leggi i 4 Vangeli classici e hai un’immagine di Gesù. Ne togli uno, ne aggiungi un’altro (che ne so, quello di Tommaso), ne cambi la disposizione nel canone e hai un’immagine completamente diversa di Gesù.
        Ora: un magistero che sbaglia in toto è un non-magistero cioè nulla come magistero. Ergo nemmeno il canone puoi considerarlo “vero” ergo nemmeno l’immagine del Gesù che prendi come difensore della tua tesi è “vero”.
        Il monogenismo per ora è Magistero Papale da molti considerato dogmatico e pertanto coerentemente si accetta per non distruggere il resto del Magistero dogmatico. Ci sono modalità di uscirne in modo logico naturalment e una di queste fu esplicata da Ratzinger nel 2003 quando in una omelia dedicata alla Pontificia Commissione Biblica affermò che in quel caso il Magistero si era ampliato oltre “i limiti della fede” e quindi in questo caso diverrebbe fallibile.
        Perché non si avanza sul fronte monogenismo e approfondimento del DOGMA (questo si?) del peccato originale. Perché molti non capirebbero avendo una forma mentis ancorata ad un’ermeneutica del dogma preconciliare e temo quindi che la Chiesa tema un nuovo scisma. La Chiesa può aspettare anche 200 anni e il risultato è che nulla ora si muove su questo fronte. Quando sarà pronta, cambierà in questo senso.
        Probabilmente appunto, come diceva Martini, fra 200 anni…

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        • Meister Eckhart ha detto in risposta a minstrel

          Fa piacere ricevere finalmente una critica sensata e supportata da valide argomentazioni. E prendo atto con gioia che lei ammette che persino la Chiesa potrebbe decidere di cambiare qualcosa del proprio magistero. Questo però comporta una scelta: o il magistero è da considerarsi infallibile ma di volta in volta con una scadenza a noi ignota (quando il dogma magari verrà modificato), oppure deve essere consentito accettare il magistero nel suo complesso, senza respingerlo in toto (l’esempio del canone è lampante in tal senso), ma senza nemmeno dover rinunciare a priori a qualsiasi possibilità di avanzare dei dubbi nei confronti di insegnamenti particolarmente delicati e controversi.
          Per quanto mi riguarda, rinunciare al dogma del peccato originale non comporterebbe di per sé anche una rinuncia al monogenismo. Il quale monogenismo rimane materia di dibattito anche a livello scientifico. Io contesto la validità storica del racconto contenuto nel libro della Genesi, non il monogenismo. E’ sufficiente rinunciare alla pretesa di interpretare letteralmente l’episodio di Adamo ed Eva (e non dimentichiamoci del serpente fruttarolo, per carità) e considerarlo per quello che è: una rappresentazione mitologica, adatta ai tempi, dell’ingresso del Male nel mondo. Il quale vi è entrato tramite la porta della Libertà, quella libertà che il Signore ha voluto donare a noi esseri pensanti (ribadisco: pensanti) affinché scegliessimo il Bene e Lo glorificassimo da esseri liberi e non da schiavi. Più semplice di così!

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  9. Giancarlo ha detto

    Egregio Meister Eckhart, vorrebbe essere così cortese da spiegare anche a noi cattolicucci che cosa ha insegnato Gesù Cristo di così incompatibile con la dottrina del peccato originale?

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    • Meister Eckhart ha detto in risposta a Giancarlo

      Perché si autodefinisce cattolicuccio? Io non ho certo dato definizioni spregiative di alcun utente. Guardi che la questione è esattamente opposta a come la propone lei: mi indichi lei cortesemente dove Gesù Cristo ha spiegato che nasciamo tutti con una terribile colpa addosso (proveniente da Adamo, nientemeno: nell’Eden la prescrizione dei reati non è prevista), la quale colpa Lui è venuto a lavare nel Suo sangue, immolandosi per noi.
      Per giustificare la presenza del Male in un mondo creato perfetto da Dio (è a questo che serve la dottrina del peccato originale, spero sia chiaro), è stata scelta, prima da S. Paolo e poi da S. Agostino, una strada quantomeno opinabile. Che ha creato enormi danni nel seno della Chiesa e nel rapporto dei credenti con chi… non sa a cosa credere.

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      • Panthom ha detto in risposta a Meister Eckhart

        Non entro nel merito del peccato originale perché occorrerebbe un capitolo a parte e siamo pesantemente in OT.

        Faccio solo presente che siamo cattolici, e dunque il Magistero della Chiesa portato dalla tradizione apostolica vale esattamente quanto il Vangelo. Ovvero il Vangelo non è l’unica fonte a cui bisogna attingere ed è sbagliato il suo approccio al Vangelo escludendo la tradizione apostolica. Il suo è un approccio protestante.

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  10. Meister Eckhart ha detto

    Capisco il suo appunto e lo rispetto. Del resto è la critica che mi aspetto sempre quando espongo il mio pensiero. Confesso di non sentirmi né cattolico né protestante, ma soltanto cristiano. Se sia un male o un bene non lo so, ma è l’unico modo che ho per continuare a pensare, ostinatamente, con la mia testa, basandomi – si capisce – su quante più letture pertinenti all’argomento io abbia tempo e modo di assorbire.
    Mi consenta, però, di rimarcare che la storia della Chiesa è fatta anch’essa di opinioni teologiche diverse e a volte addirittura opposte, di scontri, eresie e concili. Pertanto mi pare difficile sostenere che, in un qualunque momento storico, quelle, solo quelle ed esattamente quelle siano le posizioni definitive alle quali un credente debba conformarsi. Per fortuna (o per volontà di Dio) esiste sempre uno spazio possibile per la discussione, che sia civile, pacata e basata sul fatto che siamo tutti cristiani.

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    • domenico ha detto in risposta a Meister Eckhart

      e giusto per capire: se l’AT è una raccolta di testi mitologici; se pure San Paolo non ha capito quello che voleva dirci Gesù, si potrebbe sapere su cosa si basa per conoscere il messaggio di Cristo?

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      • Meister Eckhart ha detto in risposta a domenico

        Perché, scusi, lei non dispone dei Vangeli in casa? Non è in grado di leggere i testi dei padri della Chiesa e di teologi e filosofi di ogni ordine e grado per poi confrontarne le conclusioni con la predicazione di Gesù? La pappa è buona solo quando viene servita pronta e su un piatto d’argento? Poi non ho mai affermato che S. Paolo non abbia capito quello che voleva dirci Gesù. Ho detto che, a mio avviso, ha scelto una strada opinabile per spiegare la presenza del Male nel mondo, facendo la metafora di una metafora. Che Gesù volesse insegnarci la dottrina del peccato originale è una pura ipotesi, priva di testimonianze a supporto. Per quanto ne sappiamo, la dottrina del peccato originale è farina del sacco di San Paolo, che non mi risulta essere nostro Signore. Secondo lei, questa dottrina è coerente con il Dio Padre, infinitamente amorevole, che Gesù ci ha fatto conoscere? Non sono possibili altre spiegazioni per la presenza del Male nel mondo? Se poi crede che la Terra abbia 4000 anni lo dica subito, così evitiamo di perdere tempo.

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        • domenico ha detto in risposta a Meister Eckhart

          e di quali vangeli parla? sa ce ne sono tantissimi…

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        • Eli Vance ha detto in risposta a Meister Eckhart

          Certamente San Paolo non è nostro Signore, ma è stato incaricato da Lui a predicare il Vangelo ai pagani di cui anche noi saremmo discendenti, quindi ritengo contro la ragione affermare che si sia sbagliato su un punto così decisivo, dato che la collega con le stessa risurrezione e la divinità di Gesù.
          Certamente poi che la dottrina del peccato è compatibile con il Dio giusto e misericordioso che Gesù ci ha fatto conoscere, perchè le due cose vanno insieme, mi dica lei dove sarebbe l’incompatibilità che onestamente non vedo tant’è che inconsapevolmente lo si commette e inconsapevolmente ne siamo perdonati. Avanzo l’ipotesi che lei non abbia ben chiara la distinzione fra peccato originale e personale se pone in essere certe domande.
          Sono poi anch’io interessato alla domanda posta da domenico che è rimasta senza risposta: le fonti, preferibilmente bibliche o su cosa si basa lei per fare certe affermazioni.

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        • minstrel ha detto in risposta a Meister Eckhart

          Meister Eckhart risponda a questa semplicissima domanda: dove trova scritto NELLA BIBBIA quali sono I LIBRI della Bibbia?
          Naturalmente l’unica risposta possibile è ironica e inutile: “nell’indice” infatti fa sorridere, ma è palesemente sbagliata poiché l’indice è parte editoriale e non testo biblico.
          Dove trova insomma il canone della Bibbia nella Bibbia?
          E allora se accetta queste scritture e non altre lo fa in forza di un dogma della Chiesa e questo dogma si chiama “Canone”.
          E se invece non accetta il canone e quindi legge TUTTO quello che si è prodotto in quel periodo su Gesù, mi spiega come fa a collimare il Giuda dei cosidetti canonici dal Giuda eroe del Vangelo detto di Giuda? E come si risolve i problemi di quando legge i Vangeli gnostici che sono l’esatto contrario del Vangelo di Giovanni? Ne esce un Gesù schizofrenico! Al che mi chiedo: ma lei quando ci parla di “Gesù” di chi (o che cosa) sta parlando?!

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    • Panthom ha detto in risposta a Meister Eckhart

      Benissimo, però la sua critica non nasce dal voler “pensare con la sua testa”, ma dal più semplice non conoscere il cattolicesimo. La cosa è ben diversa.
      Le assicuro che io, per voler ostinatamente pensare con la mia testa, non posso non dirmi cattolico. La sintesi del cattolicesimo è contenuta nel Catechismo della Chiesa cattolica, non ci sono molte altre opinioni.

      Si deve discutere e dialogare, ma con l’accorgimento di conoscere l’argomento di cui ci si vuole interessare. Dire ai cattolici che Gesù non ha detto determinate cose e che quindi esse non sono valide, significa non sapere con chi si sta discutendo. Questo è un ostacolo grave a qualsiasi dialogo.

      P.S.
      Difficile dirsi “cristiani” senza considerare la volontà di Cristo a identificare Pietro come “fondatore della mia Chiesa”. Essere cristiani senza credere alla Resurrezione mi pare personalmente una grandissima perdita di tempo, cosa può interessare oggi un personaggio storico morto e sepolto, seppur molto saggio?

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      • Meister Eckhart ha detto in risposta a Panthom

        “Senza credere alla Resurrezione”? Quando mai avrei affermato una simile sciocchezza? Mi creda se le dico che, contrariamente a quanto lei suppone, conosco piuttosto bene l’argomento. Diciamo che potrei essere considerato un “eretico”, ma – per mia fortuna – la Santa Inquisizione non opera più. La scelta del mio nick dovrebbe essere illuminante in tal senso. Peraltro, mi sono permesso di esprimere la mia opinione solo perché questo sito appare intitolato ai cristiani cattolici sì, ma razionali. Se le parole hanno un senso, proprio qui non dovrebbe essere vietato ragionare sulle cose. E le faccio notare che non mi ha contestato la mia critica all’accettazione supina del magistero della Chiesa, basata sul fatto che tale magistero è molto meno granitico di quanto i cattolici meno informati (la stragrande maggioranza, ma non mi riferisco a lei) pensino. In ciascuno dei concili ecumenici vi sono state opinioni, anche autorevoli, contrarie ai dogmi in seguito formulati. Questo non significa proprio nulla?

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        • minstrel ha detto in risposta a Meister Eckhart

          Significa che lei presuppone un’ermeneutica del dogma assolutista e letterale senza se e senza ma che non è l’ermenutica cristiano-cattolica.
          Senza andare a prendere il grande Eckhart, basterebbe prendere le tesi di Tommaso che sono state tacciate di eresia dopo 3 anni dalla morte e quindi reintegrate. Come è stato possibile? Dunque aveva sbagliato il Magistero a…? Eh no! L’enigma si risolve pensando che le tesi avevano una forma equivoca e quindi sono state equivocate (e Tommaso non c’era più per esplicarle meglio). Allora è come se dicesse il Magistero: “se Tommaso voleva dire A-primo la tesi è eretica come già disse il vecchio magistero, ma se si intende questa tesi come A-secondo allora è perefettamente conforme e quindi accettabile, anzi meravigliosa”.

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  11. alessandro pendesini ha detto

    L’articolo dice : …..Telmo Pievani ad esempio afferma che “La scienza non può dimostrare la non esistenza di Dio…..”

    La scienza, tramite la sua metodologia, non puo’ dimostrare ne la non esistenza ne l’esistenza di Dio ! Ed è proprio per questo che per credere in Dio è imperativo aver fede.
    La conoscenza scientifica, per contro, non richiede nessuna giustificazione, ma solamente convalide e dimostrazioni
    N.B.Lo scopo della scienza non consiste nell’adattare perfettamente la nostra conoscenza alle nostre sensazioni/emozioni, ma generare una rappresentazione del mondo fisico che puo’ essere verificata da tutti coloro che lo desiderano, completamente indipendente dalla personalità o ideologia delle persone che compongono questa rappresentazione.

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